Zod
Escluso
http://vittimemarocchinate.blogspot.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Marocchinate
----------------
Sulle pendici del Faggeto, in località Ramontana, una
madre, che chiamo Maria per convenienza, tentò in ogni
modo di opporsi ad alcuni militari che trascinavano la
giovane figlia. Li aggredì, tentò di colpirli, di graffiarli, alla
fine respinta e gettata a terra, li insultò, li maledisse finché
uno di essi le sparò un colpo di fucile alla gola uccidendola.
Altra Testimonianza
Ricordo una bella donna di Lenola - racconta una intervistata che allora aveva
tredici anni – era fidanzata e u fidanzatu era partitu a fa umilitare; bhè chella non se vuleva sta, la mettinnu a zampe
all’aria e culla baionetta a squarciannu
Io avevo undici anni – ha raccontato un’altra vittima cui non
diamo nome – mi presero sotto i miei genitori. Mia madre
aveva un altro bambino piccolo che ci dava il latte e aveva
un’altra sorella sotto i vestiti per non la fare prendere.
Allora mi presero a me la prima volta…… mamma e papà
li cacciarono, a me fecero rimaner dentro…… però io
piangevo e allora papà piangeva appresso a me ……. A
papà li abbiarono ‘na bottiglia appresso, n’ato poco o
accedevano. Poi mi misero il fucile vicino a me, le botte, le
mazzate….. mi menavano, mi hanno fatto del male,
tutto……Dopo scesa dalla casetta, tutta piangente non
potevo neanche camminare, per come mi avevano
rovinata….. Ecco che vennero gli altri, mi presero, l’ c’era
il grano alto, era notte mi portarono in mezzo al grano,
erano cinque o sei, mi trascinarono come una cosa……
Dopo aver fatto i fatti loro mi lasciarono lì in mezzo. Mio
padre piangendo andava cercando la figlia: andò stai ? e
io, piangendo, chiamavo pà, mamma, tutti quanti…..
Era notte, era buio, non ci vedevo affatto…. Non potevo
nemmeno camminare per come mi avevano rovinata... Così
papà venne a prendermi in mezzo al campo di grano,
piagnenne… mi misero dentro una capanna di fieno,perché erano venuti un’altra volta pe’ me pijà, però non mi
trovanno affatto. Quella buona anima di mio fratello
Pasquale e papà, mi presero, mi misero n’cionciu ( in
spalla), mi portarono mezzu na vallata di pietre in modo
che là non potevano venire….. Dopo che fu fatto giorno mio
padre e mio fratello mi portarono sulla Madonna del Colle
e chiedemmo un’ostetrica e mi visitò e mi disse: figlia mia ti
hanno rovinata! N’saccio come sei viva…. Dopo un anno
andai girando per l’ospedali, perché mi avevano infettato il
sangue…. Sono stata al San Camillo di Roma, a parecchi
ospedali…. Ho dovuto subire a parecchi interventi”
http://it.wikipedia.org/wiki/Marocchinate
----------------
Sulle pendici del Faggeto, in località Ramontana, una
madre, che chiamo Maria per convenienza, tentò in ogni
modo di opporsi ad alcuni militari che trascinavano la
giovane figlia. Li aggredì, tentò di colpirli, di graffiarli, alla
fine respinta e gettata a terra, li insultò, li maledisse finché
uno di essi le sparò un colpo di fucile alla gola uccidendola.
Altra Testimonianza
Ricordo una bella donna di Lenola - racconta una intervistata che allora aveva
tredici anni – era fidanzata e u fidanzatu era partitu a fa umilitare; bhè chella non se vuleva sta, la mettinnu a zampe
all’aria e culla baionetta a squarciannu
Io avevo undici anni – ha raccontato un’altra vittima cui non
diamo nome – mi presero sotto i miei genitori. Mia madre
aveva un altro bambino piccolo che ci dava il latte e aveva
un’altra sorella sotto i vestiti per non la fare prendere.
Allora mi presero a me la prima volta…… mamma e papà
li cacciarono, a me fecero rimaner dentro…… però io
piangevo e allora papà piangeva appresso a me ……. A
papà li abbiarono ‘na bottiglia appresso, n’ato poco o
accedevano. Poi mi misero il fucile vicino a me, le botte, le
mazzate….. mi menavano, mi hanno fatto del male,
tutto……Dopo scesa dalla casetta, tutta piangente non
potevo neanche camminare, per come mi avevano
rovinata….. Ecco che vennero gli altri, mi presero, l’ c’era
il grano alto, era notte mi portarono in mezzo al grano,
erano cinque o sei, mi trascinarono come una cosa……
Dopo aver fatto i fatti loro mi lasciarono lì in mezzo. Mio
padre piangendo andava cercando la figlia: andò stai ? e
io, piangendo, chiamavo pà, mamma, tutti quanti…..
Era notte, era buio, non ci vedevo affatto…. Non potevo
nemmeno camminare per come mi avevano rovinata... Così
papà venne a prendermi in mezzo al campo di grano,
piagnenne… mi misero dentro una capanna di fieno,perché erano venuti un’altra volta pe’ me pijà, però non mi
trovanno affatto. Quella buona anima di mio fratello
Pasquale e papà, mi presero, mi misero n’cionciu ( in
spalla), mi portarono mezzu na vallata di pietre in modo
che là non potevano venire….. Dopo che fu fatto giorno mio
padre e mio fratello mi portarono sulla Madonna del Colle
e chiedemmo un’ostetrica e mi visitò e mi disse: figlia mia ti
hanno rovinata! N’saccio come sei viva…. Dopo un anno
andai girando per l’ospedali, perché mi avevano infettato il
sangue…. Sono stata al San Camillo di Roma, a parecchi
ospedali…. Ho dovuto subire a parecchi interventi”
Ultima modifica: