Qui si legge molto di come si sente la moglie dopo aver scoperto il tradimento del marito. Lui si pente, dice che è stata una sbandata, cerca di chiudere "la parentesi" e di archiviare l'avvenimento come un errore di percorso. Per la moglie però è difficile, non è più tutto come prima, dolore, umiliazione, rabbia, rancore, senso perenne di insicurezza perchè si capisce, si sa che se lui ti ha tradito vuol dire che non ti amava più e si chiede come è possibile che ti ami ancora... E' questa anche la mia situazione
Ma mi domando e lo chiedo ai mariti "pentiti": ma davvero per voi non è cambiato nulla nel rapporto con la moglie dopo la scoperta del vostro tradimento? I vostri sentimenti sono davvero immutati? ma davvero è stata solo una parentesi da dimenticare? davvero sentite di amare ancora vostra moglie dopo averla così meschinamente imbrogliata? Non provate imbarazzo ai suoi occhi? Non vi vergognate un po' di aver tradito la fiducia di una pesona che credeva in voi? Come fate a riprendere la vita comiugale come se nulla fosse?
Come si fa ad amare chi hai umiliato con un calcio nel sedere per stare con un'altra?
Non parlo delle situazioni di comodo, non mi rivolgo a chi ha scelto per comodità di stare con la moglie, per scelte economiche o comunque di utilità. Mi rivolgo a coloro che "hanno scelto" di stare con la moglie, anche se questa scelta è avvenuta dopo essere stati beccati con le mani nel sacco
Grazi a chi mi risponde e mi aiuta a capire
ALICE
E' un percorso lungo e tormentato quello di chi ha subìto un tradimento. Anche perché spesso il traditore è ancora infatuato dell'altra/o e continua a barcamenarsi tra la compagna e l'amante nel tentativo di chiudere l'una o l'altra storia, talvolta col desiderio (magari inconfessabile, ma neppure troppo, perché c'è che ci riesce egregiamente senza sensi di colpa e senza commettere passi falsi) di portarle avanti entrambe.
Poi molto dipende anche dalle ragioni pr cui si è tradito: si può tradire CONTRO il proprio coniuge oppure per scelta esistenziale o semplicemente perché si cede in un momento di crisi, personale o di coppia.
Questo è stato il mio caso.
Io ho tradito e mi sono reso conto di avere inferto così tanta sofferenza e dolore soltanto dopo un pò dalla confessione spontanea della cosa a mia moglie (mai stato un bugiardo convincente).
Mi sembrava un mio diritto sacrosanto quello di concedermi un pò di svago, di riportare me stesso al centro del mondo, di non vivere più solo per fare il marito, il padre, il lavoratore instancabile. In quei frangenti di mia moglie non poteva fregarmene di meno,anzi la detestavo perché soffrendo e stando male non mi lasciava godere il mio giocattolo in santa pace.
C'è voluto un lungo e tormentato percorso, anche terapeutico, per recuperare il nostro rapporto che comunque s'è rinsaldato perfettamente a livello di coppia genitoriale, meno a livello di coppia tout court.
Ho avuto una grande dimostrazione di amore da parte di mia moglie, che ha lottato molto per riportarmi in me stesso e a lei, riuscendoci in qualche misura - non l'ho mai più tradita ma continuo a sentire un vuoto esistenziale che non sembra volersi mai colmare - , peraltro, ma di sicuro se l'esperienza l'ha resa più forte e smaliziata, da un lato, l'ha anche portata sull'orlo dell'esaurimento e della depressione, dall'altro.
Pertanto, per quel poco che posso dirti, ogni esperienza è assolutamente soggettiva e personale e, perdona la banalità, l'unica cosa da fare è fare quello che si sente e che sia ha la forza di fare e non quello che è in teoria giusto o ingiusto.
In bocca al lupo.
Ellesette