Sarò sempre tuo padre

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Ma la legge, salvo casi particolari, offre le stesse opportunità ad entrambi i genitori. Generalmente concede parimenti il tempo col quale vivere i figli. Dove lo vedi il pregiudizio per cui la donna è privilegiata all'uomo?

Quello che Minerva cercava di farti capire e che, dati alla mano, le donne risultano più capaci. Il che non toglie che gli uomini, come te per quello che dici, non siano da meno. Sono d'accordo sul fatto che le cose stiano cambiando e che ci siano uomini di gran lunga migliori di certe donne.

Il fatto è che nella tempesta i bisogni dei bambini diventano anche esigenze. La capacità di soddisfarle non è prerogativa sessuale, bensi è una caratteristica più legata ai sentimenti e alle capacità empatiche. Altruismo.

Ma si può discutere quanto vogliamo, il giudizio ultimo ed attendibile spetta al bambino.
JON dati alla mano è chiaro che al momento le donne svolgano quel ruolo una volta considerato prerogativa soltanto loro, ma questa prerogativa sta al momento cambiando visto il grande inserimento nel mondo del lavoro da parte delle donne. Mi pare però che, l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro stia crescendo in maniera netta senza però togliere quella prerogativa che una volta era soltanto loro, cioè crescere per come loro facevano, un bambino, è chiaro puro che, la crescita rimane soggettiva a quello che "l'essere umano genitore" ha dentro se stesso, e questo a prescindere dall'essere un uomo oppure una donna.


A questo punto racconto io una cosa, così tanto per raccontarla e contribuire, perdonatemi se il contributo è a favore dell'uomo e non della donna. Al momento l'unico esempio che posso riportare è quello reale che conosco.

Abbiamo una coppia, nasce un bambino, la madre entra in depressione e ne viene fuori dopo circa un'anno. Il bambino viene accudito dai nonni e dal padre lavoratore, ( la madre non lavorava) e viene accudito in maniera eccellente, soprattutto dai nonni visto che il padre lavorava.
La madre esce fuori dalla depressione, i nonni molto anziani e con gravi problemi di salute tirano un sospiro di sollievo, per loro e per la figlia finalmente tornata a stare bene.
Il bambino cresce, il padre continua a lavorare e la madre si occupa della casa e del bambino, il padre per mille problemi che non sto a raccontare cerca in mille maniere di gestirsi una famiglia soprattutto una moglie che tutto sembra tranne che una moglie e purtroppo una madre. Ne consegue che il figlio crescendo ha mille problemi, e soprattutto si salute, "vedi colonna vertebrale" e simili ed educazione e propensione allo studio, ai rapporti sociali etc etc.

Questi ora sono separati, e nonostante il padre sia diventato l'esatto contrario di quello che era, cioè un buon padre, questo si deve a quella moglie che tutt'ora parla male del marito.

Il padre è una persona che conosco benissimo, quasi un'amico direi, non dico amico perchè la parola amico per me è un parolone.

Si JON, altri mi hanno scritto che adesso legalmente il tutto è ben equiparato.
 
Ma la legge, salvo casi particolari, offre le stesse opportunità ad entrambi i genitori. Generalmente concede parimenti il tempo col quale vivere i figli. Dove lo vedi il pregiudizio per cui la donna è privilegiata all'uomo?

Quello che Minerva cercava di farti capire e che, dati alla mano, le donne risultano più capaci. Il che non toglie che gli uomini, come te per quello che dici, non siano da meno. Sono d'accordo sul fatto che le cose stiano cambiando e che ci siano uomini di gran lunga migliori di certe donne.

Il fatto è che nella tempesta i bisogni dei bambini diventano anche esigenze. La capacità di soddisfarle non è prerogativa sessuale, bensi è una caratteristica più legata ai sentimenti e alle capacità empatiche. Altruismo.

Ma si può discutere quanto vogliamo, il giudizio ultimo ed attendibile spetta al bambino.
questo è l'unico metro di giudizio insindacabile
 
JON dati alla mano è chiaro che al momento le donne svolgano quel ruolo una volta considerato prerogativa soltanto loro, ma questa prerogativa sta al momento cambiando visto il grande inserimento nel mondo del lavoro da parte delle donne. Mi pare però che, l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro stia crescendo in maniera netta senza però togliere quella prerogativa che una volta era soltanto loro, cioè crescere per come loro facevano, un bambino, è chiaro puro che, la crescita rimane soggettiva a quello che "l'essere umano genitore" ha dentro se stesso, e questo a prescindere dall'essere un uomo oppure una donna.


A questo punto racconto io una cosa, così tanto per raccontarla e contribuire, perdonatemi se il contributo è a favore dell'uomo e non della donna. Al momento l'unico esempio che posso riportare è quello reale che conosco.

Abbiamo una coppia, nasce un bambino, la madre entra in depressione e ne viene fuori dopo circa un'anno. Il bambino viene accudito dai nonni e dal padre lavoratore, ( la madre non lavorava) e viene accudito in maniera eccellente, soprattutto dai nonni visto che il padre lavorava.
La madre esce fuori dalla depressione, i nonni molto anziani e con gravi problemi di salute tirano un sospiro di sollievo, per loro e per la figlia finalmente tornata a stare bene.
Il bambino cresce, il padre continua a lavorare e la madre si occupa della casa e del bambino, il padre per mille problemi che non sto a raccontare cerca in mille maniere di gestirsi una famiglia soprattutto una moglie che tutto sembra tranne che una moglie e purtroppo una madre. Ne consegue che il figlio crescendo ha mille problemi, e soprattutto si salute, "vedi colonna vertebrale" e simili ed educazione e propensione allo studio, ai rapporti sociali etc etc.

Questi ora sono separati, e nonostante il padre sia diventato l'esatto contrario di quello che era, cioè un buon padre, questo si deve a quella moglie che tutt'ora parla male del marito.

Il padre è una persona che conosco benissimo, quasi un'amico direi, non dico amico perchè la parola amico per me è un parolone.

Si JON, altri mi hanno scritto che adesso legalmente il tutto è ben equiparato.
secondo me fai confusione con ruoli nella società e ruoli madre-padre con caratteristiche compensative per creare l'equilibrio di un bambino.
non si sta dicendo che un padre è meno importante di una madre o è meno capace.
...ha un ruolo diverso.
poi sappiamo che ci sono mille eccezioni.
 

Ultimo

Escluso
questo è l'unico metro di giudizio insindacabile
Assolutamente no! e varia da caso a caso.

Un bambino rimane sempre un bambino, e questo cresce, le opinioni in base a quello che sono stavi gli eventi passati confrontati con un presente lontano dal passato, possono nettamente cambiare, ed anche rimanere uguali. Il tutto tanto per chiarire, indipendentemente dall'essere un padre affidatario o di una madre affidataria.
 

Ultimo

Escluso
secondo me fai confusione con ruoli nella società e ruoli madre-padre con caratteristiche compensative per creare l'equilibrio di un bambino.
non si sta dicendo che un padre è meno importante di una madre o è meno capace.
...ha un ruolo diverso.
poi sappiamo che ci sono mille eccezioni.
Minerva mi sa che stiamo spaziando troppo in questo caso. I ruoli possono essere invertiti, dipende sempre dalla soggettività, o dell'uomo o della donna. O vogliamo dare all'uomo ora e sempre quel ruolo di educatore dove rivolgersi quando c'è da alzare il tono di voce. E' un'esempio eh.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Minerva mi sa che stiamo spaziando troppo in questo caso. I ruoli possono essere invertiti, dipende sempre dalla soggettività, o dell'uomo o della donna. O vogliamo dare all'uomo ora e sempre quel ruolo di educatore dove rivolgersi quando c'è da alzare il tono di voce. E' un'esempio eh.
Mi tocca quotarti, ognuno è una personalità ben distinta lo stereotipo delle buone madri a prescindere e dei padri seduti sul loro ruolo di educatori per dimostrare in primis la loro autorevolezza ( non autorità) non mi è mai piaciuto, per inciso sono madre :) ed è l'impegno più vero e complicato della mia vita :)
 
Mi tocca quotarti, ognuno è una personalità ben distinta lo stereotipo delle buone madri a prescindere e dei padri seduti sul loro ruolo di educatori per dimostrare in primis la loro autorevolezza ( non autorità) non mi è mai piaciuto, per inciso sono madre :) ed è l'impegno più vero e complicato della mia vita :)
e chi avrebbe tirato fuori questo stereotipo?
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

Ultimo

Escluso
e chi avrebbe tirato fuori questo stereotipo?

Hai scritto questo, "secondo me fai confusione con ruoli nella società e ruoli madre-padre con caratteristiche compensative per creare l'equilibrio di un bambino."


Io ho percepito quello che fiammetta ha quotato.

Scrivi un po di più e meglio.
:mrgreen::rotfl:

Comunque bando allo scherzo, a cosa ti riferivi allora?
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
per migliorare strutture e aiutare famiglie con asili aziendali etc.i ruoli nella pratica sono interscambiabili ma emotivamente una madre resta tale , idem il padre
Io credo che taluni padri si ribellino ad un ruolo che li vede ancora sotto certi punti di vista come un appendice familiare e la cartina di tornasole si manifesta in caso di separazione, di colpo comprendono che il loro ruolo viene svilito da determinati schemi legislativi e comportamentali. Le madri per contro in alcuni caso si sentono soffocate dall'eccessiva responsabilità che viene attribuita sia dall'infanzia del bimbo al loro ruolo genitoriale, non a caso fino a poco tempo fa si pensava (scientificamente) che l'autismo avesse origine da un cattivo rapporto (già nei mesi di puerperio) tra madre e figlio, pesa te che spada di d'amore e che sofferenza. Con questo non dico che la situazione è notevolmente migliorata e sta progredendo sensibilmente :) Per fortuna :) però l'argomento è assolutamente soggettivo, complesso e pieno di sfaccettature, difficilissimo da affrontare :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io mi chiedo ma tu Brunetta quanti anni hai? ma dove vivi?

Brunetta cambiati le opinioni che hai perchè sono falsate, magari un po di ragione c'è l'hai pure, ma ormai è da tantissimi anni che la donna nella società ha un ruolo lavorativo spesso presente. Quindi in pratica leggendoti mi accorgo come spesso accade che rispondi sempre senza mai leggere, basterebbe quello per non uscirsene con certi discorsi. Mi riferisco a quelle frasi dove spesso ho scritto che adesso entrambi i genitori lavorano e che tutte quelle concezioni antiche devono essere rivalutate.
Ma tu hai letto me?! Non posso che essere lieta di questa paritaria condivisione dei compiti e dei pesi della gestione famigliare e ancor più se presenti vicino a te in Sicilia. Se così è cambieranno anche le decisioni dei tribunali. Invito anche a notare che la maggior parte delle separazioni sono consensuali e che la "collocazione" dei figli viene decisa di comune accordo.
 
Io credo che taluni padri si ribellino ad un ruolo che li vede ancora sotto certi punti di vista come un appendice familiare e la cartina di tornasole si manifesta in caso di separazione, di colpo comprendono che il loro ruolo viene svilito da determinati schemi legislativi e comportamentali. Le madri per contro in alcuni caso si sentono soffocate dall'eccessiva responsabilità che viene attribuita sia dall'infanzia del bimbo al loro ruolo genitoriale, non a caso fino a poco tempo fa si pensava (scientificamente) che l'autismo avesse origine da un cattivo rapporto (già nei mesi di puerperio) tra madre e figlio, pesa te che spada di d'amore e che sofferenza. Con questo non dico che la situazione è notevolmente migliorata e sta progredendo sensibilmente :) Per fortuna :) però l'argomento è assolutamente soggettivo, complesso e pieno di sfaccettature, difficilissimo da affrontare :)
è la verità e per alcuni è una vera ingiustizia...c'è anche da dire, però..che forse pagano lo scotto di aver avuto predecessori che a questo hanno portato.
 

Ultimo

Escluso
sarebbe a dire?

Speravo di non dover specificare, perchè so quanto sono astruso e so quanto sono poco capace di scrivere un concetto chiaro e che non offenda, quindi già a priori spero che prendendo ciò in considerazione, si possa prendere il concetto di fondo senza andare oltre quello che potrebbe essere o sembrare un'accusa.

Pensavo all'uomo come punto di riferimento della famiglia, all'uomo che lavora, nelle miniere, che fa la guerra, che fa quei lavori che spesso lo portano ad essere un'elemento nella famiglia visto più come colui che è quasi sconosciuto a casa visto il poco tempo che può starci. E magari a quell'uomo che viene menzionato dalla moglie-madre che dice ai figli, quando stasera arriva vostro padre saprà ben lui come punirvi.

Insomma c'è una costruzione dell'uomo che va dai tempi molto antichi fino ai giorni nostri, dove questo con l'emancipazione femminile comincia ad assumere quell'aspetto quasi identico nella gestione familiare, che si porta però certi preconcetti e costumi molto antichi, e non sono solo le donne a dover abbandonare questi concetti, ma anche l'uomo.
 

Gian

Escluso
Io mi auguro ci sia al massimo un caso su un milione di madri che abbandonano completamente i figli, come la nipote di mio marito.

se può interessare, nel libro che avevo linkato
pochi giorni fa risulta che le separazioni
nell'80% dei casi sono promosse da donne.
Sono dati Istat, ripresi dalla giornalista che ha scritto il libro
assolutamente documentato e veritiero.
 

Gian

Escluso
Ma tu hai letto me?! Non posso che essere lieta di questa paritaria condivisione dei compiti e dei pesi della gestione famigliare e ancor più se presenti vicino a te in Sicilia. Se così è cambieranno anche le decisioni dei tribunali. Invito anche a notare che la maggior parte delle separazioni sono consensuali e che la "collocazione" dei figli viene decisa di comune accordo.
1. certo che sono consensuali, costano meno; spesso sono "giudiziali larvate", cioè consensuali molto
combattute nella gestione dei figli e sugli alimenti. la giudiziale costa eccessivamente a tutti e quindi la si evita
come la peste;
2. nelle separazioni contano anche le differenze nord-sud ...pare che al nord il trauma venga accettato
meglio, con conseguente separazione "civile", e che un elevato numero di giudiziali cioè separazioni contenziose si registra al sud e nelle fasce più depresse del Paese;
3. il coniuge collocatario è spessissimo la madre perché a lei è affidata la casa coniugale. Quindi è una scelta
pressochè obbligata. Organizzarsi la seconda abitazione per l'altro coniuge (spessissimo il marito) non è
cosa affatto semplice e sovente gli ex mariti tornano dai genitori.
Poi c'è gente che si è ridotta sul lastrico, ma di queste cose si occupano le opere di carità, molto
attive ad esempio a Roma, dove ci sono ex mariti ridotti sul lastrico che hanno perso praticamente tutto.

Diciamo che a tutt'oggi per separarsi e uscirne indenne ci vogliono un sacco di quattrini.
Non dico sia come acquistare la Ferrari , ma quasi.
 
se può interessare, nel libro che avevo linkato
pochi giorni fa risulta che le separazioni
nell'80% dei casi sono promosse da donne.
Sono dati Istat, ripresi dalla giornalista che ha scritto il libro
assolutamente documentato e veritiero.
Ah grandio
la situazione è peggiorata
io ero fermo ai dati che il 75%....
E pare che la causa scatenante non siano le corna
Ma il fatto di avere un marito bambino
quando loro diventano madri...

Ma secondo me
oggigiorno
certe donne
sono troppo esigenti...

E se una esige troppo
un marito accoglie volentieri
la sua voglia di separazione no?:)
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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