ciao
è qualche tempo che leggo..chiedendomi se un forum potesse rivelarsi uno spazio di non-solitudine in cui raccogliere i pensieri..perchè da sola ormai me la canto e me la suono, senza sbagliare una nota...e senza muovermi di un passo..
Convivo da 8 anni col compagno, siamo insieme da una decina d'anni.
E' stata una storia dura, in particolare all'inizio, dove ad unirci è stato più il dolore che il piacere dello stare insieme.
E infatti siamo proprio bravi a starci vicini quando si tratta di sostenerci nelle difficoltà e nel dolore ...ma non siamo proprio bravi a stare insieme per il piacere...in tutti i sensi, ormai..:unhappy:
I primi anni, quando ogni giorno in più era una vittoria, la passione e lo stare insieme erano vitali, un rifugio da tutto il resto.
Ma adesso, che stiamo bene tutti e due, faccio fatica a riconoscerci.
Quel rifugio è scomparso, non c'è più...ci ritroviamo solo nei momenti tristi...e io non sto bene.
Lui c'è per piangere, ma quando si tratta di ridere, insieme, pare che non sappiamo proprio come fare.
Come è possibile che di noi sia rimasta solo questa specie di società di sostegno?
Lui dice che sono esagerata, che non mi accontento mai, che dovrei solo essere contenta di come siamo riusciti a costruire e a ricostruirci...ma...
Lui si è ricostruito in questi anni.
Io ho aspettato che ci riuscisse, l'ho sostenuto mentre lo faceva, ho schiacciato dentro di me le paure che non ce la facesse, che il rischio che stavo correndo si sarebbe rivelato un disastro. mi sono completamente concentrata su di lui..
Ho imparato a non avere bisogno di lui. perchè era lui ad avere bisogno di me. ho imparato a contare solo su me stessa e sulle mie capacità.
Credevo fosse una conquista, ma adesso che forse potrei essere io ad avere bisogno di lui, non sono capace di lasciarmi aiutare, non sono capace di lasciarmi andare con lui...
Ero convinta che quando lui avesse ripreso il passo avremmo potuto proseguire insieme, andare avanti insieme.
Sono stata lì, mi sono in un qualche modo messa in stand by per aspettarlo.
E adesso mi sembra che la nostra storia sia diventata una specie di gabbia che impedisce di andare avanti, mi sembra di aver perso veramente tanto in questi anni, mi sembra di aver perso un treno che non ripasserà più, a volte mi sembra di aver perso me.
Non rimpiango nulla, è comunque bellissimo vedere quello che è ora, vederlo in piedi e non distrutto in mille pezzi, vederlo capace di affrontare la vita a testa alta e non con le spalle piegate, e in ogni caso il percorso me lo sono scelta io.
Ma, non sono felice.
E a volte sono proprio incazzata anche con lui...sapendo di non averne il minimo motivo, perchè ogni scelta l'ho fatta io, nessuno mi ha costretta.
Razionalmente so che non ho motivi, quello che ho, abbiamo fortemente voluto in questi anni l'abbiamo ottenuto, quello che sognavo ad agosto del 2004, piangendo per la paura e stringendo i denti per non dimostrare che avevo paura, è qui, realizzato e reale...e allora perchè mi sembra che non sia restato niente?
Adesso che potremmo goderci tutte quelle cose che allora strappavamo con le unghie e coi denti, adesso che è tutto qui a portata di mano, in ogni momento...io non sono più capace di godermelo...anzi, non riesco neanche più a vederlo.
E sono io che non funziono.
Perchè lui è felice, fiero di se stesso, giustamente, fiero anche di come abbiamo resistito insieme in questi anni, si sente al sicuro, perchè finalmente è sicuro delle sue capacità di stare in piedi.
Io sono sfiancata, vuota, triste.
L'ho tradito, lui non lo sa...e non intendo comunicarglielo.
Non sposterebbe di un mm il dove sono, il dove siamo.
Mi ha ridato un po' di adrenalina, mi ha fatto di nuova sentire bella, piccola, fragile, vulnerabile.
Mi ha fatto capire che ho bisogno di sentirmi anche così.
Zoccola? Anche.
Come mi piacerebbe essere col compagno, senza riuscirci...
Mi ha solo ha confermato che quella che mi manca sono io.
E non so dove andare a cercarmi.
Mi sembra di essermi svegliata da poco, e tutto quello che nel sogno era desiderabile, da sveglia è...irriconoscibile.