ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Grazie per gli auguri Giorgio
..vedremo come andrà...non lo so bene neanche io a che punto sono
..ma mi sono calmata, e ricordata che quando sarà il momento lo capirò. Per ora vivo.:mrgreen:
Ho capito adesso, quello che intendi...credo che la cosa che mi impedisce di comprendere fino in fondo riguarda il senso dello stare insieme...
io penso che stare in relazione non significhi sovrapporre/incrociare le proprie strade concedendosi pause di indipendenza ma, al contrario, che significhi che ognuno percorrere in modo indipendente la propria strada, condividendo spazi comuni di bivacco...raccontandosi ognuno il proprio percorso e verificando di volta in volta se al bivacco successivo ci si incontrerà ancora o no, accettando che l'incontro potrebbe saltare per x variabili.
E in quest'indipendenza noi abbiamo deciso di inserire anche un'indipendenza di tipo fisico.
Fra le cose che sono MIE (e fra le SUE) ci sono anche i rispettivi corpi e l'utilizzo che decidiamo di farne.
Ovviamente con le attenzioni e le tutele del caso, se è il caso
L'unica promessa è che se e quando l'incontro salterà, ognuno farà la fatica di comprendere le motivazioni proprie e dell'altro, ognuno farà la fatica di ascoltare senza cercare risposte per consolare il proprio ego ferito. Ognuno farà la fatica di accettare che l'allontanamento non è un fallimento ma un cambiamento.
Per me, per noi, il tradimento è altro dall'utilizzo del corpo con qualcuno che non è nella coppia.
Tradimento è rinunciare alla cura di se stessi per esempio, è nascondere a se stessi bisogni e necessità, tradimento è dedicarsi alla felicità dell'altro senza prima essersi curati della propria.
Ecco perchè se penso a te, faccio fatica a comprendere il concetto di protezione e come un evento del passato, che ha ferito solo te stesso per ora, possa trovare soluzione in e con lei. Ovvio, è un problema mio questo eh
e sempre e solo a mio parere...
La lei "reale" non è ancora ferita, e tu ancora godi della sua fiducia.
Quella che è ferita è la lei che dimora in te, l'immagine che hai dentro, ed è di questa che hai perso fiducia. Ma dentro di te ci sei solo tu.
Ecco perchè dicevo che forse il concentrarti sul tuo tradimento A LEI, può essere una fuga dall'affrontare altro, un tradimento A TE, alle tue convinzioni su di te e alle tue attese su di te, per esempio.
Credo che in realtà tu abbia tradito l'idea che avevi di te, il ruolo che ti eri dato come identità nella coppia...e non è lei a doverti perdonare, sei tu che non riesci a perdonarti, o meglio ad accettare che in un determinato momento per determinate condizioni non sei stato all'altezza di quello che ti chiedevi di essere.
Penso che se "lei ti perdonasse"...non servirebbe a nulla, o forse sarebbe un sollievo temporaneo, perché in fondo, credo eh, quello che vorresti è che quella "macchia" venisse "smacchiata", cancellata.
Ma non si può. Certi eventi restano indelebili dentro di noi. Si possono accettare, o rimuovere (ma io non credo sia sana quest'ultima soluzione). Sono cicatrici.
L'unica scelta è fra accettare e trasformarle in risorsa, o continuare a "grattare" provando a cancellare...riuscendo solo a farsi male. E coinvolgendo anche altri in questo "grattamento".
Qui io intendo la protezione. Non ti scarico addosso i miei grattamenti, semmai preferisco darti il processo di trasformazione e le risorse che ne escono. I grattamenti me li tengo, sono una mia responsabilità.
e questa scelta la puoi fare solo tu. da solo. lei arriverà poi. non potrà mai scegliere al posto tuo.
cosa le vuoi dare? "grattamenti" finalizzati ad una assoluzione fittizia o risorse da condividere nei vostri spazi?
Ho capito adesso, quello che intendi...credo che la cosa che mi impedisce di comprendere fino in fondo riguarda il senso dello stare insieme...
io penso che stare in relazione non significhi sovrapporre/incrociare le proprie strade concedendosi pause di indipendenza ma, al contrario, che significhi che ognuno percorrere in modo indipendente la propria strada, condividendo spazi comuni di bivacco...raccontandosi ognuno il proprio percorso e verificando di volta in volta se al bivacco successivo ci si incontrerà ancora o no, accettando che l'incontro potrebbe saltare per x variabili.
E in quest'indipendenza noi abbiamo deciso di inserire anche un'indipendenza di tipo fisico.
Fra le cose che sono MIE (e fra le SUE) ci sono anche i rispettivi corpi e l'utilizzo che decidiamo di farne.
Ovviamente con le attenzioni e le tutele del caso, se è il caso
L'unica promessa è che se e quando l'incontro salterà, ognuno farà la fatica di comprendere le motivazioni proprie e dell'altro, ognuno farà la fatica di ascoltare senza cercare risposte per consolare il proprio ego ferito. Ognuno farà la fatica di accettare che l'allontanamento non è un fallimento ma un cambiamento.
Per me, per noi, il tradimento è altro dall'utilizzo del corpo con qualcuno che non è nella coppia.
Tradimento è rinunciare alla cura di se stessi per esempio, è nascondere a se stessi bisogni e necessità, tradimento è dedicarsi alla felicità dell'altro senza prima essersi curati della propria.
Ecco perchè se penso a te, faccio fatica a comprendere il concetto di protezione e come un evento del passato, che ha ferito solo te stesso per ora, possa trovare soluzione in e con lei. Ovvio, è un problema mio questo eh
e sempre e solo a mio parere...
La lei "reale" non è ancora ferita, e tu ancora godi della sua fiducia.
Quella che è ferita è la lei che dimora in te, l'immagine che hai dentro, ed è di questa che hai perso fiducia. Ma dentro di te ci sei solo tu.
Ecco perchè dicevo che forse il concentrarti sul tuo tradimento A LEI, può essere una fuga dall'affrontare altro, un tradimento A TE, alle tue convinzioni su di te e alle tue attese su di te, per esempio.
Credo che in realtà tu abbia tradito l'idea che avevi di te, il ruolo che ti eri dato come identità nella coppia...e non è lei a doverti perdonare, sei tu che non riesci a perdonarti, o meglio ad accettare che in un determinato momento per determinate condizioni non sei stato all'altezza di quello che ti chiedevi di essere.
Penso che se "lei ti perdonasse"...non servirebbe a nulla, o forse sarebbe un sollievo temporaneo, perché in fondo, credo eh, quello che vorresti è che quella "macchia" venisse "smacchiata", cancellata.
Ma non si può. Certi eventi restano indelebili dentro di noi. Si possono accettare, o rimuovere (ma io non credo sia sana quest'ultima soluzione). Sono cicatrici.
L'unica scelta è fra accettare e trasformarle in risorsa, o continuare a "grattare" provando a cancellare...riuscendo solo a farsi male. E coinvolgendo anche altri in questo "grattamento".
Qui io intendo la protezione. Non ti scarico addosso i miei grattamenti, semmai preferisco darti il processo di trasformazione e le risorse che ne escono. I grattamenti me li tengo, sono una mia responsabilità.
e questa scelta la puoi fare solo tu. da solo. lei arriverà poi. non potrà mai scegliere al posto tuo.
cosa le vuoi dare? "grattamenti" finalizzati ad una assoluzione fittizia o risorse da condividere nei vostri spazi?