Me la sono cercata ...

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lolapal

Utente reloaded
Ciao

no no no ... non leggermi, se non ti fa bene! :unhappy: ... scusa!

Ora spiego cosa intendo.
L'amore tra due persone è una cosa bellissima.
Ma non è, secondo me, una condizione necessaria per stare bene.
Se così fosse, allora lo stare bene, non dipenderebbe più da noi,
ma nella fortuna di trovare qualcuno che ci corrisponde.

Se parti, invece, che è necessaria ... diventa dominante nei tuoi
pensieri, nel ricercare, nel desiderare ecc. e qui, secondo me,
si inizia a fare dei merletti, che portano a quella visione distorta
di un "romanticismo" non reale ... e con il tempo, a problemi.
Non so, a volte leggendo qui, mi sembra come una droga ...
questo ricercare o aggrapparsi a questa "idea" ...

Direi, di apprezzare ciò che si ha. Di vederlo, di valorizzarlo ecc.
ma non idealizzarlo. Non credo all'immagine della seconda metà.
Credo, che anche se opposti, o uguali o che ne so io, ma la chimica
è quella giusta ... assieme si può aprire una grandissima dimensione,
rimanendo un io e un te.

solo miei pensieri distorti forse ...
ma ognuno se la canta come meglio ci riesce ...

sienne
No, no, non scusarti! E perché, poi?
Non sono il tipo che mette la testa sotto la sabbia, altrimenti non sarei qui (forum, ma anche momento di crisi).

Ma non voglio trasformare il 3d di Simba nel mio, quindi... ne riparliamo di là... :)
 

Leda

utente Olimpi(c)a
:)
Grazie! Ne avevo bisogno... :)
Prego, è un piacere!
Sei una persona pulita, non ingenua. Sveglia, e onesta. Non hai bisogno di sovrastrutture ideologiche per descriverti a noi o a te stessa. Sì, mi piaci proprio :)
 
Ultima modifica:

lolapal

Utente reloaded
Perchè pensi che fare affidamento su noi stessi possa rendere ciechi alla realtà?

E viceversa, fare affidamento su gli altri, perchè dovrebbe aprire gli occhi rispetto al far affidamento su se stessi.

Credo che la ricerca comune di un obiettivo sia naturale e fisiologico in coppia, ( salutare crearsi anche degli spazi propri, nella coppia consolidata) .
Perché si rischia di filtrare tutto solo attraverso noi stessi e perdere di vista l'empatia verso gli altri (o anche solo verso l'altro).

Spazi propri: ci sto provando...
 

Ultimo

Escluso
Perché si rischia di filtrare tutto solo attraverso noi stessi e perdere di vista l'empatia verso gli altri (o anche solo verso l'altro).

Spazi propri: ci sto provando...
Quindi ci vorrebbe quella sciallanza di cui accennavo? In maniera tale da rendere i propri spazi, utili ad entrambi?

Senza rendere i propri spazi di pensiero un qualcosa di negativo ma eventualmente da condividere e discutere.
 

oscuro

Utente di lunga data
Chiara

Anche pensare che la nostra è una generazione di merda e che noi siamo gli unici ad aver avuto un certo percorso di vita e a capirci qualcosa è identificare il problema negli altri, oscuro.
Si,io però identifico il problema negli altri,perchè ho pagato il mio bel prezzo per certi errori,e non ho incolpato altri,solo me stesso.
 

Sbriciolata

Escluso
Quello che dici, sienne, mi tocca molto profondamente. Un'illusione, tu dici, credere di poter creare una propria isola a due dove tutto è condiviso e si crea, in un certo senso, una dipendenza reciproca che potrebbe anche farla affondare, l'isola...
Illusione credere che si possa essere felici con quello che si ha...

Ragazzi, che momento di m...a!
Le isole mi fanno diventare claustrofobica.
Invece secondo me si può essere felici SOLO con quello che si ha: per quello che non si ha generalmente si è insoddisfatti.
 

Sole

Escluso
Ciao

anche questo è vero ... :smile:

penso, che questo sentire si riallaccia da una parte al nostro periodo - l'accento sull'individualità.
e di conseguenza, ciò porta a quelle sensazioni di solitudine.

tutto ha un prezzo ...

la solitudine, non è una cosa negativa.
cioè, alcune cose si condividono altre meno e altre ancore proprio no.
se accettiamo, che si condivide solo questo aspetto con quella persona e
questo aspetto con l'altra ... va benissimo. è illusorio secondo me credere,
di poter condividere tutto con una persona sola ... se ci si aggrappa a ciò,
si è terribilmente soli, poiché si gioca sul tutto o niente.

credo ... mah ... questa è la mia strategia ...

sienne
Il senso di solitudine di cui parlavo io non ha nulla a che fare con lo stare in coppia o meno. Anzi.
Io ho vissuto in coppia gli ultimi vent'anni della mia vita, ho sempre avuto qualcuno accanto.
Mi sarebbe piaciuto forse provare a misurarmi con la "singletudine", ma non è successo e sono felice così perché per me avere l'amore nella propria vita è sempre un regalo.

Ma... il senso di solitudine c'è. E' iniziato quando le mie sicurezze sono crollate, ma si è accentuato quando mi sono scollata da me stessa, da ciò che credevo di essere, per intraprendere le strade che mi hanno portata qui. Tradire, mentire, hanno scavato un fosso intorno a me e questo fosso, anche oggi che vivo in modo totalmente trasparente, in parte è rimasto.

Poi boh, separarsi è lacerante dopo che stai vent'anni con una persona e fai della tua famiglia il punto di riferimento, tu lo sai bene Sienne. Ti ritrovi a dover ricominciare a un'età in cui pensavi di avere una vita prevedibile e ovattata, con un bel progetto fallito sul groppone.

Certo è che imparare a convivere con questa solitudine può essere uno stimolo a crescere. Ci si sforza di accettarsi per quello che si è, anziché appiattirsi sui modelli che avevamo in testa. E abbandonare l'idea di famiglia come nido accogliente che comunque ci ripara sempre e comunque dagli urti della vita... anche se è triste, ti sprona a rimboccarti le maniche e a cercare la felicità dove non avresti mai pensato di trovarla.
 

sienne

lucida-confusa
Il senso di solitudine di cui parlavo io non ha nulla a che fare con lo stare in coppia o meno. Anzi.
Io ho vissuto in coppia gli ultimi vent'anni della mia vita, ho sempre avuto qualcuno accanto.
Mi sarebbe piaciuto forse provare a misurarmi con la "singletudine", ma non è successo e sono felice così perché per me avere l'amore nella propria vita è sempre un regalo.

Ma... il senso di solitudine c'è. E' iniziato quando le mie sicurezze sono crollate, ma si è accentuato quando mi sono scollata da me stessa, da ciò che credevo di essere, per intraprendere le strade che mi hanno portata qui. Tradire, mentire, hanno scavato un fosso intorno a me e questo fosso, anche oggi che vivo in modo totalmente trasparente, in parte è rimasto.

Poi boh, separarsi è lacerante dopo che stai vent'anni con una persona e fai della tua famiglia il punto di riferimento, tu lo sai bene Sienne. Ti ritrovi a dover ricominciare a un'età in cui pensavi di avere una vita prevedibile e ovattata, con un bel progetto fallito sul groppone.

Certo è che imparare a convivere con questa solitudine può essere uno stimolo a crescere. Ci si sforza di accettarsi per quello che si è, anziché appiattirsi sui modelli che avevamo in testa. E abbandonare l'idea di famiglia come nido accogliente che comunque ci ripara sempre e comunque dagli urti della vita... anche se è triste, ti sprona a rimboccarti le maniche e a cercare la felicità dove non avresti mai pensato di trovarla.

Ciao

non ci siamo capite ... cioè, mi spiego male. scusa.

No, la solitudine che intendevo, sono quei silenzi con te stessa.
Che ti tagliano, dividono ... da ciò che ti circonda.
Una parte è irraggiungibile ... invisibile ...

Ho iniziato molto presto, a non condividere tutto. A vedermela da me.
Anche con il mio compagno. Cioè, sa ... ma non di più.
Non conosco fino in fondo la sensazione di cosa significa,
avere qualcuno accanto. La colpa è mia, lo so. Se l'avessi voluto,
allora, non avrei avuto lui come compagno ... ma lui, mi ha dato altro.
A noi andava bene così ... anzi, più che bene ... ha dato tanto spazio,
per fare i miei mille giri ... per capire ... per crescere ...
e su certe cose ... non do conto a nessuno ... solo a me stessa.

Ironia della sorte ... i silenzi sono aumentati ... e di conseguenza,
togli sempre più aspetti di te ... nelle interazioni, nei rapporti ...

Che fai? ... Inizi a scegliere ... cosa condividi con chi e come ...
La solitudine fa parte di me ... ma bisogna saperla curare e anche apprezzarla.
È il momento di tocco più intimo con se stessi ...
E, come dici tu, se la cogli nella sua essenza ... altro che crescere ...

sienne
 

Sole

Escluso
Ciao

non ci siamo capite ... cioè, mi spiego male. scusa.

No, la solitudine che intendevo, sono quei silenzi con te stessa.
Che ti tagliano, dividono ... da ciò che ti circonda.

Una parte è irraggiungibile ... invisibile ...

Ho iniziato molto presto, a non condividere tutto. A vedermela da me.
Anche con il mio compagno. Cioè, sa ... ma non di più.
Non conosco fino in fondo la sensazione di cosa significa,
avere qualcuno accanto. La colpa è mia, lo so. Se l'avessi voluto,
allora, non avrei avuto lui come compagno ... ma lui, mi ha dato altro.
A noi andava bene così ... anzi, più che bene ... ha dato tanto spazio,
per fare i miei mille giri ... per capire ... per crescere ...
e su certe cose ... non do conto a nessuno ... solo a me stessa.

Ironia della sorte ... i silenzi sono aumentati ... e di conseguenza,
togli sempre più aspetti di te ... nelle interazioni, nei rapporti ...

Che fai? ... Inizi a scegliere ... cosa condividi con chi e come ...
La solitudine fa parte di me ... ma bisogna saperla curare e anche apprezzarla.
È il momento di tocco più intimo con se stessi ...
E, come dici tu, se la cogli nella sua essenza ... altro che crescere ...

sienne
Ecco, forse il senso di solitudine mi pesa perché per me quei silenzi sono cominciati quando mi sono staccata da mio marito, quindi pochi anni fa. Prima quei silenzi non esistevano, perché tutto veniva condiviso tra noi. Eravamo speculari in questo... quasi logorroici, così analitici, profondi... e forse simbiotici.

Poi ci siamo allontanati, lui si è allontanato... e allora sono cominciati quei silenzi: non avevo più un compagno con cui condividerli, anche se lui era accanto a me.

Oggi con questi silenzi ci convivo. Ma non ho ancora imparato bene a gestirli. Questione di abitudine forse. Mi abituerò.
 

sienne

lucida-confusa
Ecco, forse il senso di solitudine mi pesa perché per me quei silenzi sono cominciati quando mi sono staccata da mio marito, quindi pochi anni fa. Prima quei silenzi non esistevano, perché tutto veniva condiviso tra noi. Eravamo speculari in questo... quasi logorroici, così analitici, profondi... e forse simbiotici.

Poi ci siamo allontanati, lui si è allontanato... e allora sono cominciati quei silenzi: non avevo più un compagno con cui condividerli, anche se lui era accanto a me.

Oggi con questi silenzi ci convivo. Ma non ho ancora imparato bene a gestirli. Questione di abitudine forse. Mi abituerò.
Ciao Sole,

si, credo, che s'impara ... o più che altro, a scoprirli ... cosa possono dare.

logorroico ... è il mio compagno! caspita, ogni pensiero condivide.
tutto ... ogni foruncolo, pelo fuori posto ... tutto proprio.
infatti, avrei dovuto capire ... quando tutto è divenuto meno.
ma ha subito riattaccato, appena scoperto.
una relazione ... asimmetrica ... sotto questo punto di vista.

non fa niente ... è stato bello ...
a noi, è andata bene così ...

sienne
 

Fantastica

Utente di lunga data
Che donne

... Leda, Harley, sienne, lola, che donne stupende siete.
Non riesco a citarvi tutte, ma non sapete quanto mi aiutate, specchi pensanti.
:inlove::inlove::inlove::inlove:

La vera solitudine, non è solitudine, forse, ma bisogno di "perdono". Si lega al fatto che qualche lato ignoto di noi ci si è rivelato, ha scombussolato le nostre vite, l'idea che avevamo di noi e delle nostre vite, e la nostra immagine di noi ne è stata oscurata; come diceva Harley, smettiamo di idealizzare noi stesse e ci sentiamo sole, perché è una parte di noi che ci ha lasciate... Fumiamo due sigarette prima di andare a dormire, perché dobbiamo abituarci a chi siamo diventate, perché dobbiamo rimettere insieme i pezzi e alcuni pezzi sono così nuovi... Per riprendere una metafora usata altrove da Rabarbaro, ci figuravamo di essere un Mantegna e ci siamo scoperte, semplicemente vivendo, che siamo un Kandinskij, o forse il contrario... Bisogna abituarsi a se stessi, prima di incontrare davvero di nuovo il mondo... Non credo sia una questione di generazione, ma di maturità. Arriva un momento in cui ci tocca smettere di crederci lucide e padrone del bene e del male, di saperli riconoscere, di saperli scegliere, di saperli padroneggiare. Quello che mi piace enormemente in voi è che però questa consapevolezza non è una scusante per diventare sorde cieche mute, insomma, ciniche, oppure per diventare rammollite e in qualche modo bambine vecchie, o vecchie bambine. E' la maturità, è la stagione più feconda della vita. E per le donne, assolutamente impagabile.
 

Ultimo

Escluso
... Leda, Harley, sienne, lola, che donne stupende siete.
Non riesco a citarvi tutte, ma non sapete quanto mi aiutate, specchi pensanti.
:inlove::inlove::inlove::inlove:

La vera solitudine, non è solitudine, forse, ma bisogno di "perdono". Si lega al fatto che qualche lato ignoto di noi ci si è rivelato, ha scombussolato le nostre vite, l'idea che avevamo di noi e delle nostre vite, e la nostra immagine di noi ne è stata oscurata; come diceva Harley, smettiamo di idealizzare noi stesse e ci sentiamo sole, perché è una parte di noi che ci ha lasciate... Fumiamo due sigarette prima di andare a dormire, perché dobbiamo abituarci a chi siamo diventate, perché dobbiamo rimettere insieme i pezzi e alcuni pezzi sono così nuovi... Per riprendere una metafora usata altrove da Rabarbaro, ci figuravamo di essere un Mantegna e ci siamo scoperte, semplicemente vivendo, che siamo un Kandinskij, o forse il contrario... Bisogna abituarsi a se stessi, prima di incontrare davvero di nuovo il mondo... Non credo sia una questione di generazione, ma di maturità. Arriva un momento in cui ci tocca smettere di crederci lucide e padrone del bene e del male, di saperli riconoscere, di saperli scegliere, di saperli padroneggiare. Quello che mi piace enormemente in voi è che però questa consapevolezza non è una scusante per diventare sorde cieche mute, insomma, ciniche, oppure per diventare rammollite e in qualche modo bambine vecchie, o vecchie bambine. E' la maturità, è la stagione più feconda della vita. E per le donne, assolutamente impagabile.
Ehm.. io sono un uomo, ma, ho letto e leggendo mi ritrovo sdoppiato. Due Ultimo, uno del quale si ricorda benissimo di quello che state scrivendo, che può percepire soltanto chi sa di cosa si sta parlando, e ne conviene perchè conosce. L'altro Ultimo invece è andato oltre quel gradino, e non sa spiegarvi nè come nè cosa ha scaturito il cambiamento, anche qua bisogna ritrovarcisi per capire esattamente o quasi, cosa vorrei scrivere.Senza comunque nulla togliere a quella solitudine che non esenta nessuno, ma che potrebbe smetterla di far crescere lasciando finalmente la giusta solitudine ad una solitudine che appartiene a persone che non conoscevano il tradimento.
 

Annuccia

Utente di lunga data

Eliade

Super Zitella Acida
Sono entrato anch'io nel vortice...36 anni io 35 lei. Fidanzati per 10 anni, 2 anni di convivenza e 3 di matrimonio. Senza figli per scelta. Entrambi di bell'aspetto e piacenti. storia bellissima da subito, complicità, diagolo, sesso, amore, aiuto reciproco, insomma tutto quello che potevo desiderare da lei e da noi. Lei timida e molto riservata e sempre in cerca di protezione che in me' ha sempre trovato. Veniamo ad oggi; da 3 anni mi accusa di non sentirsi desiderata come un tempo e di non voler fare l'amore con lei. Tutte cose vere. Dette e ridette tra lacrime e musi lunghi. in risposta a tutto questo, cambiavo atteggiamento per 1 settimana e poi tornavo come prima. Perche' tanto era mia, tanto non gli facevo mancare niente, tanto ero sicuro che avesse bisogno di me e che non avrebbe fatto mai nulla per mettere a rischio il nostro amore. Il mio non desiderarla e' frutto di noia o routine che 14 anni di conoscenza ha portato, ma la amo e non l'ho mai tradita, ho privilegiato altri aspetti della vita di coppia. Non ho mai dato importanza hai suoi continui segnali e oggi mi trovo qua così vicino dal perderla. Gli ultimi 2 mesi sono stati brutti, lei fredda e io a ripetermi che gli sarebbe passata come sempre e poi via. Questa volta e' diverso. Trovo un messaggio sul suo Cell, non esplicito ma chiaramente non normale. Chiedo spiegazioni, mi dice che si, è vero, che messaggia con un ragazzo conosciuto in palestra e che gli fa piacere perché si sente apprezzata e desiderata, cosa che da me non aveva più da troppo. gli chiedo cosa prova e cosa c'è tra loro due, e lei tra lacrime e rancore mi ripete che mi ama e che sta male ma che non ha fatto sesso con questo ma che sarebbe successo da li a poco. gli chiedo di chiudere con questo ragazzo altrimenti me ne sarei andato. Lei mi dice che il giorno dopo avrebbe chiuso la cosa e che voleva solo me. Per tutta la settimana successiva facciamo sesso come da tantissimo non facevamo e de' stato bellissimo per entrambi poi scoppiavano litigate e rancori sputati addosso, soprattutto da parte sua, ma cerco di riconquistarla ma lei non si fida più ed è presa da mille dubbi. Oggi scopro che per tutta la settima ha continuato a sentirlo, e sono riuscito a leggere tutti i messaggi che si sono scambiati. ho voluto leggerli per capire che cosa c'era tra di loro e capire cosa fare. scopro che a lei piace questo ragazzo che gli dice 4 cazzate al momento giusto, che si sono dati un appuntamento per la prossima settimana e lei lo vuole vedere. Io la amo e la desidero come non mai o come da troppo non provavo. Non sono mai stato così vicino dal perderla come oggi e questo mi fa impazzire. tra mille sofferenze gli ho detto che se voleva incontrarlo di farlo pure e che me ne sarei andato da casa per 3/4 giorni per non condizionarla sui suoi dubbi, ma che passati questi giorni e passato il suo incontro con questo ragazzo, fosse chiara con me e con noi. lei non voleva che andassi via perche' aveva gia fatto la sua scelta, ma era dubbiosa e voleva capire, non voleva piu incontrarlo ma era dubbiosa e voleva capire. ho dovuto lasciarla libera da condizionamenti dovuti alla mia presenza. Lo so, e' un rischio grosso che mi prendo ma non potevo evitare una cosa che magari sarebbe successa più avanti e a mia insaputa. Meglio toccare il fondo adesso per ripartire come un razzo il prima possibile. questa e' la mia storia. Cosa ne pensate? Grazie mille ciao
Io penso che non riuscirò mai a capire comportamenti come quello della tua compagna.
Mandarti a quel paese perché non le dai tutto quello che desidera da un rapporto: NO.
Sentirsi con un altro uomo, mentirti anche dopo essere stata scoperta, continuare nonostante tu ti sia messo finalmente in discussione: SI.
Tua moglie non riesce nemmeno a gestire le priorità della sua vita, nemmeno quella di coppia, secondo me hai fatto bene...ma fossi in te andrei avanti con la mia vita senza aspettarla.
 

Ultimo

Escluso
Io penso che non riuscirò mai a capire comportamenti come quello della tua compagna.
Mandarti a quel paese perché non le dai tutto quello che desidera da un rapporto: NO.
Sentirsi con un altro uomo, mentirti anche dopo essere stata scoperta, continuare nonostante tu ti sia messo finalmente in discussione: SI.
Tua moglie non riesce nemmeno a gestire le priorità della sua vita, nemmeno quella di coppia, secondo me hai fatto bene...ma fossi in te andrei avanti con la mia vita senza aspettarla.

:)
 
Stato
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