La ricostruzione di un rapporto richiede tempo e impegno.
Non è passato neanche un mese dalla scoperta e siamo a poco più di una decina di giorni dalla fine.
E' troppo presto per pensare che le ceneri si siano raffreddate.
E' troppo presto per pensare che si possa dimenticare tutto, senza rimpianti o rancori, senza ansie o paure.
I sentimenti che si gestiscono in tradimento sono talmente intensi che credere possano svanire in qualche giorno è illusorio. Credere che si possa tornare subito come prima è ingenuo.
E forse un po' sciocco.
Perché dopo un tradimento non si può tornare come prima.
Bisogna ridefinire gli equilibri, mutare i ruoli, comprendere le ragioni, imparare a comunicare.
Tante persone questi obiettivi neppure se li pongono: a tradimento avvenuto si sancisce la fine di un rapporto.
Io questo non lo voglio, e neppure mia moglie.
Ovvio che ognuno di noi due pensa a quello che ha perso.
Poi... col tempo, subentrano altri fattori.
Ci si accorge dell'altro, e si scorge finalmente una porta che apre alla speranza.
Perché nel tradimento e nella scoperta dello stesso, all'inizio si è egoisti ai massimi livelli.
Moglie e marito vogliono, pretendono qualcosa: il tradito rivuole ciò di cui si sente defraudato, e la traditrice ciò che aveva ottenuto.
Fuori dai denti, è sempre così. Potete dire il contrario, ma ogni traditore vede l'amante sul cavallo bianco, e ogni tradito si sente vittima di un furto operato dal cavaliere. Due obiettivi che non possono coincidere, mai, all'inizio, anche perché se tradimento c'è stato, è stato anche conseguenza di un vuoto - di qualsiasi tipo - che si è generato all'interno di una coppia e che si è cercato di riempire uscendone.
E' ovvio che non si debba pretendere di ripartire subito, e darsi addosso in cerca di colpe e mancanze è quanto di più sbagliato ci possa essere.
E' anche normale che in questo periodo ogni giorno venga vissuto in maniera diversa.
Ci sono giornate aperte alla speranza, altre piene di dubbi, sulle quali è inutile crogiolarsi.
Io ho visto mia moglie aprirsi gradualmente a me in questi giorni, coccolarmi e capirmi, venirmi incontro, dirmi che aveva capito cosa mi aveva fatto provare. Lui, l'altro è sparito dai nostri discorsi. Siamo rimasti noi.
In questo momento stiamo progettando le vacanze di Natale. E anche qualche altra novità romantica. Ma soprattutto stiamo ritornando alla nostra vita di coppia, ridefinendone gli equilibri, gli spazi, cercando attraverso la comunicazione di comprendere perché si è arrivati a tutto questo. E' un lavoro che richiede tempo, ma oggi posso pensare comunque di essere... non dico felice o sereno, ma sicuramente contento di quanto sta accadendo.
Lei c'è. Ora, nel presente, c'è.
Per me e per mia figlia.
Non è solo una presenza fisica, un muto rassegnarsi alle necessità contingenti.
No, no, intendo dire che lei è qui, con noi, presente, viva, con l'anima, la mente, il corpo.
E lo dico sinceramente, questa è già una conquista, per ora.