Diletta
Utente di lunga data
Scrivi cose che non capisco.
Se una persona sta in un posto è perché ha capito che sta meglio lì che altrove. Questo non vuol dire che non possa aver il pensiero anche altrove, solo ha scelto.
Voglio dire che la pretesa di far sentire una persona del tutto appagata mi sembra un'esagerazione.
Mi sembra già una buona cosa che stia abbastanza bene. Mi sembra una situazione adulta.
Secondo me - parere personale - qualsiasi relazione è frutto di compromessi, che è un po' quel concetto di sacrificio che si dovrebbe attuare per un fine che si ritiene importante (studio molto all'università per laurearmi, mi esercito a suonare uno strumento musicale per ore per diventare un bravo musicista etc). Anch'io non ho fatto alcune cose perseguendo degli obiettivi, ma ne sono stato ampiamente appagato da altre. Classico esempio, i figli (nel mio caso, la figlia). Da quando è nata per anni ci sono state forti limitazioni alla libertà che c'era prima, ovviamente, e pure di notte, quante ore di sonno perse... però ho guadagnato una figlia, e questo è bastato a colmare qualsiasi sacrificio fatto per lei. Certo che se io oggi comincio a pensare di rimpiangere quel periodo della mia vita in cui ero più giovane e potevo fare cose che essendo padre non potevo permettermi, non devo parlare di rimpianti, ma di scelte sbagliate.
Io ho scelto di essere padre e ne sono ben felice.
Probabilmente vivrei di rimpianti se non fosse stata una scelta consapevole.
Per i tradimenti... io credo che valgano molto al presente. Temere di rimpiangere anni dopo l'occasione persa, vuol dire che qualcosa d'altro non funziona dentro noi o anche nella coppia, e che ci sono scelte sbagliate alla base, e frustrazioni conseguenti.
Se una persona tradisce più volte giustificandosi che non vuol vivere di rimpianti, difficilmente comunque avrà dei rimorsi, ed è molto più probabile che questa persona abbia delle frustrazioni, magari un marito o una moglie che non la ama più, o che lei stessa non ama, o altre ragioni più personali. La felicità è un concetto abbastanza etereo: si può aver tutto e non essere felici, tutto sta al sapersi "accontentare", che non vuol dire farsi bastare poco, ma saper guardare con gioia a quello che si ha. E dimenticare l'invidia per quelli che hanno ciò che non abbiamo.
Volere il bene dell'altro non è mai concedergli tutto (pensiamo ai bambini) ma insegnargli a godere di quel che ha.
@Brunetta:
D'accordo con te: ha scelto e dopo che si è fatta una scelta la si porta avanti.
Però continuo a dire che l'idea che il mio compagno non sia o non sia più così appagato nella relazione con me mi turberebbe oltremodo.
Io, quando amo, voglio la piena felicità dell'altro, anche perché io ce l'ho già.
@Danny:
Anche tu parli di scelta consapevole e di felicità che si raggiunge con l'obiettivo che ci siamo dati.
Giusto anche questo concetto.
Però, il rimpianto per ciò che si desiderava tanto può accompagnare tutta la vita di una persona e non è un bella sensazione.
Preferirei che il mio compagno non la provasse.
Nel tuo caso specifico non potrei stare con qualcuno sapendo che si sente dentro ad una gabbia dorata.
Io non sono il padrone di nessuno, quindi gli aprirei quella gabbia correndo così il rischio che il matrimonio finisca.
Naturalmente non mi violenterei rimanendo ad assistere allo spettacolo...prenderei le distanze anche logistiche oltre che emotive (queste sono le più difficili da prendere perché dipendono poco da noi).