ma...questa cosa del perdono mi sembra molto più complessa...io non credo si possa perdonare in un solo atto.
Il perdono, per la mia esperienza, è un processo, un attraversare e riattraversare la rabbia trasformandola in energia creativa e non solo distruttiva. E penso sia un atto intimo. Della persona che compie quel percorso.
Che poi qualcuno ne fruisca io la vedo come una semplice conseguenza.
Il punto non è tanto nel perdonare o nel ricevere il perdono. Il punto è riuscire a condividere quel passare attraverso i veli della rabbia.
Credo che ricevere un perdono non sia un atto passivo. Ma un'attivazione.
Quindi faccio fatica a vederci una vendetta, o posizioni di sudditanza.
Credo che quelle posizioni emergano quando il processo è mirato ad una riaffermazione del sè attraverso l'altro, reciprocamente intendo.
Ma questo secondo me non è perdono.
Perdonare è pacificare e liberare. Sempre secondo la mia prospettiva
Non è qualcosa che si chiede, e neanche qualcosa che si può dare.
Non è una merce. E' una strada. Un percorso individuale, che può essere condiviso, ma anche no.
Si sa da dove parte ma non dove finisce.
Tutte quelle dinamiche di sudditanza, di subalternità...personalmente mi parlano di altro, mi parlano di utilizzo strumentale del potere all'interno della coppia. In modo più o meno consapevole.
Credo che il perdono non sia un atto di amore...credo sia un atto di egoismo. Egoismo funzionale al raggiungimento di una buona qualità della vita emotiva. Un buono e sano egoismo. Che porta a fare perchè si vuole per se stessi, e a dire quei no che a volte fanno la differenza fra una vita sufficientemente buona e una vita sospesa.
Credo che perdonare sia non abbassare mai la testa di fronte ad un altro, ma al contempo neanche permettere che l'altro la abbassi davanti a me.
Secondo me, eh...