Perchè non sono riuscito a fermarmi?

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Hellseven

Utente di lunga data
Uno degli insegnamenti più rivoluzionari di Gesù Cristo, è stato: Perdona il tuo nemico.

E' un insegnamento eccezionale perché è lontano dalla nostra natura, che invece sposa molto meglio il famoso Occhio per occhio.
Un insegnamento che in qualche modo solo pochi eletti sono riusciti a far proprio, tipo Ghandi o Mandela. seppure partendo da posizioni spirituali diverse.
 

Joey Blow

Escluso
Io non ho mai perdonato mia moglie.
Di che devo perdonarla?
Di avere avuto una storia con un altro oppure di avermi fatto male quando l'ho scoperta?

Io l'ho capita.
Ho compreso le sue ragioni, il perché sia successo.
Non l'ho giustificata: per me è stata egoista, stronza, menefreghista.
Lo è stata in quel momento e conservo ancora in me il ricordo di come si è comportata.
E il mio giudizio negativo.
Ma avrei potuto essere io al suo posto, non siamo molto diversi noi due.
Per cui mi son detto: è successo, andiamo avanti senza troppo rancore, e miglioriamo le nostre vite.
Siamo felici, o perlomeno cerchiamo di non essere infelici troppo a lungo.
Tutta questa menata sul perdonare presuppone una superiorità morale, vera o presunta, di una persona rispetto ad un altra, ma io non mi sento superiore a nessuno, e non vorrei mai esserlo.
In una coppia preferisco essere pari. Uguale.
Sì, ma tu raccogli l'immondizia altrui e la getti nel cassonetto. Ti lamenti perchè alle riunioni di condominio si litiga e con qualcuno non ci vai più in vacanzo nudo. Ti lamenti anche per la scarsa partecipazione della gente e non si sa che (si presume tutto). Tu non fai testo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
ma...questa cosa del perdono mi sembra molto più complessa...io non credo si possa perdonare in un solo atto.

Il perdono, per la mia esperienza, è un processo, un attraversare e riattraversare la rabbia trasformandola in energia creativa e non solo distruttiva. E penso sia un atto intimo. Della persona che compie quel percorso.

Che poi qualcuno ne fruisca io la vedo come una semplice conseguenza.

Il punto non è tanto nel perdonare o nel ricevere il perdono. Il punto è riuscire a condividere quel passare attraverso i veli della rabbia.
Credo che ricevere un perdono non sia un atto passivo. Ma un'attivazione.

Quindi faccio fatica a vederci una vendetta, o posizioni di sudditanza.
Credo che quelle posizioni emergano quando il processo è mirato ad una riaffermazione del sè attraverso l'altro, reciprocamente intendo.

Ma questo secondo me non è perdono.

Perdonare è pacificare e liberare. Sempre secondo la mia prospettiva:eek:

Non è qualcosa che si chiede, e neanche qualcosa che si può dare.
Non è una merce. E' una strada. Un percorso individuale, che può essere condiviso, ma anche no.
Si sa da dove parte ma non dove finisce.

Tutte quelle dinamiche di sudditanza, di subalternità...personalmente mi parlano di altro, mi parlano di utilizzo strumentale del potere all'interno della coppia. In modo più o meno consapevole.

Credo che il perdono non sia un atto di amore...credo sia un atto di egoismo. Egoismo funzionale al raggiungimento di una buona qualità della vita emotiva. Un buono e sano egoismo. Che porta a fare perchè si vuole per se stessi, e a dire quei no che a volte fanno la differenza fra una vita sufficientemente buona e una vita sospesa.

Credo che perdonare sia non abbassare mai la testa di fronte ad un altro, ma al contempo neanche permettere che l'altro la abbassi davanti a me.

Secondo me, eh...
 

Nobody

Utente di lunga data
ma...questa cosa del perdono mi sembra molto più complessa...io non credo si possa perdonare in un solo atto.

Il perdono, per la mia esperienza, è un processo, un attraversare e riattraversare la rabbia trasformandola in energia creativa e non solo distruttiva. E penso sia un atto intimo. Della persona che compie quel percorso.

Che poi qualcuno ne fruisca io la vedo come una semplice conseguenza.

Il punto non è tanto nel perdonare o nel ricevere il perdono. Il punto è riuscire a condividere quel passare attraverso i veli della rabbia.
Credo che ricevere un perdono non sia un atto passivo. Ma un'attivazione.

Quindi faccio fatica a vederci una vendetta, o posizioni di sudditanza.
Credo che quelle posizioni emergano quando il processo è mirato ad una riaffermazione del sè attraverso l'altro, reciprocamente intendo.

Ma questo secondo me non è perdono.

Perdonare è pacificare e liberare. Sempre secondo la mia prospettiva:eek:

Non è qualcosa che si chiede, e neanche qualcosa che si può dare.
Non è una merce. E' una strada. Un percorso individuale, che può essere condiviso, ma anche no.
Si sa da dove parte ma non dove finisce.

Tutte quelle dinamiche di sudditanza, di subalternità...personalmente mi parlano di altro, mi parlano di utilizzo strumentale del potere all'interno della coppia. In modo più o meno consapevole.

Credo che il perdono non sia un atto di amore...credo sia un atto di egoismo. Egoismo funzionale al raggiungimento di una buona qualità della vita emotiva. Un buono e sano egoismo. Che porta a fare perchè si vuole per se stessi, e a dire quei no che a volte fanno la differenza fra una vita sufficientemente buona e una vita sospesa.

Credo che perdonare sia non abbassare mai la testa di fronte ad un altro, ma al contempo neanche permettere che l'altro la abbassi davanti a me.

Secondo me, eh...
bellissimo intervento! :)
 

zanna

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
bellissimo intervento! :)
ciao:):)

grazie:eek:...

ho un libro per te, Nobody..Q, di Wu Ming. Penso che ti piacerebbe molto, se già non l'hai letto.:)
Già ... pant pant :bici:
:rotfl::rotfl::rotfl::D

ciao:smile::smile:

...sappi che sto ancora ragionando su quella questione che mi avevi detto, sola o non sola.
Per ora sono arrivata a sola ma non in solitudine. ;):D:D
 

zanna

Utente di lunga data
ciao:):)

grazie:eek:...

ho un libro per te, Nobody..Q, di Wu Ming. Penso che ti piacerebbe molto, se già non l'hai letto.:)


:rotfl::rotfl::rotfl::D

ciao:smile::smile:

...sappi che sto ancora ragionando su quella questione che mi avevi detto, sola o non sola.
Per ora sono arrivata a sola ma non in solitudine.
;):D:D
Ma ... oiboh ... vedi che a volte :D
 

Sbriciolata

Escluso
Spiega meglio :D
che l'esperienza che fai è quella su cui ti basi per il futuro.
Faccio un esempio: ti mangi un kilo di cioccolata e stai così male che ti devono portare all'ospedale d'urgenza, ti rovesciano come un calzino, vedi la morte in faccia per complicazioni impreviste.
Difficilmente mangerai ancora cioccolata, per quanto ti piacesse.
Mangi un kilo di cioccolata e ti viene un bel cagotto, ma in un paio di giorni ti passa: stai a dieta per un mese o due, ma poi, se la cioccolata ti piace molto, la rimangi.
 

gas

Utente di lunga data
che l'esperienza che fai è quella su cui ti basi per il futuro.
Faccio un esempio: ti mangi un kilo di cioccolata e stai così male che ti devono portare all'ospedale d'urgenza, ti rovesciano come un calzino, vedi la morte in faccia per complicazioni impreviste.
Difficilmente mangerai ancora cioccolata, per quanto ti piacesse.
Mangi un kilo di cioccolata e ti viene un bel cagotto, ma in un paio di giorni ti passa: stai a dieta per un mese o due, ma poi, se la cioccolata ti piace molto, la rimangi.
 

Trinità

Utente Pagliaccio
ma...questa cosa del perdono mi sembra molto più complessa...io non credo si possa perdonare in un solo atto.

Il perdono, per la mia esperienza, è un processo, un attraversare e riattraversare la rabbia trasformandola in energia creativa e non solo distruttiva. E penso sia un atto intimo. Della persona che compie quel percorso.

Che poi qualcuno ne fruisca io la vedo come una semplice conseguenza.

Il punto non è tanto nel perdonare o nel ricevere il perdono. Il punto è riuscire a condividere quel passare attraverso i veli della rabbia.
Credo che ricevere un perdono non sia un atto passivo. Ma un'attivazione.

Quindi faccio fatica a vederci una vendetta, o posizioni di sudditanza.
Credo che quelle posizioni emergano quando il processo è mirato ad una riaffermazione del sè attraverso l'altro, reciprocamente intendo.

Ma questo secondo me non è perdono.

Perdonare è pacificare e liberare. Sempre secondo la mia prospettiva:eek:

Non è qualcosa che si chiede, e neanche qualcosa che si può dare.
Non è una merce. E' una strada. Un percorso individuale, che può essere condiviso, ma anche no.
Si sa da dove parte ma non dove finisce.

Tutte quelle dinamiche di sudditanza, di subalternità...personalmente mi parlano di altro, mi parlano di utilizzo strumentale del potere all'interno della coppia. In modo più o meno consapevole.

Credo che il perdono non sia un atto di amore...credo sia un atto di egoismo. Egoismo funzionale al raggiungimento di una buona qualità della vita emotiva. Un buono e sano egoismo. Che porta a fare perchè si vuole per se stessi, e a dire quei no che a volte fanno la differenza fra una vita sufficientemente buona e una vita sospesa.

Credo che perdonare sia non abbassare mai la testa di fronte ad un altro, ma al contempo neanche permettere che l'altro la abbassi davanti a me.

Secondo me, eh...
Quindi confermi quanto ho detto in precedenza: il perdono è un atto di egoismo verso se stessi!
 

Sbriciolata

Escluso
Uno degli insegnamenti più rivoluzionari di Gesù Cristo, è stato: Perdona il tuo nemico.

E' un insegnamento eccezionale perché è lontano dalla nostra natura, che invece sposa molto meglio il famoso Occhio per occhio.
No, aspè:
l'insegnamento è leggermente diverso: rimetti a noi i nostri debiti COME noi li rimettiamo ai nostri debitori nella preghiera a Dio,
mentre il comandamento più importante è: AMA il prossimo tuo COME te stesso.
Ovvero: non sei superiore a nessuno; se qualcuno sbaglia, non è inferiore a te, perchè anche tu, ricorda, sei fallibile.
Quindi devi comprendere e perdonare i suoi errori, che potrebbero essere i tuoi.
E viceversa, ovviamente.
Quindi il perdono cristiano azzera tutto, in teoria.
Io non so come si sentisse il figliuol prodigo, ma se si fosse sentito in debito verso suo padre e i suoi fratelli, non avrebbe accettato che per lui si ammazzasse il vitello grasso, al suo ritorno.
 

Sbriciolata

Escluso

danny

Utente di lunga data
No, aspè:
l'insegnamento è leggermente diverso: rimetti a noi i nostri debiti COME noi li rimettiamo ai nostri debitori nella preghiera a Dio,
mentre il comandamento più importante è: AMA il prossimo tuo COME te stesso.
Ovvero: non sei superiore a nessuno; se qualcuno sbaglia, non è inferiore a te, perchè anche tu, ricorda, sei fallibile.
Quindi devi comprendere e perdonare i suoi errori, che potrebbero essere i tuoi.
E viceversa, ovviamente.
Quindi il perdono cristiano azzera tutto, in teoria.
Io non so come si sentisse il figliuol prodigo, ma se si fosse sentito in debito verso suo padre e i suoi fratelli, non avrebbe accettato che per lui si ammazzasse il vitello grasso, al suo ritorno.
:up:
 

Sbriciolata

Escluso
ma...questa cosa del perdono mi sembra molto più complessa...io non credo si possa perdonare in un solo atto.

Il perdono, per la mia esperienza, è un processo, un attraversare e riattraversare la rabbia trasformandola in energia creativa e non solo distruttiva. E penso sia un atto intimo. Della persona che compie quel percorso.

Che poi qualcuno ne fruisca io la vedo come una semplice conseguenza.

Il punto non è tanto nel perdonare o nel ricevere il perdono. Il punto è riuscire a condividere quel passare attraverso i veli della rabbia.
Credo che ricevere un perdono non sia un atto passivo. Ma un'attivazione.

Quindi faccio fatica a vederci una vendetta, o posizioni di sudditanza.
Credo che quelle posizioni emergano quando il processo è mirato ad una riaffermazione del sè attraverso l'altro, reciprocamente intendo.

Ma questo secondo me non è perdono.

Perdonare è pacificare e liberare. Sempre secondo la mia prospettiva:eek:

Non è qualcosa che si chiede, e neanche qualcosa che si può dare.
Non è una merce. E' una strada. Un percorso individuale, che può essere condiviso, ma anche no.
Si sa da dove parte ma non dove finisce.

Tutte quelle dinamiche di sudditanza, di subalternità...personalmente mi parlano di altro, mi parlano di utilizzo strumentale del potere all'interno della coppia. In modo più o meno consapevole.

Credo che il perdono non sia un atto di amore...credo sia un atto di egoismo. Egoismo funzionale al raggiungimento di una buona qualità della vita emotiva. Un buono e sano egoismo. Che porta a fare perchè si vuole per se stessi, e a dire quei no che a volte fanno la differenza fra una vita sufficientemente buona e una vita sospesa.

Credo che perdonare sia non abbassare mai la testa di fronte ad un altro, ma al contempo neanche permettere che l'altro la abbassi davanti a me.

Secondo me, eh...
ecco, meno male che l'hai spiegato così bene tu.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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