G.I. Gurdjeff

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giorgiocan

Utente prolisso
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
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giorgiocan

Utente prolisso
perché vorresti un'opinione?
La prima volta che ho preso in mano l'argomento ero probabilmente troppo giovane. Anche se il terreno era fertile. Ma quel che provavo era discordante, non mi tornavano troppe cose insomma.

Adesso, al contrario, mi sento pronto ad accettare il vuoto e smettere di vergognarmi di essere nato me stesso. Per contro sto affrontando rivoluzioni personali su molti fronti, ho appena recuperato (anzi, i lavori sono ancora in corso) da una crisi personale senza precedenti e ogni passo, da qui in poi, è potenzialmente verso il completamente ignoto.
 

Calimero

Utente Piccolo e Nero
La prima volta che ho preso in mano l'argomento ero probabilmente troppo giovane. Anche se il terreno era fertile. Ma quel che provavo era discordante, non mi tornavano troppe cose insomma.

Adesso, al contrario, mi sento pronto ad accettare il vuoto e smettere di vergognarmi di essere nato me stesso. Per contro sto affrontando rivoluzioni personali su molti fronti, ho appena recuperato (anzi, i lavori sono ancora in corso) da una crisi personale senza precedenti e ogni passo, da qui in poi, è potenzialmente verso il completamente ignoto.
sono andato su Wikipedia e ho letto chi è. dovresti spiegare cosa c'entra lui con quello che hai scritto. c'entra con il raggiungimento di una propria consapevolezza di te che non hai o ancora non hai a pieno?
 

giorgiocan

Utente prolisso
sono andato su Wikipedia e ho letto chi è. dovresti spiegare cosa c'entra lui con quello che hai scritto. c'entra con il raggiungimento di una propria consapevolezza di te che non hai o ancora non hai a pieno?
Intendo dire che è da quando ero ragazzo che lavoro sulla mia consapevolezza, ho sempre avuto questa curiosità e d'altra parte non sono mai riuscito a evitare di pormi delle domande per mettermi poi a scavare alla ricerca di una risposta.
E siccome pare che sia arrivato il momento di riprendere il lavoro, volevo sapere se qualcuno conosce l'oggetto del topic, ci ha già lavorato sopra ed è disposto a condividere qualche impressione. Insomma, vorrei riprendere a studiare; ma devo anche sapere di non star ripartendo con troppa foga, o rischio di farmi più male che bene.
 

Calimero

Utente Piccolo e Nero
Intendo dire che è da quando ero ragazzo che lavoro sulla mia consapevolezza, ho sempre avuto questa curiosità e d'altra parte non sono mai riuscito a evitare di pormi delle domande per mettermi poi a scavare alla ricerca di una risposta.
E siccome pare che sia arrivato il momento di riprendere il lavoro, volevo sapere se qualcuno conosce l'oggetto del topic, ci ha già lavorato sopra ed è disposto a condividere qualche impressione. Insomma, vorrei riprendere a studiare; ma devo anche sapere di non star ripartendo con troppa foga, o rischio di farmi più male che bene.
capito. Non posso aiutarti. io ho sempre fatto da me. le teorie misticofilosofiche non fanno per me.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Un breve estratto, per permettere a chi non ha mai sentito il nome in oggetto di inquadrare a grandi linee l'argomento:

"L’uomo rimane un mistero a sé stesso. Nel mondo in cui vive tutto è impermanente e condizionato, tuttavia, egli sente in sé una grande nostalgia per per l’assoluto, l’incondizionato, un’aspirazione ad essere. Questo crea in lui un’inquietudine, un grande vuoto,una mancanza essenziale che si esprime in un linguaggio insolito che non riesce a comprendere. E’ una mancanza che fa sorgere quesiti a cui non trova risposte. Si rende conto di non sapere da dove proviene e di non sapere dove sta andando. Le grandi religioni sono degenerate così tanto che da molto tempo poco o nulla di vivo è rimasto in ognuna di esse per poterlo aiutare. Ciononostante, il bisogno di comprendere e di trovare un insegnamento per la crescita spirituale rimane vivo nell’essere umano."
 
Ultima modifica:

Calimero

Utente Piccolo e Nero
Un breve estratto, per permettere a chi non ha mai sentito il nome in oggetto di inquadrare a grandi linee l'argomento:

"L’uomo rimane un mistero a sé stesso. Nel mondo in cui vive tutto è impermanente e condizionato, tuttavia, egli sente in sé una grande nostalgia per per l’assoluto, l’incondizionato, un’aspirazione ad essere. Questo crea in lui un’inquietudine, un grande vuoto,una mancanza essenziale che si esprime in un linguaggio insolito che non riesce a comprendere. E’ una mancanza che fa sorgere quesiti a cui non trova risposte. Si rende conto di non sapere da dove proviene e di non sapere dove sta andando. Le grandi religioni sono degenerate così tanto che da molto tempo poco o nulla di vivo è rimasto in ognuna di esse per poterlo aiutare. Ciononostante, il bisogno di comprendere e di trovare un insegnamento per la crescita spirituale rimane vivo nell’essere umano."
credo che in questo scritto vi sia un errore di fondo per cui il vuoto è una conseguenza ineluttabile per l'uomo. intendendo per uomo tutto il genere umano. Non tutti hanno questa inquietudine, questo senso di grande vuoto.
 

giorgiocan

Utente prolisso
credo che in questo scritto vi sia un errore di fondo per cui il vuoto è una conseguenza ineluttabile per l'uomo. intendendo per uomo tutto il genere umano. Non tutti hanno questa inquietudine, questo senso di grande vuoto.
Sai, qui si entra nella valutazione personale, e può essere difficile intendersi. Io credo semplicemente che chiunque, prima o poi, sperimenta momenti di incertezza personale; e che questi vissuti possono costituire la base per una trasformazione consapevole.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Grande thread.
Racconta. Ne sento sempre parlare ma non approfondisco mai.
Per favore per somme linee il suo pensiero grz
In breve. Scrittore e filosofo russo, verso la fine dell'800 intraprende un viaggio in Oriente alla ricerca dei metodi educativi patrimonio delle tradizioni mistiche locali. Pare che riesca a introdursi in alcuni gruppi di pratica spirituale molto ristretti e "nascosti" poco prima che i conflitti in Russia prima e in Europa poi ne cancellino la tradizione.
Al suo ritorno fonda una "scuola" volta a tramandare gli strumenti per recuperare la consapevolezza individuale andata perduta nella cultura occidentale. Il suo metodo ha origine dallo studio delle danze sacre, nella fattispecie del repertorio destinato all'educazione del fanciullo. E' centrale il ruolo esperienziale dello studio, rispetto a quello nozionistico/accademico. Costretto ad emigrare durante i conflitti di inizio secolo, si trasferisce a Parigi dove fonda il primo vero e proprio istituto fondato sul proprio metodo, esportando poi il sistema anche negli Stati Uniti. Nel frattempo dà alle stampe alcune opere, piuttosto ermetiche, sperando di selezionare e incoraggiare nuovi adepti che continuino il proprio insegnamento. L'opera ha successo soltanto in parte: un ristretto gruppo di discepoli continua l'operato del fondatore anche ai giorni nostri, ma la sensazione è quella di una ricostruzione affannosa, piuttosto che l'espressione di una conoscenza consolidata.

Insomma, quel poco che si sa è pure bello confuso.
 
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Hellseven

Utente di lunga data
In breve. Verso la fine dell'800 intraprende un viaggio in oriente alla ricerca dei metodi educativi patrimonio delle tradizioni mistiche locali. Pare che riesca a introdursi in alcuni gruppi di pratica spirituale molto ristretti e "nascosti" poco prima che i conflitti in Russia prima e in Europa poi ne cancellino la tradizione.
Al suo ritorno fonda una "scuola" volta a tramandare gli strumenti per recuperare la consapevolezza individuale andata perduta nella cultura occidentale. Il suo metodo ha origine dallo studio delle danze sacre, nella fattispecie nel repertorio destinato all'educazione del fanciullo. E' centrale il ruolo esperienziale dello studio, rispetto a quello nozionistico/accademico. Costretto ad emigrare durante i conflitti di inizio secolo, si trasferisce a Parigi dove fonda il primo vero e proprio istituto fondato sul proprio metodo, esportando poi il sistema anche negli Stati Uniti. Nel frattempo dà alle stampe alcune opere, piuttosto ermetiche, sperando di selezionare e incoraggiare nuovi adepti che continuino il proprio insegnamento. L'opera ha successo soltanto in parte: un ristretto gruppo di discepoli continua l'operato del fondatore anche ai giorni nostri, ma la sensazione è quella di una ricostruzione affannosa, piuttosto che l'espressione di una conoscenza consolidata.

Insomma, quel poco che si sa è pure bello confuso.
Grazie.
Ho scoperto ieri sera tra i libri della biblioteca della buonanima di papà un volumetto dal titolo "Gurdjieff, chi era costui?" L'ho preso con me, voglio darci un occhio :)
 

Nobody

Utente di lunga data
Sai, qui si entra nella valutazione personale, e può essere difficile intendersi. Io credo semplicemente che chiunque, prima o poi, sperimenta momenti di incertezza personale; e che questi vissuti possono costituire la base per una trasformazione consapevole.
ciao giorgio... penso sia inevitabile, razionalmente sappiamo ciò che ci aspetta in fondo alla strada, ma interiorizzarlo è un altro discorso. La finitezza, e quindi la mancanza di un vero scopo nella vita, terrorizza.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Grazie.
Ho scoperto ieri sera tra i libri della biblioteca della buonanima di papà un volumetto dal titolo "Gurdjieff, chi era costui?" L'ho preso con me, voglio darci un occhio :)
Buon divertimento!! :D
 

Apollonia

Utente di lunga data
Ciao Giorgio! Mio marito e' un estimatore del soggetto del 3D, ma sono in ferie con una connessione a pedali. Io ho letto qualcosa, ho visto il film della sua vita.
Secondo me ti farebbe bene! Anzi, appena posso, ti do' altri riferimenti!
 

giorgiocan

Utente prolisso
Ciao Giorgio! Mio marito e' un estimatore del soggetto del 3D, ma sono in ferie con una connessione a pedali. Io ho letto qualcosa, ho visto il film della sua vita.
Secondo me ti farebbe bene! Anzi, appena posso, ti do' altri riferimenti!
Grazie, te ne sarei grato! Ma intanto goditi la vacanza! ;)
Comunque ho messo in lista anche gli altri titoli che mi hai consigliato, solo che sono leeeeento!
 

giorgiocan

Utente prolisso
ciao giorgio... penso sia inevitabile, razionalmente sappiamo ciò che ci aspetta in fondo alla strada, ma interiorizzarlo è un altro discorso. La finitezza, e quindi la mancanza di un vero scopo nella vita, terrorizza.
Centro perfetto! Credo che uno dei problemi di fondo sia quello del disperato tentativo della cultura contemporanea (soprattutto occidentale ma non solo) di "eliminare" l'idea stessa di morte dal nostro quotidiano. Come fosse una cosa da tenere nascosta ad ogni costo. Il che è ovviamente completamente senza senso. Oltre agli ovvi problemi che comporta quando il trucco viene svelato.

Della cultura tibetana, ad esempio, adoro l'idea che la vita sia uno strumento per giungere alla fine dei giorni con la consapevolezza necessaria alla propria trasformazione e liberazione.

Ma non vorrei sembrare l'adepto di qualche setta oscura o peggio farlocca, quindi passo nuovamente e volentieri la parola.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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