Incoerenza? Sadismo? Pazzia? O cosa?

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Joey Blow

Escluso
Ma guarda tu come ti ingegni per sminuire i tuoi meriti. Secondo me sei pronto per la canonizzazione. Beato JB.
Vaffanculo tu, i pm che ti mandi con i disagiati, la tua mezz'età ridicola e sfigata da vorreimanonpossoseparataconfiglidonnacoraggiodisagiata che alla fine non combina mai un cazzo che non è in grado e trova molto meglio fare la balia a qualche imbecille che almeno è rassicurante, e che si stupisce pure se tutto il mondo la chiama zia quando è nonna da almeno vent'anni buoni. E non mi sminuisco certo, anzi, mi aspetto un bacino. Forza.
 

Sbriciolata

Escluso
Vaffanculo tu, i pm che ti mandi con i disagiati, la tua mezz'età ridicola e sfigata da vorreimanonpossoseparataconfiglidonnacoraggiodisagiata che alla fine non combina mai un cazzo che non è in grado e trova molto meglio fare la balia a qualche imbecille che almeno è rassicurante, e che si stupisce pure se tutto il mondo la chiama zia quando è nonna da almeno vent'anni buoni.
sì capoccetta, hai ragione. Ma adesso calmati, eh? che poi ti aumentano gli acidi gastrici che, quando li elimini, danno il fastidioso effetto che ben conosci.:)
 

danny

Utente di lunga data
Certo, si lavora su quello.
Mai detto che sia una persona pessima, è con me che è stata pessima, ma io sono una piccola porzione di umanità. Il resto dell'umanità sarà sicuramente più bravo di me a tirar fuori tutto ciò che di buono c'è in lei.


Vi sono persone che non riescono a un certo punto della loro vita a sopportare il peso delle responsabilità che si sono assunte. Un matrimonio, i figli...
La paura di invecchiare, che va in parallelo con quella di morire, ci rende paurosamente deboli.
Alle angosce del presente, alla paura del futuro, si preferisce rimettere in gioco il passato, recuperando la spensieratezza (spesso solo vagheggiata nei ricordi) dell'adolescenza, della prima gioventù.
Per portare avanti un matrimonio, il ruolo di madre (e successivamente anche quello di nonna) che si è scelto a un certo punto della nostra vita non occorre solo l'amore ma molta determinazione, forza di volontà, capacità e resistenza.
Che non tutte ( o tutti in generale) hanno o conservano per sempre.
Nessuno ci obbliga a sposarci o a fare figli, la società attuale non colpevolizza più chi sceglie una vita da single come un tempo. Ma d'abitudine ci si sposa e si fanno figli con l'incoscienza di chi non comprende quale sarà il peso effettivo che avranno queste scelte nella nostra vita.
I sensi di colpa hanno indotto tua moglie a scaricarsi la coscienza: poteva vivere ugualmente la sua storia clandestinamente per il tempo che riteneva necessario, senza far male ad alcuno, d'altronde anche l'amante non è libero sentimentalmente, a che pro, quindi tutto questo? Probabilmente vi è anche il desiderio di vivere questa storia extraconiugale senza le paure e le ansie che la clandestinità avrebbe amplificato.
Io vedo tua moglie come una persona debole, pertanto incapace di fare scelte per lei dolorose: cerca di mantenere ancora con te un legame, per non perdere nulla, nella vana ricerca di un proprio spazio di vita egoisticamente il più generoso possibile con se stessa. Debole e conseguentemente egoista.
Non una cattiva persona, come giustamente dici tu.
Mi piacciono anche altre cose che hai scritto. E anch'io come te credo si prenderà una tranvata al momento opportuno.
Ma questo la renderà più forte?
O solo un poco più disperata?
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Non manca molto tempo. Pochi mesi e si pentira'.

Magari troppo tardi.

Già, ma non lo capirà.
Darà la colpa a lui, o a chissà che altro accidente...

Io mi avvicino ai cinquanta. Ricordo le coppie di una volta, quelle della generazione nate ai primi del novecento.
Coppie eterne. Non è che fossero tutte felici. Non è che si amassero di più.
E' che in fin dei conti si accettavano per quel che erano.
La vecchiaia e la morte erano presenti nella vita.
Si facevano tot figli e la metà morivano. A 40 anni si era a volte già nonni. Una polmonite ti portava via a 30 anni.
Ma se sopravvivevi il tuo ruolo di vecchio, di nonno, di genitore, di marito o moglie nella società aveva il suo (giusto) peso. Il tuo ruolo era praticamente predeterminato. Ma si era davvero meno liberi, in sostanza?
Ora, se non sei sempre giovane, piacente, curato, seducente, di successo sei destinato all'oblio.
Guardate anche la storia delle pensioni: ci hanno tolto la possibilità di essere nonni, ci hanno detto di lavorare fino a 70 anni, perché a 70 anni... non si è vecchi.
E se non si è vecchi a 70 anni a 40 si è probabilmente giovani, e d'altronde se tanti iniziano a lavorare seriamente a 35 anni, dopo la laurea, la specialità, gli stage, il precariato (il posto fisso a un certo punto era diventato così fuori moda, era roba da Fantozzi, eh... come lo rimpiangeremo)... l'adolescenza con la sua teorica vanità e l'assenza di responsabilità diventa una condizione abbastanza prolungata nel tempo.
Tutti i ruoli quindi sono stati sovvertiti.
E hanno anche perso la loro importanza.
Puoi essere sposato, divorziato, madre, padre, single, non vi è più alcuna differenza.
Il che se in linea teorica è un bel progresso e un deciso aumento delle libertà individuali (ma questo rafforza la società o la indebolisce, alla lunga?), porta al paradosso in alcuni casi che ti trovi per tutta la vita a inseguire la precarietà più vantaggiosa. Il che vuol dire all'alba dell'invecchiamento, già genitori, rimettere in discussione tutto, causando la sofferenza altrui, del marito coinvolto in questa storia suo malgrado, dei figli...
Già, ma cosa è meglio, allora?
L'ipocrisia di chi andava avanti malgrado tutto (le corna ci son sempre state...), non facendo mai crollare la famiglia (il primo mattone della società) o la schiettezza un po' opportunista (facile mandare via di casa un marito tradendolo...) di oggi, che disgrega, frantuma, ma probabilmente fa anche crescere... il pil?
Bella domanda.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Già, ma non lo capirà.
Darà la colpa a lui, o a chissà che altro accidente...

Io mi avvicino ai cinquanta. Ricordo le coppie di una volta, quelle della generazione nate ai primi del novecento.
Coppie eterne. Non è che fossero tutte felici. Non è che si amassero di più.
E' che in fin dei conti si accettavano per quel che erano.
La vecchiaia e la morte erano presenti nella vita.
Si facevano tot figli e la metà morivano. A 40 anni si era a volte già nonni. Una polmonite ti portava via a 30 anni.
Ma se sopravvivevi il tuo ruolo di vecchio, di nonno, di genitore, di marito o moglie nella società aveva il suo (giusto) peso. Il tuo ruolo era praticamente predeterminato. Ma si era davvero meno liberi, in sostanza?
Ora, se non sei sempre giovane, piacente, curato, seducente, di successo sei destinato all'oblio.
Guardate anche la storia delle pensioni: ci hanno tolto la possibilità di essere nonni, ci hanno detto di lavorare fino a 70 anni, perché a 70 anni... non si è vecchi.
E se non si è vecchi a 70 anni a 40 si è probabilmente giovani, e d'altronde se tanti iniziano a lavorare seriamente a 35 anni, dopo la laurea, la specialità, gli stage, il precariato (il posto fisso a un certo punto era diventato così fuori moda, era roba da Fantozzi, eh... come lo rimpiangeremo)... l'adolescenza con la sua teorica vanità e l'assenza di responsabilità diventa una condizione abbastanza prolungata nel tempo.
Tutti i ruoli quindi sono stati sovvertiti.
E hanno anche perso la loro importanza.
Puoi essere sposato, divorziato, madre, padre, single, non vi è più alcuna differenza.
Il che se in linea teorica è un bel progresso e un deciso aumento delle libertà individuali (ma questo rafforza la società o la indebolisce, alla lunga?), porta al paradosso in alcuni casi che ti trovi per tutta la vita a inseguire la precarietà più vantaggiosa. Il che vuol dire all'alba dell'invecchiamento, già genitori, rimettere in discussione tutto, causando la sofferenza altrui, del marito coinvolto in questa storia suo malgrado, dei figli...
Già, ma cosa è meglio, allora?
L'ipocrisia di chi andava avanti malgrado tutto (le corna ci son sempre state...), non facendo mai crollare la famiglia (il primo mattone della società) o la schiettezza un po' opportunista (facile mandare via di casa un marito tradendolo...) di oggi, che disgrega, frantuma, ma probabilmente fa anche crescere... il pil?
Bella domanda.
Ti posso menare?
 

danny

Utente di lunga data
gli è che tu hai una sorprendente capacità di mandarmi fuori dai gangheri. su questa cosa devo rifletterci su.

tutto bene a casa?
Il che mi fa anche piacere: se scrivessi cose che piacciono a tutti probabilmente non costituirebbero un punto di partenza per eventuali discussioni. E discutere significa confrontarsi e di conseguenza comprendere oltre le apparenze o i personali inganni.
Si è su un forum - generalmente - anche per questo.
Quindi amo anche le risposte del tutto in disaccordo con quello che scrivo (a volte provoco anche apposta...).
Poi per mio puro narcisismo adoro quelle in totale accordo, si intende.
Apprezzo comunque se da un incipit nasce un approfondimento di un argomento che mi interessa.
Lo avrai notato, tutte le storie raccontate si assomigliano nei tratti.
In fin dei conti siamo tutti un po' conformisti, anche quando pretendiamo di essere liberi.
Ma a che modello ci stiamo conformando, ora?
A casa bene, direi.
 
Ultima modifica:

Dalida

Utente di lunga data
Già, ma non lo capirà.
Darà la colpa a lui, o a chissà che altro accidente...

Io mi avvicino ai cinquanta. Ricordo le coppie di una volta, quelle della generazione nate ai primi del novecento.
Coppie eterne. Non è che fossero tutte felici. Non è che si amassero di più.
E' che in fin dei conti si accettavano per quel che erano.
La vecchiaia e la morte erano presenti nella vita.
Si facevano tot figli e la metà morivano. A 40 anni si era a volte già nonni. Una polmonite ti portava via a 30 anni.
Ma se sopravvivevi il tuo ruolo di vecchio, di nonno, di genitore, di marito o moglie nella società aveva il suo (giusto) peso. Il tuo ruolo era praticamente predeterminato. Ma si era davvero meno liberi, in sostanza?
Ora, se non sei sempre giovane, piacente, curato, seducente, di successo sei destinato all'oblio.
Guardate anche la storia delle pensioni: ci hanno tolto la possibilità di essere nonni, ci hanno detto di lavorare fino a 70 anni, perché a 70 anni... non si è vecchi.
E se non si è vecchi a 70 anni a 40 si è probabilmente giovani, e d'altronde se tanti iniziano a lavorare seriamente a 35 anni, dopo la laurea, la specialità, gli stage, il precariato (il posto fisso a un certo punto era diventato così fuori moda, era roba da Fantozzi, eh... come lo rimpiangeremo)... l'adolescenza con la sua teorica vanità e l'assenza di responsabilità diventa una condizione abbastanza prolungata nel tempo.
Tutti i ruoli quindi sono stati sovvertiti.
E hanno anche perso la loro importanza.
Puoi essere sposato, divorziato, madre, padre, single, non vi è più alcuna differenza.
Il che se in linea teorica è un bel progresso e un deciso aumento delle libertà individuali (ma questo rafforza la società o la indebolisce, alla lunga?), porta al paradosso in alcuni casi che ti trovi per tutta la vita a inseguire la precarietà più vantaggiosa. Il che vuol dire all'alba dell'invecchiamento, già genitori, rimettere in discussione tutto, causando la sofferenza altrui, del marito coinvolto in questa storia suo malgrado, dei figli...
Già, ma cosa è meglio, allora?
L'ipocrisia di chi andava avanti malgrado tutto (le corna ci son sempre state...), non facendo mai crollare la famiglia (il primo mattone della società) o la schiettezza un po' opportunista (facile mandare via di casa un marito tradendolo...) di oggi, che disgrega, frantuma, ma probabilmente fa anche crescere... il pil?
Bella domanda.

:eek::eek::eek:
 

danny

Utente di lunga data
gli è che tu hai una sorprendente capacità di mandarmi fuori dai gangheri. su questa cosa devo rifletterci su.

tutto bene a casa?

Nel mio condominio, a 12 anni dalla costituzione, sta andando tutto a puttane.
Quasi la metà delle giovani coppie di allora si è separata.
Chi con prole, chi senza.
Attualmente è gestito solo da alcune persone anziane. Con le paranoie di chi ha scarso interesse a progettare troppo in là nel futuro, ma tende a risparmiare per il presente.
Quando mia moglie mi ha tradito, io stesso mi sono disinteressato di tutto.
I nuovi arrivati si disinteressano della gestione, lasciandola tutta in mano ai vecchi, vuoi perché non sono stati coinvolti, vuoi perché hanno altro per la testa (i soliti cazzi propri).

Il condominio è una piccola società, in fin dei conti.

Poi possiamo ragionare che l'Italia va male per il debito pubblico, per l'euro, per lo spread, per colpa della Germania, degli USA, di Berlusconi, di Renzi, dei partiti, della mafia, del fiscal compact...
Per me va male perché ognuno di noi si fa (di necessità o per scelta) i cazzi propri senza pensare agli altri di cui ha comunque la responsabilità essendo parte di una società. Che sia anche solo una famiglia che si è scelto di costituire.
Quindi... a che modello ci stiamo ( o ci stanno) conformando?
 
Ultima modifica:

perplesso

Administrator
Staff Forum
Nel mio condominio, a 12 anni dalla costituzione, sta andando tutto a puttane.
Quasi la metà delle giovani coppie di allora si è separata.
Chi con prole, chi senza.
Attualmente è gestito solo da alcune persone anziane. Con le paranoie di chi ha scarso interesse a progettare troppo in là nel futuro, ma tende a risparmiare per il presente.
Quando mia moglie mi ha tradito, io stesso mi sono disinteressato di tutto.
I nuovi arrivati si disinteressano della gestione, lasciandola tutta in mano ai vecchi, vuoi perché non sono stati coinvolti, vuoi perché hanno altro per la testa (i soliti cazzi propri).

Il condominio è una piccola società, in fin dei conti.

Poi possiamo ragionare che l'Italia va male per il debito pubblico, per l'euro, per lo spread, per colpa della Germania, degli USA, di Berlusconi, di Renzi, dei partiti, della mafia, del fiscal compact...
Per me va male perché ognuno di noi si fa i cazzi propri senza pensare agli altri di cui ha comunque la responsabilità essendo parte di una società. Che sia anche solo una famiglia che si è scelto di costituire.
Quindi... a che modello ci stiamo conformando?
intanto cercatevi un amministratore decente. oppure proponiti tu come tale, se il condominio ha meno di 8 proprietari.

avrai la chance di iniziare a proporre un modello decente,partendo dal basso
 

danny

Utente di lunga data
intanto cercatevi un amministratore decente. oppure proponiti tu come tale, se il condominio ha meno di 8 proprietari.

avrai la chance di iniziare a proporre un modello decente,partendo dal basso
Impossibile per ora, nelle assemblee non raggiungiamo più il numero sufficiente per cambiare gestione.
L'ultima volta l'assemblea non si è neppure potuta fare perché eravamo sotto in percentuale.
Ci sono 35 appartamenti.
Attualmente visti i problemi ho scelto di non pagare le spese condominiali extra.
Una specie di sciopero fiscale.
Il modello del condominio l'ho usato in senso metaforico. Per far comprendere in dimensioni minime le conseguenze dei comportamenti delle singole persone sulla società che li comprende.
 
Ultima modifica:

perplesso

Administrator
Staff Forum
Impossibile per ora, nelle assemblee non raggiungiamo più il numero sufficiente per cambiare gestione.
L'ultima volta l'assemblea non si è neppure potuta fare perché eravamo sotto in percentuale.
Ci sono 35 appartamenti.
Attualmente visti i problemi ho scelto di non pagare le spese condominiali extra.
Una specie di sciopero fiscale.
Il modello del condominio l'ho usato in senso metaforico. Per far comprendere in dimensioni minime le conseguenze dei comportamenti delle singole persone sulla società che li comprende.
se non raggiungete nemmeno i minimi per l'assemblea ordinaria,puoi sempre rivolgerti al giudice civile. chè almeno l'assembela ordinaria per il rendiconto annuale e la nomina dell'amministratore la dovete fare per legge e con 35 appartamenti,se non sono tutti dello stesso proprietario,vi serve anche un amministratore di spessore.

cercando di tornare IT,il discorso sulle conseguenze dei comportamenti individuali,Stark le sta pagando in prima persona.

semmai 6 tu che dovresti riflettere sulle sue,di scelte
 

danny

Utente di lunga data
cercando di tornare IT,il discorso sulle conseguenze dei comportamenti individuali,Stark le sta pagando in prima persona.

semmai 6 tu che dovresti riflettere sulle sue,di scelte
Infatti.
Ma non solo lui.
Stark a mio parere è ancora forte e determinato, molto più di sua moglie.
Credo stia facendo delle scelte di cui è sufficientemente consapevole.
Malgrado questo è destinato a soffrire.
Ciò non esclude che a tempo debito, questa sofferenza non ricada anche sulla moglie.
Ma non è maggior gaudio ora il saperlo (o prospettarlo).
A quell'epoca forse un'altra famiglia sarà finita, con le inevitabili conseguenze.
La nostra società si sta atomizzando gradualmente e progressivamente.
Non è un discorso reazionario, il mio, non rimpiango "i bei tempi andati".
Sto riflettendo sulle conseguenze dei cambiamenti attuali in seno alla società e delle singole scelte, e dove ci stanno portando lentamente.
Fantozzi è stato per anni un modello ridicolo, negativo, oggetto di scherno.
Fantozzi aveva un triste lavoro a vita, una moglie brutta, una figlia orrenda, una macchina sfigata, una collega che tampinava a vita, e una vuota vita da pensionato in cui si trovava a rimpiangere la vita lavorativa.
Per anni ci siamo allontanati con disgusto da quel modello, che rappresentava il travet più diffuso nei ceti impiegatizi non ancora medi di quegli anni.
Ora, Fantozzi non esiste più.
Finalmente?
Il ceto che l'ha sostituito ha un lavoro precario, è single, divorziato o convive, ha figli di precedenti matrimoni, o non ne ha, guida col car sharing o una macchina cool per darsi un tono, non avrà mai la pensione. Non è più ridicolo, certo. Non lo è come modello, almeno.
Fantozzi in fin dei conti a dispetto di quello che diceva (si vantava di sopravvivere in una società che gli era ostile) non ce l'ha fatta: è morto, scomparso praticamente dalla scena negli ultimi decenni.
Ora ci troviamo a fare i conti con una precarietà che è modello di vita.
Ma che è anche molto dolorosa.
Stark, o tutti quelli nella sua situazione, che padri e mariti (o viceversa) si trovano loro malgrado a subire le scelte di una moglie (o marito) andata in crisi esistenziale (non parlatemi di amore o cotta verso il collega, qui abbiamo ancora lei che fa l'adolescente di ritorno), non trovano alcun supporto materiale.
Possono solo sperare che non sia un disastro totale.
Certo, ci si può separare.
Trovarsi una nuova casa (se ce la si fa economicamente), una nuova compagna, forse rifarsi una nuova famiglia.
Rimettersi in gioco.
OK: a 20, 30 anni non è un problema.
Ma a 50?
E fateci godere qualche anno di "sicurezza" e tranquillità nella vita!
Che la precarietà te la godi quando sei giovane.
Dopo, con gli anni, è solo un affanno.
Alla fine mi viene da dire "E fatevi 'sti amanti senza rompere troppo il cazzo e disgregare famiglie...":D
Non sarà politically correct, però...
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Infatti.
Ma non solo lui.
Stark a mio parere è ancora forte e determinato, molto più di sua moglie.
Credo stia facendo delle scelte di cui è sufficientemente consapevole.
Malgrado questo è destinato a soffrire.
Ciò non esclude che a tempo debito, questa sofferenza non ricada anche sulla moglie.
(...)
Stark, o tutti quelli nella sua situazione, che padri e mariti (o viceversa) si trovano loro malgrado a subire le scelte di una moglie (o marito) andata in crisi esistenziale (non parlatemi di amore o cotta verso il collega, qui abbiamo ancora lei che fa l'adolescente di ritorno), non trovano alcun supporto materiale.
Possono solo sperare che non sia un disastro totale.
Certo, ci si può separare.
Trovarsi una nuova casa (se ce la si fa economicamente), una nuova compagna, forse rifarsi una nuova famiglia.
Rimettersi in gioco.
OK: a 20, 30 anni non è un problema.
Ma a 50?
E fateci godere qualche anno di "sicurezza" e tranquillità nella vita!
Che la precarietà te la godi quando sei giovane.
Dopo, con gli anni, è solo un affanno.
Alla fine mi viene da dire "E fatevi 'sti amanti senza rompere troppo il cazzo e disgregare famiglie...":D
Non sarà politically correct, però...
Ho tagliato l'analisi sociologica perché pur non trovandola del tutto campata in aria, anzi con intelligenti intuizioni, (però ci si potrebbe domandare perché in situazione di precarietà generale si tenda a trasferire questa precarietà anche nel privato, quando potrebbe essere "l'isola felice" della stabilità e della sicurezza.) mi pare distragga del caso di Stark.
Stark dice che sono una situazione che consente loro la separazione senza disastri economici.
La moglie, per me, non se la sente di accettare una sua propria ambiguità, vuole sentirsi onesta nel tradimento e per questo sta facendo questo disastro perché non riconosce la sua fragilità di fronte alle emozioni e la possibilità di provare sentimenti per uomini diversi. Il "ci sbatterà il muso" che tanti hanno condiviso esprime questa idea che lei stia credendo di volare mentre sta solo facendo un salto.
 

Dalida

Utente di lunga data
Infatti.
Ma non solo lui.
Stark a mio parere è ancora forte e determinato, molto più di sua moglie.
Credo stia facendo delle scelte di cui è sufficientemente consapevole.
Malgrado questo è destinato a soffrire.
Ciò non esclude che a tempo debito, questa sofferenza non ricada anche sulla moglie.
Ma non è maggior gaudio ora il saperlo (o prospettarlo).
A quell'epoca forse un'altra famiglia sarà finita, con le inevitabili conseguenze.
La nostra società si sta atomizzando gradualmente e progressivamente.
Non è un discorso reazionario, il mio, non rimpiango "i bei tempi andati".
Sto riflettendo sulle conseguenze dei cambiamenti attuali in seno alla società e delle singole scelte, e dove ci stanno portando lentamente.
Fantozzi è stato per anni un modello ridicolo, negativo, oggetto di scherno.
Fantozzi aveva un triste lavoro a vita, una moglie brutta, una figlia orrenda, una macchina sfigata, una collega che tampinava a vita, e una vuota vita da pensionato in cui si trovava a rimpiangere la vita lavorativa.
Per anni ci siamo allontanati con disgusto da quel modello, che rappresentava il travet più diffuso nei ceti impiegatizi non ancora medi di quegli anni.
Ora, Fantozzi non esiste più.
Finalmente?
Il ceto che l'ha sostituito ha un lavoro precario, è single, divorziato o convive, ha figli di precedenti matrimoni, o non ne ha, guida col car sharing o una macchina cool per darsi un tono, non avrà mai la pensione. Non è più ridicolo, certo. Non lo è come modello, almeno.
Fantozzi in fin dei conti a dispetto di quello che diceva (si vantava di sopravvivere in una società che gli era ostile) non ce l'ha fatta: è morto, scomparso praticamente dalla scena negli ultimi decenni.
Ora ci troviamo a fare i conti con una precarietà che è modello di vita.
Ma che è anche molto dolorosa.
Stark, o tutti quelli nella sua situazione, che padri e mariti (o viceversa) si trovano loro malgrado a subire le scelte di una moglie (o marito) andata in crisi esistenziale (non parlatemi di amore o cotta verso il collega, qui abbiamo ancora lei che fa l'adolescente di ritorno), non trovano alcun supporto materiale.
Possono solo sperare che non sia un disastro totale.
Certo, ci si può separare.
Trovarsi una nuova casa (se ce la si fa economicamente), una nuova compagna, forse rifarsi una nuova famiglia.
Rimettersi in gioco.
OK: a 20, 30 anni non è un problema.
Ma a 50?
E fateci godere qualche anno di "sicurezza" e tranquillità nella vita!
Che la precarietà te la godi quando sei giovane.
Dopo, con gli anni, è solo un affanno.
Alla fine mi viene da dire "E fatevi 'sti amanti senza rompere troppo il cazzo e disgregare famiglie...":D
Non sarà politically correct, però...

La moglie di Stark gli ha detto che non lo ama più.
io non so se sia vero che non lo ama più, di sicuro moltissime donne, fino a pochi anni fa, non amavano più il marito ma se lo dovevano tenere per forza.
il discorso che fai è reazionario, anche se dici di no, e non tiene conto del fatto che quella tranquillità di cui parli spesso era semplice imposizione familiare e/o sociale.
a questo punto perché non tornare ai matrimoni combinati? è stata un'istituzione che ha retto per secoli.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La moglie di Stark gli ha detto che non lo ama più.
io non so se sia vero che non lo ama più, di sicuro moltissime donne, fino a pochi anni fa, non amavano più il marito ma se lo dovevano tenere per forza.
il discorso che fai è reazionario, anche se dici di no, e non tiene conto del fatto che quella tranquillità di cui parli spesso era semplice imposizione familiare e/o sociale.
a questo punto perché non tornare ai matrimoni combinati? è stata un'istituzione che ha retto per secoli.
Tra poter scegliere di non vivere in un matrimonio trappola, arido e triste e cercare l'amore batticuore con un paio o più di figli c'è una bella differenza.
 

zanna

Utente di lunga data
Ho tagliato l'analisi sociologica perché pur non trovandola del tutto campata in aria, anzi con intelligenti intuizioni, (però ci si potrebbe domandare perché in situazione di precarietà generale si tenda a trasferire questa precarietà anche nel privato, quando potrebbe essere "l'isola felice" della stabilità e della sicurezza.) mi pare distragga del caso di Stark.
Stark dice che sono una situazione che consente loro la separazione senza disastri economici.
La moglie, per me, non se la sente di accettare una sua propria ambiguità, vuole sentirsi onesta nel tradimento e per questo sta facendo questo disastro perché non riconosce la sua fragilità di fronte alle emozioni e la possibilità di provare sentimenti per uomini diversi. Il "ci sbatterà il muso" che tanti hanno condiviso esprime questa idea che lei stia credendo di volare mentre sta solo facendo un salto.
Probabilmente vuol essere finalmente pulita e cristallina ai propri occhi ... :up:
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top