Seguo un pò quello che hanno detto President e Divì.
Conosco l'autolesionismo. Conosco l'abbraccio caldo e consolante che si sente, dopo, il sonno profondo che sopraggiunge, l'abbandono. La sottile soddisfazione di vedere il tratto rosso che appare. Che permane nei giorni, e ricorda.
Ed è, sì, l'impossibilità di sfogare in altro modo, l'impossibilità di fare uscire dolore e rabbia. L'unica alternativa a soffocare, quando non riesci a respirare, e l'aria viene risucchiata in grossi sorsi convulsi.
Ed è punizione verso se stessi. Ed è punizione verso l'altro. Lo è. Sottile e contorta, ma lo è.
E non ne vuoi uscire, pare. Perchè, e credimi lo capisco, cercare di stare bene, o lasciando, o ricominciando davvero rinunciando ad aggrapparsi alla rabbia e al dolore, richiede molte, molte più energie, e coraggio, e sforzo, e determinazione, che prendere la lametta. E perchè quando stai male, male davvero, nessuno ti chiede certi sforzi. Appena cominci a stare meglio, giusto un filo, il timore è che il primo che passa dica subito "bene, ora stai bene, basta piagnucolare e vai a spaccare quella catasta di granito. Alla fine non stavi così male, no?".
E perchè se pure un giorno ti senti un filo meglio, arrivano certi pensieri contorti... ma se sto meglio, forse ero debole e sbagliata a stare male? Se sto meglio, quel dolore non aveva senso? No no, devo tornare a stare male. Solo così avrà un senso.
Qualcosa del genere.
La psicoterapia non costa necessariamente. Vai dal medico di base, e fatti fare una impegnativa -urgente- per una visita psichiatrica. Da me il ticket è 30 euro. Nella prima visita valuterete se ti serve più lo psichiatra, lo psicologo, entrambi. Da quel momento, le visite sono 20 euro l'una.
Se sei in difficoltà economiche, puoi avere l'esenzione totale (ergo, gratis).
Non è costosa. Rigettare la possibilità senza cercare la strada è un modo come un altro per esprimere la tua volontà di rimanere in quella situazione, dolorosissima, che tuttavia ti fornisce al momento una soddisfazione che la possibilità di stare bene non ti dà. Non è una critica. Assolutamente. Da me poi, come potrebbe esserlo?
E' ciò che penso leggendoti (anche io ricordo bene la tua storia)
Questi passi NON ti richiedono sforzi emotivi, non ti richiedono il tentativo di stare bene "da sola". Puoi vederli come un dovere che hai verso te stessa. Anche senza la speranza che possano migliorare le cose. Tu comincia a fare questo passo.
Se noti, non ho detto nulla su di lui e su di voi. Anche se penso che, come traditore, lui si sia comportato "splendidamente" rispetto alla media dei traditori, non c'è scritto da nessuna parte che uno debba perdonare. Se uno non ce la fa, non ce la fa. Quello lo vedrai in seguito. Dopo. Quando avrai cominciato a curarti, magari. E andrà come andrà.
In bocca al lupo.