Un dolore che non passa mai si gestisce meglio se diventa fisico

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Apollonia

Utente di lunga data
Non ho sbagliato io scegliendolo. Non accetto che lui abbia sbagliato. Perchè lui era il mio eroe, perchè è stato perfetto ogni giorno per 15 anni. Tanto che spesso mi sono sentita io, col mio carattere debole e timoroso, inadeguata a lui. Non ero preparata al fatto che lui potesse sbagliare.
Dal mio punto di vista, io non mi sto punendo. Incanalo la rabbia, che è diverso.
Il neretto avrei potuto scriverlo io. Ho proprio usato la parola eroe. Per poi, mesi dopo, ridimensionarlo a soldato semplice.
Newbie, il superamento di un tradimento e' assimilato al lutto. E l'elaborazione del lutto ha delle fasi che bisogna attraversare e superare. La rabbia è una di queste fasi, e non va incanalata, va sfogata. Come? Urlando, spaccando i piatti, madonnando in giapponese, fai come vuoi, ma va sfogata. Poi stai meglio. E poi ritorna. E allora la sfoghi di nuovo. Non costringi te stessa a non urlare. Sveglialo in piena notte, e digli che stai male, digli quello che vedi e quello che pensi. Perché lo vuoi proteggere?
 

Apollonia

Utente di lunga data
perchè io ho avuto le mie colpe
e perchè lui è la mia roccia, non voglio che affondi.
Il tradimento è una scelta.
Tu non hai colpe nel tradimento. Casomai hai responsabilità nella incomunicabilità con il tuo compagno.
Non usare energie per tenete a galla lui. Lui affonderà comunque, prima o poi. Solo se riuscirai a perdonare veramente, potrà galleggiare.
Usa le energie per te stessa!!!!
So che la psicoterapia e' costosa. Se vuoi ti passo qualche titolo di libro o qualche sito che ti potrebbe aiutare. Se vuoi, scrivimi in mp.
Cura la tua anima! O come ti direbbe la mia psico, prenditi cura della bambina che c'è in te, che sta soffrendo, e consolala un pochino.
Ti abbraccio!
 

Palladiano

utente d'altri tempi
perchè io ho avuto le mie colpe
e perchè lui è la mia roccia, non voglio che affondi.
forse non è più la tua roccia e deve prenderne atto per quanto dura. e forse tu non hai affatto bisgno di una roccia cui aggrapparti.
battute a parte (il fumare), il tuo incanalare la rabbi in gesti autolesionistici lo capisco benissimo perché lo faccio anche io. credo che dipenda dal carattere estremamente esigente verso se stessi quasi che quel che di sbagliato accade nella nostra cerchia sia colpa nostra.

se potessi andare via di casa per un po' come ha fatto stark, potrebbe esserti di aiuto.
 

Stark72

Utente Bestemmiante
Quoto Apollonia.
Mettitelo davanti e travolgilo di rabbia e sdegno.
Se riesci ad essere dura e tagliente senza mai offenderlo a parolacce ma "smerdandolo" con i contenuti, dopo starai ancora meglio. Probabilmente non avrà nemmeno il coraggio di replicare.
 

Apollonia

Utente di lunga data
forse non è più la tua roccia e deve prenderne atto per quanto dura. e forse tu non hai affatto bisgno di una roccia cui aggrapparti.
battute a parte (il fumare), il tuo incanalare la rabbi in gesti autolesionistici lo capisco benissimo perché lo faccio anche io. credo che dipenda dal carattere estremamente esigente verso se stessi quasi che quel che di sbagliato accade nella nostra cerchia sia colpa nostra.

se potessi andare via di casa per un po' come ha fatto stark, potrebbe esserti di aiuto.
Se si è esigente verso se stessi, si pretende il meglio da se', che non vuol dire farsi male. Il farsi male e' autolesionismo, non è amore verso se stessi.
 

Palladiano

utente d'altri tempi
Se si è esigente verso se stessi, si pretende il meglio da se', che non vuol dire farsi male. Il farsi male e' autolesionismo, non è amore verso se stessi.
certo che è così, ma ci sono certi aspetti vagamente patologici che portano all'autolesionismo. infatti io non ho detto che farsi male sia segno di amore verso se stessi ma di essere eccessivamente esigenti verso se stessi.
a me è successo e credo che dipenda da questa durezza con sè. almeno per me.
 

Nausicaa

sfdcef
Seguo un pò quello che hanno detto President e Divì.
Conosco l'autolesionismo. Conosco l'abbraccio caldo e consolante che si sente, dopo, il sonno profondo che sopraggiunge, l'abbandono. La sottile soddisfazione di vedere il tratto rosso che appare. Che permane nei giorni, e ricorda.
Ed è, sì, l'impossibilità di sfogare in altro modo, l'impossibilità di fare uscire dolore e rabbia. L'unica alternativa a soffocare, quando non riesci a respirare, e l'aria viene risucchiata in grossi sorsi convulsi.
Ed è punizione verso se stessi. Ed è punizione verso l'altro. Lo è. Sottile e contorta, ma lo è.

E non ne vuoi uscire, pare. Perchè, e credimi lo capisco, cercare di stare bene, o lasciando, o ricominciando davvero rinunciando ad aggrapparsi alla rabbia e al dolore, richiede molte, molte più energie, e coraggio, e sforzo, e determinazione, che prendere la lametta. E perchè quando stai male, male davvero, nessuno ti chiede certi sforzi. Appena cominci a stare meglio, giusto un filo, il timore è che il primo che passa dica subito "bene, ora stai bene, basta piagnucolare e vai a spaccare quella catasta di granito. Alla fine non stavi così male, no?".
E perchè se pure un giorno ti senti un filo meglio, arrivano certi pensieri contorti... ma se sto meglio, forse ero debole e sbagliata a stare male? Se sto meglio, quel dolore non aveva senso? No no, devo tornare a stare male. Solo così avrà un senso.

Qualcosa del genere.

La psicoterapia non costa necessariamente. Vai dal medico di base, e fatti fare una impegnativa -urgente- per una visita psichiatrica. Da me il ticket è 30 euro. Nella prima visita valuterete se ti serve più lo psichiatra, lo psicologo, entrambi. Da quel momento, le visite sono 20 euro l'una.
Se sei in difficoltà economiche, puoi avere l'esenzione totale (ergo, gratis).
Non è costosa. Rigettare la possibilità senza cercare la strada è un modo come un altro per esprimere la tua volontà di rimanere in quella situazione, dolorosissima, che tuttavia ti fornisce al momento una soddisfazione che la possibilità di stare bene non ti dà. Non è una critica. Assolutamente. Da me poi, come potrebbe esserlo?
E' ciò che penso leggendoti (anche io ricordo bene la tua storia)

Questi passi NON ti richiedono sforzi emotivi, non ti richiedono il tentativo di stare bene "da sola". Puoi vederli come un dovere che hai verso te stessa. Anche senza la speranza che possano migliorare le cose. Tu comincia a fare questo passo.

Se noti, non ho detto nulla su di lui e su di voi. Anche se penso che, come traditore, lui si sia comportato "splendidamente" rispetto alla media dei traditori, non c'è scritto da nessuna parte che uno debba perdonare. Se uno non ce la fa, non ce la fa. Quello lo vedrai in seguito. Dopo. Quando avrai cominciato a curarti, magari. E andrà come andrà.

In bocca al lupo.
 

Apollonia

Utente di lunga data
Seguo un pò quello che hanno detto President e Divì.
Conosco l'autolesionismo. Conosco l'abbraccio caldo e consolante che si sente, dopo, il sonno profondo che sopraggiunge, l'abbandono. La sottile soddisfazione di vedere il tratto rosso che appare. Che permane nei giorni, e ricorda.
Ed è, sì, l'impossibilità di sfogare in altro modo, l'impossibilità di fare uscire dolore e rabbia. L'unica alternativa a soffocare, quando non riesci a respirare, e l'aria viene risucchiata in grossi sorsi convulsi.
Ed è punizione verso se stessi. Ed è punizione verso l'altro. Lo è. Sottile e contorta, ma lo è.

E non ne vuoi uscire, pare. Perchè, e credimi lo capisco, cercare di stare bene, o lasciando, o ricominciando davvero rinunciando ad aggrapparsi alla rabbia e al dolore, richiede molte, molte più energie, e coraggio, e sforzo, e determinazione, che prendere la lametta. E perchè quando stai male, male davvero, nessuno ti chiede certi sforzi. Appena cominci a stare meglio, giusto un filo, il timore è che il primo che passa dica subito "bene, ora stai bene, basta piagnucolare e vai a spaccare quella catasta di granito. Alla fine non stavi così male, no?".
E perchè se pure un giorno ti senti un filo meglio, arrivano certi pensieri contorti... ma se sto meglio, forse ero debole e sbagliata a stare male? Se sto meglio, quel dolore non aveva senso? No no, devo tornare a stare male. Solo così avrà un senso.

Qualcosa del genere.

La psicoterapia non costa necessariamente. Vai dal medico di base, e fatti fare una impegnativa -urgente- per una visita psichiatrica. Da me il ticket è 30 euro. Nella prima visita valuterete se ti serve più lo psichiatra, lo psicologo, entrambi. Da quel momento, le visite sono 20 euro l'una.
Se sei in difficoltà economiche, puoi avere l'esenzione totale (ergo, gratis).
Non è costosa. Rigettare la possibilità senza cercare la strada è un modo come un altro per esprimere la tua volontà di rimanere in quella situazione, dolorosissima, che tuttavia ti fornisce al momento una soddisfazione che la possibilità di stare bene non ti dà. Non è una critica. Assolutamente. Da me poi, come potrebbe esserlo?
E' ciò che penso leggendoti (anche io ricordo bene la tua storia)

Questi passi NON ti richiedono sforzi emotivi, non ti richiedono il tentativo di stare bene "da sola". Puoi vederli come un dovere che hai verso te stessa. Anche senza la speranza che possano migliorare le cose. Tu comincia a fare questo passo.

Se noti, non ho detto nulla su di lui e su di voi. Anche se penso che, come traditore, lui si sia comportato "splendidamente" rispetto alla media dei traditori, non c'è scritto da nessuna parte che uno debba perdonare. Se uno non ce la fa, non ce la fa. Quello lo vedrai in seguito. Dopo. Quando avrai cominciato a curarti, magari. E andrà come andrà.

In bocca al lupo.
Quoto tutto, tranne la parte sull'autolesionismo, che, per fortuna, non conosco.
Ciao Nausy!
 

Apollonia

Utente di lunga data
certo che è così, ma ci sono certi aspetti vagamente patologici che portano all'autolesionismo. infatti io non ho detto che farsi male sia segno di amore verso se stessi ma di essere eccessivamente esigenti verso se stessi.
a me è successo e credo che dipenda da questa durezza con sè. almeno per me.
Sono d'accordo con te. Ma come giustamente sottolinei tu, è patologico, e come tale va curato.
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Sono d'accordo con te. Ma come giustamente sottolinei tu, è patologico, e come tale va curato.
Finché non trovi qualcosa per cui lottare, ti accontenti di qualcosa contro cui lottare. E sei costretto a ricorrere a delle cure.
 
Ultima modifica:

newbie

Utente
Mollalo appena puoi. SOPRATTUTTO non fare figli con lui e non sposarlo.
Tranquilla, al momento non ho intenzione di passare allo step "figli". Anche volendo, sarebbe da incoscienti, visto che la ginecologa mi ha fatto una testa sulle necessità (per il feto) di debellare la MST prima di pensare a qsi gravidanza...In ogni caso non sono una 40enne alle soglie della menopausa con un castrato desiderio di maternità. Quindi, no problem.

Quoto.

Non vorrei essere dura, visto che condivido molti passaggi del post iniziale, ma aggiungo che quella che la nostra amica sta vivendo e' una ferita narcisistica insanabile, ed e' una reazione infantile, appunto sproporzionata all'entita' dell'offesa subita. E lo dice una che capisce cosa sia quell'offesa.

Il punto e' - come dice Stark - che se non puoi sopportare lasci e nessuno potra' mai dire nulla sulla tua scelta. Trasformare se stessi in una statua di dolore mortifera e' solo un modo per far pagare a lui di essere un idolo con i piedi d'argilla.

E' la richiesta di risarcimento, dove il risarcimento sara' il dolore di lui che riconosce il tuo e non puo' sanarlo.

Se non riesci ad uscire da questa spirale (lasciando o superando) potrai solo star sempre peggio e raggiungere il risultato di distruggere le vite di entrambi, a meno che lui non decida per te e ti lasci, portando con se' il carico che TU avrai reso enorme, dei suoi sensi di colpa.
Dire ad un autolesionista "quello che fai è sproporzionato" è come dire ad un anoressico "mangia perchè i bambini del terzo mondo muoiono di fame". Se è sproporzionato, posso saperlo solo io perchè solo io so i miei trascorsi, prima di lui e con lui. Lo so anch'io che esistono donne picchiate, stuprate, vendute, uccise, ecc. Al confronto, quello che è successo a me che vuoi che sia. Lo so anch'io. So pure che è indice di immaturità emotiva: non ho maturato altre "armi" per combattere il dolore, uso quelle che ho. Ho avuto un'unica relazione in tutta la mia vita, relazione nella quale sono cresciuta come in un giardino di fiori e uccellini a primavera. Che armi avrei dovuto/potuto sviluppare?

Lui non sa che sono "una statua di dolore mortifera". Sono ben attenta a cosa faccio e dove lo faccio. Il perchè lo faccio è, appunto, perchè non deve sapere che sto ancora male. I sensi di colpa li ha da solo e diventano più opprimenti ogni volta che lei gli scrive, ogni volta che il risultato del tampone è positivo e bisogna cominciare un nuovo ciclo di antibiotici, ogni volta che si dice "vuoi pizza stasera?" "non si può perchè c'è da pagare il medico" (il suo "passatempo" è arrivato a costare quasi 800 euro ad oggi).
Ma io su nessuna di queste cose ho potere.
Quoto Apollonia.
Mettitelo davanti e travolgilo di rabbia e sdegno.
Se riesci ad essere dura e tagliente senza mai offenderlo a parolacce ma "smerdandolo" con i contenuti, dopo starai ancora meglio. Probabilmente non avrà nemmeno il coraggio di replicare.
E qui mi riaggangio al perchè non deve sapere che sto ancora male, di cui sopra. Non lo deve sapere, non deve conoscere la mia rabbia perchè
a) ha cmq sensi di colpa irrisolti di suo
b) non è giusto rompere i coglioni alla gente dopo mesi dall'evento. Ci sono ben altri problemi: il lavoro, le cose da pagare, genitori malati, ecc. Lo misi in croce a sufficienza nei primi mesi, ora il problema è solo mio.
c) lui ha un limite di sopportazione. Quando io ho dato sfogo alla mia rabbia rendendolo partecipe della stessa, ho sempre superato questo limite, oltre il quale incomincia il rinfaccio delle colpe reciproche che lo hanno portato a fare quello che ha fatto.
d) esprimere questa rabbia, dopo così tanti mesi, significherebbe dare importanza ad una persona che di importanza NON NE DEVE AVERE.
 

Apollonia

Utente di lunga data

zanna

Utente di lunga data

newbie

Utente
Seguo un pò quello che hanno detto President e Divì.
Conosco l'autolesionismo. Conosco l'abbraccio caldo e consolante che si sente, dopo, il sonno profondo che sopraggiunge, l'abbandono. La sottile soddisfazione di vedere il tratto rosso che appare. Che permane nei giorni, e ricorda.
Ed è, sì, l'impossibilità di sfogare in altro modo, l'impossibilità di fare uscire dolore e rabbia. L'unica alternativa a soffocare, quando non riesci a respirare, e l'aria viene risucchiata in grossi sorsi convulsi.
Ed è punizione verso se stessi. Ed è punizione verso l'altro. Lo è. Sottile e contorta, ma lo è.

E non ne vuoi uscire, pare. Perchè, e credimi lo capisco, cercare di stare bene, o lasciando, o ricominciando davvero rinunciando ad aggrapparsi alla rabbia e al dolore, richiede molte, molte più energie, e coraggio, e sforzo, e determinazione, che prendere la lametta. E perchè quando stai male, male davvero, nessuno ti chiede certi sforzi. Appena cominci a stare meglio, giusto un filo, il timore è che il primo che passa dica subito "bene, ora stai bene, basta piagnucolare e vai a spaccare quella catasta di granito. Alla fine non stavi così male, no?".
E perchè se pure un giorno ti senti un filo meglio, arrivano certi pensieri contorti... ma se sto meglio, forse ero debole e sbagliata a stare male? Se sto meglio, quel dolore non aveva senso? No no, devo tornare a stare male. Solo così avrà un senso.

Qualcosa del genere.

La psicoterapia non costa necessariamente. Vai dal medico di base, e fatti fare una impegnativa -urgente- per una visita psichiatrica. Da me il ticket è 30 euro. Nella prima visita valuterete se ti serve più lo psichiatra, lo psicologo, entrambi. Da quel momento, le visite sono 20 euro l'una.
Se sei in difficoltà economiche, puoi avere l'esenzione totale (ergo, gratis).
Non è costosa. Rigettare la possibilità senza cercare la strada è un modo come un altro per esprimere la tua volontà di rimanere in quella situazione, dolorosissima, che tuttavia ti fornisce al momento una soddisfazione che la possibilità di stare bene non ti dà. Non è una critica. Assolutamente. Da me poi, come potrebbe esserlo?
E' ciò che penso leggendoti (anche io ricordo bene la tua storia)

Questi passi NON ti richiedono sforzi emotivi, non ti richiedono il tentativo di stare bene "da sola". Puoi vederli come un dovere che hai verso te stessa. Anche senza la speranza che possano migliorare le cose. Tu comincia a fare questo passo.

Se noti, non ho detto nulla su di lui e su di voi. Anche se penso che, come traditore, lui si sia comportato "splendidamente" rispetto alla media dei traditori, non c'è scritto da nessuna parte che uno debba perdonare. Se uno non ce la fa, non ce la fa. Quello lo vedrai in seguito. Dopo. Quando avrai cominciato a curarti, magari. E andrà come andrà.

In bocca al lupo.
meriti una risposta a parte, seppur breve
hai ragione, non ne voglio uscire. O meglio, aspiro ad uscirne da sola, pur nella consapevolezza di non avere le competenze per farlo. Questo solo per il fatto di dimostrare a me stessa che su qualcosa ho ancora potere. E' nel momento in cui capirò che la situazione è fuori controllo, che cercherò aiuto. Probabilmente lo è già ora, ma non lo ho capito.
E, in ogni caso, al momento nessuno deve percepire il mio disagio.

Ti ringrazio per i consigli sul ticket ecc. Al momento è una questione di tempo, più che di soldi. Quando avrò tempo, sarà una questione di soldi, ma quelli si trovano più facilmente del tempo. E per allora, spero di aver smesso di spendere soldi in tamponi cervicali.

Lui non si è comportato splendidamente. Lui non ha tradito perchè attratto da un'altra. Cercata, voluta, scopata e poi "ops, ma in realtà tesoro amo te, aspetta che faccio di tutto per riconquistarti"
Lui ha tradito perchè avevamo un problema, dal suo punto di vista non percepivo il suo disagio o tentavo di trovare ad esso soluzioni che lui non condivideva. E ammetto che per me "andava tutto bene...sì, alti e bassi, ma chi non li ha". Non vedevo la situazione cosi tragica.
Ha tradito per rendere il disagio interno alla coppia manifesto. Avrebbe potuto tradirmi con ragazze più "del suo tipo", specie dal punto di vista emotivo/caratteriale. Nel qual caso le avrebbe cercate e corteggiate e ci sarebbe stata volontà di sosituirmi. Invece con questa non avrebbe mai costruito una relazione...e nemmeno una trombamicizia. Non c'è stato sforzo verso il tradimento. C'è stata una serie di eventi concomitanti a cui lui non si è sottratto.
E la reazione a tutto questo non è "meglio no? allora è meno grave"
La reazione (almeno la mia) è "cazzo, allora può succedere altre mille volte. Perchè basta che una qsi si cali le mutande in un momento in cui ritieni che abbiamo un problema che io non sto ascoltando, e allora ci stai?"



X Apollonia (scusa se non quoto direttamente):
l'autolesionismo è patologico.
Mi pare fossi tu ad aver detto di aver subito un forte dimagrimento. Immagino non sia dipeso da un'accelerazione nel metabolismo, ma ad un rifiuto del cibo in qualche misura. Ma mangiare è indispensabile per il nostro corpo: non mangiando ti sei procurata un disagio fisico (che immagino permanga ora sotto forma di smagliature). Il tuo disagio si è reso manifesto anche agli altri, il mio no..questa, dal mio punto di vista, l'unica differenza. Abbiamo solo incanalato il rifiuto della situazione in modi diversi.
 

newbie

Utente
x apollonia
(scusa, te lo avrei scritto via mp, ma non ho capito come si mandano)
come accennavi in un post precedente...grazie, i consigli sui libri da leggere sono sempre ben accetti
 

Apollonia

Utente di lunga data
x apollonia
(scusa, te lo avrei scritto via mp, ma non ho capito come si mandano)
come accennavi in un post precedente...grazie, i consigli sui libri da leggere sono sempre ben accetti
ok. Appena posso ti mando un mp.
 

Lucrezia

Utente di lunga data
E qui mi riaggangio al perchè non deve sapere che sto ancora male, di cui sopra. Non lo deve sapere, non deve conoscere la mia rabbia perchè
a) ha cmq sensi di colpa irrisolti di suo
b) non è giusto rompere i coglioni alla gente dopo mesi dall'evento. Ci sono ben altri problemi: il lavoro, le cose da pagare, genitori malati, ecc. Lo misi in croce a sufficienza nei primi mesi, ora il problema è solo mio.
c) lui ha un limite di sopportazione. Quando io ho dato sfogo alla mia rabbia rendendolo partecipe della stessa, ho sempre superato questo limite, oltre il quale incomincia il rinfaccio delle colpe reciproche che lo hanno portato a fare quello che ha fatto.
d) esprimere questa rabbia, dopo così tanti mesi, significherebbe dare importanza ad una persona che di importanza NON NE DEVE AVERE.
Ciao newbie. Io sono stata autolesionista per diversi anni, e sì, è vero che sembra faccia stare meglio trasferire il dolore e la rabbia sul piano fisico, forse anche perchè ci sono momenti della vita in cui sembra che tutto sfugga al controllo, e allora l'unica certezza, l'unica cosa su cui si può imprimere una forma di rassicurante controllo è proprio il corpo. Ma il motivo per cui devi ricorrere a questo è che ritieni di non poter dare sfogo alla tua rabbia attraverso il canale più ovvio. Forse anche, provo a indovinare ma magari mi sbaglio, farti del male, oltre a farti sfogare, ti permette di punirti nel caso in cui, da qualche parte in fondo, forse pensi di avere una colpa, di non meritarti di essere amata o di non averlo ascoltato o non so che. Stai vivendo reprimendoti e fingendo, quindi è ovvio che la tua valvola si sfogo si rivolga altrove; il problema è che non funziona. Non risolve il problema, perchè l'unico modo di risolvere il problema è essere completamente onesta, con te stessa e con lui.
a) Non ha importanza se lui ha dei sensi di colpa. Questo è un suo problema. Se tu davvero vuoi ricostruire, saprai (oppure, sappi) che è completamente impossibile costruire qualsiasi cosa avendo come fondamento la menzogna. La menzogna la crei fingendo che le cose vadano meglio di quello che sono, sottoponendoti a quelle che chiamerei delle sedute di tortura sessuali che ti fanno schifo, non dicendo come ti senti.
b) Esisti anche tu. E hai lo stesso diritto di stare bene che ha lui. Se ti sacrifichi in questo modo per la sua pace mentale lo odierai per sempre; e se anche lui fosse ingannato in superficie dal tuo comportamento, istintivamente non può che percepire qual è la verità dei fatti. Quindi nessuno ci guadagna.
c) Anche tu hai un limite di sopportazione. Quando scoprirai qual è, non solo non ci sarà futuro per voi, ma tu sarai in pezzi in un modo da cui sarà molto, molto più difficile tornare indietro.
d) Non si tratta solo di lei, lei forse è il meno. Non si tratta di dare importanza a lei ma a te, e a voi. Reprimerti e obbligarti a fare cose che non vuoi fare è un atto di disrispetto nei confronti sia tuoi sia di lui. Le persone che amiamo a maggior ragione meritano la verità, soprattutto perchè, vuoi o non vuoi, ad un certo punto viene fuori. Meglio che venga fuori adesso, quando si può ricostruire, che fra dieci anni, dopo aver sprecato una vita a soffocare la rabbia e arrivati ad un punto in cui non c'è più niente da salvare. Ti giuro che capisco come ti senti, o almeno, credo di capirti, se mai è possibile per chiunque capire mai completamente un'altra persona. Ed è proprio per questo che dico che questa gestione della situazione vi rovinerà entrambi. Per questo ti domando se in realtà, onestamente, invece di salvare la relazione tu non stia in realtà cercando di arrivare ad un punto di rottura tale da far sì che possiate separarvi senza alcun rimpianto. Ti abbraccio
 

ivanl

Utente di lunga data
Newbie, io ancora non capisco il perche' tu continui questa relazione che ti porta soltanto dolore; il fatto che tu non abbia completamente smesso di amarlo non ha senso...non e' che uno lascia quando il serbatoio dell'amore e' zero...dici di amarlo sempre meno, basta questo. Fatti del bene, ricomincia la tua vita daccapo.
 

Nausicaa

sfdcef
Newbie, io ancora non capisco il perche' tu continui questa relazione che ti porta soltanto dolore; il fatto che tu non abbia completamente smesso di amarlo non ha senso...non e' che uno lascia quando il serbatoio dell'amore e' zero...dici di amarlo sempre meno, basta questo. Fatti del bene, ricomincia la tua vita daccapo.

Sì.

Il dubbio è.

Lontano da lui, starebbe bene?
Non perchè lui è l'uomo della sua vita o cose del genere.

Ma. Il tradimento ha scatenato questo malessere. Non è detto che sia la causa unica e che, allontanato il protagonista del malessere, il malessere scompaia.
Sono disturbi neurologici che possono essere scatenati da svariati eventi traumatici, ma che poi, magari, ahimè, sopravvivono anche dopo aver rimosso la causa scatenante. Perchè in realtà, appunto, è un disturbo. Una malattia. Che va curata a prescindere.
 
Stato
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