Buongiorno,
due anni fa ho avuto una relazione con una collega impegnata, la cosa è finita dopo 6 mesi in totale armonia.
Avevo conosciuto il compagno prima che la relazione iniziasse ed è capitato svariate volte di averlo visto in occasione di aperitivi, cene e similari quando la relazione era ancora in ponte. A detta di lei lui era molto "affezionato a me".
Così per lo meno diceva lei (effettivamente era una sensazione avvertita)...sembra che durante il periodo di frequentazione lui le avesse chiesto se tra lei e me ci fosse, testuali parole, una "tresca".
LA mia sensazione, per darvi un'idea, è che lui si comportasse un po' come Don Abbondio quando incontra i bravi, siccome ha paura gli va incontro... Di continuo chiedeva a lei di organizzare con me cene e ritrovi vari.
Poi la cosa è finita, io ho lasciato per altri motivi quell'azienda, per alcuni mesi io e lei siamo rimasti in ottimi rapporti dopodiché senza nulla dire lei ha raffreddato e chiuso i rapporti, per mesi e mesi ho creduto che, come lei sosteneva, fosse molto impegnata sul lavoro, a distanza poi lei ha ammesso che non mi voleva più né vedere né sentire perché ancora non era "tranquilla" nè "psicologicamente pronta". Tant'è.
Ho un macigno sulla coscienza, vorrei parlare con lui (che non vedo da un anno e mezzo) ma non so quale approccio prendere, da dove partire
Spedisco per errore un messaggio "nostalgico" a lui che invece doveva arrivare a lei?
Lo chiamo?
grazie a tutti per il supporto