Ciao
in linea di massima concordo. Quello che non mi piace tanto è usare ciò che ci circonda - e solo quello che ci conviene al momento - come scusante per comportamenti come la violenza. Perché c'è la legge, che ci circonda pure, ad esempio. Si sa bene, che si sta sbagliando, ma poniamo altre priorità. Inoltre dipende anche - tra vari fattori - di come si è proiettati. Con curiosità verso fuori, ciò che ci circonda o più verso se stessi. Chi è proiettato verso fuori, nota più rapidamente, credo, quando vi sono delle "incongruenze" ... delle ingiustizie ecc. Chi invece è proiettato più verso se stesso, noterà certe cose, più che altro, quando capiteranno a lui. Cioè, non ci sono solo fattori esterni, ma anche noi contribuiamo. Soprattutto oggi, con tutta l'informazione possibile e immaginabile che vi è, non ci possono essere scusanti a riguardo, se manteniamo certe priorità, pur sapendo che sono sbagliate. Dove sappiamo che spaccare il muso è reato, dove sappiamo che rubare è reato, dove sappiamo che dare la mazzetta è reato ecc. ecc. ... l'ignoranza o la scusante, non ti assolve. Certo, lo spiega ...
Si parla tanto di responsabilità e consapevolezza ... ma quando e dove inizia? ...
sienne
Guarda, concordo anche io. Però...
Nella vita si dovrebbe sempre fare efficacia, ma spesso si sceglie di fare efficienza per non dover dichiarare fallimento.
Mi spiego meglio: tutti dovremmo aspirare a fare il meglio possibile, ad arrivare all'eccellenza.
Poi ci scontriamo con limiti ed avversità.
Ne parliamo qui tutti i giorni, no?
Ho letto spesso, ed anche io ho scritto, di aver pensato di aver costruito qualcosa che fosse la migliore possibile.
Un'unione non è solo la coppia, ma è un progetto di vita, una proiezione dei nostri desideri e dei nostri sogni.
Tendevo all'eccellenza, ma non per superbia, perlomeno a livello cosciente: perchè ci credevo.
Poi mi sono scontrata con dei limiti, con degli ostacoli che mi hanno fatto realizzare che l'eccellenza non era più raggiungibile.
Allora ho fatto efficenza: ho salvato di tutto quello che tendevo a realizzare ciò che era possibile realizzare.
Diversamente avrei dovuto dichiarare fallimento, che a livello personale significa non credere più in un mio futuro, rinunciarvi.
Per fare efficenza devi fare rinunce: non sono rinunce banali, perchè rinunci a qualcosa in cui credevi, che credevi fosse giusto e irrinunciabile.
A questo punto l'etica viene rimessa in discussione, e in fretta.
Ti aggrappi a quello che ti sembra abbia ancora un senso, non avendo più senso gran parte di quello che ti è rimasto.
Quando ti ritrovi a riorganizzarti la scala dei valori che ti sei costruito in una vita in un lasso di tempo molto più breve, puoi fare dei grossi errori.
E sono tante e tali le variabili che intervengono ed è così capovolto il mondo, che secondo me a volte se non fai grossi errori è questione di culo.
E non è affatto detto che gli errori evidenti da subito siano quelli più grossi.