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Scaredheart

Romantica sotto copertura
ha saputo che tu 6 bravissima con l'analisi armonica e voleva un parere sulla Trasformata di Fourier :cool:

ma è timido e te lo voleva chiedere in privato
Ah ma per così poco... se vuole gli fo anche l'inversione di Fourier, ma se lo diceva prima era più semplice di menage a trois et plus... ma forse doveva scrivere per aver sbloccati gli mp...e qui si capisce tutto... :cool:
 

Dalida

Utente di lunga data
ma per cortesia, Irre.
Basta difenderla.
Basta trovare giustificazioni e attenuanti.
L'amore non può essere tante cose. L'amore è una cosa che si può esprimere in tanti modi.
E che in nessun modo prescinde dal bene dell'amato.
Altrimenti non è amore, è esercizio egotico.
Per amore ci si sacrifica
Per amore ci si migliora
Per amore si arriva a lasciar andare chi si ama, se non si può renderlo felice.
L'amore ci rende migliori, ci rende allegri, ci da coraggio, ci da speranza, ci da entusiasmo.
L'amore muove le montagne.
L'amore a volte riesce a rendere possibile ciò che credevamo impossibile.
L'amore per una persona ci fa sorridere dei suoi difetti, ci fa intenerire delle sue debolezze, ci rende orgogliosi dei suoi pregi.
Questo è l'amore.
Molto diverso da quello che descrivi tu, purtroppo per te.
E lei no, non se ne frega di te: non capita spesso uno che , qualunque cosa tu gli faccia, resta lì ad aspettarti.
Ed il fatto che si sia fatta sgamare... che significa? Che non si preoccupava di non farlo: e aveva pure ragione... o no?
direi che con quest'ultima frase l'hai steso, ko, fine incontro.

non sono d'accordo con tutto tutto, ma irrisoluto qualche strigliata la merita.
irry, chi ti vuole bene vuole IL TUO bene.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Io ho tutt'altra visione della coppia... cioè io richiedo e do limpidezza. Se mi tengo tormenti per me, si crea un vuoto tra entrambi inconciliabile. Almeno, io agendo così mi sono trovata benissimo.

E te lo dice una che prima era peggio di uno zerbino, autostima sotto i piedi, poi leggendo qui, capendo che se mi piango addosso non ottengo nulla, ma anzi mi sentivo più sfigata( che poi io dentro ero debole, ma se mi vedi da fuori nessuno lo immagina, e anzi mi prendevano per una che se la tirava arrogante, quando la mia era solo timidezza) .c'è stato un momento che ho detto stop... ho iniziato ad agire in modo che prima di tutto io stimassi me stessa, ora in amore mi sento realizzata e anche su altri aspetti ho risolto.

È possibile ma dipende solo da noi. Purtroppo se rimani così per paura di agire, la tua autostima sarà sempre più bassa. Ma a volte ci vuole un punto di rottura...
La limpidezza la pretendo anch'io! E infatti, alla fine, credo che lei mi mostri tutto, anche ogni più piccolo sussulto del suo cuore.
Il mio problema poi non è l'autostima...Cioè, sono consapevole del fatto che non posso dare molte delle cose di cui una donna superati i trenta in genere sente il bisogno...Ma è solo una constatazione, non intacca il mio valore come persona. Ho di me un'altissima - forse anche troppo - considerazione, morale e intellettuale. Quand'ero adolescente le mie doti bastavano a fare di me una persona integrata, soddisfatta, stimata e amata. Con l'età, i parametri cambiano...e se non hai un progetto di vita concreto e realizzabile in tempi brevi, il tuo quoziente di attrazione cala drasticamente...
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
La limpidezza la pretendo anch'io! E infatti, alla fine, credo che lei mi mostri tutto, anche ogni più piccolo sussulto del suo cuore.
Il mio problema poi non è l'autostima...Cioè, sono consapevole del fatto che non posso dare molte delle cose di cui una donna superati i trenta in genere sente il bisogno...Ma è solo una constatazione, non intacca il mio valore come persona. Ho di me un'altissima - forse anche troppo - considerazione, morale e intellettuale. Quand'ero adolescente le mie doti bastavano a fare di me una persona integrata, soddisfatta, stimata e amata. Con l'età, i parametri cambiano...e se non hai un progetto di vita concreto e realizzabile in tempi brevi, il tuo quoziente di attrazione cala drasticamente...
Ma quello che scrivi è convenienza non amore...
 

Dalida

Utente di lunga data
La limpidezza la pretendo anch'io! E infatti, alla fine, credo che lei mi mostri tutto, anche ogni più piccolo sussulto del suo cuore.
Il mio problema poi non è l'autostima...Cioè, sono consapevole del fatto che non posso dare molte delle cose di cui una donna superati i trenta in genere sente il bisogno...Ma è solo una constatazione, non intacca il mio valore come persona. Ho di me un'altissima - forse anche troppo - considerazione, morale e intellettuale. Quand'ero adolescente le mie doti bastavano a fare di me una persona integrata, soddisfatta, stimata e amata. Con l'età, i parametri cambiano...e se non hai un progetto di vita concreto e realizzabile in tempi brevi, il tuo quoziente di attrazione cala drasticamente...

dipende dalla donna sopra i 30.
certo, fin quando penserai a lei e solo a lei e penserai pure di non meritare/poter ambire a niente di meglio di lei continuerai a pensarla così.
le donne non sono tutte così.
applica poi il pragmatismo.
semplicemente, se vuole delle cose che non puoi dare, non è la donna per te.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
ma per cortesia, Irre.
Basta difenderla.
Basta trovare giustificazioni e attenuanti.
L'amore non può essere tante cose. L'amore è una cosa che si può esprimere in tanti modi.
E che in nessun modo prescinde dal bene dell'amato.
Altrimenti non è amore, è esercizio egotico.
Per amore ci si sacrifica
Per amore ci si migliora
Per amore si arriva a lasciar andare chi si ama, se non si può renderlo felice.
L'amore ci rende migliori, ci rende allegri, ci da coraggio, ci da speranza, ci da entusiasmo.
L'amore muove le montagne.
L'amore a volte riesce a rendere possibile ciò che credevamo impossibile.
L'amore per una persona ci fa sorridere dei suoi difetti, ci fa intenerire delle sue debolezze, ci rende orgogliosi dei suoi pregi.
Questo è l'amore.
Molto diverso da quello che descrivi tu, purtroppo per te.
E lei no, non se ne frega di te: non capita spesso uno che , qualunque cosa tu gli faccia, resta lì ad aspettarti.
Ed il fatto che si sia fatta sgamare... che significa? Che non si preoccupava di non farlo: e aveva pure ragione... o no?
direi che con quest'ultima frase l'hai steso, ko, fine incontro.

non sono d'accordo con tutto tutto, ma irrisoluto qualche strigliata la merita.
irry, chi ti vuole bene vuole IL TUO bene.
Quanti di voi, qui, possono dire di vivere quello che descrive con tanta ispirazione Sbriciolata?
Io lo vivo e l'ho vissuto, anche se forse solo da parte mia.
E mi ritengo già fortunato per questo.
Poi, forse, è che sono pessimista, ma dove mi giro vedo solo dolore, frustrazione, tristezza, mai e dico mai ho visto l'idillio sopra descritto da ENTRAMBE le parti della coppia.
 

Nicka

Capra Espiatrice
Quanti di voi, qui, possono dire di vivere quello che descrive con tanta ispirazione Sbriciolata?
Io lo vivo e l'ho vissuto, anche se forse solo da parte mia.
E mi ritengo già fortunato per questo.
Poi, forse, è che sono pessimista, ma dove mi giro vedo solo dolore, frustrazione, tristezza, mai e dico mai ho visto l'idillio sopra descritto da ENTRAMBE le parti della coppia.
L'amore vissuto solo da una parte non è amore.
E' incaponimento, egoismo, fissazione, chiamalo come vuoi, ma non è amore.
 

Dalida

Utente di lunga data
Quanti di voi, qui, possono dire di vivere quello che descrive con tanta ispirazione Sbriciolata?
Io lo vivo e l'ho vissuto, anche se forse solo da parte mia.
E mi ritengo già fortunato per questo.
Poi, forse, è che sono pessimista, ma dove mi giro vedo solo dolore, frustrazione, tristezza, mai e dico mai ho visto l'idillio sopra descritto da ENTRAMBE le parti della coppia.
sbriciolata non ha descritto un idillio, anzi, trovo che sia fin troppo sacrificale come visione.
il punto, nei sentimenti in generale, è la reciprocità.
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
Quanti di voi, qui, possono dire di vivere quello che descrive con tanta ispirazione Sbriciolata?
Io lo vivo e l'ho vissuto, anche se forse solo da parte mia.
E mi ritengo già fortunato per questo.
Poi, forse, è che sono pessimista, ma dove mi giro vedo solo dolore, frustrazione, tristezza, mai e dico mai ho visto l'idillio sopra descritto da ENTRAMBE le parti della coppia.
Io lo vivo...ma ho combattuto con i denti oer ottenerlo...se continuavo a piangermi addosso molto probabilmente starei con il mio ex che mi cornificava e picchiava... oggi ne paga le conseguenze che un tempo essendo stata una cogliona cretina disagiata, non ha pagato...
 

Sbriciolata

Escluso
Quanti di voi, qui, possono dire di vivere quello che descrive con tanta ispirazione Sbriciolata?
Io lo vivo e l'ho vissuto, anche se forse solo da parte mia.
E mi ritengo già fortunato per questo.
Poi, forse, è che sono pessimista, ma dove mi giro vedo solo dolore, frustrazione, tristezza, mai e dico mai ho visto l'idillio sopra descritto da ENTRAMBE le parti della coppia.
abiti a Sodoma o a Gomorra?

ma scherzi a parte, se tieni l'asta bassa ovvio che fai un salto loffio, eh?
Se tu non parti dal diritto alla tua felicità, se non pretendi che l'amore che incontri sia davvero amore, ti accontenti di altro.
Se non pretendi che l'amore ti renda felice, ti accontenterai che un rapporto non ti renda infelice.
Ed è una scelta lecita come altre.
Ma non chiamarlo amore.

Ehm... quanto all'incipit del tuo post...
hai guardato il titolo del forum?
ecco... magari se cambi in : possono dire di aver vissuto, c'è più gente che partecipa.
E poi magari finisce lo stesso, sai? Anche i grandi amori finiscono.
Ma almeno ti accorgi della differenza.
A me è proprio questa l'impressione che fai tu: non ti sei accorto della differenza.
Prova a pensarci su.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Ipazia, non ha nessuna funzione, è un'indole naturale.
Si forma nell'infanzia - percepivo i miei moti d'animo come essenzialmente inopportuni, sentivo che non sarebbero stati accolti e per questo mi sono abituato a nasconderli.
Ho sempre voluto mostrarmi indipendente, autonomo, assolutamente non bisognoso di attenzioni...e forse neanche d'amore.
Sono più a mio agio nel dare che nel ricevere.
A titolo di esempio, a volte mi fa sentire a disagio (direi piacevolmente a disagio) vedere che anche solo qualche utente su un forum mi dedichi una parte del suo tempo per "aiutarmi".

Ma se ti sei abituato a nascondere. E' un'apprendimento che utilizzi come routine comportamentale.
Quindi non è un'indole.

Un'abitudine ha sempre una funzione.
In caso contrario non ha motivo di esistere e viene rimossa di default.

Che siamo animali fondamentalmente. E ogni cosa che facciamo la facciamo per ottenerne un vantaggio. Anche quando esternamente vantaggio non sembra.

Quale vantaggio ottieni tu nel nasconderti?

Perchè ti vuoi mostrare così?
Quale è la tua mitologia di riferimento nella costruzione di questa immagine di te?

Perchè non vuoi ricevere? Non ti fa sentire adeguato?

E se è piacevole....perchè non ti dedichi a godere di quel piacevole disagio anche fuori dal forum?

Io penso che se escludessi per un attimo il dibatterti per trovare immediata soluzione a questa storia e ti dedicassi a ciò che ti fa sentire semplicemente piacere per te e solo per te...potresti scoprire cose interessanti. :)
 
Ultima modifica:

Sbriciolata

Escluso
Ma se ti sei abituato a nascondere. E' un'apprendimento che utilizzi come routine comportamentale.
Quindi non è un'indole.

Un'abitudine ha sempre una funzione.
In caso contrario non ha motivo di esistere e viene rimossa di default.

Che siamo animali fondamentalmente. E ogni cosa che facciamo la facciamo per ottenerne un vantaggio. Anche quando esternamente vantaggio non sembra.

Quale vantaggio ottieni tu nel nasconderti?

Perchè ti vuoi mostrare così?
Quale è la tua mitologia di riferimento nella costruzione di questa immagine di te?

Perchè non vuoi ricevere? Non ti fa sentire adeguato?

E se è piacevole....perchè non ti dedichi a godere di quel piacevole disagio anche fuori dal forum?

Io penso che se escludessi per un attimo il dibatterti per trovare immediata soluzione a questa storia e ti dedicassi a ciò che ti fa sentire semplicemente piacere per te e solo per te...potresti scoprire cose interessanti. :)
questa me la segno Ipa, grande!
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Ma se ti sei abituato a nascondere. E' un'apprendimento che utilizzi come routine comportamentale.
Quindi non è un'indole.

Un'abitudine ha sempre una funzione.
In caso contrario non ha motivo di esistere e viene rimossa di default.

Che siamo animali fondamentalmente. E ogni cosa che facciamo la facciamo per ottenerne un vantaggio. Anche quando esternamente vantaggio non sembra.

Quale vantaggio ottieni tu nel nasconderti?

Perchè ti vuoi mostrare così?
Quale è la tua mitologia di riferimento nella costruzione di questa immagine di te?

Perchè non vuoi ricevere? Non ti fa sentire adeguato?

E se è piacevole....perchè non ti dedichi a godere di quel piacevole disagio anche fuori dal forum?

Io penso che se escludessi per un attimo il dibatterti per trovare immediata soluzione a questa storia e ti dedicassi a ciò che ti fa sentire semplicemente piacere per te e solo per te...potresti scoprire cose interessanti. :)
questa me la segno Ipa, grande!
Ipazia, per seguirti nel virtuosismo dialettico, potrei dirti che l'indole può essere anche il risultato di un'abitudine tanto sedimentata da diventare un automatismo, che non ha più alcuna funzione e soprattutto non procura più alcun vantaggio. D'altra parte, se le nostre inclinazioni acquisite (che poi, chi stabilisce quali siano acquisite e quli innate? ne esistono di innate?) fossero tese al bene, ad un qualche "vantaggio", beh, sarebbe un mondo di persone realizzate.
Comunque, quando questa mia indole era ancora solo un'abitudine che andava consolidandosi, ero bambino e il vantaggio era evidente: ottenere l'approvazione dei miei che mi volevano autosufficiente già in tenera età (oggi so che desideravano un figlio ipermaturo perché non avevano né tempo né voglia né energie per occuparsi davvero di un bambino).
In ogni caso, oggi questa abitudine si è cristallizzata ed è diventata un'indole.
Non mi dà vantaggi immediati, ma mi rende indipendente (nonostante in apparenza io soffra di dipendenza emotiva).

Sbriciolata: mi accorgo di aver restituito un'immagine ingiusta della mia compagna: continua a vedersi con un altro, certo, la scelta reiterata di frequentarlo pesa come un macigno e non si può prescindere da questo. Però, per il resto, continua ad essere quella di sempre: attenta, sempre presente, innamorata anche nei piccoli gesti, adorante...So che farebbe qualsiasi cosa per me. Se io davvero mi imponessi, lasciandola, lei farebbe quello che ha sempre fatto quando ci ho provato: manderebbe a cagare lui senza tanti scrupoli. Certo, forse ci ricadrebbe...ma quello non attiene all'amore, ma a qualche suo problema più profondo nella sfera della sessualità. Amare, per me, significa anche comprendere le sue turbe. Come lei, d'altra parte, comprende le mie...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipazia, per seguirti nel virtuosismo dialettico, potrei dirti che l'indole può essere anche il risultato di un'abitudine tanto sedimentata da diventare un automatismo, che non ha più alcuna funzione e soprattutto non procura più alcun vantaggio. D'altra parte, se le nostre inclinazioni acquisite (che poi, chi stabilisce quali siano acquisite e quli innate? ne esistono di innate?) fossero tese al bene, ad un qualche "vantaggio", beh, sarebbe un mondo di persone realizzate.
Comunque, quando questa mia indole era ancora solo un'abitudine che andava consolidandosi, ero bambino e il vantaggio era evidente: ottenere l'approvazione dei miei che mi volevano autosufficiente già in tenera età (oggi so che desideravano un figlio ipermaturo perché non avevano né tempo né voglia né energie per occuparsi davvero di un bambino).
In ogni caso, oggi questa abitudine si è cristallizzata ed è diventata un'indole.
Non mi dà vantaggi immediati, ma mi rende indipendente (nonostante in apparenza io soffra di dipendenza emotiva).
Non mi interessano i virtuosismi dialettici. Ma penso sia importante intendersi sui significati. In caso contrario non si sta comunicando. :)

ho capito adesso cosa vuoi intendere.

I comportamenti cristallizzati hanno il vantaggio immediato di mantenerci in zone di comfort. In particolare di comfort emozionale.
Che il cambiamento, inteso come variazione dei propri meccanismi comportamentali, fa come minimo paura perchè costringe a lasciare territori conosciuti per andare ad esplorarne di sconosciuti.

E quando non si ha una mappa a disposizione è più vantaggioso rimanere dove si è sempre stati. E' la differenza che può correre fra la vita e la morte. Del sè.

(e io sostengo che a volte sia utile andare a morire. ma è una mia personalissima posizione).

Dal punto di vista identitario la permanenza è una conferma del sè.
E al sè non piace essere disconfermato. E' abilissimo a costruire meccanismi di mantenimento e difesa.

Prova a smontarne qualcuno...tutta da ridere:D

Il vantaggio è tutto lì.
Mantenimento nel conosciuto. Risparmio di energia. Conferma identitaria.

Comportamento vantaggioso non significa realizzazione individuale nella propria unicità e particolarità.
Anzi, spesso e volentieri è semplicemente permanenza nei condizionamenti individuali e sociali. Che questo è vantaggioso, semplifica la vita. Garantisce sopravvivenza.
Ma sicuramente non è realizzazione libera dell'individuo in quanto tale.

Ecco perchè ti chiedevo a che immagine di te fai riferimento...ma quel bambino di cui scrivi dice tanto di te.

E se ci guardi bene la dinamica con questa tua donna, ha elementi interessanti in quella cornice interpretativa.

Anche l'indipendenza a tutti i costi, è una forma di dipendenza.
Poi, io non ho nulla contro la dipendenza in sè e per sè...fin tanto che non va ad incidere sulla buona qualità della vita. E' a quel punto che diventa un problema.

E mi pare che la tua indipendenza stia diventando un problema per te. Che non ti permette nè di serenamente stare ma neanche di andare . E ti dibatti.

Che il punto secondo me non è accettare lei . Ma accettare te stesso in relazione a lei.
Che tu decida di stare od andare, lo trovo relativo. Ora come ora.
 

Sbriciolata

Escluso
Sbriciolata: mi accorgo di aver restituito un'immagine ingiusta della mia compagna: continua a vedersi con un altro, certo...So che farebbe qualsiasi cosa per me. Se io davvero mi imponessi, lasciandola, lei farebbe quello che ha sempre fatto quando ci ho provato: manderebbe a cagare lui senza tanti scrupoli. Certo, forse ci ricadrebbe...ma quello non attiene all'amore, ma a qualche suo problema più profondo nella sfera della sessualità. Amare, per me, significa anche comprendere le sue turbe. Come lei, d'altra parte, comprende le mie...
Come no, non fa una piega. Come ti giri te la ritrovi attaccata al diversamente in tiro. E qui che abbia un qualche bozzo sulla sfera della sessualità si era capito. Eppero pensa sempre a te. Deve essere una gran soddisfazione. Ma andare a fondo su una eventuale sindrome da abbandono pare brutto?
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Non mi interessano i virtuosismi dialettici. Ma penso sia importante intendersi sui significati. In caso contrario non si sta comunicando. :)

ho capito adesso cosa vuoi intendere.

I comportamenti cristallizzati hanno il vantaggio immediato di mantenerci in zone di comfort. In particolare di comfort emozionale.
Che il cambiamento, inteso come variazione dei propri meccanismi comportamentali, fa come minimo paura perchè costringe a lasciare territori conosciuti per andare ad esplorarne di sconosciuti.

E quando non si ha una mappa a disposizione è più vantaggioso rimanere dove si è sempre stati. E' la differenza che può correre fra la vita e la morte. Del sè.

(e io sostengo che a volte sia utile andare a morire. ma è una mia personalissima posizione).

Dal punto di vista identitario la permanenza è una conferma del sè.
E al sè non piace essere disconfermato. E' abilissimo a costruire meccanismi di mantenimento e difesa.

Prova a smontarne qualcuno...tutta da ridere:D

Il vantaggio è tutto lì.
Mantenimento nel conosciuto. Risparmio di energia. Conferma identitaria.

Comportamento vantaggioso non significa realizzazione individuale nella propria unicità e particolarità.
Anzi, spesso e volentieri è semplicemente permanenza nei condizionamenti individuali e sociali. Che questo è vantaggioso, semplifica la vita. Garantisce sopravvivenza.
Ma sicuramente non è realizzazione libera dell'individuo in quanto tale.

Ecco perchè ti chiedevo a che immagine di te fai riferimento...ma quel bambino di cui scrivi dice tanto di te.

E se ci guardi bene la dinamica con questa tua donna, ha elementi interessanti in quella cornice interpretativa.

Anche l'indipendenza a tutti i costi, è una forma di dipendenza.
Poi, io non ho nulla contro la dipendenza in sè e per sè...fin tanto che non va ad incidere sulla buona qualità della vita. E' a quel punto che diventa un problema.

E mi pare che la tua indipendenza stia diventando un problema per te. Che non ti permette nè di serenamente stare ma neanche di andare . E ti dibatti.

Che il punto secondo me non è accettare lei . Ma accettare te stesso in relazione a lei.
Che tu decida di stare od andare, lo trovo relativo. Ora come ora.
Certo, la psicologia ha espresso questi meccanismi in tutte le salse, ma il problema rimane: come distinguere un comportamento semplicemente adattativo, quindi esposto al rischio di farti vivere a bassa quota (il vantaggio immediato), da un comportamento che ti porta alla piena realizzazione?
Per me questa domanda è molto problematica, perché sono convinto che in questo mondo, così com'è fatto ora (condizioni sociali ed economiche, quella che un tempo si chiamava a mio avviso efficacemente alienazione) non sia fatto per la piena realizzazione.
Il massimo cui si può aspirare è un adattamento più o meno soddisfacente e la costruzione di uno spazio in cui potersi esprimere il più liberamente possibile.

Non c'è alcuna mitologia a sostenere il mio habitus di persona che non ha bisogno di niente e di nessuno. Al limite, se forzo un po' le cose, stimo molto le persone sole. Anzi, non le stimo, mi attraggono proprio fisicamente. Quand'ero adolescente mi innamoravo di tutte le ragazze che "portavano bene" la loro solitudine, in metropolitana, magari intente a leggere. Quando scorgevo una fierezza nel loro essere sole, mi davano un brivido (che all'epoca era così inebriante da farmi sentire innamorato).

Me stesso in relazione con lei...ma dipende anche da quello che io penso che lei sia in relazione a me.
 
Stato
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