Il mondo può cambiare in un mese

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Spot

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Il mondo può cambiare in un mese

Ho 28 anni.
Ero la donna della sua vita. La donna che amava, la donna con cui voleva vivere, l'unica con cui vedeva un futuro. La più bella del mondo, l'unica che desiderava. La sua e la mia identità era "noi". Ci sembrava di essere così vicini che non c'era parte della nostra vita che non riguadasse l'altro.
Ero il suo primo amore, e la sua prima donna in assoluto. Io avevo avuto altre esperienze, ma nessuna che mi avesse fatto sognare così, che mi avesse fatto amare sul serio, che mi avesse fatto sentire me stessa e libera di lasciarmi andare. 5 anni insieme, un rapporto a distanza, ma mille sforzi per passare più tempo possibile insieme.
Il resto del mondo era secondario. Io, che mi sono sempre immaginata sola e indipendente, con gioia iniziavo a modellare la mia vita intorno a lui: su di lui basavo le mie scelte, lui era il più grande obiettivo da raggiungere. Mi stavo organizzando per raggiungerlo e andare a vivere da lui. Per me, era quello giusto. Tutto tra noi sembrava essere libero, spontaneo.

Poi lui, spesso solo, 4 mesi fa inizia ad uscire un po' di più, sempre un po' più spesso. Vede ragazze. Ne sono contenta.
Un mese e mezzo fa, nota lei.
Lei gli da familiarità, calore. Non è bella, ma ai suoi occhi affascinante e stupenda. Proviene dalla sua stessa città, dove io attualmente vivo, e lavora e vive nella città in cui vive lui. Decide di provarci subito.
Io d'altronde non ho mai imposto fedeltà e dedizione, anche se fino ad allora l'avevo data e ricevuta. Tuttavia, iniziano 3 settimane di menzogne. Menzogne anche quando sto a casa sua, e si assenta un po' di più per vedere lei, o quando lui viene da me, e inventa scuse per passare del tempo con lei, poco prima di ripartire.
Percepisco qualcosa di strano, ma non sospetto: d'altra parte nei miei confronti ha tutto quell'amore e tutta quella passione di sempre.

La settimana dopo, qualche silenzio di troppo. La cosa inizia a ferirmi, e dopo aver aspettato una notte intera nell'attesa che mi richiamasse, inizio a cercarlo io con insistenza ossessiva. Non appena mi risponde, dopo un po' d'insistenza arriva la bomba. Era in programma che io salissi da lui, dopo un'altra settimana: dice che aspettava quello per dirmelo.
E' come se il mondo intero mi fosse crollato addosso, non ci credo, non realizzo.

Il giorno dopo scende per parlarmi. Mi racconta tutto per filo e per segno, anche i più piccoli e dolorosi dettagli, e poi è un tutto: "credevo che mi avessi lasciato subito e ho anche pensato di mettermi con lei, ma voglio stare con te, vedo solo con te un futuro".
Gli dico di pensarci, di esserne sicuro. Si prende una settimana, non sa come dirlo a lei. In una settimana al telefono con me si sfoga, mi racconta tutto perchè sono "il suo specchio", racconta i suoi sensi di colpa, mi parla di lei, si contraddice, è confuso, si sente in crisi perchè si riteneva incapace di far del male a qualcuno, non vuole che io mi neghi al telefono, ha bisogno della mia voce e di conferme da parte mia. Vuole assolutamente sapere se sono disposta a tornare con lui. Poi ci rivediamo, con la promessa di stare insieme. Qualche giorno bello e appassionato, altri più cupi.

Quando arriva il momento di rendere definitiva la cosa e di dirlo a lei, si fa prendere da mille dubbi. Il modo in cui parla di lei e di me mi fa male, sembra un sogno contro una realtà -non brutta- ma circondata di grigiore.
Ma la settimana è passata, io ho un colloquio 2 giorni dopo, gli chiedo di decidere prima del colloquio, perchè mi sento debole, in ansia, e piena di stress.
Parla con lei per lasciarla, le racconta le sue intenzioni ma le dice che ha dei dubbi, e che quella scelta glie l'ho imposta io. Non la lascia, e tornato a casa da me la riempie di messaggi e chiamate, in mia presenza. Io gli dico di lasciare me a questo punto, e di andare da lei, ma lui non vuole sentire ragioni e non vuole lasciarmi andare. Vuole tempo.

Ma i dubbi continuano, i messaggi per lei continuano, lui è distratto e non vede la mia sofferenza e la mia paura, che via via si fanno più forti. Il giorno del mio compleanno me ne vado, di comune accordo con lui, preferisco tornare a casa piuttosto che aspettare sola che lui torni la sera. Lui mi promette che avrebbe deciso e per rispettarmi, intanto, non avrebbe visto nè me nè lei. Voleva stare solo.

Lui tenta di chiamarmi, di mandarmi messaggi ed essere un po' dolce. Senza molto impegno, ma lo fa. Tuttavia io non ce la faccio, e decido di non sentirlo fino a che la decisione non sarebbe stata definitiva.

Passano i giorni. Un "mi manchi tanto per messaggi", che mi rende debole e me lo fa chiamare. Una conversazione inutile al telefono. Passano altri giorni.

Divento meschina: ho la sua password di facebook, lo spio e scopro che l'ha vista. Aspetto, cerco di calmarmi. Altri giorni.
Lo chiamo e glie lo dico.
E poi incalzo con le domande, perchè lui tergiversa.
Dice che ha capito di non amarmi, perchè non gli sono mancata come credeva, e che ha scelto lei. Dice che stava aspettando di rivedermi per dirmelo, fra una quindicina di giorni (si, di nuovo lasciata a soffrire, dubitare e attendere, nonostante i giochi fosserò già stabiliti).
La cosa in sè nemmeno mi addolora, in realtà avevo capito che sarebbe andata a finire in questo modo. Ma mi fa arrabbiare l'essere stata tenuta di nuovo all'oscuro.

Però il giorno dopo mi manca e lo contatto, discutiamo per messaggi. Cerco di spiegargli che con me si è comportato male, che mi ha lasciato in attesa e mi ha illusa, che si è sfogato non tenendo conto di quanto potessi soffrire io, in quanto donna innamorata. Il bisogno di confrontarmi con lui e di fargli capire come mi sono sentita è forte: avevo troppo taciuto nei giorni precendenti. Lui minimizza, dice di aver risolto una situazione terribile brillantemente, dice di avermi trattata con rispetto e da pari, dice che esagero.

Mi chiede se ero già uscita con qualcuno. Gli dico di no, ma che la sera stessa sarei uscita con un tipo conosciuto in chat. Una scusa per non pensare a lui per lo più, in realta non mi va assolutamente. Mi dà dell'ipocrita, mi accusa di fare la vittima e l'eroina del nostro rapporto, mentre in realtà sono già passata oltre, perchè vado a caccia di ragazzi nelle chat.

Però dice che sono il suo punto di riferimento, la donna più importante della sua vita dopo sua madre, che comunque dovevamo vederci per parlare, e continuare a sentirci.
Gli chiedo se si è proprio fidanzato, non mi risponde.
Gli scrivo che senza desiderio io e lui non possiamo essere nulla, perchè non siamo mai stati amici e non abbiamo mai comunicato escludendo i nostri corpi. Che avrei preferito essere sua amante che suo punto di riferimento.
Non risponde.


Capisco che l'uomo con cui mi sono sempre confidata semplicemente non è più interessato ad ascoltarmi, nonostante dica il contrario. Fra un paio di settimane dovremmo vederci: lui dovrebbe restituirmi alcune cose lasciate a casa sua e parlarmi. Avevo intenzione di accettare l'incontro, ma ora come ora, so solo che non voglio più vederlo nè sentirlo, mai più: in un mese ha deciso che io e i miei sentimenti non lo riguardiamo più da vicino, quindi ogni contatto perde di senso. E' diventato un estraneo.

Sono triste, ma mi sento meglio: lo stomaco non mi si contorce più come ha fatto per un mese di attesa, non tremo più. Per la prima volta, non mi manca.

A volte mi chiedo come mai abbia cercato un'altra, come possa essere lei diventata così importante in così poco tempo, mentre io sono improvvisamente diventata poco più che nulla. Mi chiedo come mai io non sia stata abbastanza. Ma sono risposte che non posso darmi da sola, e lui credo che si rifiuterà sempre di darmele.
 

JON

Utente di lunga data
Ho 28 anni.
Ero la donna della sua vita. La donna che amava, la donna con cui voleva vivere, l'unica con cui vedeva un futuro. La più bella del mondo, l'unica che desiderava. La sua e la mia identità era "noi". Ci sembrava di essere così vicini che non c'era parte della nostra vita che non riguadasse l'altro.
Ero il suo primo amore, e la sua prima donna in assoluto. Io avevo avuto altre esperienze, ma nessuna che mi avesse fatto sognare così, che mi avesse fatto amare sul serio, che mi avesse fatto sentire me stessa e libera di lasciarmi andare. 5 anni insieme, un rapporto a distanza, ma mille sforzi per passare più tempo possibile insieme.
Il resto del mondo era secondario. Io, che mi sono sempre immaginata sola e indipendente, con gioia iniziavo a modellare la mia vita intorno a lui: su di lui basavo le mie scelte, lui era il più grande obiettivo da raggiungere. Mi stavo organizzando per raggiungerlo e andare a vivere da lui. Per me, era quello giusto. Tutto tra noi sembrava essere libero, spontaneo.

Poi lui, spesso solo, 4 mesi fa inizia ad uscire un po' di più, sempre un po' più spesso. Vede ragazze. Ne sono contenta.
Un mese e mezzo fa, nota lei.
Lei gli da familiarità, calore. Non è bella, ma ai suoi occhi affascinante e stupenda. Proviene dalla sua stessa città, dove io attualmente vivo, e lavora e vive nella città in cui vive lui. Decide di provarci subito.
Io d'altronde non ho mai imposto fedeltà e dedizione, anche se fino ad allora l'avevo data e ricevuta. Tuttavia, iniziano 3 settimane di menzogne. Menzogne anche quando sto a casa sua, e si assenta un po' di più per vedere lei, o quando lui viene da me, e inventa scuse per passare del tempo con lei, poco prima di ripartire.
Percepisco qualcosa di strano, ma non sospetto: d'altra parte nei miei confronti ha tutto quell'amore e tutta quella passione di sempre.

La settimana dopo, qualche silenzio di troppo. La cosa inizia a ferirmi, e dopo aver aspettato una notte intera nell'attesa che mi richiamasse, inizio a cercarlo io con insistenza ossessiva. Non appena mi risponde, dopo un po' d'insistenza arriva la bomba. Era in programma che io salissi da lui, dopo un'altra settimana: dice che aspettava quello per dirmelo.
E' come se il mondo intero mi fosse crollato addosso, non ci credo, non realizzo.

Il giorno dopo scende per parlarmi. Mi racconta tutto per filo e per segno, anche i più piccoli e dolorosi dettagli, e poi è un tutto: "credevo che mi avessi lasciato subito e ho anche pensato di mettermi con lei, ma voglio stare con te, vedo solo con te un futuro".
Gli dico di pensarci, di esserne sicuro. Si prende una settimana, non sa come dirlo a lei. In una settimana al telefono con me si sfoga, mi racconta tutto perchè sono "il suo specchio", racconta i suoi sensi di colpa, mi parla di lei, si contraddice, è confuso, si sente in crisi perchè si riteneva incapace di far del male a qualcuno, non vuole che io mi neghi al telefono, ha bisogno della mia voce e di conferme da parte mia. Vuole assolutamente sapere se sono disposta a tornare con lui. Poi ci rivediamo, con la promessa di stare insieme. Qualche giorno bello e appassionato, altri più cupi.

Quando arriva il momento di rendere definitiva la cosa e di dirlo a lei, si fa prendere da mille dubbi. Il modo in cui parla di lei e di me mi fa male, sembra un sogno contro una realtà -non brutta- ma circondata di grigiore.
Ma la settimana è passata, io ho un colloquio 2 giorni dopo, gli chiedo di decidere prima del colloquio, perchè mi sento debole, in ansia, e piena di stress.
Parla con lei per lasciarla, le racconta le sue intenzioni ma le dice che ha dei dubbi, e che quella scelta glie l'ho imposta io. Non la lascia, e tornato a casa da me la riempie di messaggi e chiamate, in mia presenza. Io gli dico di lasciare me a questo punto, e di andare da lei, ma lui non vuole sentire ragioni e non vuole lasciarmi andare. Vuole tempo.

Ma i dubbi continuano, i messaggi per lei continuano, lui è distratto e non vede la mia sofferenza e la mia paura, che via via si fanno più forti. Il giorno del mio compleanno me ne vado, di comune accordo con lui, preferisco tornare a casa piuttosto che aspettare sola che lui torni la sera. Lui mi promette che avrebbe deciso e per rispettarmi, intanto, non avrebbe visto nè me nè lei. Voleva stare solo.

Lui tenta di chiamarmi, di mandarmi messaggi ed essere un po' dolce. Senza molto impegno, ma lo fa. Tuttavia io non ce la faccio, e decido di non sentirlo fino a che la decisione non sarebbe stata definitiva.

Passano i giorni. Un "mi manchi tanto per messaggi", che mi rende debole e me lo fa chiamare. Una conversazione inutile al telefono. Passano altri giorni.

Divento meschina: ho la sua password di facebook, lo spio e scopro che l'ha vista. Aspetto, cerco di calmarmi. Altri giorni.
Lo chiamo e glie lo dico.
E poi incalzo con le domande, perchè lui tergiversa.
Dice che ha capito di non amarmi, perchè non gli sono mancata come credeva, e che ha scelto lei. Dice che stava aspettando di rivedermi per dirmelo, fra una quindicina di giorni (si, di nuovo lasciata a soffrire, dubitare e attendere, nonostante i giochi fosserò già stabiliti).
La cosa in sè nemmeno mi addolora, in realtà avevo capito che sarebbe andata a finire in questo modo. Ma mi fa arrabbiare l'essere stata tenuta di nuovo all'oscuro.

Però il giorno dopo mi manca e lo contatto, discutiamo per messaggi. Cerco di spiegargli che con me si è comportato male, che mi ha lasciato in attesa e mi ha illusa, che si è sfogato non tenendo conto di quanto potessi soffrire io, in quanto donna innamorata. Il bisogno di confrontarmi con lui e di fargli capire come mi sono sentita è forte: avevo troppo taciuto nei giorni precendenti. Lui minimizza, dice di aver risolto una situazione terribile brillantemente, dice di avermi trattata con rispetto e da pari, dice che esagero.

Mi chiede se ero già uscita con qualcuno. Gli dico di no, ma che la sera stessa sarei uscita con un tipo conosciuto in chat. Una scusa per non pensare a lui per lo più, in realta non mi va assolutamente. Mi dà dell'ipocrita, mi accusa di fare la vittima e l'eroina del nostro rapporto, mentre in realtà sono già passata oltre, perchè vado a caccia di ragazzi nelle chat.

Però dice che sono il suo punto di riferimento, la donna più importante della sua vita dopo sua madre, che comunque dovevamo vederci per parlare, e continuare a sentirci.
Gli chiedo se si è proprio fidanzato, non mi risponde.
Gli scrivo che senza desiderio io e lui non possiamo essere nulla, perchè non siamo mai stati amici e non abbiamo mai comunicato escludendo i nostri corpi. Che avrei preferito essere sua amante che suo punto di riferimento.
Non risponde.


Capisco che l'uomo con cui mi sono sempre confidata semplicemente non è più interessato ad ascoltarmi, nonostante dica il contrario. Fra un paio di settimane dovremmo vederci: lui dovrebbe restituirmi alcune cose lasciate a casa sua e parlarmi. Avevo intenzione di accettare l'incontro, ma ora come ora, so solo che non voglio più vederlo nè sentirlo, mai più: in un mese ha deciso che io e i miei sentimenti non lo riguardiamo più da vicino, quindi ogni contatto perde di senso. E' diventato un estraneo.

Sono triste, ma mi sento meglio: lo stomaco non mi si contorce più come ha fatto per un mese di attesa, non tremo più. Per la prima volta, non mi manca.

A volte mi chiedo come mai abbia cercato un'altra, come possa essere lei diventata così importante in così poco tempo, mentre io sono improvvisamente diventata poco più che nulla. Mi chiedo come mai io non sia stata abbastanza. Ma sono risposte che non posso darmi da sola, e lui credo che si rifiuterà sempre di darmele.
Questo, per quanto difficile e doloroso, è il momento giusto per TRONCARE.
Anche se lui si ravvedesse non è detto che andrete lontano.
La donna più importante DOPO la mammina non si può sentire.
 

Stark72

Utente Bestemmiante
Non è il mondo che cambia, sei tu che sei costretta a cambiare la tua immagine del mondo.
Il mondo se ne fotte di quello che ci accade.
 

Darty

Utente di lunga data
Non è il mondo che cambia, sei tu che sei costretta a cambiare la tua immagine del mondo.
Il mondo se ne fotte di quello che ci accade.
Bravo Stark. La penso esattamente come te. Talvolta è difficile e doloroso ma non ci resta altro che prenderne atto. E ricominciare.
 

Spot

utente in roaming.
Non è il mondo che cambia, sei tu che sei costretta a cambiare la tua immagine del mondo.
Il mondo se ne fotte di quello che ci accade.
A volte si arriva, erroneamente, ad identificare il proprio mondo con la presenza di una persona nella nostra vita. Ma le persone se ne fottono di quello che ci accade, se hanno altro a cui dedicarsi: almeno così succede il più delle volte. Rendersene conto è un processo lungo e spaesante in questi casi.

Sto cercando di crescerci su e di farlo da sola: mettere tutto per iscritto ne è un tentativo. Anche se sono "vittima" della situazione, so che da qualche parte ho sbagliato: non parlo di stupidi errori di percorso, ma di errori fondamentali. Il meglio che posso fare è capire dove e come.

Probabilmente lasciare che qualcuno si appropri della mia identità in maniera così totalizzante è un errore fondamentale. Bisogna sempre conservare dei margini di distanza e non permettere di farsi assimilare da qualcun altro, per quanto possa sembrare bello farlo.
Non lo so, sono davvero in dubbio. Sono una donna cauta nei sentimenti, al limite di apparire spesso fredda e disinteressata. Per lo più una solitaria. Non sono mai arrivata a sentirmi così in "simbiosi" con qualcuno, nemmeno con le persone più importanti della mia vita o con membri della mia famiglia.
Per la prima volta mi sono lasciata andare. E' stato sbagliato?
 

Spot

utente in roaming.
E poi sul serio, banalmente, se stai bene e hai progetti con una persona, se sessualmente parlando va tutto molto bene, se provi dell'affetto, come fai a dimenticare ogni forma d'interesse e rispetto così velocemente e comportarti così? Come fa a diventare una cosa di così scarsa importanza?
Davvero, in certi casi la cosa fondamentale è semplicemente non rimanere soli?

E soprattutto, come fai a fidanzarti immediatamente? Io ho provato ad uscire con qualcuno, ma sinceramente al momento gli uomini mi fanno un po' schifo, figurati se potrei stare con qualcuno e campar su nuove promesse e progetti. Figurati se potrei innamorarmi.
Eppure so bene che lui non lo voglio, anche se sono stata costretta a non volerlo.

Sarò forse io troppo ingenua?
 

JON

Utente di lunga data
A volte si arriva, erroneamente, ad identificare il proprio mondo con la presenza di una persona nella nostra vita. Ma le persone se ne fottono di quello che ci accade, se hanno altro a cui dedicarsi: almeno così succede il più delle volte. Rendersene conto è un processo lungo e spaesante in questi casi.

Sto cercando di crescerci su e di farlo da sola: mettere tutto per iscritto ne è un tentativo. Anche se sono "vittima" della situazione, so che da qualche parte ho sbagliato: non parlo di stupidi errori di percorso, ma di errori fondamentali. Il meglio che posso fare è capire dove e come.

Probabilmente lasciare che qualcuno si appropri della mia identità in maniera così totalizzante è un errore fondamentale. Bisogna sempre conservare dei margini di distanza e non permettere di farsi assimilare da qualcun altro, per quanto possa sembrare bello farlo.
Non lo so, sono davvero in dubbio. Sono una donna cauta nei sentimenti, al limite di apparire spesso fredda e disinteressata. Per lo più una solitaria. Non sono mai arrivata a sentirmi così in "simbiosi" con qualcuno, nemmeno con le persone più importanti della mia vita o con membri della mia famiglia.
Per la prima volta mi sono lasciata andare. E' stato sbagliato?
Farsi assimilare, a 28 anni, quando hai tutta una vita davanti è sbagliato. Perché per quanto bello possa essere stato puoi essere certa che non è l'unica possibilità della tua vita. Noi abbiamo tante possibilità, l'importante e darsene le opportunità.

Per cui, comprensibilissime le difficoltà e sofferenze del momento, ma questo è il momento più opportuno per chiudere questo capitolo e aprirne un altro.
 

Stark72

Utente Bestemmiante
Alla mia "tenera" età posso affermare che in amore non ci sono atteggiamenti che possano essere oggettivamente definiti giusti o sbagliati. Certe considerazioni le puoi fare solo a posteriori.
Nelle mie relazioni non sono mai stato la stessa persona in termini di comportamenti.
Ho vissuto anche io la simbiosi, ma non con mia moglie bensì con la ragazza con cui stavo prima di conoscere lei.
La mia ex è una specie di gatto, estremamente indipendente, non poteva crearsi simbiosi ma complicità (che chiaramente c'è stata per lungo tempo).
Quando mi ritrovai a vivere una simbiosi fu invece con una persona che aveva estremo bisogno di essere il centro assoluto del mio mondo. Non per debolezza ma per voglia di darsi al 100%.
Per un po' mi piacque, finché non mi andò stretto e iniziai a sentirmi asfissiato.
Ripensandoci dopo tanti anni, posso dire che quella ragazza rimane la migliore persona con cui sia stato, conosciuta probabilmente in un momento del mio percorso personale che era ancora prematuro ed immaturo per gestire consapevolmente una simbiosi senza esserne schiacciato.
 

Spot

utente in roaming.
Io al momento ho l'impressione che lui abbia voluto questo rapporto simbiotico (per inclinazione, per necessità, perchè ero l'unica presenza rilevante nella sua vita, chissà) e mi ci abbia accompagnata dentro, e poi lui l'abbia disfatto.

Forse in realtà avere solo me nel suo futuro lo soffocava, e se ne è accorto solo quando gli si sono presentate davanti altre possibilità di esperienze piacevoli.
Invece in me è successo l'opposto.

Sono tutte dannate ipotesi, certo, perchè dall'altra parte le risposte non vogliono arrivare. Ma non posso fare a meno di farmi domande, perchè tutto ciò ha a che fare con la mia autostima e col fatto di essere stata scartata per un'altra da qualcuno che mi conosceva bene e che sembrava volermi accanto così com'ero.

Magari qualche risposta fittizia che si basa solo sui dati a mia disposizione è meglio di nulla.
 
Ho 28 anni.
Ero la donna della sua vita. La donna che amava, la donna con cui voleva vivere, l'unica con cui vedeva un futuro. La più bella del mondo, l'unica che desiderava. La sua e la mia identità era "noi". Ci sembrava di essere così vicini che non c'era parte della nostra vita che non riguadasse l'altro.
Ero il suo primo amore, e la sua prima donna in assoluto. Io avevo avuto altre esperienze, ma nessuna che mi avesse fatto sognare così, che mi avesse fatto amare sul serio, che mi avesse fatto sentire me stessa e libera di lasciarmi andare. 5 anni insieme, un rapporto a distanza, ma mille sforzi per passare più tempo possibile insieme.
Il resto del mondo era secondario. Io, che mi sono sempre immaginata sola e indipendente, con gioia iniziavo a modellare la mia vita intorno a lui: su di lui basavo le mie scelte, lui era il più grande obiettivo da raggiungere. Mi stavo organizzando per raggiungerlo e andare a vivere da lui. Per me, era quello giusto. Tutto tra noi sembrava essere libero, spontaneo.

Poi lui, spesso solo, 4 mesi fa inizia ad uscire un po' di più, sempre un po' più spesso. Vede ragazze. Ne sono contenta.
Un mese e mezzo fa, nota lei.
Lei gli da familiarità, calore. Non è bella, ma ai suoi occhi affascinante e stupenda. Proviene dalla sua stessa città, dove io attualmente vivo, e lavora e vive nella città in cui vive lui. Decide di provarci subito.
Io d'altronde non ho mai imposto fedeltà e dedizione, anche se fino ad allora l'avevo data e ricevuta. Tuttavia, iniziano 3 settimane di menzogne. Menzogne anche quando sto a casa sua, e si assenta un po' di più per vedere lei, o quando lui viene da me, e inventa scuse per passare del tempo con lei, poco prima di ripartire.
Percepisco qualcosa di strano, ma non sospetto: d'altra parte nei miei confronti ha tutto quell'amore e tutta quella passione di sempre.

La settimana dopo, qualche silenzio di troppo. La cosa inizia a ferirmi, e dopo aver aspettato una notte intera nell'attesa che mi richiamasse, inizio a cercarlo io con insistenza ossessiva. Non appena mi risponde, dopo un po' d'insistenza arriva la bomba. Era in programma che io salissi da lui, dopo un'altra settimana: dice che aspettava quello per dirmelo.
E' come se il mondo intero mi fosse crollato addosso, non ci credo, non realizzo.

Il giorno dopo scende per parlarmi. Mi racconta tutto per filo e per segno, anche i più piccoli e dolorosi dettagli, e poi è un tutto: "credevo che mi avessi lasciato subito e ho anche pensato di mettermi con lei, ma voglio stare con te, vedo solo con te un futuro".
Gli dico di pensarci, di esserne sicuro. Si prende una settimana, non sa come dirlo a lei. In una settimana al telefono con me si sfoga, mi racconta tutto perchè sono "il suo specchio", racconta i suoi sensi di colpa, mi parla di lei, si contraddice, è confuso, si sente in crisi perchè si riteneva incapace di far del male a qualcuno, non vuole che io mi neghi al telefono, ha bisogno della mia voce e di conferme da parte mia. Vuole assolutamente sapere se sono disposta a tornare con lui. Poi ci rivediamo, con la promessa di stare insieme. Qualche giorno bello e appassionato, altri più cupi.

Quando arriva il momento di rendere definitiva la cosa e di dirlo a lei, si fa prendere da mille dubbi. Il modo in cui parla di lei e di me mi fa male, sembra un sogno contro una realtà -non brutta- ma circondata di grigiore.
Ma la settimana è passata, io ho un colloquio 2 giorni dopo, gli chiedo di decidere prima del colloquio, perchè mi sento debole, in ansia, e piena di stress.
Parla con lei per lasciarla, le racconta le sue intenzioni ma le dice che ha dei dubbi, e che quella scelta glie l'ho imposta io. Non la lascia, e tornato a casa da me la riempie di messaggi e chiamate, in mia presenza. Io gli dico di lasciare me a questo punto, e di andare da lei, ma lui non vuole sentire ragioni e non vuole lasciarmi andare. Vuole tempo.

Ma i dubbi continuano, i messaggi per lei continuano, lui è distratto e non vede la mia sofferenza e la mia paura, che via via si fanno più forti. Il giorno del mio compleanno me ne vado, di comune accordo con lui, preferisco tornare a casa piuttosto che aspettare sola che lui torni la sera. Lui mi promette che avrebbe deciso e per rispettarmi, intanto, non avrebbe visto nè me nè lei. Voleva stare solo.

Lui tenta di chiamarmi, di mandarmi messaggi ed essere un po' dolce. Senza molto impegno, ma lo fa. Tuttavia io non ce la faccio, e decido di non sentirlo fino a che la decisione non sarebbe stata definitiva.

Passano i giorni. Un "mi manchi tanto per messaggi", che mi rende debole e me lo fa chiamare. Una conversazione inutile al telefono. Passano altri giorni.

Divento meschina: ho la sua password di facebook, lo spio e scopro che l'ha vista. Aspetto, cerco di calmarmi. Altri giorni.
Lo chiamo e glie lo dico.
E poi incalzo con le domande, perchè lui tergiversa.
Dice che ha capito di non amarmi, perchè non gli sono mancata come credeva, e che ha scelto lei. Dice che stava aspettando di rivedermi per dirmelo, fra una quindicina di giorni (si, di nuovo lasciata a soffrire, dubitare e attendere, nonostante i giochi fosserò già stabiliti).
La cosa in sè nemmeno mi addolora, in realtà avevo capito che sarebbe andata a finire in questo modo. Ma mi fa arrabbiare l'essere stata tenuta di nuovo all'oscuro.

Però il giorno dopo mi manca e lo contatto, discutiamo per messaggi. Cerco di spiegargli che con me si è comportato male, che mi ha lasciato in attesa e mi ha illusa, che si è sfogato non tenendo conto di quanto potessi soffrire io, in quanto donna innamorata. Il bisogno di confrontarmi con lui e di fargli capire come mi sono sentita è forte: avevo troppo taciuto nei giorni precendenti. Lui minimizza, dice di aver risolto una situazione terribile brillantemente, dice di avermi trattata con rispetto e da pari, dice che esagero.

Mi chiede se ero già uscita con qualcuno. Gli dico di no, ma che la sera stessa sarei uscita con un tipo conosciuto in chat. Una scusa per non pensare a lui per lo più, in realta non mi va assolutamente. Mi dà dell'ipocrita, mi accusa di fare la vittima e l'eroina del nostro rapporto, mentre in realtà sono già passata oltre, perchè vado a caccia di ragazzi nelle chat.

Però dice che sono il suo punto di riferimento, la donna più importante della sua vita dopo sua madre, che comunque dovevamo vederci per parlare, e continuare a sentirci.
Gli chiedo se si è proprio fidanzato, non mi risponde.
Gli scrivo che senza desiderio io e lui non possiamo essere nulla, perchè non siamo mai stati amici e non abbiamo mai comunicato escludendo i nostri corpi. Che avrei preferito essere sua amante che suo punto di riferimento.
Non risponde.


Capisco che l'uomo con cui mi sono sempre confidata semplicemente non è più interessato ad ascoltarmi, nonostante dica il contrario. Fra un paio di settimane dovremmo vederci: lui dovrebbe restituirmi alcune cose lasciate a casa sua e parlarmi. Avevo intenzione di accettare l'incontro, ma ora come ora, so solo che non voglio più vederlo nè sentirlo, mai più: in un mese ha deciso che io e i miei sentimenti non lo riguardiamo più da vicino, quindi ogni contatto perde di senso. E' diventato un estraneo.

Sono triste, ma mi sento meglio: lo stomaco non mi si contorce più come ha fatto per un mese di attesa, non tremo più. Per la prima volta, non mi manca.

A volte mi chiedo come mai abbia cercato un'altra, come possa essere lei diventata così importante in così poco tempo, mentre io sono improvvisamente diventata poco più che nulla. Mi chiedo come mai io non sia stata abbastanza. Ma sono risposte che non posso darmi da sola, e lui credo che si rifiuterà sempre di darmele.
Sai che mi hai fatto venire in mente una cosa.
Quel o stiamo assieme per sposarci o amen che io mi vedo già con altre.
QUella volta e avevo 27 anni, strinsi i tempi per il matrimonio prima di ritrovarmi inguaiato come il tuo moroso lì.

Ma non è che hai bisogno di cercare un'altra, è che per caso la trovi o la incontri.

E se non opti per qualcosa di definitivo e completo, potresti correre quel rischio, che ammetto di aver corso, di sistemare ogni affetto della tua vita in maniera esclusivamente funzionale ai tuoi bisogni.

Come dire...vedi io mi muovo moltissimo per lavoro ultimamente e sarebbe come dire acconcio alla bisogna avere una donna da andare a trovare in ogni città no?

Ci sono qui mia cara, molte vite in contemporanea:
Quella che lui ha con te quando siete assieme, quella che avete quando non siete assieme, e quella che ha avuto o ha lui con sta tizia qui.

Se ci pensi bene però il mondo può camibiare in ogni giorno...
Del doman non v'è certezza..
 

Spot

utente in roaming.
ma io sono contraria al matrimonio :D:D:D
Fatto sta che anche io ero una donna dalle molte vite alla fin dei conti :D
Sempre viaggiato molto per motivi di studio, mi sono fermata solo ora perchè laureata da pochi mesi.

In ogni caso, nonostante le occasioni e la curiosità, non gli ho mai piantato un bel palchetto di corna in testa, con bugie e stronzate annesse :D
 

Alessandra

πιθηκάκι
Il mio ex. Storia a distanza. Un po' di anni insieme dove mi ha fatto sentire la persona piu' importante per lui. Improvvisamente mi lascia. In realtà era premeditato perché aveva incontrato un'altra nella sua città.

Gli ho spedito tutte le cose per posta. Aveva lasciato di tutto, ma con due o tre pacchi me la sono cavata.
sei sicura di fare quel viaggio?
non so se ti fara' bene. Che altro ha da aggiungere?
E' stato chiaro. Le cose puoi fare le spedire.
Comprendo benissimo il tuo dolore e ti mando un abbraccio.
 

net

Utente di lunga data
Potrebbe tranquillamente essere il mio ex. Smisi di essere la sua unica ragione di vita in circa 10 giorni, (dopo più di 4 anni assieme, ed io ero incinta). Si era trovato un'altra in 10 giorni. Forse non ti darà risposte, perchè forse non ne ha. Tu non cercare le sue risposte o sarai in un labirinto buio per anni. Trova le tue, di risposte. Io ho fatto così, perchè questa gente può distruggerti la vita. Non tutti agiscono per un motivo, e non tutti riflettono sul da farsi. E quando li perdi è una benedizione. Io so solo questo.
 

Lucrezia

Utente di lunga data
è successo anche a me. Io però ero dall'altra parte, quella del tuo ex. Quindi, anche se chiaramente non posso parlare a nome di tutti quelli che in otto secondi hanno lasciato il perno della loro vita, i piani e i progetti per andarsene all'improvviso con la/il prima/o sconosciuta/o, vorrei comunque dirti che: non è che all'improvviso tu non sia importante per lui. Certo che lo sei. L'amore per una persona non è che si cancella così, nel nulla. In queste situazioni, il più delle volte non si tratta effettivamente di preferire una nuova relazione a quella avuta fino a otto secondi fa. Si tratta, inconsciamente, di trovare un modo, una scusa, qualcosa che aiuti a uscire da una situazione da cui è tremendamente difficile uscire, perchè ci si credeva, perchè era la storia più importante della vita, se vuoi anche per stabilità, per paura, di pentirsi, di ferire l'altro, di fallire. E quindi aiuta, dà forza, proiettare qualcosa di nuovo su una nuova persona. Non significa effettivamente preferire una persona ad un'altra. Significa scappare dall'uscita di emergenza. Potrebbe essere che questo rapporto simbiotico sia andato oltre, cancellandovi un pochino, togliendovi qualcosa? O qualcosa è cambiato nella sua vita in questo periodo a parte questa incontro? Non so, è strano, ma a volte per stare insieme non basta aver bisogno l'uno dell'altro, amarsi, piacersi. Io lasciai il mio compagno perchè, nonstante ci fosse l'amore, la progettualità, e sì, la simbiosi, un giorno a furia di star male e non sapere perchè, mi son resa conto che eravamo diventati tossici l'uno per l'altra. Ci toglievamo un pezzetto di vita, di energia, di spinta, a vicenda ogni giorno, senza sapere come e perchè. Lui non se ne rendeva conto e negava, ci ha messo un anno per dire sì, effettivamente stavamo morendo insieme. Per questo ti domando: a prescindere dalla ragazza, che secondo me non è il motivo reale della rottura, c'è altro, anche solo una sensazione, qualcosa di cui lui avrebbe potuto prendere coscienza in questo periodo, magari anche qualcosa di cui avete parlato? Qualcosa che non era salutare per voi o che ha cambiato la relazione?
 

Uhlalá

Utente di lunga data
Ho 28 anni.
Ero la donna della sua vita. La donna che amava, la donna con cui voleva vivere, l'unica con cui vedeva un futuro. La più bella del mondo, l'unica che desiderava. La sua e la mia identità era "noi". Ci sembrava di essere così vicini che non c'era parte della nostra vita che non riguadasse l'altro.
Ero il suo primo amore, e la sua prima donna in assoluto. Io avevo avuto altre esperienze, ma nessuna che mi avesse fatto sognare così, che mi avesse fatto amare sul serio, che mi avesse fatto sentire me stessa e libera di lasciarmi andare. 5 anni insieme, un rapporto a distanza, ma mille sforzi per passare più tempo possibile insieme.
Il resto del mondo era secondario. Io, che mi sono sempre immaginata sola e indipendente, con gioia iniziavo a modellare la mia vita intorno a lui: su di lui basavo le mie scelte, lui era il più grande obiettivo da raggiungere. Mi stavo organizzando per raggiungerlo e andare a vivere da lui. Per me, era quello giusto. Tutto tra noi sembrava essere libero, spontaneo.

Poi lui, spesso solo, 4 mesi fa inizia ad uscire un po' di più, sempre un po' più spesso. Vede ragazze. Ne sono contenta.
Un mese e mezzo fa, nota lei.
Lei gli da familiarità, calore. Non è bella, ma ai suoi occhi affascinante e stupenda. Proviene dalla sua stessa città, dove io attualmente vivo, e lavora e vive nella città in cui vive lui. Decide di provarci subito.
Io d'altronde non ho mai imposto fedeltà e dedizione, anche se fino ad allora l'avevo data e ricevuta. Tuttavia, iniziano 3 settimane di menzogne. Menzogne anche quando sto a casa sua, e si assenta un po' di più per vedere lei, o quando lui viene da me, e inventa scuse per passare del tempo con lei, poco prima di ripartire.
Percepisco qualcosa di strano, ma non sospetto: d'altra parte nei miei confronti ha tutto quell'amore e tutta quella passione di sempre.

La settimana dopo, qualche silenzio di troppo. La cosa inizia a ferirmi, e dopo aver aspettato una notte intera nell'attesa che mi richiamasse, inizio a cercarlo io con insistenza ossessiva. Non appena mi risponde, dopo un po' d'insistenza arriva la bomba. Era in programma che io salissi da lui, dopo un'altra settimana: dice che aspettava quello per dirmelo.
E' come se il mondo intero mi fosse crollato addosso, non ci credo, non realizzo.

Il giorno dopo scende per parlarmi. Mi racconta tutto per filo e per segno, anche i più piccoli e dolorosi dettagli, e poi è un tutto: "credevo che mi avessi lasciato subito e ho anche pensato di mettermi con lei, ma voglio stare con te, vedo solo con te un futuro".
Gli dico di pensarci, di esserne sicuro. Si prende una settimana, non sa come dirlo a lei. In una settimana al telefono con me si sfoga, mi racconta tutto perchè sono "il suo specchio", racconta i suoi sensi di colpa, mi parla di lei, si contraddice, è confuso, si sente in crisi perchè si riteneva incapace di far del male a qualcuno, non vuole che io mi neghi al telefono, ha bisogno della mia voce e di conferme da parte mia. Vuole assolutamente sapere se sono disposta a tornare con lui. Poi ci rivediamo, con la promessa di stare insieme. Qualche giorno bello e appassionato, altri più cupi.

Quando arriva il momento di rendere definitiva la cosa e di dirlo a lei, si fa prendere da mille dubbi. Il modo in cui parla di lei e di me mi fa male, sembra un sogno contro una realtà -non brutta- ma circondata di grigiore.
Ma la settimana è passata, io ho un colloquio 2 giorni dopo, gli chiedo di decidere prima del colloquio, perchè mi sento debole, in ansia, e piena di stress.
Parla con lei per lasciarla, le racconta le sue intenzioni ma le dice che ha dei dubbi, e che quella scelta glie l'ho imposta io. Non la lascia, e tornato a casa da me la riempie di messaggi e chiamate, in mia presenza. Io gli dico di lasciare me a questo punto, e di andare da lei, ma lui non vuole sentire ragioni e non vuole lasciarmi andare. Vuole tempo.

Ma i dubbi continuano, i messaggi per lei continuano, lui è distratto e non vede la mia sofferenza e la mia paura, che via via si fanno più forti. Il giorno del mio compleanno me ne vado, di comune accordo con lui, preferisco tornare a casa piuttosto che aspettare sola che lui torni la sera. Lui mi promette che avrebbe deciso e per rispettarmi, intanto, non avrebbe visto nè me nè lei. Voleva stare solo.

Lui tenta di chiamarmi, di mandarmi messaggi ed essere un po' dolce. Senza molto impegno, ma lo fa. Tuttavia io non ce la faccio, e decido di non sentirlo fino a che la decisione non sarebbe stata definitiva.

Passano i giorni. Un "mi manchi tanto per messaggi", che mi rende debole e me lo fa chiamare. Una conversazione inutile al telefono. Passano altri giorni.

Divento meschina: ho la sua password di facebook, lo spio e scopro che l'ha vista. Aspetto, cerco di calmarmi. Altri giorni.
Lo chiamo e glie lo dico.
E poi incalzo con le domande, perchè lui tergiversa.
Dice che ha capito di non amarmi, perchè non gli sono mancata come credeva, e che ha scelto lei. Dice che stava aspettando di rivedermi per dirmelo, fra una quindicina di giorni (si, di nuovo lasciata a soffrire, dubitare e attendere, nonostante i giochi fosserò già stabiliti).
La cosa in sè nemmeno mi addolora, in realtà avevo capito che sarebbe andata a finire in questo modo. Ma mi fa arrabbiare l'essere stata tenuta di nuovo all'oscuro.

Però il giorno dopo mi manca e lo contatto, discutiamo per messaggi. Cerco di spiegargli che con me si è comportato male, che mi ha lasciato in attesa e mi ha illusa, che si è sfogato non tenendo conto di quanto potessi soffrire io, in quanto donna innamorata. Il bisogno di confrontarmi con lui e di fargli capire come mi sono sentita è forte: avevo troppo taciuto nei giorni precendenti. Lui minimizza, dice di aver risolto una situazione terribile brillantemente, dice di avermi trattata con rispetto e da pari, dice che esagero.

Mi chiede se ero già uscita con qualcuno. Gli dico di no, ma che la sera stessa sarei uscita con un tipo conosciuto in chat. Una scusa per non pensare a lui per lo più, in realta non mi va assolutamente. Mi dà dell'ipocrita, mi accusa di fare la vittima e l'eroina del nostro rapporto, mentre in realtà sono già passata oltre, perchè vado a caccia di ragazzi nelle chat.

Però dice che sono il suo punto di riferimento, la donna più importante della sua vita dopo sua madre, che comunque dovevamo vederci per parlare, e continuare a sentirci.
Gli chiedo se si è proprio fidanzato, non mi risponde.
Gli scrivo che senza desiderio io e lui non possiamo essere nulla, perchè non siamo mai stati amici e non abbiamo mai comunicato escludendo i nostri corpi. Che avrei preferito essere sua amante che suo punto di riferimento.
Non risponde.


Capisco che l'uomo con cui mi sono sempre confidata semplicemente non è più interessato ad ascoltarmi, nonostante dica il contrario. Fra un paio di settimane dovremmo vederci: lui dovrebbe restituirmi alcune cose lasciate a casa sua e parlarmi. Avevo intenzione di accettare l'incontro, ma ora come ora, so solo che non voglio più vederlo nè sentirlo, mai più: in un mese ha deciso che io e i miei sentimenti non lo riguardiamo più da vicino, quindi ogni contatto perde di senso. E' diventato un estraneo.

Sono triste, ma mi sento meglio: lo stomaco non mi si contorce più come ha fatto per un mese di attesa, non tremo più. Per la prima volta, non mi manca.

A volte mi chiedo come mai abbia cercato un'altra, come possa essere lei diventata così importante in così poco tempo, mentre io sono improvvisamente diventata poco più che nulla. Mi chiedo come mai io non sia stata abbastanza. Ma sono risposte che non posso darmi da sola, e lui credo che si rifiuterà sempre di darmele.
Benvenuta:)
mi dispiace per la tua storia. Mi sembri sulla strada giusta, e lui mi sembra un gran manipolatore.
scappa a gambe levate.
 

drusilla

Drama Queen
è successo anche a me. Io però ero dall'altra parte, quella del tuo ex. Quindi, anche se chiaramente non posso parlare a nome di tutti quelli che in otto secondi hanno lasciato il perno della loro vita, i piani e i progetti per andarsene all'improvviso con la/il prima/o sconosciuta/o, vorrei comunque dirti che: non è che all'improvviso tu non sia importante per lui. Certo che lo sei. L'amore per una persona non è che si cancella così, nel nulla. In queste situazioni, il più delle volte non si tratta effettivamente di preferire una nuova relazione a quella avuta fino a otto secondi fa. Si tratta, inconsciamente, di trovare un modo, una scusa, qualcosa che aiuti a uscire da una situazione da cui è tremendamente difficile uscire, perchè ci si credeva, perchè era la storia più importante della vita, se vuoi anche per stabilità, per paura, di pentirsi, di ferire l'altro, di fallire. E quindi aiuta, dà forza, proiettare qualcosa di nuovo su una nuova persona. Non significa effettivamente preferire una persona ad un'altra. Significa scappare dall'uscita di emergenza. Potrebbe essere che questo rapporto simbiotico sia andato oltre, cancellandovi un pochino, togliendovi qualcosa? O qualcosa è cambiato nella sua vita in questo periodo a parte questa incontro? Non so, è strano, ma a volte per stare insieme non basta aver bisogno l'uno dell'altro, amarsi, piacersi. Io lasciai il mio compagno perchè, nonstante ci fosse l'amore, la progettualità, e sì, la simbiosi, un giorno a furia di star male e non sapere perchè, mi son resa conto che eravamo diventati tossici l'uno per l'altra. Ci toglievamo un pezzetto di vita, di energia, di spinta, a vicenda ogni giorno, senza sapere come e perchè. Lui non se ne rendeva conto e negava, ci ha messo un anno per dire sì, effettivamente stavamo morendo insieme. Per questo ti domando: a prescindere dalla ragazza, che secondo me non è il motivo reale della rottura, c'è altro, anche solo una sensazione, qualcosa di cui lui avrebbe potuto prendere coscienza in questo periodo, magari anche qualcosa di cui avete parlato? Qualcosa che non era salutare per voi o che ha cambiato la relazione?
che gran bel post. Grazie, mi aiuta
 

Spot

utente in roaming.
Innanzitutto grazie per le risposte, mi sono d'aiuto :D

Il mio ex. Storia a distanza. Un po' di anni insieme dove mi ha fatto sentire la persona piu' importante per lui. Improvvisamente mi lascia. In realtà era premeditato perché aveva incontrato un'altra nella sua città.

Gli ho spedito tutte le cose per posta. Aveva lasciato di tutto, ma con due o tre pacchi me la sono cavata.
sei sicura di fare quel viaggio?
non so se ti fara' bene. Che altro ha da aggiungere?
E' stato chiaro. Le cose puoi fare le spedire.
Comprendo benissimo il tuo dolore e ti mando un abbraccio.
Il viaggio non lo faccio io. Lo fa lui perchè deve scendere per Pasqua (con lei).
Gli ho già consigliato di spedirmi tutto, non mi va di ricontattarlo per ripeterglielo. Mi farò lasciare tutto nell'ascensore. Peccato che la casa di suo padre (lui sta lì quando scende) è praticamente di fronte a casa mia, quindi il rischio d'incontrarlo comunque è alto :D
 

Spot

utente in roaming.
è successo anche a me. Io però ero dall'altra parte, quella del tuo ex. Quindi, anche se chiaramente non posso parlare a nome di tutti quelli che in otto secondi hanno lasciato il perno della loro vita, i piani e i progetti per andarsene all'improvviso con la/il prima/o sconosciuta/o, vorrei comunque dirti che: non è che all'improvviso tu non sia importante per lui. Certo che lo sei. L'amore per una persona non è che si cancella così, nel nulla. In queste situazioni, il più delle volte non si tratta effettivamente di preferire una nuova relazione a quella avuta fino a otto secondi fa. Si tratta, inconsciamente, di trovare un modo, una scusa, qualcosa che aiuti a uscire da una situazione da cui è tremendamente difficile uscire, perchè ci si credeva, perchè era la storia più importante della vita, se vuoi anche per stabilità, per paura, di pentirsi, di ferire l'altro, di fallire. E quindi aiuta, dà forza, proiettare qualcosa di nuovo su una nuova persona. Non significa effettivamente preferire una persona ad un'altra. Significa scappare dall'uscita di emergenza. Potrebbe essere che questo rapporto simbiotico sia andato oltre, cancellandovi un pochino, togliendovi qualcosa? O qualcosa è cambiato nella sua vita in questo periodo a parte questa incontro? Non so, è strano, ma a volte per stare insieme non basta aver bisogno l'uno dell'altro, amarsi, piacersi. Io lasciai il mio compagno perchè, nonstante ci fosse l'amore, la progettualità, e sì, la simbiosi, un giorno a furia di star male e non sapere perchè, mi son resa conto che eravamo diventati tossici l'uno per l'altra. Ci toglievamo un pezzetto di vita, di energia, di spinta, a vicenda ogni giorno, senza sapere come e perchè. Lui non se ne rendeva conto e negava, ci ha messo un anno per dire sì, effettivamente stavamo morendo insieme. Per questo ti domando: a prescindere dalla ragazza, che secondo me non è il motivo reale della rottura, c'è altro, anche solo una sensazione, qualcosa di cui lui avrebbe potuto prendere coscienza in questo periodo, magari anche qualcosa di cui avete parlato? Qualcosa che non era salutare per voi o che ha cambiato la relazione?
Vero, bel post. Ci sto pensando molto anche io :)

Si la sua vita in questo periodo è cambiata. Ha trovato amici (amiche :) :) ) a Milano (lui studia lì, in pratica), ha inziato a lavorare. In poche parole ha iniziato a sentirsi bene lì senza di me per la prima volta.
E forse capire che la sua vita sentimentale non doveva per forza iniziare e finire con me lo ha fatto stare ancora meglio.

Nocivi non credo. O almeno, io stavo bene. Lui dice che con me stava altrettanto bene. Ma forse questo stare bene insieme per lui non bastava, perchè ha iniziato a significare una rinuncia verso altre possibilità.
E si è accorto che per lui potevo essere semplicemente un inizio.. mentre io sentivo visceralmente che per me lui fosse un arrivo.

Tuttavia ritengo che qualcuno d'importante lo si debba trattare con rispetto e attenzione, in ogni caso. Lui non l'ha fatto: sono sempre più convinta che le sue azioni fossero guidate più che altro dalla paura di rimanere solo.
Doveva lasciarmi, fin dall'inizio. Non doveva tenermi legata ad un forse. Non doveva farmi promesse e darmi speranze, e non doveva usarmi per sfogarsi. Nel momento in cui ha scelto lei, doveva dirmelo in faccia, non doveva costringermi a chiamarlo, o lasciarmi nel dubbio per altri 15 giorni.
Aveva paura di perdermi, e secondo me, aveva paura che l'altra non fosse in grado di dargli il calore necessario. Aveva paura che con lei andasse male.

Non si trattano così le persone importanti.
8 anni fa stavo con un altro tipo, storia di 2-3 anni, ragazzo dolcissimo. Mi voleva bene. Io glie ne volevo, ma la storia con lui era incompleta, avevo incontrato un altro che mi piaceva (anche se era uno stronzo) e sentivo il bisogno di nuove esperienze, di cambiare vita. Ci ho pensato, e il ragazzo dolcissimo l'ho mollato, senza ripensamenti. Rischiando di rimanere sola come un cane, così come infatti è poi successo. E all'epoca ero solo una 20enne scema e immatura.
Ma questo mio ex tutt'ora mi rispetta, tutt'ora mi è amico e tutt'ora ci sentiamo: quando ho bisogno di lui posso contare sul suo supporto.

Diamine, io certo scrivo un bordello XD
E ho pure cercato di riassumere!!!
In realtà alla fine scoprirò che è tutta questione di figa, e che magari lei fa dei giochini pazzeschi.
 
Ultima modifica:

JON

Utente di lunga data
Vero, bel post. Ci sto pensando molto anche io :)

Si la sua vita in questo periodo è cambiata. Ha trovato amici (amiche :) :) ) a Milano (lui studia lì, in pratica), ha inziato a lavorare. In poche parole ha iniziato a sentirsi bene lì senza di me per la prima volta.
E forse capire che la sua vita sentimentale non doveva per forza iniziare e finire con me lo ha fatto stare ancora meglio.

Nocivi non credo. O almeno, io stavo bene. Lui dice che con me stava altrettanto bene. Ma forse questo stare bene insieme per lui non bastava, perchè ha iniziato a significare una rinuncia verso altre possibilità.
E si è accorto che per lui potevo essere semplicemente un inizio.. mentre io sentivo visceralmente che per me lui fosse un arrivo.

Tuttavia ritengo che qualcuno d'importante lo si debba trattare con rispetto e attenzione, in ogni caso. Lui non l'ha fatto: sono sempre più convinta che le sue azioni fossero guidate più che altro dalla paura di rimanere solo.
Doveva lasciarmi, fin dall'inizio. Non doveva tenermi legata ad un forse. Non doveva farmi promesse e darmi speranze, e non doveva usarmi per sfogarsi. Nel momento in cui ha scelto lei, doveva dirmelo in faccia, non doveva costringermi a chiamarlo, o lasciarmi nel dubbio per altri 15 giorni.
Aveva paura di perdermi, e secondo me, aveva paura che l'altra non fosse in grado di dargli il calore necessario. Aveva paura che con lei andasse male.

Non si trattano così le persone importanti.
8 anni fa stavo con un altro tipo, storia di 2-3 anni, ragazzo dolcissimo. Mi voleva bene. Io glie ne volevo, ma la storia con lui era incompleta, avevo incontrato un altro che mi piaceva (anche se era uno stronzo) e sentivo il bisogno di nuove esperienze, di cambiare vita. Ci ho pensato, e il ragazzo dolcissimo l'ho mollato, senza ripensamenti. Rischiando di rimanere sola come un cane, così come infatti è poi successo. E all'epoca ero solo una 20enne scema e immatura.
Ma questo mio ex tutt'ora mi rispetta, tutt'ora mi è amico e tutt'ora ci sentiamo: quando ho bisogno di lui posso contare sul suo supporto.

Diamine, io certo scrivo un bordello XD
E ho pure cercato di riassumere!!!
In realtà alla fine scoprirò che è tutta questione di figa, e che magari lei fa dei giochini pazzeschi.
Una delle poche cose "sicure".
Quando ha scoperto che fuori c'era dell'altro forse ha scoperto anche che per lui eri importante ma non vitale come credeva. Insomma una storia nata, va detto, dalla sua immaturità con le conseguenze del caso. Va anche detto che si è ravveduto in seguito, e la sua titubanza in un certo senso è comprensibile.

Sei una spanna avanti a lui.
 
Stato
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