Tradito?
Utente di lunga data
la differenza è che la scienza ha le armi per distruggere i fantasmi da essa creati a differenza delle altre discipline umane che sono ancora alle prese con fantasmi creati 2000 anni fa.e anche tanti creati![]()
la differenza è che la scienza ha le armi per distruggere i fantasmi da essa creati a differenza delle altre discipline umane che sono ancora alle prese con fantasmi creati 2000 anni fa.e anche tanti creati![]()
L'unica spiegazione sensata sarebbe che a livello profondo la separazione tra le cose sia fittizia. E cioè, lo spazio non esiste, lo avvertiamo noi a livello macroscopico... ma è lila, messa davanti ai nostri occhi, come avevano intuito in oriente millenni fa.Tu però lanci il sassolino e ti scansi lasciando me a vedermela con la valanga!
Provo a spezzare la risposta in vari pezzi. Tra l'altro non vorrei escludere il resto del forum dalla discussione, e so che quando tiro fuori una certa terminologia è un fuggi fuggi generale...
A beneficio dei non appassionati (quindi delle persone che vivono una vita sana!), descrivo in poche righe il senso degli esperimenti di A. Aspect ('81) sul Teorema di J. Bell ('64).
Prendiamo una coppia di particelle. Separiamole in modo da interrompere ogni interazione diretta, lasciando ognuna a continuare separatamente la propria esistenza. E mettiamo le due particelle, A e B, una da una parte e una dall'altra dell'Universo. A questo punto, compiamo in qualsiasi momento una misurazione sulla particella A. Conosceremo istantaneamente anche lo stato della particella B, che sarà sempre correlato e complementare a quello della particella A a prescindere dalla distanza che le separa. Come se il "comportamento" di A continuasse a condizionare B in tempo reale sbattendosene allegramente dello spaziotempo.
Gli esperimenti hanno finora dimostrato l'attendibilità del fenomeno, e non credo esistano ancora contraddizioni teoriche o sperimentali.
Ovviamente, secondo le fisica classica non è possibile che un'informazione venga trasportata a velocità superiore a quella della luce (e senza propagare energia!), quindi è inspiegabile - in termini tradizionali - come sia possibile il verificarsi della "non località" di cui sopra.
Riguardo il neretto e per chiudere anch'io con una domanda che faccia un po' da cliffhanger. L'ho già detto che io sono un fan delle brane, vero?
ah è vero... è tantissimo, assolutamente stupefacente che lo spirito umano sia arrivato fin qui. Ma è come aver fatto il primo km di una maratona. Prima di dire che la scienza ha ucciso la filosofia e la metafisica deve farne altri 41.ti da però alcuni elementi importanti di riflessione, oltre a sgombrare il campo degli ultimi 15 miliardi di anni e scusate se è poco
non nego che fare filosofia a partire dai dati ottenuti dalla scienza è ancora possibile, ma poi è filosofia o scienza?ah è vero... è tantissimo, assolutamente stupefacente che lo spirito umano sia arrivato fin qui. Ma è come aver fatto il primo km di una maratona. Prima di dire che la scienza ha ucciso la filosofia e la metafisica deve farne altri 41.
purtroppo a ciascun filosofo, soprattutto dei tempi andati manca il metodo sperimentale, elemento che spiega il grande successo della ricerca scientificaLa mia non vuole essere una difesa aprioristica e esaustiva del pensiero di Spinoza, ci mancherebbe, non sono nessuno per fare una cosa del genere, lo ho solo assunto come esempio di intuizione che dietro e dentro la vita e l'esistenza esiste un filo conduttore che lo porto ad una sorta (- una sorta - ) di pensiero panteista. (Il tutto dentro se stesso).
Non voglio essere frainteso, non ho mai scritto che ha intuito tutto o spiegato tutto, con i suoi mezzi, come pensatore libero era già una sorta di piccolo miracolo.
Recentemente ho visto il film " La teoria del tutto, sulla vita di Stephen Hawking, il film è riduttivo ma mi ha colpito il suo tentativo di descrivere l' universo con una unica equazione unificante..........
Un tormentone che ritorna.
Sei molto ottimista... io penso proprio di no, ma d'altronde anche queste sono speculazioni che lasciano il tempo che trovano.non nego che fare filosofia a partire dai dati ottenuti dalla scienza è ancora possibile, ma poi è filosofia o scienza?
Inseguire invece il proprio ragionamento ed intuizione senza curarsi dei riscontri sperimentali ottenuti secondo me lascia il tempo che trova, può essere bello ed anche utile ma non aggiunge molto alla spiegazione del mondo.
E sui chilometri direi che ne abbiamo fatti già una quarantina
che dirti, la poca conoscenza che ho ha permesso di crearmi un quadro del mondo abbastanza coerente ed in cui trovo il mio posto, la mia religione personaleSei molto ottimista... io penso proprio di no, ma d'altronde anche queste sono speculazioni che lasciano il tempo che trovano.
Afferrare mi sembra ben azzeccato. A dirti il vero. Specialmente se parli di comprensione di meccanismi.Ammetto che non riesco a seguirti per bene, ci provo comunque a risponderti.
con "Afferrare" mi riferivo alla comprensione di cos'è quel quid in più che corrisponde alla vita, che distingue una pianta da una roccia ad esempio e dovunque lo si è cercato non lo si è mai trovato, al punto che viene il sospetto se esista o meno.
Forse per questo non esiste una definizione di vita, forse c'è un passaggio soft tra la vita e mondo inanimato.
Per quanto mi riguarda non esiste alcun quid in più, quello che consideri "ben altro" per me non esiste proprio, e la vita la si può spiegare allo stesso modo della materia inanimata.
Per quanto concerne l'imitazione, pratica comune dell'uomo sì che la maggior parte delle sue invenzioni non sono altro che copie di cose che già esistono in natura, non si imita l'accaduto ma si imitano dei meccanismi che sono accaduti, continuano ad accadere e continueranno sempre.
Sul tempo mi viene da rispondere che probabilmente non esiste ed il presente, il passato ed il futuro esistono tutti contemporaneamente.
E la filosofia, in particolare la metafisica, è morta con la rivoluzione scientifica.
Tutto IMHO
Fai bene, una qualche visione del mondo è necessaria, secondo me... ognuno ha la sua. La cosa triste capita quando qualcuno vuole imporne una agli altri.che dirti, la poca conoscenza che ho ha permesso di crearmi un quadro del mondo abbastanza coerente ed in cui trovo il mio posto, la mia religione personale
per fortuna se c'è una libertà che è rimasta è quella del pensiero (chissà per quanto ancora)Fai bene, una qualche visione del mondo è necessaria, secondo me... ognuno ha la sua. La cosa triste capita quando qualcuno vuole imporne una agli altri.
Non è che l'entanglement se ne sbatta propriamente dello spaziotempo. Zeilinger ad esempio suggerisce l'idea di segnali superluminali, che tu hai già citato. Secondo lui, però, la soluzione che coincilierebbe quest'idea con il pensiero einstainiano risiede nella nostra impossibilità di interagire e influenzare questi segnali superluminali.Tu però lanci il sassolino e ti scansi lasciando me a vedermela con la valanga!
Provo a spezzare la risposta in vari pezzi. Tra l'altro non vorrei escludere il resto del forum dalla discussione, e so che quando tiro fuori una certa terminologia è un fuggi fuggi generale...
A beneficio dei non appassionati (quindi delle persone che vivono una vita sana!), descrivo in poche righe il senso degli esperimenti di A. Aspect ('81) sul Teorema di J. Bell ('64).
Prendiamo una coppia di particelle. Separiamole in modo da interrompere ogni interazione diretta, lasciando ognuna a continuare separatamente la propria esistenza. E mettiamo le due particelle, A e B, una da una parte e una dall'altra dell'Universo. A questo punto, compiamo in qualsiasi momento una misurazione sulla particella A. Conosceremo istantaneamente anche lo stato della particella B, che sarà sempre correlato e complementare a quello della particella A a prescindere dalla distanza che le separa. Come se il "comportamento" di A continuasse a condizionare B in tempo reale sbattendosene allegramente dello spaziotempo.
Gli esperimenti hanno finora dimostrato l'attendibilità del fenomeno, e non credo esistano ancora contraddizioni teoriche o sperimentali.
Ovviamente, secondo le fisica classica non è possibile che un'informazione venga trasportata a velocità superiore a quella della luce (e senza propagare energia!), quindi è inspiegabile - in termini tradizionali - come sia possibile il verificarsi della "non località" di cui sopra.
Riguardo il neretto e per chiudere anch'io con una domanda che faccia un po' da cliffhanger. L'ho già detto che io sono un fan delle brane, vero?
Uhm. Posso rispondere a concetti assolutamente slegati tra loro? Che a metterli assieme ci metto diverse pagine mi sa.Dato per scontato che la vecchia diatriba nell'attribuire l'intelligenza artificiale come questione di software o di hardware sia ormai superata, visto che si è capito come sia una combinazione delle due cose, quale altro hardware artificiale si puo sostituire al cervello umano forgiato appunto da five millions di evoluzione?
(Solo un sistema bio-elettronico forse? A voglia di imitare la connessione dei neuroni!)
E quale software dovrebbe essere sviluppato appunto se la esperienza di apprendimento umano è di per sè contradditoria? Cioè che si trova ad aver a che fare continuamente con "aspetti" della realtà che sono in contraddizione tra loro, perciò al momento insolvibili per una I.A.
Ecco da cosa deriva per ora il mio scetticismo.
Il sistema di ragionare dei sistemi artificiali per ora è sempre "orientato ad un obbiettivo" cosa che invece non si può in nessun modo affermare per il cervello umano. Ci si scontra in pratica e si cozza in continuazione con la definizione di "realtà".
E' questo lo scoglio insormontabile di adesso.
Es. i calcolatori che giocano a scacchi sono più bravi degli uomini, perchè sono stati edotti da una casistica mostruosa di partite e combinazioni giocate. - Perchè la regola ed i limiti sono chiari - i limiti ed lo scopo sono definiti.
Nessuna intelligenza artificiale al momento invece è in grado - in mancanza di imput - o di dati di prendere delle decisioni costruttive di fronte ad un problema nuovo, se lo fa' lo realizza random, con effetti a volte casualmente giusti ma nella maggior parte dei casi esilaranti.
1) il "quid" non viene escluso appositamente, non lo si trova e basta, è il postularlo ad ogni costo che si rivela limitante, il credere che debba per forza esserci qualcos'altro.Afferrare mi sembra ben azzeccato. A dirti il vero. Specialmente se parli di comprensione di meccanismi.
E a quell'afferrare io ci lego il cristallizzare.
Che escludere dalla ricerca esattamente la variabile che ne impedisce in un qualche modo lo svolgimento significa chiudere a priori ogni tipo di indagine.
Se quello che tu chiami quid non "comprensibile" (secondo i nostri schemi eh, che sono sottoposti al cambiamento costante e se non lo sono sono cristallizzazione) viene escluso in quanto non comprensibile con gli strumenti di cui finora ci siamo dotati la questione è già chiusa. Non c'è altro da dire. Autolimitante appunto.
Ma la contemporaneità di spazio e tempo, nel ciclo Vita/Morte/Vita dell'accadere, io credo sia la variabile che deve essere assolutamente considerata.
E per contemporaneità non intendo fissare il momento nello spazio tempo.
Ma seguire i momenti nello spazio tempo. Che se li si segue è evidente come non esista nè passato nè futuro. Lo si esperisce in ogni momento.
E anche seguire non è probabilmente la parola giusta. Forse galleggiarci dentro. E' migliore.
Cercare definizioni io credo sia un sistema di lettura del mondo che deve essere superato.
La definizione è un limite al conoscere.
Perchè alle definizioni ci si aggrappa. Alla ricerca di sicurezza e conferma. Di se stessi e della propria descrizione del mondo.
E a questo riguardo io nella rete di conoscenza ci butto dentro anche la psicologia, in particolare quella parte che si sta occupando del funzionamento dei neuroni a specchio, la sistemica, che viaggia fra la pedagogia e la fisica e la psichiatria.
Parcellizzare il mondo. Che è tutto fuorchè parcellizzato io penso sia solo una risposta rassicuratoria. E superata.
Cartesio è morto e ha fatto il suo corso.
E imitare solo una parte, quella definita e definibile secondo quanto è finora conosciuto, è solo riproduzione di quella singola parte.
Ma noi siamo reti di reti di reti di reti.
E comincio a sospettare che lo spazio e il tempo, così come li utilizziamo, siano inutili.
Io non credo che sia la Vita a dover essere definita. E' parziale.
La Vita non ha senso senza la Morte. E viceversa la Morte non ha senso senza la vita.
In Natura tutto questo è evidente. Nella ciclicità. E nella contemporaneità dei diversi stati.
E se si vuole parlare di intelligenza, il quid dell'intelligenza dell'accadere è proprio l'essere consapevole della ciclicità e della contemporaneità. E questo vale a diversi livelli per tutto ciò che è composto di energia.
E ripeto. Non sono una scienziata. Ma mi sembra che la questione dell'energia sia fondante ogni scienza riconosciuta e non.
O in realtà sa benissimo di cosa parla, o è posseduta.Assolutamente. Quella donna ha ragione.
O in realtà sa benissimo di cosa parla, o è posseduta.![]()
1. Hai cambiato di nuovo avatar e sulle prime pensavo che la risposta fosse di Minerva. Quindi, ho avuto bisogno di alcuni secondi di silenzio. Poi ho capito che eri tu.Non è che l'entanglement se ne sbatta propriamente dello spaziotempo. Zeilinger ad esempio suggerisce l'idea di segnali superluminali, che tu hai già citato. Secondo lui, però, la soluzione che coincilierebbe quest'idea con il pensiero einstainiano risiede nella nostra impossibilità di interagire e influenzare questi segnali superluminali.
O in realtà sa benissimo di cosa parla, o è posseduta.![]()
In altri tempi, di lei, avrebbero detto esattamente questo. E l'avrebbero bruciata.
1) e infatti credo che il limite delle modernità sia voler includere secondo una definizione. Credo si dovrebbe non includere includendo.1) il "quid" non viene escluso appositamente, non lo si trova e basta, è il postularlo ad ogni costo che si rivela limitante, il credere che debba per forza esserci qualcos'altro.
2) ho afferrato bene il tuo discorso, considera però che possono esistere prospettive per cui quello che è un percorso all'interno dello spazio-tempo, come può essere la vita di un individuo, sia considerato come una semplice traiettoria di cui esistono tutti i punti.
3) che diresti nello scoprire che la somma totale di tutta la materia ed energia (che sono la stessa cosa) presente nell'universo è zero?