Scusa ma tu sei arrivato qui e sei stato male per mesi proprio perché avevi perso il controllo e avevi fatto qualcosa di cui ti eri pentito.
Perdere davvero il controllo è negativo per chiunque. E non è l'opposto di essere controllati e rigidi.
Brunetta, scusami se oggi dubito di quello che scrivi. Immagino non debba convincerti che sono in buona fede.
Oltre che profondamente pentito, mi sento tuttora un ingenuo e un vigliacco per quello che ho fatto. Ma
quel perdere il controllo non è stato altro che l'espressione di qualcosa di autentico. La mia relazione era in grave difficoltà, e ora so che avrei dovuto chiuderla già a quei tempi, per onestà nei miei e nei suoi riguardi. Anche se l'ho amata sinceramente, e i miei anni con lei sono stati i più belli. In nome di quel che mi legava a quella persona però ho ignorato tutto ciò che di quella relazione soffrivo. Perchè in quel sentimento c'era anche l'incapacità di accettarmi, una volta scopertomi diverso dalle mie stesse aspettative, retaggio di un modello che non funzionava più. Avrei dovuto accettare quel segnale che fu il tradimento (anzi, se fossi stato una persona d'un pezzo non avrei dovuto proprio arrivarci) come un evento troppo grave per far finta di niente. Invece ho cercato di
mantenere il controllo a qualsiasi costo, di riparare, di rimodellare, di cambiare, e se necessario di mentire a me stesso e a lei. E aver mentito a lei è una cosa che non mi perdonerò mai. Perchè l'ho fatto fondamentalmente per paura. Paura di veder crollare la cartapesta con cui stavo modellandomi la realtà attorno, quando il mio corpo, il mio pensiero, avevano colto tutti gli impedimenti di quel legame.
Ora, non esiste sostanza che ti renda un violento, se dentro di te non si nasconde violenza. Non esiste sostanza che ti faccia dubitare del bene che vuoi ai tuoi figli. Non esiste sostanza che ti convinca a negare chi sei, se stai bene con te stesso.
E in tutti gli altri casi che il controllo non c'è, non c'è mai stato. Una persona che sta bene non cambia identità e personalità tramite sostanze, o perchè porta un'arma alla fondina o perchè si trova a guidare un'automobile da 300 cv. Spesso, certi discorsi mi sembra, al contrario della tua tesi, che vengano proprio dal timore di accettarsi, di lasciarsi andare (all'accettazione incondizionata). Non a caso Ipazia citava l'utilizzo dell'MDMA nella resistenza alla psicoterapia. In questo senso, l'utilizzo di alcune sostanze può essere utile a sopraffare una rigidità svantaggiosa (anche le semplice timidezza, parlando di adolescenti), o a conoscere meglio la struttura della propria personalità o della propria rappresentazione della realtà.
E infatti noi, come moltissime altre specie, facciamo utilizzo di sostanze psicotrope dall'alba dei tempi con le stesse finalità.
Ma non voglio dilungarmi oltre. Solo mi sembra un espediente dialettico poco corretto confondere il
controllo che può avere un eroinomane con una storia di dipendenza decennale in crisi d'astinenza (A) col
controllo di un sedicenne che si concede con gli amici una la balla di rhum e pera (B). Perchè non è che per magia ci si trova da A a B senza accorgersene e in un battibaleno. Ed è proprio conoscendo quel che si fa che si attenua ulteriormente questo rischio.