"Cosmico, ragazzi!" [cit.]

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free

Escluso
però questo 3d se ho capito bene era nato per discutere della sperimentazione di anfetamine nelle malattie mentali, che come è noto possono portare a perdere il controllo
e infatti esistono droghe o come le vogliamo chiamare che servono proprio per NON perdere il controllo
 

giorgiocan

Utente prolisso
Mi da che o ci si sta prendendo in giro o ce la stiamo raccontando.
Il vino è una bevanda e ha un sapore e così la birra. Si bevono perché piace il sapore come un'aranciata o una cioccolata.
Ci si modera in base alle proprie caratteristiche e non si passa il limite neanche della cioccolata per non ingrassare e degli alcolici per le conseguenze sull'umore.
Una canna la si fuma proprio perché ha effetti sull'umore.
Brunetta, il neretto è semplicemente falso e ritengo tu lo sappia.

Gli alcolici si consumano per il gusto, come per gli effetti sull'umore, come per le implicazioni sociali. Si beve perchè ti piace quello che bevi, e ti piace lo stato in cui sei quando bevi (che può essere appena percettibile, come dopo 1-2 bicchieri, o essere enfatizzato fino all'intossicazione), oltre che perchè spesso bevono gli altri: fa parte della nostra cultura ed è un "rito" diffusissimo in qualsiasi occasione sociale. Se bere vino ti procurasse sistematicamente attacchi d'ansia o ti facesse venire ogni volta la diarrea, non berresti vino, nemmeno fosse ambrosia divina. Il vino e la birra sono sostanze psicoattive, non è opinabile.

Per la verità lo è anche la cioccolata, ed è stato ampiamente dimostrato. Non solo, come ho già detto i meccanismi legati alla "gola" sono gli stessi implicati in tutte le meccaniche di ricompensa.

Poi, a me piace immensamente l'aranciata. Che non credo proprio sia una sostanza psicoattiva. Mi fa bene, pare, oltre a piacermi. Ne bevo praticamente a litri. Con la caffeina, che non stessi attento consumerei pure a litri, cerco invece di darmi una regolata. Inoltre, adoro il whiskey irlandese. Ma non ho intenzione di toccarlo ulteriormente, per questa vita.

Ah, dimenticavo.

Se fumo una canna è perchè mi piace il gusto, per gli effetti sull'umore e perchè spesso anche questo è un rito socializzante. Esattamente come per il vino, la birra o l'amaro a fine pasto.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Scusa ma tu sei arrivato qui e sei stato male per mesi proprio perché avevi perso il controllo e avevi fatto qualcosa di cui ti eri pentito.

Perdere davvero il controllo è negativo per chiunque. E non è l'opposto di essere controllati e rigidi.
Brunetta, scusami se oggi dubito di quello che scrivi. Immagino non debba convincerti che sono in buona fede.

Oltre che profondamente pentito, mi sento tuttora un ingenuo e un vigliacco per quello che ho fatto. Ma quel perdere il controllo non è stato altro che l'espressione di qualcosa di autentico. La mia relazione era in grave difficoltà, e ora so che avrei dovuto chiuderla già a quei tempi, per onestà nei miei e nei suoi riguardi. Anche se l'ho amata sinceramente, e i miei anni con lei sono stati i più belli. In nome di quel che mi legava a quella persona però ho ignorato tutto ciò che di quella relazione soffrivo. Perchè in quel sentimento c'era anche l'incapacità di accettarmi, una volta scopertomi diverso dalle mie stesse aspettative, retaggio di un modello che non funzionava più. Avrei dovuto accettare quel segnale che fu il tradimento (anzi, se fossi stato una persona d'un pezzo non avrei dovuto proprio arrivarci) come un evento troppo grave per far finta di niente. Invece ho cercato di mantenere il controllo a qualsiasi costo, di riparare, di rimodellare, di cambiare, e se necessario di mentire a me stesso e a lei. E aver mentito a lei è una cosa che non mi perdonerò mai. Perchè l'ho fatto fondamentalmente per paura. Paura di veder crollare la cartapesta con cui stavo modellandomi la realtà attorno, quando il mio corpo, il mio pensiero, avevano colto tutti gli impedimenti di quel legame.

Ora, non esiste sostanza che ti renda un violento, se dentro di te non si nasconde violenza. Non esiste sostanza che ti faccia dubitare del bene che vuoi ai tuoi figli. Non esiste sostanza che ti convinca a negare chi sei, se stai bene con te stesso.

E in tutti gli altri casi che il controllo non c'è, non c'è mai stato. Una persona che sta bene non cambia identità e personalità tramite sostanze, o perchè porta un'arma alla fondina o perchè si trova a guidare un'automobile da 300 cv. Spesso, certi discorsi mi sembra, al contrario della tua tesi, che vengano proprio dal timore di accettarsi, di lasciarsi andare (all'accettazione incondizionata). Non a caso Ipazia citava l'utilizzo dell'MDMA nella resistenza alla psicoterapia. In questo senso, l'utilizzo di alcune sostanze può essere utile a sopraffare una rigidità svantaggiosa (anche le semplice timidezza, parlando di adolescenti), o a conoscere meglio la struttura della propria personalità o della propria rappresentazione della realtà.

E infatti noi, come moltissime altre specie, facciamo utilizzo di sostanze psicotrope dall'alba dei tempi con le stesse finalità.

Ma non voglio dilungarmi oltre. Solo mi sembra un espediente dialettico poco corretto confondere il controllo che può avere un eroinomane con una storia di dipendenza decennale in crisi d'astinenza (A) col controllo di un sedicenne che si concede con gli amici una la balla di rhum e pera (B). Perchè non è che per magia ci si trova da A a B senza accorgersene e in un battibaleno. Ed è proprio conoscendo quel che si fa che si attenua ulteriormente questo rischio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Brunetta, il neretto è semplicemente falso e ritengo tu lo sappia.

Gli alcolici si consumano per il gusto, come per gli effetti sull'umore, come per le implicazioni sociali. Si beve perchè ti piace quello che bevi, e ti piace lo stato in cui sei quando bevi (che può essere appena percettibile, come dopo 1-2 bicchieri, o essere enfatizzato fino all'intossicazione), oltre che perchè spesso bevono gli altri: fa parte della nostra cultura ed è un "rito" diffusissimo in qualsiasi occasione sociale. Se bere vino ti procurasse sistematicamente attacchi d'ansia o ti facesse venire ogni volta la diarrea, non berresti vino, nemmeno fosse ambrosia divina. Il vino e la birra sono sostanze psicoattive, non è opinabile.

Per la verità lo è anche la cioccolata, ed è stato ampiamente dimostrato. Non solo, come ho già detto i meccanismi legati alla "gola" sono gli stessi implicati in tutte le meccaniche di ricompensa.

Poi, a me piace immensamente l'aranciata. Che non credo proprio sia una sostanza psicoattiva. Mi fa bene, pare, oltre a piacermi. Ne bevo praticamente a litri. Con la caffeina, che non stessi attento consumerei pure a litri, cerco invece di darmi una regolata. Inoltre, adoro il whiskey irlandese. Ma non ho intenzione di toccarlo ulteriormente, per questa vita.

Ah, dimenticavo.

Se fumo una canna è perchè mi piace il gusto, per gli effetti sull'umore e perchè spesso anche questo è un rito socializzante. Esattamente come per il vino, la birra o l'amaro a fine pasto.
Io no.

E bevo vino saltuariamente per accompagnare cibi che trovo siano esaltati dal vino in quantità tali che non mi danno alcun effetto euforico.
È verissimo quello che dici rispetto all'esempio. I miei figli non fumano, non bevono alcolici e neppure prendono il caffè. Però io bevo caffè.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Brunetta, scusami se oggi dubito di quello che scrivi. Immagino non debba convincerti che sono in buona fede.

Oltre che profondamente pentito, mi sento tuttora un ingenuo e un vigliacco per quello che ho fatto. Ma quel perdere il controllo non è stato altro che l'espressione di qualcosa di autentico. La mia relazione era in grave difficoltà, e ora so che avrei dovuto chiuderla già a quei tempi, per onestà nei miei e nei suoi riguardi. Anche se l'ho amata sinceramente, e i miei anni con lei sono stati i più belli. In nome di quel che mi legava a quella persona però ho ignorato tutto ciò che di quella relazione soffrivo. Perchè in quel sentimento c'era anche l'incapacità di accettarmi, una volta scopertomi diverso dalle mie stesse aspettative, retaggio di un modello che non funzionava più. Avrei dovuto accettare quel segnale che fu il tradimento (anzi, se fossi stato una persona d'un pezzo non avrei dovuto proprio arrivarci) come un evento troppo grave per far finta di niente. Invece ho cercato di mantenere il controllo a qualsiasi costo, di riparare, di rimodellare, di cambiare, e se necessario di mentire a me stesso e a lei. E aver mentito a lei è una cosa che non mi perdonerò mai. Perchè l'ho fatto fondamentalmente per paura. Paura di veder crollare la cartapesta con cui stavo modellandomi la realtà attorno, quando il mio corpo, il mio pensiero, avevano colto tutti gli impedimenti di quel legame.

Ora, non esiste sostanza che ti renda un violento, se dentro di te non si nasconde violenza. Non esiste sostanza che ti faccia dubitare del bene che vuoi ai tuoi figli. Non esiste sostanza che ti convinca a negare chi sei, se stai bene con te stesso.

E in tutti gli altri casi che il controllo non c'è, non c'è mai stato. Una persona che sta bene non cambia identità e personalità tramite sostanze, o perchè porta un'arma alla fondina o perchè si trova a guidare un'automobile da 300 cv. Spesso, certi discorsi mi sembra, al contrario della tua tesi, che vengano proprio dal timore di accettarsi, di lasciarsi andare (all'accettazione incondizionata). Non a caso Ipazia citava l'utilizzo dell'MDMA nella resistenza alla psicoterapia. In questo senso, l'utilizzo di alcune sostanze può essere utile a sopraffare una rigidità svantaggiosa (anche le semplice timidezza, parlando di adolescenti), o a conoscere meglio la struttura della propria personalità o della propria rappresentazione della realtà.

E infatti noi, come moltissime altre specie, facciamo utilizzo di sostanze psicotrope dall'alba dei tempi con le stesse finalità.

Ma non voglio dilungarmi oltre. Solo mi sembra un espediente dialettico poco corretto confondere il controllo che può avere un eroinomane con una storia di dipendenza decennale in crisi d'astinenza (A) col controllo di un sedicenne che si concede con gli amici una la balla di rhum e pera (B). Perchè non è che per magia ci si trova da A a B senza accorgersene e in un battibaleno. Ed è proprio conoscendo quel che si fa che si attenua ulteriormente questo rischio.
Concordo.

Il controllo a cui io ho sempre pensato è proprio quello equilibrato che non necessita di sostanze per liberare impulsi repressi. Però forse lo capiresti se mi conoscessi.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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