... hi, hi, hi... e chi ha mai detto che il tradimento sia un comportamento "giusto"?... i concetti di "giusto" e "sbagliato", sono contingenti, storici, determinati culturalmente e non immutabili e "oggettivi"... capisci?... quando usi questi concetti, fai "morale", non "indagine razionale"... classifichi e condanni sulla base di categorie "morali" senza alcuna necessità di "comprensione"...
Nel tradimento, tuttavia, ci sono degli aspetti ontologici irrefutabili:
1) il tradimento E'... esiste come possibilità comportamentale nel repertorio umano (è quindi UMANO)... questo è un fatto;
2) il tradimento E' un comportamento... un'azione... un agito... altro fatto;
3) il tradimento sorge, come tutte le azioni, da una MOTIVAZIONE, da una spinta interna... altro fatto;
4) il tradimento, come tutti i comportamenti, è omeostatico, ovvero serve a riportare in equilibrio qualcosa che, in quel momento, in equilibrio non è (il mondo delle relazioni)... altro fatto;
5) il tradimento HA un significato... il tradimento significa qualcosa... porta con sé un messaggio... non è un'azione scomposta e afinalistica;... altro fatto inconfutabile;
6) il significato del tradimento è nel sistema personale di significati del traditore E NON in quello del tradito;... altro fatto;
... ora, ripeto, possiamo guardare al tradimento secondo categorie "morali", metafisiche... oppure possiamo provare a comprenderne le MOTIVAZIONI, I SIGNIFICATI, I MECCANISMI OMEOSTATICI... da questo punto di vista, "pentimento", "perdono", "giusto", "sbagliato", sono termini insignificanti... senza significato... aria fritta...