Tipo: "mi si nota di più se vado o non vado? ..e se mi metto in controluce?" ? :mexican:
Ma no... è un dato caratteriale: in quanto tale ha si a che fare con la percezione che possono avere gli altri di noi, ma non solo.
Ad esempio: tutti ci troviamo in situazioni sociali in cui non sappiamo bene come muoverci. Anche, ad esempio, il semplice parlare con un gruppo di sconosciuti. Si tratta sempre di fare i conti con cosa può percepire l'interlocutore, solo che l'estroverso agisce, il timido tende a bloccarsi.
Altre volte è semplicemente il non sapere cosa dire, o il non saper raccontare con disinvoltura.
Ci sono argomenti che intimidiscono più degli altri. Io ad esempio non m'intimidisco per niente nel parlare di sessualità, ma trovo difficoltoso parlare di sensazioni e sentimenti.
Oppure: fino a qualche tempo fa per me era un problema anche mandare un messaggio a qualcuno, che so, per un caffè in compagnia. O chiedere un favore. Magari sapevo pure che erano gesti graditi, ma l'idea di entrare nello "spazio" altrui in ogni caso m'inibiva.
Poi penso che i fattori che rendono timida o meno una persona possono variare enormemente da soggetto a soggetto, così come succede con qualsiasi altro aspetto riguardante la sfera della personalità.
Conosco gente che si dichiara timida, ma fondamentalmente utilizza fiumi di parole per rapportarsi con gli altri.
Ridurre tutto ad una questione che gira intorno al "farsi notare" è riduttivo.