L'empatia serve a immedesimersi per comprendere gli altri, non per proiettare noi stessi.
Mia nipote ha fatto la cassiera per un periodo di circa nove mesi, quando è venuta via le è dispiaciuto, molto, perchè oltre a vedere codici a barre, come tu dici, si relazionava per esempio con i colleghi e con la gente e questa cosa le piaceva e pensa un po', le mancava persino. Lei è solo un esempio, d'accordo, ma se parliamo di grandi numeri, sai quale è la categoria di lavoratori più problematica e con più suicidi?
Gli insegnanti. (non le cassiere, nè gli operai alla catena di montaggio, nè i poliziotti)
Tra parentesi, le catene di montaggio di adesso non sono quelle di Chaplin in "Tempi moderni", le isole di produzione oggi come oggi sono governate da squadre di persone che interagiscono tra di loro in modo persino creativo, dove devono trovare soluzioni a problemi e persino a volte vengono premiate per questo.
Bisognerebbe uscire dagli stereotipi, (io per primo eh) anche quando parliamo di lavoro, io comunque non nego che ci siano lavori alienanti, ma nemmeno vedo in giro tutta sta insofferenza.
Io per esempio non lavorerei mai in un call center.