Attrazione fisica irresistibile

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Chissà se stavolta riesco a spiegarmi.
Si può trasgredire e avere l'eccitazione di trasgredire solo regole e ruoli che si riconoscono.
Ricordo che da bambina avevo cercato di rubare la marmellata perché nelle pubblicità era stato presentata l'immagine della bambina che lo fa. Notare che la marmellata non mi piaceva. Mi piaceva l'immagine della monella.
Nel fare il mio tentativo ero caduta dalla sedia e quindi scoperta. Mia mamma, soccorrendomi, mi fece notare che era casa mia e che se non arrivavo a prendere la marmellata me l'avrebbe data lei.
Non c'era stata trasgressione.
Ma non avevo trovato divertente neanche la presunta trasgressione.
E mi è rimasto che mangio la marmellata se mi piace e non perché è proibita.
Voglio dire che si può rubare solo ciò che non è tuo.
Si può trasgredire solo riconoscendo un sistema.
Se consideri la puttana equivalente alla sposa e le differenze sono nel vissuto individuale (sappiamo quante "nonne o bisnonne" sono state stuprate nel letto coniugale o umiliate)
assumere quei ruoli è assumere e riconoscere rapporti di violenza.
Esattamente come dice free quelli di SS e deportato.
se lo guardi nei termini della trasgressione sono d'accordissimo...tanto che secondo è farsa quando risponde ad un bisogno di trasgressione...

giocare non è reagire al sistema..giocare è assumere il sistema, anche nelle sue contraddizioni e smontarle, liberandosene ed esprimendo il proprio desiderare anche nelle parti più nascoste e oscure..

la prospettiva riguarda l'entrare nei condizionamenti del sistema e smontarli per giocarci...e allora non è trasgressione, ma percorso insieme di conoscenza dei tabù, e delle pulsioni profonde...

in questi termini dire puttana o dire tazzina è la stessa identica cosa, e il gioco riguarda l'usare consapevolmente il carico che la parola puttana porta con sè...consapevolmente

e ribadisco, non è obbligatorio...nè fare nè non fare...ognuno cerca il proprio piacere come desidera secondo me

tenendo ferme le condizioni che ho più volte scritto e con particolare attenzione alla dipendenza e alla compulsività

se non c'è consaevolezza di sè, è facilissimo caderci dentro in questi giochi...certo, se il giocare è farsa resta farsa e più che pericoloso io lo trovo inutile e non appagante, non intimo e neanche nutriente l'intimità..

ma trovo molto affascinante invece giocare con il potere, esponendolo e mettendolo in mezzo in condivisione, che esiste fra maschio e femmina...
 
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free

Escluso
guarda che sono suppergiù d'accordo con quello che dici...

ma sto dicendo un'altra cosa...ossia che giocare alla puttana è anche riconoscere serenamente la propria parte "puttana" e quindi liberarsi del giudizio legato a quella parola...e liberarsi del giudizio significa che "puttana" diventa una parola, e l'usarla in termini giudicanti il valore dell'altro dice del rapporto con il significato valoriale di chi la usa e non di chi la riceve.

puttana ha secolarmente l'intento (maschile) di mettere la donna in posizione di inferiorità, usando la potenza sessuale del maschio sulla femmina.

poi è stata ricoperta di una miriade di altri significati. ma il fondo è questo. ed è profondo.

giocarci significa avere l'interesse di andare in quel profondo che definisce il potere nell'incontro maschio/femmina...e giocarci significa che ogni potere è messo in mezzo...se uno dei due usa quel potere è già vessazione...ed è un confine sottile...

una donna che la da per avere il matrimonio, fa vessazione
un uomo che gioca alla puttana per confermare se stesso nella sua potenza fa vessazione

e questo non è il gioco. questo è il problema.

se entrambi non cercano conferme, i ruoli sono parole e stimoli per giocare con il potere fra maschio e femmina mettendolo in comune, senza appropriazione e senza vessazione, allora è gioco...piacevole per chi quel gioco ama giocare...

e mica è obbligatorio giocarci...anzi....io credo che serva davvero sapere chi si è e cosa si fa...

e mi innervosisce che questo giocare sia spesso trasformato in farsa...che è un gioco che tocca sentimenti e persone...e farlo superficialmente può rivelarsi pericoloso...farlo senza chiarezza con se stessi e con l'altro può ferire le persone e anche molto

non è obbligatorio..credo che ognuno possa giocare con la propria sessualità come più gli aggrada, facendo attenzione a non mettere vessazione e compiacimento
secondo me hai tralasciato un punto fondamentale, e cioè che la donna riceve un compenso, una contropartita
vale a dire che le vere puttane si mettono in posizione di inferiorità esclusivamente per QUELLO (lasciamo stare per il momento se obbligate o meno, ma comunque il punto è sesso in cambio di qualcosa)

invece secondo me il sesso è un'attività di scambio reciproco di piacere, che anche sforzandomi:D non riesco a considerare nel modo di cui sopra

detto questo allora forse si gioca al "fa' di me tutto quello che vuoi", o qualcosa del genere, ma appunto NON è fare la puttana...dove sbaglio?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
invece secondo me il problema è PERCHE' si lamenta (se fosse solo esprimere una lamentela, fora come questo potrebbero chiudere, amen)
intendo dire che noto una grande contraddizione nel leggere alternativamente (= come ci pare) un aspetto ludico-positivo e un aspetto avvilente-umiliante
e secondo me non c'è rispetto verso le vere puttane: giochi alla puttana e poi te ne torni alla tua vita, invece le vere puttane purtroppo no
quoto

più che altro se usi "puttana" per definire l'altro non si è fuori dalla dicotomia, e non c'è davvero libertà...

che se si è fuori dalla dicotomia dire puttana o dire sposa è la stessa identica cosa

e si riconosce il dolore e la sofferenza dello sfruttamento delle donne. E si smette di chiamarle anche puttane. Che sono donne che sono sfruttate e vessate. E la cosa prende l'aspetto che ha: ossia il fatto che ancora nella nostra società esistono uomini (educati dalle donne) che hanno bisogno di vessazione per trovare piacere...e questo io lo trovo umiliante, per gli uomini per le donne e anche per la nostra cultura
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
secondo me hai tralasciato un punto fondamentale, e cioè che la donna riceve un compenso, una contropartita
vale a dire che le vere puttane si mettono in posizione di inferiorità esclusivamente per QUELLO (lasciamo stare per il momento se obbligate o meno, ma comunque il punto è sesso in cambio di qualcosa)

invece secondo me il sesso è un'attività di scambio reciproco di piacere, che anche sforzandomi:D non riesco a considerare nel modo di cui sopra

detto questo allora forse si gioca al "fa' di me tutto quello che vuoi", o qualcosa del genere, ma appunto NON è fare la puttana...dove sbaglio?
non c'è pagamento, inteso come faccio una cosa per averne in cambio un altra.

non ti faccio un pompino per farmi volere più bene. per intenderci. dentro o fuori dal matrimonio poco conta.

cade proprio la questione dell'avere qualcosa in cambio.

il piacere riguarda il proprio sè...ognuno per sè...ed è libero il DONARSELO, il piacere intendo...io ti dono il mio piacere di prenderti in bocca(per rimanere nell'esempio) e tu mi doni il tuo piacere dello starmi in bocca

io faccio un pompino perchè piace a me. e soltanto a me. lo faccio per me.
che poi questo provochi anche piacere a lui è il motivo per cui lo faccio a lui e non ad un altro.

ma non c'è scambio/pagamento in questo.

ognuno prende per sè. è la condivisione del piacere a fare saltare il banco del "pagamento".

non c'è vessazione free.

di nessun tipo. ognuno trova sè e condivide sè con l'altro.
 
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free

Escluso
Provo a rispondere a tutte e 3.
Nei rapporto che ho di qualunque natura la base per me è il rispetto. Quindi evito qualunque situazione dove ci sono alte possibilità che qualcuno mi manchi di rispetto.
Ora non faccio un pompino a uno che molto probabilmente vuole da me solo questo e poi sparisce perché mi sentirei usata e in quel momento non É la mia volontà. Quindi prima capisco cosa voglio e poi agisco. Questo mi impedisce di pentirmi perché appunto troverei ridicolo lamentarmi dopo di essere stata usata.
Diverso è che in un rapporto di conoscenza, di complicità e di confidenza mi faccia "usare" per il piacere dell'altro in un rapporto di sottomissione/dominazione e mi ecciti l'essere usata per questo. Finito il gioco finisce tutto e soprattutto non É la normalità del nostro modo di vivere il sesso ma appunto una variabile che ha chiaro tutte le dinamiche per entrambi
secondo me questo NON è giocare a fare la puttana
temo che il problema sia che gli uomini, o alcuni uomini diciamo, hanno la strana idea che una vera puttana non veda l'ora di fare sesso con loro, infatti si sente dire: gode come una puttana
oppure forse credono supinamente agli annunci e ai richiami delle puttane: vieni, scopami, etc., invece è solo "pubblicità"
almeno noi donne non cadiamo in questa falsità
 

free

Escluso
non c'è pagamento, inteso come faccio una cosa per averne in cambio un altra.

non ti faccio un pompino per farmi volere più bene. per intenderci. dentro o fuori dal matrimonio poco conta.

cade proprio la questione dell'avere qualcosa in cambio.

il piacere riguarda il proprio sè...ognuno per sè...ed è libero il DONARSELO, il piacere intendo...io ti dono il mio piacere di prenderti in bocca(per rimanere nell'esempio) e tu mi doni il tuo piacere dello starmi in bocca

io faccio un pompino perchè piace a me. e soltanto a me. lo faccio per me.
che poi questo provochi anche piacere a lui è il motivo per cui lo faccio a lui e non ad un altro.

ma non c'è scambio/pagamento in questo.

ognuno prende per sè. è la condivisione del piacere a fare saltare il banco del "pagamento".

non c'è vessazione free.

di nessun tipo. ognuno trova sè e condivide sè con l'altro.
vabbè ma allora si finge di giocare a una cosa che manco esiste nella realtà, e si usano le parole così a cazzo...
forse non riesco a spiegarmi, boh
 

Ecate

Utente di lunga data
Ipazia

dipende...quella distinzione ce l'abbiamo tutti...riguarda il potere....tanto che tutti si fa molta attenzione alla rispettabilità di noi stessi ai nostri propri occhi, no?

quindi abbiamo limiti soggettivi che poniamo all'altro e prima ancora a noi stessi.

uscire dalla dicotomia significa prendere in mano la distinzione, il riferimento al "gioco" di potere che si mette in atto esattamente nella distinzione e mettere il potere allo scoperto...

a quel punto quelle sono parole, che ovviamente pesano a seconda di chi le pronuncia e del contesto in cui vengono pronunciate, e il gioco riguarda il modo in cui ci si scambia potere..che il potere può anche essere condiviso....anche se sto giocando a puttana.

per me il massimo della trasgressione è giocare a sposa per esempio :D;)..scherzo, non è il massimo della trasgressione, però il punto è che se l'uomo con cui mi vedo arriva e mi dice "giochiamo a sposo/sposa" a me scattano un miliardo di allarmi riguardanti non tanto il gioco in sè..quanto il suo volermi incasellare in un ruolo e non solo per gioco..è il retro dei significati, se non sono chiariti a fare il casino e far scattare lo schifo. O il piacere.

In certi giochi più spinti è proprio lo schifo a portare per direttissima al piacere...parafilia? boh...come dicevo nell'altro post, a certe condizioni secondo me non lo è ed è semplice espressione di sessualità soggettiva.

Certo che se viene imposta, se uno dei due la "subisce" per compiacere l'altro...allora si sta entrando nella vessazione e nella manipolazione...

giocare con la propria sessualità, coi propri tabù, io credo sia un gioco molto delicato, che richiede condivisione profonda, proprio di quelle pulsioni a cui accennavo...a me piace e non potrei stare con un uomo che non segue il mio stesso percorso...

non potrei neanche stare con un uomo che gioca per compiacermi e per tenermi...me ne accorgerei immediatamente, e non potrei giocare per compiacere l'altro, starei male...

penso che quando si parla di percorsi di sessualità si entri in un campo in cui prima di entrare a livelli più profondi dello scopare e della pratica, sia necessario conoscere i propri tabù, i propri limiti, e aver ben dentro il rispetto dei bisogni dell'altro..considerandoli come bisogni e non come espressione di perversione...pulirsi dal giudizio insomma...

o almeno saper distinguere che quello che per me fa scattare lo schifo per altri è fonte di piacere...

io penso che la linea di demarcazione riguardi la dipendenza, il compiacimento di se stessi e dell'altro, e la consapevolezza...e la compulsività...

se entra in gioco uno di questi fattori allora la questione non riguarda più la libera espressione della propria sessualità ma tocca parti problematiche da guardare e di cui aver cura...ed è qui che la consapevolezza ha peso profondo, e la Cura che ci si scambia...

come dicevo sono giochi, ma giochi che giocano Vita e sentimenti e ancora di più giochi che vanno a toccare il sè profondo...sono giochi in cui si può morire davvero, non è solo far finta...e si può morire emotivamente ma anche fisicamente, se non c'è attenzione, rispetto di sè e Cura...

ovviamente cade il mito platoniano delle due metà...in questi giochi si gioca interi...se si gioca con le metà che cercano compensazione nell'altro, è pericoloso...molto...
Tu riesci a farmi sentire che sono una donna semplice :D
ti seguo e noto che c'è un mondo che non ho mai esplorato
 

Ecate

Utente di lunga data
vabbè ma allora si finge di giocare a una cosa che manco esiste nella realtà, e si usano le parole così a cazzo...
forse non riesco a spiegarmi, boh
Io penso di averti capito
giocare alla puttana è giocare ad assumersi tutti i significati che l'immaginario collettivo da a quella parola
cose lontanissime dalla realtà della prostituzione
Sto pensando alle ragazze ribelli che si definiscono bitch
:)
poi invece magari non ho capito
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
vabbè ma allora si finge di giocare a una cosa che manco esiste nella realtà, e si usano le parole così a cazzo...
forse non riesco a spiegarmi, boh
:D:D:D

come scrivevo più su, uscire dai condizionamenti diventa che dire puttana o tazzina è la stessa identica cosa.

Il gioco riguarda il conoscere le contraddizioni, i condizionamenti, i tabù contenuti in certe immagini ( la puttana per esempio), maschili e femminili, e usarne il potere...uno sull'altro ma in condivisione...

scaricare il potere dell'imposizione e ricaricarlo sul giocare col potere dell'imposizione..che smette di essere tale, imposizione, a questo punto e diventa condivisione

hai ragione, il gioco non riguarda la puttana, ma l'immaginario che contiene e scatena quella parola...

ecco perchè continuo a parlare di farsa, spesso...spesso sono circhi questi giochi, vestitini comprati dai cinesi...e non lo dico con disprezzo, sono semplicemente diversi livelli di espressione della propria sessualità

ed ecco perchè dicevo che a me annoia...a me piace giocare a smontare i tabù...è più un gioco mentale che fisico...ed è un gioco di conoscenza del sè profondo, pulsioni, condizionamenti e tabù appunto..

mica a tutti deve piacere eh...

in questo senso non esiste giusto o sbagliato ma quello che funziona per ognuno

tenendo sempre ferma l'attenzione alla consapevolezza, all'intimità, alla cura e all'assenza di vessazione...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io penso di averti capito
giocare alla puttana è giocare ad assumersi tutti i significati che l'immaginario collettivo da a quella parola
cose lontanissime dalla realtà della prostituzione

Sto pensando alle ragazze ribelli che si definiscono bitch
:)
poi invece magari non ho capito
ecco, mi hai semplificata:D

per quanto riguarda invece il definirsi per ribellione...ecco, quello riguarda più una autovessazione..

assumersi i significati, significa non avere ribellione al significato e concedersi a se stesse...se c'è rivalsa, c'è ancora giudizio, e il gioco è già caduto e diventato altro...e di solito quell'altro è dolore inutile
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
vabbè ma allora si finge di giocare a una cosa che manco esiste nella realtà, e si usano le parole così a cazzo...
forse non riesco a spiegarmi, boh
Nemmeno io riesco s spiegarmi probabilmente...
 

free

Escluso
Io penso di averti capito
giocare alla puttana è giocare ad assumersi tutti i significati che l'immaginario collettivo da a quella parola
cose lontanissime dalla realtà della prostituzione
Sto pensando alle ragazze ribelli che si definiscono bitch
:)
poi invece magari non ho capito
anche secondo me:up:
quindi ritorno a dire che secondo me è giocare tipo a "fa' di me ciò che vuoi", che mi sembra molto diverso
oppure sono io che sono particolarmente noiosa:D
 

free

Escluso
Nemmeno io riesco s spiegarmi probabilmente...

secondo te le puttane godono con i clienti o fanno finta?

per dire che ho il forte sospetto che questa storia di fare la puttana per gioco sia una cazzata galattica che proviene solo dagli uomini (da certi uomini)...perchè le donne dovrebbero tipo adeguarsi?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Provo a rispondere a tutte e 3.
Nei rapporto che ho di qualunque natura la base per me è il rispetto. Quindi evito qualunque situazione dove ci sono alte possibilità che qualcuno mi manchi di rispetto.
Ora non faccio un pompino a uno che molto probabilmente vuole da me solo questo e poi sparisce perché mi sentirei usata e in quel momento non É la mia volontà. Quindi prima capisco cosa voglio e poi agisco. Questo mi impedisce di pentirmi perché appunto troverei ridicolo lamentarmi dopo di essere stata usata.
Diverso è che in un rapporto di conoscenza, di complicità e di confidenza mi faccia "usare" per il piacere dell'altro in un rapporto di sottomissione/dominazione e mi ecciti l'essere usata per questo. Finito il gioco finisce tutto e soprattutto non É la normalità del nostro modo di vivere il sesso ma appunto una variabile che ha chiaro tutte le dinamiche per entrambi
io ti capisco invece. e bene.

non capisco il giocare come parentesi, ecco...però questo riguarda me, ognuno ha i suoi bisogni e penso siano tutti validi, condivisi o meno da me :)

è la questione del definire puttana come questione umiliante, che non mi torna, come ti dicevo nell'altro post, questa invece proprio non la capisco....

per me dire puttana e dire tazzina è a stessa cosa, e se rivolgo quella parola a chi non la vede come me so benissimo che sto usando un potere contenuto in quella parola per toccare chi il gioco neanche lo conosce, e quindi uso un potere per fare male...io questo lo trovo una mancanza di rispetto..ma a me eh...che significa che IO quella parola non l'ho davvero scaricata dal giudizio e io sto facendo vessazione e non mi piaccio se faccio vessazione...riguarda l'onorabilità ai miei occhi non farne

la lamentela mi rompe i coglioni, ma è la lamentela e l'inconsapevolezza a rompermeli, non il fatto che penso che sia da puttana fare o non fare qualcosa...ed è su "lamentarsi" e "essere inconsapevole" che semmai rompo il cazzo...
 

Fantastica

Utente di lunga data
se lo guardi nei termini della trasgressione sono d'accordissimo...tanto che secondo è farsa quando risponde ad un bisogno di trasgressione...

giocare non è reagire al sistema..giocare è assumere il sistema, anche nelle sue contraddizioni e smontarle, liberandosene ed esprimendo il proprio desiderare anche nelle parti più nascoste e oscure..

la prospettiva riguarda l'entrare nei condizionamenti del sistema e smontarli per giocarci...e allora non è trasgressione, ma percorso insieme di conoscenza dei tabù, e delle pulsioni profonde...

in questi termini dire puttana o dire tazzina è la stessa identica cosa, e il gioco riguarda l'usare consapevolmente il carico che la parola puttana porta con sè...consapevolmente

e ribadisco, non è obbligatorio...nè fare nè non fare...ognuno cerca il proprio piacere come desidera secondo me

tenendo ferme le condizioni che ho più volte scritto e con particolare attenzione alla dipendenza e alla compulsività

se non c'è consaevolezza di sè, è facilissimo caderci dentro in questi giochi...certo, se il giocare è farsa resta farsa e più che pericoloso io lo trovo inutile e non appagante, non intimo e neanche nutriente l'intimità..

ma trovo molto affascinante invece giocare con il potere, esponendolo e mettendolo in mezzo in condivisione, che esiste fra maschio e femmina...
In questo contesto (sottolineato), dire "tazzina" è massimamente creativo; anzi, probabilmente in questo contesto nessuno dei due userebbe "puttana". Il motivo per cui non ho mai trovato eccitante, semmai deprimente, sentirmi chiamare "puttana" nel gioco sessuale è che è spersonalizzante, tutto il contrario dell'intimità, un vero manifesto del conformismo e della pochezza di chi avevo dinanzi; mai mi è venuto in mente di pensare alle vere, disgraziate puttane della realtà. Se stai esplorando una pulsione ancestrale maschile per la quale mi sottometti e affermi la tua potenza, e vuoi esprimere a parole quello che senti, usa altre parole.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
anche secondo me:up:
quindi ritorno a dire che secondo me è giocare tipo a "fa' di me ciò che vuoi", che mi sembra molto diverso
oppure sono io che sono particolarmente noiosa:D
free..un po' noiosa e crapona sì :D:D

certo che è giocare a "fai di me ciò che vuoi" ma col carico di un immaginario collettivo legato a certe parole..le parole diventano strumenti in mano ai giocatori...
 

Brunetta

Utente di lunga data
dipende...quella distinzione ce l'abbiamo tutti...riguarda il potere....tanto che tutti si fa molta attenzione alla rispettabilità di noi stessi ai nostri propri occhi, no?

quindi abbiamo limiti soggettivi che poniamo all'altro e prima ancora a noi stessi.

uscire dalla dicotomia significa prendere in mano la distinzione, il riferimento al "gioco" di potere che si mette in atto esattamente nella distinzione e mettere il potere allo scoperto...

a quel punto quelle sono parole, che ovviamente pesano a seconda di chi le pronuncia e del contesto in cui vengono pronunciate, e il gioco riguarda il modo in cui ci si scambia potere..che il potere può anche essere condiviso....anche se sto giocando a puttana.

per me il massimo della trasgressione è giocare a sposa per esempio :D;)..scherzo, non è il massimo della trasgressione, però il punto è che se l'uomo con cui mi vedo arriva e mi dice "giochiamo a sposo/sposa" a me scattano un miliardo di allarmi riguardanti non tanto il gioco in sè..quanto il suo volermi incasellare in un ruolo e non solo per gioco..è il retro dei significati, se non sono chiariti a fare il casino e far scattare lo schifo. O il piacere.

In certi giochi più spinti è proprio lo schifo a portare per direttissima al piacere...parafilia? boh...come dicevo nell'altro post, a certe condizioni secondo me non lo è ed è semplice espressione di sessualità soggettiva.

Certo che se viene imposta, se uno dei due la "subisce" per compiacere l'altro...allora si sta entrando nella vessazione e nella manipolazione...

giocare con la propria sessualità, coi propri tabù, io credo sia un gioco molto delicato, che richiede condivisione profonda, proprio di quelle pulsioni a cui accennavo...a me piace e non potrei stare con un uomo che non segue il mio stesso percorso...

non potrei neanche stare con un uomo che gioca per compiacermi e per tenermi...me ne accorgerei immediatamente, e non potrei giocare per compiacere l'altro, starei male...

penso che quando si parla di percorsi di sessualità si entri in un campo in cui prima di entrare a livelli più profondi dello scopare e della pratica, sia necessario conoscere i propri tabù, i propri limiti, e aver ben dentro il rispetto dei bisogni dell'altro..considerandoli come bisogni e non come espressione di perversione...pulirsi dal giudizio insomma...

o almeno saper distinguere che quello che per me fa scattare lo schifo per altri è fonte di piacere...

io penso che la linea di demarcazione riguardi la dipendenza, il compiacimento di se stessi e dell'altro, e la consapevolezza...e la compulsività...

se entra in gioco uno di questi fattori allora la questione non riguarda più la libera espressione della propria sessualità ma tocca parti problematiche da guardare e di cui aver cura...ed è qui che la consapevolezza ha peso profondo, e la Cura che ci si scambia...

come dicevo sono giochi, ma giochi che giocano Vita e sentimenti e ancora di più giochi che vanno a toccare il sè profondo...sono giochi in cui si può morire davvero, non è solo far finta...e si può morire emotivamente ma anche fisicamente, se non c'è attenzione, rispetto di sè e Cura...

ovviamente cade il mito platoniano delle due metà...in questi giochi si gioca interi...se si gioca con le metà che cercano compensazione nell'altro, è pericoloso...molto...

Appunto è riconoscimento di rapporti e relazioni.
Tra l'altro è sempre la donna a interpretare sposa o puttana, l'uomo resta se stesso che va con la sposa o con la puttana. Confermare questi ruoli e riferimenti mi fa orrore.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Appunto è riconoscimento di rapporti e relazioni.
Tra l'altro è sempre la donna a interpretare sposa o puttana, l'uomo resta se stesso che va con la sposa o con la puttana. Confermare questi ruoli e riferimenti mi fa orrore.
Se l'uomo resta se stesso è perché glielo permettiamo noi, eh...
 

Ecate

Utente di lunga data
ecco, mi hai semplificata:D

per quanto riguarda invece il definirsi per ribellione...ecco, quello riguarda più una autovessazione..

assumersi i significati, significa non avere ribellione al significato e concedersi a se stesse...se c'è rivalsa, c'è ancora giudizio, e il gioco è già caduto e diventato altro...e di solito quell'altro è dolore inutile
Io trovo che la ragazzine che si definiscono "bitch" adottino un format per esprimere disagio, identificandosi in uno stereotipo mediatico confezionato
Qui più che auto vessazione vedo omologazione
appartenenza
Rebel riot e quant'altro
quando una ribellione dei ruoli entra in un cliché si svuota la carica sovversiva
Diventa un'adesione
 

free

Escluso
:D:D:D

come scrivevo più su, uscire dai condizionamenti diventa che dire puttana o tazzina è la stessa identica cosa.

Il gioco riguarda il conoscere le contraddizioni, i condizionamenti, i tabù contenuti in certe immagini ( la puttana per esempio), maschili e femminili, e usarne il potere...uno sull'altro ma in condivisione...

scaricare il potere dell'imposizione e ricaricarlo sul giocare col potere dell'imposizione..che smette di essere tale, imposizione, a questo punto e diventa condivisione

hai ragione, il gioco non riguarda la puttana, ma l'immaginario che contiene e scatena quella parola...

ecco perchè continuo a parlare di farsa, spesso...spesso sono circhi questi giochi, vestitini comprati dai cinesi...e non lo dico con disprezzo, sono semplicemente diversi livelli di espressione della propria sessualità

ed ecco perchè dicevo che a me annoia...a me piace giocare a smontare i tabù...è più un gioco mentale che fisico...ed è un gioco di conoscenza del sè profondo, pulsioni, condizionamenti e tabù appunto..

mica a tutti deve piacere eh...

in questo senso non esiste giusto o sbagliato ma quello che funziona per ognuno

tenendo sempre ferma l'attenzione alla consapevolezza, all'intimità, alla cura e all'assenza di vessazione...
ho evitato sino ad ora di affrontare il discorso del potere...:D
anche qui, ammetto di essere molto particolare, per via della mia vita un po' diversa dalle altre, comunque non riesco in nessun modo a mischiare il potere con il sesso, anzi mi sento di pari grado in modo naturale
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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