Ciononostante Internet esiste.
E' una forma collaterale di comunicazione ed una fantasmagoria di superuomini allo stesso tempo.
Quello che c'è di là da un passo non interessa, come non interessa se si cammina per strada, se si è seduti al tavolino di un bar o mentre si fa la fila alla cassa del supermercato, con la differenza che in Internet i passi sono lunghissimi.
E' facile sembrare qualcuno di importante per il solo fatto di esserci sempre e costantemente, quasi che la quantità facesse le veci della qualità.
Si sa poi che, almeno per i comuni umani, non c'è una cornucopia sempre piena di novità, di cose intelligenti o spiritose cui attingere e colle quali trastullare senza soluzione di continuità i perdigiorno ottusi e sciocchi, quindi bisogna giocoforza ricorrere ad altro.
E quando si finisce ciò che si ha e ciò che si è, altro non resta che prendere a prestito ciò che non si ha e ciò che non si è, il che non è che sia neppure una brutta cosa a ben vedere, almeno fintantoché riusciamo a padroneggiare la situazione.
Marchiare gli altri come veri o falsi è fondamentalmente una sciocchezza, così come lo è scambiare l'ineducazione per spontaneità e la cortesia per insincerità.
Essere sempre e comunque uguali a sé stessi è più segno di grettezza che genuinità e quasi sempre fa il paio con un uso perlomeno distorto dell'intelligenza.
D'altro canto, qui, come in molti altri contesti sociali, ma qui con molta molta più facilità, l'essere riconosciuti e riconoscibili va a braccetto con l'autoaffermazione spicciola ed un certo senso di rivalsa nei confronti delle proprie miserie umane.
In questi termini è un formidabile antistress, tipo una palla di gommapiuma rosa larga due metri da stringere furiosamente con tutti i quattro arti fino a ridurre lei a coriandoli ed il nostro nervoso a salubre sfinimento.
"Se poi, per arrivare in alto, c'è bisogno di arrampicarsi su pile di cadaveri virtuali, chissene..."
Questo pensano o percepiscono, anche inconsciamente, quelli che ci sguazzano "tanto che male può fare..."
Già, un posto che non esiste non può far male.
Un posto che non esiste.