La paura di amare... esiste????

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Old Anna A

Guest
Penso che la paura d'amare non esista intesa come tale!!Credo che ci si nasconda dietro la paura....magari in quel momento non siam pronti...magari si esce da una storia importante e siam chiusi nel nostro dolore...magari non siam ricettivi...!!Sò di per certo...che quando si ha la fortuna d'incontrar una persona speciale e fortunatamente ci sono...tutti quei costrutti mentali...quei deterrenti...ce li mettiam alle spalle...e torniam a nuova vita...!!!!Non è questione di ottimismo ne pessimismo...ma è bello dar alla vita..la possibilità di sorprenderci...!!!!
tu devi sperarlo, mi sa...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Infatti la mia non voleva essere una colpevolizzazione della madre, caro Chen. Non avrebbe alcun senso farlo...anche perchè ogni "colpa" è solo l'anello di una catena infinita. Risalire al primo è impossibile. Però ho sempre pensato che in tanti casi sarebbe possibile infrangerla, questa catena. Per non continuare a tramandare questo peso a chi viene dopo di noi.
Per qualunque motivo accada, se manca la figura e l'amore (in qualunque maniera lo si voglia coniugare) della "madre"...bambino kaputt!
Visto che parliamo di questo, cosa pensi delle varie e diverse teorie sullo sviluppo dell'omosessualità?
A quello è venuto da pensare anche a me...una correlazione fra atteggiamento materno e omosessualità la vedo molto stringente.
 

Lettrice

Utente di lunga data
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Old chensamurai

Guest
Infatti la mia non voleva essere una colpevolizzazione della madre, caro Chen. Non avrebbe alcun senso farlo...anche perchè ogni "colpa" è solo l'anello di una catena infinita. Risalire al primo è impossibile. Però ho sempre pensato che in tanti casi sarebbe possibile infrangerla, questa catena. Per non continuare a tramandare questo peso a chi viene dopo di noi.
Per qualunque motivo accada, se manca la figura e l'amore (in qualunque maniera lo si voglia coniugare) della "madre"...bambino kaputt!
Visto che parliamo di questo, cosa pensi delle varie e diverse teorie sullo sviluppo dell'omosessualità?
... attento però, perché Bettelheim e gli altri autori che ho citato, intendevano proprio addossare le responsabilità alla madre...

... l'omosessualità?... un'invenzione sociale... nient'altro che un'invenzione sociale... in ultima analisi, l'espressione della necessità del potere di controllare la nostra sessualità... ecco allora il "frocio" (negativamente inteso)... ecco la "troia" (negativamente intesa)... ed ecco tutte le altre svariate categorie... inventate per costruire un mondo di significati "utili" a distinguere, a separare... per poi giudicare, condannare, processare... per me, l'omosessualità non esiste... è una distinzione che non mi interessa fare... che non mi porta da nessuna parte... non mi è utile... esiste, invece, la sessualità umana... nella natura di ognuno, secondo le disposizioni di ognuno...
 
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Old chensamurai

Guest
Infatti la mia non voleva essere una colpevolizzazione della madre, caro Chen. Non avrebbe alcun senso farlo...anche perchè ogni "colpa" è solo l'anello di una catena infinita. Risalire al primo è impossibile. Però ho sempre pensato che in tanti casi sarebbe possibile infrangerla, questa catena. Per non continuare a tramandare questo peso a chi viene dopo di noi.
Per qualunque motivo accada, se manca la figura e l'amore (in qualunque maniera lo si voglia coniugare) della "madre"...bambino kaputt!
Visto che parliamo di questo, cosa pensi delle varie e diverse teorie sullo sviluppo dell'omosessualità?
... se per "madre" intendi la "figura di accudimento", sono d'accordo con te... guarda che è importante essere chiari... altrimenti sono guai seri... e serie contraddizioni...
 

Nobody

Utente di lunga data
Aspetta un attimo:La domanda da porsi è quanto sia vincolante l'assenza di amore o di presenza della mamma per il bambino!!Mi chiedo come mai quando manca tale presenza...il risultato non è sempre lo stesso!
Ognuno di noi è diverso, oscuro. Fin dal concepimento. Stesse condizioni su elementi diversi non produrranno mai gli identici risultati.
 

Miciolidia

Utente di lunga data
emmekappa

L'amore è un'altra cosa, è bellezza e riconoscimento.


Si, è cosi....e vorrei che mi si spiegasse come non sia possibile NON aver paura di questo.

Come è possibile non spaventarsi.

Come è possibile non dirsi..sto vaneggiando,,questa è nevrosi...


come è possibile non dirsi " è la mia ragione che è abnubilata e sto perdendola"


Come è possibile esserne certi? il tempo forse ci garantisce qualcosa?

L'esperienza?

fatemi sapere...


buon giorno bestie.
 

Miciolidia

Utente di lunga data
... attento però, perché Bettelheim e gli altri autori che ho citato, intendevano proprio addossare le responsabilità alla madre...

... l'omosessualità?... un'invenzione sociale... nient'altro che un'invenzione sociale... in ultima analisi, l'espressione della necessità del potere di controllare la nostra sessualità... ecco allora il "frocio" (negativamente inteso)... ecco la "troia" (negativamente intesa)... ed ecco tutte le altre svariate categorie... inventate per costruire un mondo di significati "utili" a distinguere, a separare... per poi giudicare, condannare, processare... per me, l'omosessualità non esiste... è una distinzione che non mi interessa fare... che non mi porta da nessuna parte... non mi è utile... esiste, invece, la sessualità umana... nella natura di ognuno, secondo le disposizioni di ognuno...

straquoto.
 
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Old chensamurai

Guest
Sono ignorante e lo ammetto senza problemi
Chi era e cosa diceva Lakatos?
... Imre Lakatos... un grande epistemologo ungherese morto nel '74... ha evidenziato come ogni teoria scientifica parta da presupposti metafisici indimostrabili... mettendo in crisi l'ipotesi Popperiana della falsificazione come criterio di scientificità, dato che TUTTE le teorie possiedono un nucleo non falsificabile...
 

Old Jesus

Utente di lunga data
Si, è cosi....e vorrei che mi si spiegasse come non sia possibile NON aver paura di questo.

Come è possibile non spaventarsi.

Come è possibile non dirsi..sto vaneggiando,,questa è nevrosi...


come è possibile non dirsi " è la mia ragione che è abnubilata e sto perdendola"


Come è possibile esserne certi? il tempo forse ci garantisce qualcosa?

L'esperienza?

fatemi sapere...


buon giorno bestie.
E' possibile non dirsi nulla, non chiedersi nulla.... E' possibile di sicuro.
Anche se sai che dovresti, che sarebbe giusto farlo....
Oppure te lo dici, ma te ne fotti....

Sai, c'è chi ama essere kamikaze, nella vita.... O solo sa che si rialzerà sempre e comunque....

 

Miciolidia

Utente di lunga data
... attento però, perché Bettelheim e gli altri autori che ho citato, intendevano proprio addossare le responsabilità alla madre...

e perchè allora Chen ad una certa tipologia di madre assente o presente ma violenta anche col silenzio è frequente ritrovare uomini che cercano di essere accuditi in maniera assolutamente materna..uomini poco autonomi...etc..?

dico stupidaggini?
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Jesus

E' possibile non dirsi nulla, non chiedersi nulla.... E' possibile di sicuro.
Anche se sai che dovresti, che sarebbe giusto farlo....
Oppure te lo dici, ma te ne fotti....

Sai, c'è chi ama essere kamikaze, nella vita.... O solo sa che si rialzerà sempre e comunque....


ce ne fottiamo allora?
e che sia quello che sia?
 
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Old chensamurai

Guest
e perchè allora Chen ad una certa tipologia di madre assente o presente ma violenta anche col silenzio è frequente ritrovare uomini che cercano di essere accuditi in maniera assolutamente materna..uomini poco autonomi...etc..?

dico stupidaggini?
... insomma... quasi... hi, hi, hi... in realtà, siamo tutti dipendenti... ovvero, tutti cerchiamo la soddisfazione dei nostri bisogni... da qualche parte... il problema è il "livello di dispersione" di quella dipendenza... la rete che riesco a costruire al fine di rispondere ai miei bisogni... se è ampia, sopporterò e supererò qualsiasi perdita "locale"... per esempio, la fine di una relazione... ma se la mia dipendenza è poco dispersa, allora sono guai... allora l'altro diventa il tutto... e io il niente...

... quanto alla figura materna, ripeto, le teorie che riconducevano tutto alla figura materna, sono obsolete e superate... lo sviluppo del bambino avviene in un contesto sistemico complesso del quale la madre è UNO degli elementi... ciò che conta è il modello di attaccamento... la natura della relazione con la figura di accudimento... la sua qualità... stiamo molto attenti a come usiamo le parole e i concetti... altrimenti finiamo là, dove non vorremmo mai giungere... non so se mi sono spiegato abbastanza chiaramente... insomma, attenzione, perché con questi modelli che puntano sulla relazione "madre-bambino", si finisce tra le braccia dell'integralismo religioso e della negazione dei diritti civili...
 

Old Jesus

Utente di lunga data
... insomma... quasi... hi, hi, hi... in realtà, siamo tutti dipendenti... ovvero, tutti cerchiamo la soddisfazione dei nostri bisogni... da qualche parte... il problema è il "livello di dispersione" di quella dipendenza... la rete che riesco a costruire al fine di rispondere ai miei bisogni... se è ampia, sopporterò e supererò qualsiasi perdita "locale"... per esempio, la fine di una relazione... ma se la mia dipendenza è poco dispersa, allora sono guai... allora l'altro diventa il tutto... e io il niente...
Una relazione di coppia "fissa" porta molto comunemente a ridurre quello che tu chiami "livello di dispersione". E non parliamo del matrimonio....
Allora ? Possiamo concludere che un rapporto di coppia a lungo termine è adatto solo per persone molto forti, in grado di resistere alla immane perdita "locale" ? Per gli altri.... è una spada di Damocle eternamente sospesa sulla testa ? Della serie... io speriamo che me la cavo ?
 
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Old amoreepsiche

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E' possibile non dirsi nulla, non chiedersi nulla.... E' possibile di sicuro.
Anche se sai che dovresti, che sarebbe giusto farlo....
Oppure te lo dici, ma te ne fotti....

Sai, c'è chi ama essere kamikaze, nella vita.... O solo sa che si rialzerà sempre e comunque....

 
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Old chensamurai

Guest
Una relazione di coppia "fissa" porta molto comunemente a ridurre quello che tu chiami "livello di dispersione". E non parliamo del matrimonio....
Allora ? Possiamo concludere che un rapporto di coppia a lungo termine è adatto solo per persone molto forti, in grado di resistere alla immane perdita "locale" ? Per gli altri.... è una spada di Damocle eternamente sospesa sulla testa ? Della serie... io speriamo che me la cavo ?
... questione assai complessa, amico mio... vedi, NON necessariamente il rapporto di coppia porta a ridurre la dispersione della dipendenza... NON necessariamente... in molti casi, i contraenti, chiamiamoli così, riescono a mantenere altre relazioni significative ed importanti, che garantiscono un equilibrio in caso di fallimento... il problema è che OGGI, la struttura delle relazioni sociali, complessivamente, è inquinata... molto inquinata... da opportunismo, da strumentalismo... non è facile instaurare e mantenere relazioni soddisfacenti, in generale... e allora si scivola nel feticcio della realzione "a due"... la coppia si richiude su sé stessa... implode... e allora, quando esplode, non rimane più nulla... e tutto sembra mancare... ovvero, siamo diventati strettamente dipendenti dalla relazione di coppia... ma quella coppia, non c'è più... ed iniziano i guai...
 
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