ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sono d'accordo. Giudizio inteso come valutazione dell'operato altrui. E del proprio.Si ma Ipazia nella vita non si può cercare di conoscere solo se stessi perché è proprio attraverso la conoscenza e il giudizio sull'operato degli altri che puoi fare un raffronto. E autocritica. I fiori crescono benissimo anche sul terriccio nessuno ama tenere il letame dentro casa.
Non giudizio di valore però. Non definire me stessa a partire dalla definizione dell'altro. Che fra l'altro è un meccanismo proiettivo e ingannevole, perchè tendenzialmente cerchiamo di confermarci in quello che ci piace di noi, non in quello che non ci piace.
Il giudizio di valore viene molto spesso utilizzato per prendere scorciatoie per definire se stessi senza guardarsi allo specchio. Autocritica sincera.
E io preferisco lo specchio. Anche se a volte poi finisco in bagno a vomitare. Ma tant'è. Così è.
Conoscere se stessi passa necessariamente attraverso il confronto libero con gli altri. Siamo bestie sociali.
Ma quando quel confronto è "guidato" dal cercare di definire e non invece dal capire e comprendere, allora non è affidabile. E si assistono a quelle proiezioni per cui dopo 10 anni di convivenza di botto quell'altro è uno sconosciuto, per esempio...o il rifugio nei condizionamenti che fanno definire gli uomini sporchi e cattivi e incapaci di resistere alle tentazioni delle troie di passaggio, per dire.
Il letame dentro casa l'abbiamo avuto tutti, chi più chi meno...la parte difficile è dirselo sinceramente e accettare di esserci sporcati. Io conosco le mie brutture. Di alcune mi vergogno e ci litigo, altre sono mie alleate e ci ho fatto amicizia. Ma le so. Le riconosco e non ne ho timore. E so che compongono me anche se non mi definiscono totalmente.
E questo perchè sono umana.
Una cosa che ho imparato da quell'uomo è che nascondere le proprie brutture sotto il tappeto non permette nessun tipo di conoscenza, nè di sè nè dell'altro e men che meno del mondo.