danny
Utente di lunga data
Circola un video sui social network, ripreso da una telecamera di sorveglianza.
In un sottopasso due ragazzi tirano a una coppia che ne sta uscendo una cicca di sigaretta.
Il ragazzo della coppia torna indietro, molla un pugno a uno che cade a terra e non si rialza, e atterra l'altro.
I commenti a questi video, maschili e femminili, sono tutti indifferentemente o quasi di approvazione, del tipo "Ha fatto bene la prossima volta non lo rifarà più" "Ha difeso la sua ragazza" "Se l'è voluta".
Il dubbio che il primo ragazzo potesse essere morto ha colto qualcuno, ma i commenti, affatto anonimi, erano ugualmente positivi.
Uccidere una persona per una bravata viene considerato buona cosa da persone comunque non anonime.
E sono tante le persone che hanno commentato, quasi all'unanimità.
A parte la considerazione che è facile dietro una tastiera approvare comportamenti che non si sarebbe in grado di sostenere nella realtà, la mia età diversamente giovane mi impone di pensare con più accortezza, per esempio affermando che non è mai buona idea affrontare a mani nude due teppisti che potrebbero anche avere un coltello in tasca.
E come seconda considerazione, penso che se la persona a terra muore o subisce lesioni permanenti, anche le conseguenze penali potrebbero essere disastrose per il ragazzo. Il tutto, per cosa?
Senza considerare il valore di una vita umana...
Ma la questione più importante che voglio porre è questa, ovvero che la risposta violenta sarebbe per alcuni determinata dalla volontà di difendere la ragazza (non si sa bene da quale pericolo, in quanto i due stavano uscendo dal sottopasso mentre chi ha tirato la sigaretta se ne stava fermo).
A me è sembrato più un difendere il proprio orgoglio di maschio davanti a una donna, ovvero il non perdere la faccia davanti a lei, facendosi vedere debole subendo senza rispondere il gesto dei due cretini.
Non è molto dissimile da scene che mi sono capitate nella vita: l'automobilista che impugna il cric per una manovra di un altro sbagliato o quello che ti insegue perché gli hai suonato.
Il rischio che qualcuno ci lasci la pelle non è troppo lontano in questi casi se si risponde opponendo la stessa aggressività.
L'orgoglio sembra cancellare la razionalità e l'aggressività è una risposta automatica.
Quanto noi, uomini ma anche e soprattutto donne, approviamo questo comportamento? E quanto questa approvazione convalida la violenza, creando un substrato pericoloso, alla fine, per tutti, in cui la violenza è una risposta automatica a quelli che noi valutiamo come soprusi?
In un sottopasso due ragazzi tirano a una coppia che ne sta uscendo una cicca di sigaretta.
Il ragazzo della coppia torna indietro, molla un pugno a uno che cade a terra e non si rialza, e atterra l'altro.
I commenti a questi video, maschili e femminili, sono tutti indifferentemente o quasi di approvazione, del tipo "Ha fatto bene la prossima volta non lo rifarà più" "Ha difeso la sua ragazza" "Se l'è voluta".
Il dubbio che il primo ragazzo potesse essere morto ha colto qualcuno, ma i commenti, affatto anonimi, erano ugualmente positivi.
Uccidere una persona per una bravata viene considerato buona cosa da persone comunque non anonime.
E sono tante le persone che hanno commentato, quasi all'unanimità.
A parte la considerazione che è facile dietro una tastiera approvare comportamenti che non si sarebbe in grado di sostenere nella realtà, la mia età diversamente giovane mi impone di pensare con più accortezza, per esempio affermando che non è mai buona idea affrontare a mani nude due teppisti che potrebbero anche avere un coltello in tasca.
E come seconda considerazione, penso che se la persona a terra muore o subisce lesioni permanenti, anche le conseguenze penali potrebbero essere disastrose per il ragazzo. Il tutto, per cosa?
Senza considerare il valore di una vita umana...
Ma la questione più importante che voglio porre è questa, ovvero che la risposta violenta sarebbe per alcuni determinata dalla volontà di difendere la ragazza (non si sa bene da quale pericolo, in quanto i due stavano uscendo dal sottopasso mentre chi ha tirato la sigaretta se ne stava fermo).
A me è sembrato più un difendere il proprio orgoglio di maschio davanti a una donna, ovvero il non perdere la faccia davanti a lei, facendosi vedere debole subendo senza rispondere il gesto dei due cretini.
Non è molto dissimile da scene che mi sono capitate nella vita: l'automobilista che impugna il cric per una manovra di un altro sbagliato o quello che ti insegue perché gli hai suonato.
Il rischio che qualcuno ci lasci la pelle non è troppo lontano in questi casi se si risponde opponendo la stessa aggressività.
L'orgoglio sembra cancellare la razionalità e l'aggressività è una risposta automatica.
Quanto noi, uomini ma anche e soprattutto donne, approviamo questo comportamento? E quanto questa approvazione convalida la violenza, creando un substrato pericoloso, alla fine, per tutti, in cui la violenza è una risposta automatica a quelli che noi valutiamo come soprusi?