un patto tra due persone è stato rotto da una delle due
viene spontaneo pensare che a voler recedere dall'impegno e a voler rompere la società sia chi ha rispettato le regole e si trovi in un certo senso turlupinato
poi la realtà è un'altra cosa ma i ragionamenti generici e il comune sentire credo funzionino così
quando i bambini giocano e uno dei due bara, chi vuole smettere di giocare?
È una situazione insolita che sia il baro a non voler giocare più e quando accade i meccanismi sono più complessi
Quando si scopre che uno dei due bara, l'istinto primario non è smettere di giocare, andarsene lasciando lì giochi, carte, quant'altro. Soprattutto se l'amico è stato invitato a casa tua, gioca nella tua cameretta, con le tue cose.
Ti viene d'istinto di picchiarlo. Di insultarlo. Di sbatterlo fuori. Di dare sfogo alla tua rabbia.
Smettere di giocare è secondario.
Ecco: tutte queste cose non si possono fare in una coppia, logicamente.
Ci si può incazzare, ma si deve moderare l'aggressività per non essere violenti e causare danni.
Non si può sbattere fuori la moglie o il marito, perché bisogna pur sempre pensare ai figli, che non comprenderebbero la cosa e ne soffrirebbero e perché la legge impone dei passi graduali per la separazione e perché la casa appartiene ad entrambi.
E questi passi graduali sono pesanti, faticosi e per un uomo spesso portano via tutto quello che ha.
Oltre alla moglie, la casa, la convivenza con i figli, il benessere economico, le cose.
Tutti quanti noi abbiamo qualche padre separato tra le nostre conoscenze, e abbiamo visto la situazione penosa di alcuni di loro, con minori possibilità economiche. Io conosco gente che è tornata a vivere con i genitori a 50 anni, il tutto dopo aver fatto sacrifici magari per 20 anni per comprarsi la casa che è rimasta alla moglie.
Padri che vedono i figli una volta la settimana, dopo essere stati al loro fianco per anni, li vedono uscire, così, prematuramente, dalla loro vita.
Padri che devono ricomprarsi lavatrice, televisore, mobili, cucina e non hanno i soldi per farlo, perché tutte queste cose sono là, nella casa con la moglie.
Al momento buono (si fa per dire) tu sei lì già a smazzarti un problema grosso, tua moglie che scopa un altro, che magari si è innamorata di lui, che non è più al tuo fianco, alleata come credevi, ma in fin dei conti ti è contro.
Devi smazzartelo da solo, perché non hai attorno a te nessuno che ti possa aiutare o capire.
Devi reprimere la rabbia e il dolore, lo stare male per l'inganno subito, passi le notti insonni a elucubrare, mentre la tua testa elabora film su film e revisiona tutto il più recente passato vissuto nell'inganno.
Tu sei lì che stai male e devi trovare pure la forza di cercare casa. Di dire addio ai figli, di spiegare a loro perché te ne vai, senza dire la verità, che quella distruggerebbe per sempre l'immagine materna e forse la fiducia che potranno avere un domani nei loro partner, senza addossarti però tutte le colpe di quello che per loro è un abbandono, del quale appari tu come il solo responsabile. Di affrontare l'ignoto senza aver capito perché, senza averlo deciso, senza averci neppure riflettuto, voluto, desiderato, ma solo in conseguenza delle azioni di un'altra persona. Di rinunciare ai progetti. Di rinunciare al benessere raggiunto, cosa che viene considerata di poco conto, ma quando sei lì in una casa vuota che non hai manco i soldi per una pizza perché ti sei dovuto comprare la lavatrice e vai giro con la macchina senza assicurazione (cose che so di gente che conosco) ti voglio vedere a considerare secondarie queste cose. Per cosa poi?
Perché la tua donna ha vissuto una crisi sua, solo sua, e ha fatto un casino dietro l'altro?
Lei ha fatto casino e tu devi distruggerti la vita per questo?
Ma il casino lo si restituisce, al limite, pari pari.
E chissenefrega di principi, onore, orgoglio, dignità. Se se ne è fregata lei, ce ne fregheremo anche noi.