Analisi

danny

Utente di lunga data
Può anche essere che una delle motivazioni dello psicopatico seriale del mio ex possa essere stata il sentirsi trascurato per i figli. Ma se uno è scemo non è responsabilità mia:mexican:.
Voglio dire se uno è geloso di un neonato che è SUO figlio è messo male.
:up:

Affannarsi a cercare una regola valida per tutti che ci dia la certezza che dietro a un tradimento vi sia un problema di coppia, o un problema personale, o una mancanza, un bisogno, una carenza - nutrizionale, affettiva, cerebrale:D, è inutile.
Ogni storia, lo sappiamo, differisce da altre quel tanto che basta per farci percepire la soggettività degli eventi, per cui una definizione può essere corretta una volta, la successiva meno.
Ma una cosa dovrebbe diventare oggettiva: la svalutazione di fronte al tentativo di deresponsabilizzazione delle azioni commesse.
Quello che ha scritto Brunetta lo condivido in pieno.
Se mi motivi il tradimento col fatto che sei geloso di TUO figlio sei scemo.
Non vado oltre: sei scemo e basta.
Per esempio.
Se io tradisco, io so i motivi per cui lo sto facendo, ma non li celo dietro il paravento della psicologia for dummies.
Lo faccio perché sono un po' stronzo, perché sono un po' egoista, perché ho voglia di divertirmi un po', perché ho avuto una sola donna nella vita e voglio conoscerne altre 67, perché odio le donne, perché odio i cani, perché voglio essere il principe per tutti e sempre al centro dell'attenzione, perché ho fatto una scommessa col barista, perché devo curare un'infiammazione alla prostata, perché...
perché io lo voglio, in ognuno di questi casi.
Non è la chimica a farmi decidere che posso permettermi di avere una storia con un'altra persona.
La chimica è niente di fronte alle decisioni che prende la mia testa, o se preferite, il cuore, l'anima.
Io decido che mia moglie è noiosa.
Che non mi attrae più.
Che mio figlio, nel caso, entra in competizione con me.
Che io sono più attratto da un'altra donna.
La chimica segue, perché io decido che può fluire liberamente.
 
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trilobita

Utente di lunga data
:up:

Affannarsi a cercare una regola valida per tutti che ci dia la certezza che dietro a un tradimento vi sia un problema di coppia, o un problema personale, o una mancanza, un bisogno, una carenza - nutrizionale, affettiva, cerebrale:D, è inutile.
Ogni storia, lo sappiamo, differisce da altre quel tanto che basta per farci percepire la soggettività degli eventi, per cui una definizione può essere corretta una volta, la successiva meno.
Ma una cosa dovrebbe diventare oggettiva: la svalutazione di fronte al tentativo di deresponsabilizzazione delle azioni commesse.
Quello che ha scritto Brunetta lo condivido in pieno.
Se mi motivi il tradimento col fatto che sei geloso di TUO figlio sei scemo.
Non vado oltre: sei scemo e basta.
Per esempio.
Se io tradisco, io so i motivi per cui lo sto facendo, ma non li celo dietro il paravento della psicologia for dummies.
Lo faccio perché sono un po' stronzo, perché sono un po' egoista, perché ho voglia di divertirmi un po', perché ho avuto una sola donna nella vita e voglio conoscerne altre 67, perché odio le donne, perché odio i cani, perché voglio essere il principe per tutti e sempre al centro dell'attenzione, perché ho fatto una scommessa col barista, perché devo curare un'infiammazione alla prostata, perché...
perché io lo voglio, in ognuno di questi casi.
Non è la chimica a farmi decidere che posso permettermi di avere una storia con un'altra persona.
La chimica è niente di fronte alle decisioni che prende la mia testa, o se preferite, il cuore, l'anima.
Io decido che mia moglie è noiosa.
Che non mi attrae più.
Che mio figlio, nel caso, entra in competizione con me.
Che io sono più attratto da un'altra donna.
La chimica segue, perché io decido che può fluire liberamente.
Quoto,straquoto e iperquoto.L'ultima affermazione poi,se utilizzata per pesare i vari thread,ne renderebbe patetici una buona parte....
 

adele

Nuovo utente
Ciao Adele,
forse tu eri felice. Lui sicuramente non era soddisfatto. Secondo me come dice Piperita è difficile che una coppia in cui entrambi sono felici possa cadere nel tradimento, ma magari mi sbaglio.
Raccontaci la tua storia.
Ciao a te e a tutti coloro che mi stanno leggendo.
Credo di aver appreso in questi ultimi mesi, di quanto ogni assolutismo o certezza in amore, sia destinato a fallire. Ogni coppia ha le sue regole, i propri equilibri, un proprio linguaggio e soprattutto una propria storia. Parte di ciò che credevo impossibile, oggi non mi appare come tale (perdono, comprensione, possibilità), chi credevo infallibile (mio marito) ha fallito, chi credevo fragile (forse me stessa, i miei figli) si è dimostrato forte e determinato. Non si può generalizzare, sentenziare, avere un'unica prospettiva. Pensa che fino a cinque mesi fa, anche io avevo le mie ferree convinzioni, nonostante nella vita mi occupi di mediazione familiare e gestione dei conflitti all'interno della famiglia. Ho dovuto divenire protagonista di una storia, per rendermi conto che non era uguale a nessun'altra. Ne migliore ne peggiore. Semplicemente diversa.Forse simile ad alcune per certi aspetti, ad altre per altri ancora. Ma chi eravamo e siamo noi, io e mio marito, non è qualcosa di sovrapponibile o analogabile ad altri. Ritengo che è come se ciascuna coppia fosse dotata di un proprio DNA, che la rende unica, sottoponibile ad alcune vulnerabilità, fragilità, mancanze, talvolta "affrontabili" altre volte "letali".
La mia storia, per rispondere ad alcuni di voi, è la storia di una donna di 42 anni, mamma di due figli adolescenti, moglie da diciassette anni, di un uomo meraviglioso che mai un solo giorno della nostra vita insieme non mi abbia fatto sentire amata, ascoltata, sostenuta. Sia prima, che dopo. Prima di quel triste giorno (quello in cui ho scoperto o ha voluto che scoprissi che mi aveva tradita) e dopo, quando si è dedicato anima e cuore a rimediare a quanto commesso.
Amo scrivere e fin da subito, dalla sera stessa in cui ho appreso del tradimento, ho iniziato a scrivere un diario che per me ha rappresentato una sorta di mappa con la quale orientarmi dentro ciò che mi era accaduto, con lo scopo di comprendere, conoscere, riflettere. Non c'è un solo aspetto che io abbia trascurato di analizzare, non ci sono stati interrogativi lasciati in sospeso. Ho privilegiato il dialogo e la condivisione del dolore con colui che lo aveva provocato. Non credo che si possa pensare di poter negare a se stessi la verità. Questa è li, dentro di noi, talvolta offuscata, nascosta, mascherata da menzogne che noi stessi ci raccontiamo per non affrontarla.
Sono stati mesi difficili per me, pieni di rabbia, paura e tristezza, ma mai, neppure un istante ho messo in dubbio l'amore di mio marito.
Pertanto credo che si possa tradire pur amando, pur essendo felici e soddisfatti. L'essere umano è fallibile, fragile, talvolta stupido
 

Andrea Lila

Utente di lunga data
Ciao a te e a tutti coloro che mi stanno leggendo.
Credo di aver appreso in questi ultimi mesi, di quanto ogni assolutismo o certezza in amore, sia destinato a fallire. Ogni coppia ha le sue regole, i propri equilibri, un proprio linguaggio e soprattutto una propria storia. Parte di ciò che credevo impossibile, oggi non mi appare come tale (perdono, comprensione, possibilità), chi credevo infallibile (mio marito) ha fallito, chi credevo fragile (forse me stessa, i miei figli) si è dimostrato forte e determinato. Non si può generalizzare, sentenziare, avere un'unica prospettiva. Pensa che fino a cinque mesi fa, anche io avevo le mie ferree convinzioni, nonostante nella vita mi occupi di mediazione familiare e gestione dei conflitti all'interno della famiglia. Ho dovuto divenire protagonista di una storia, per rendermi conto che non era uguale a nessun'altra. Ne migliore ne peggiore. Semplicemente diversa.Forse simile ad alcune per certi aspetti, ad altre per altri ancora. Ma chi eravamo e siamo noi, io e mio marito, non è qualcosa di sovrapponibile o analogabile ad altri. Ritengo che è come se ciascuna coppia fosse dotata di un proprio DNA, che la rende unica, sottoponibile ad alcune vulnerabilità, fragilità, mancanze, talvolta "affrontabili" altre volte "letali".
La mia storia, per rispondere ad alcuni di voi, è la storia di una donna di 42 anni, mamma di due figli adolescenti, moglie da diciassette anni, di un uomo meraviglioso che mai un solo giorno della nostra vita insieme non mi abbia fatto sentire amata, ascoltata, sostenuta. Sia prima, che dopo. Prima di quel triste giorno (quello in cui ho scoperto o ha voluto che scoprissi che mi aveva tradita) e dopo, quando si è dedicato anima e cuore a rimediare a quanto commesso.
Amo scrivere e fin da subito, dalla sera stessa in cui ho appreso del tradimento, ho iniziato a scrivere un diario che per me ha rappresentato una sorta di mappa con la quale orientarmi dentro ciò che mi era accaduto, con lo scopo di comprendere, conoscere, riflettere. Non c'è un solo aspetto che io abbia trascurato di analizzare, non ci sono stati interrogativi lasciati in sospeso. Ho privilegiato il dialogo e la condivisione del dolore con colui che lo aveva provocato. Non credo che si possa pensare di poter negare a se stessi la verità. Questa è li, dentro di noi, talvolta offuscata, nascosta, mascherata da menzogne che noi stessi ci raccontiamo per non affrontarla.
Sono stati mesi difficili per me, pieni di rabbia, paura e tristezza, ma mai, neppure un istante ho messo in dubbio l'amore di mio marito.
Pertanto credo che si possa tradire pur amando, pur essendo felici e soddisfatti. L'essere umano è fallibile, fragile, talvolta stupido
Ciao Adele, sono felice per te, per le conclusioni alle quali sei giunta e che ti rendano serena (per quanto è possibile dopo un inciampo del genere), ma non sono d'accordo sul grassetto. Che l'essere umano sia fragile, fallibile e spesso stupido siamo d'accordo, ma che si possa tradire, e intendo entrare a far parte di un altro "noi" al di là di quello ufficiale, pur amando, io non riesco a concepirlo. Da quasi due anni ormai sto facendo il tuo stesso percorso col marito che ribadisce fino allo sfinimento che non mi ha mai persa di vista e che mi ha sempre amata. Semplicemente non ci credo; piuttosto sono convinta, perchè è nella storia dei fatti, che altro sia stato molto più forte dell'amore che provava per me. Dunque non è dello stesso amore che stiamo parlando, forse di una qualche forma di affetto residua, ma non di Amore. Il tradimento messo in piedi con tutti i crismi di una storia che si protrae nel tempo non è compatibile con l'essere felici e soddisfatti nella propria coppia; non c'è proprio spazio fisico per altro. Per dire ti amo ad un altra? Per farci l'amore? Per dirle quanto si sente la sua mancanza? Per condividere il proprio quotidiano? Naa.

Essere felici nella costruzione e nel vissuto dentro una coppia non prevede che si cerchino dei surrogati o qualcosa di simile o più eccitante al di fuori di essa. Se non lo si è, felici e soddisfatti, magari indipendentemente dal coniuge, si cercano, o si colgono, occasioni esterne per sentirsi tali.

Personalmente cerco di non raccontarmela: lui ha fatto una gran cazzata che non gli perdonerò mai, pur continuando ad amarlo diversamente da prima (di più, di meno, non lo so) e gli credo il giusto anche quando è evidente che si trovi sul massimo picco storico di onestà. Ora vado indipendente; è una specie di eredità che l'aver subito un tradimento importante rilascia.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Ciao a te e a tutti coloro che mi stanno leggendo.
Credo di aver appreso in questi ultimi mesi, di quanto ogni assolutismo o certezza in amore, sia destinato a fallire. Ogni coppia ha le sue regole, i propri equilibri, un proprio linguaggio e soprattutto una propria storia. Parte di ciò che credevo impossibile, oggi non mi appare come tale (perdono, comprensione, possibilità), chi credevo infallibile (mio marito) ha fallito, chi credevo fragile (forse me stessa, i miei figli) si è dimostrato forte e determinato. Non si può generalizzare, sentenziare, avere un'unica prospettiva. Pensa che fino a cinque mesi fa, anche io avevo le mie ferree convinzioni, nonostante nella vita mi occupi di mediazione familiare e gestione dei conflitti all'interno della famiglia. Ho dovuto divenire protagonista di una storia, per rendermi conto che non era uguale a nessun'altra. Ne migliore ne peggiore. Semplicemente diversa.Forse simile ad alcune per certi aspetti, ad altre per altri ancora. Ma chi eravamo e siamo noi, io e mio marito, non è qualcosa di sovrapponibile o analogabile ad altri. Ritengo che è come se ciascuna coppia fosse dotata di un proprio DNA, che la rende unica, sottoponibile ad alcune vulnerabilità, fragilità, mancanze, talvolta "affrontabili" altre volte "letali".
La mia storia, per rispondere ad alcuni di voi, è la storia di una donna di 42 anni, mamma di due figli adolescenti, moglie da diciassette anni, di un uomo meraviglioso che mai un solo giorno della nostra vita insieme non mi abbia fatto sentire amata, ascoltata, sostenuta. Sia prima, che dopo. Prima di quel triste giorno (quello in cui ho scoperto o ha voluto che scoprissi che mi aveva tradita) e dopo, quando si è dedicato anima e cuore a rimediare a quanto commesso.
Amo scrivere e fin da subito, dalla sera stessa in cui ho appreso del tradimento, ho iniziato a scrivere un diario che per me ha rappresentato una sorta di mappa con la quale orientarmi dentro ciò che mi era accaduto, con lo scopo di comprendere, conoscere, riflettere. Non c'è un solo aspetto che io abbia trascurato di analizzare, non ci sono stati interrogativi lasciati in sospeso. Ho privilegiato il dialogo e la condivisione del dolore con colui che lo aveva provocato. Non credo che si possa pensare di poter negare a se stessi la verità. Questa è li, dentro di noi, talvolta offuscata, nascosta, mascherata da menzogne che noi stessi ci raccontiamo per non affrontarla.
Sono stati mesi difficili per me, pieni di rabbia, paura e tristezza, ma mai, neppure un istante ho messo in dubbio l'amore di mio marito.
Pertanto credo che si possa tradire pur amando, pur essendo felici e soddisfatti. L'essere umano è fallibile, fragile, talvolta stupido
che dire..... per me..
tutto terribilmente bello e reale.... crudelmente bello e reale...

un fragoroso screpitio contro l'asfalto aspro della realtà.. dove il profumo di cielo non esiste più...

e tra odore di sangue e di asfalto.. raccogliere con coraggio queste parole, saper guardarsi il sangue e l'asfalto.. non cedere alla tentazione di voltarsi dall'altra parte... ma accogliere... con dolore e consapevolezza...

parole intense.. queste si.. parole emozionanti, perché frutto di emozione, e non di modulistica affettiva

grazie... :)
 
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danny

Utente di lunga data
Ciao Adele, sono felice per te, per le conclusioni alle quali sei giunta e che ti rendano serena (per quanto è possibile dopo un inciampo del genere), ma non sono d'accordo sul grassetto. Che l'essere umano sia fragile, fallibile e spesso stupido siamo d'accordo, ma che si possa tradire, e intendo entrare a far parte di un altro "noi" al di là di quello ufficiale, pur amando, io non riesco a concepirlo. Da quasi due anni ormai sto facendo il tuo stesso percorso col marito che ribadisce fino allo sfinimento che non mi ha mai persa di vista e che mi ha sempre amata. Semplicemente non ci credo; piuttosto sono convinta, perchè è nella storia dei fatti, che altro sia stato molto più forte dell'amore che provava per me. Dunque non è dello stesso amore che stiamo parlando, forse di una qualche forma di affetto residua, ma non di Amore. Il tradimento messo in piedi con tutti i crismi di una storia che si protrae nel tempo non è compatibile con l'essere felici e soddisfatti nella propria coppia; non c'è proprio spazio fisico per altro. Per dire ti amo ad un altra? Per farci l'amore? Per dirle quanto si sente la sua mancanza? Per condividere il proprio quotidiano? Naa.

Essere felici nella costruzione e nel vissuto dentro una coppia non prevede che si cerchino dei surrogati o qualcosa di simile o più eccitante al di fuori di essa. Se non lo si è, felici e soddisfatti, magari indipendentemente dal coniuge, si cercano, o si colgono, occasioni esterne per sentirsi tali.

Personalmente cerco di non raccontarmela: lui ha fatto una gran cazzata che non gli perdonerò mai, pur continuando ad amarlo diversamente da prima (di più, di meno, non lo so) e gli credo il giusto anche quando è evidente che si trovi sul massimo picco storico di onestà. Ora vado indipendente; è una specie di eredità che l'aver subito un tradimento importante rilascia.
Se ami sei disposto a donare.
Se tradisci invece togli qualcosa.
Ma bisogna rassegnarsi al fatto che non tutti, anzi, forse pochi, sanno amare totalmente.
Per molti amare corrisponde al desiderio di avere una progettualità condivisa con un'altra persona.
Cosa che però esclude le emozioni.
Con un amante questo non lo puoi condividere, ma puoi invece provare emozioni che sono assenti nella relazione col coniuge. Addirittura in alcuni casi puoi provare emozioni che non hai mai provato prima, complice la complicità del necessario segreto da condividere in due e l'assoluta indipendenza dalla progettualità.
Forse per questa ragione in alcune coppie si perpetua l'inganno dell'amore che resiste al tradimento.
Per molti ad essere amato - azzardo - è il "progetto-matrimonio". Che funziona, continua a funzionare per chi tradisce, che ovviamente non ha mai sentito il bisogno di doverlo mettere in discussione, perché non viene ritenuto assolutamente antitetico a una relazione erotica estranea alla coppia.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao a te e a tutti coloro che mi stanno leggendo.
Credo di aver appreso in questi ultimi mesi, di quanto ogni assolutismo o certezza in amore, sia destinato a fallire. Ogni coppia ha le sue regole, i propri equilibri, un proprio linguaggio e soprattutto una propria storia. Parte di ciò che credevo impossibile, oggi non mi appare come tale (perdono, comprensione, possibilità), chi credevo infallibile (mio marito) ha fallito, chi credevo fragile (forse me stessa, i miei figli) si è dimostrato forte e determinato. Non si può generalizzare, sentenziare, avere un'unica prospettiva. Pensa che fino a cinque mesi fa, anche io avevo le mie ferree convinzioni, nonostante nella vita mi occupi di mediazione familiare e gestione dei conflitti all'interno della famiglia. Ho dovuto divenire protagonista di una storia, per rendermi conto che non era uguale a nessun'altra. Ne migliore ne peggiore. Semplicemente diversa.Forse simile ad alcune per certi aspetti, ad altre per altri ancora. Ma chi eravamo e siamo noi, io e mio marito, non è qualcosa di sovrapponibile o analogabile ad altri. Ritengo che è come se ciascuna coppia fosse dotata di un proprio DNA, che la rende unica, sottoponibile ad alcune vulnerabilità, fragilità, mancanze, talvolta "affrontabili" altre volte "letali".
La mia storia, per rispondere ad alcuni di voi, è la storia di una donna di 42 anni, mamma di due figli adolescenti, moglie da diciassette anni, di un uomo meraviglioso che mai un solo giorno della nostra vita insieme non mi abbia fatto sentire amata, ascoltata, sostenuta. Sia prima, che dopo. Prima di quel triste giorno (quello in cui ho scoperto o ha voluto che scoprissi che mi aveva tradita) e dopo, quando si è dedicato anima e cuore a rimediare a quanto commesso.
Amo scrivere e fin da subito, dalla sera stessa in cui ho appreso del tradimento, ho iniziato a scrivere un diario che per me ha rappresentato una sorta di mappa con la quale orientarmi dentro ciò che mi era accaduto, con lo scopo di comprendere, conoscere, riflettere. Non c'è un solo aspetto che io abbia trascurato di analizzare, non ci sono stati interrogativi lasciati in sospeso. Ho privilegiato il dialogo e la condivisione del dolore con colui che lo aveva provocato. Non credo che si possa pensare di poter negare a se stessi la verità. Questa è li, dentro di noi, talvolta offuscata, nascosta, mascherata da menzogne che noi stessi ci raccontiamo per non affrontarla.
Sono stati mesi difficili per me, pieni di rabbia, paura e tristezza, ma mai, neppure un istante ho messo in dubbio l'amore di mio marito.
Pertanto credo che si possa tradire pur amando, pur essendo felici e soddisfatti. L'essere umano è fallibile, fragile, talvolta stupido
Bella storia!

Benvenuta :)

Quel grassetto...mi sembra una assolutizzazione.

Io sono una traditrice storica. Ho imparato a conoscere bene la genesi del mio tradire.

Nulla a che vedere con l'amore. Sono piuttosto d'accordo.

Poco concordo invece sulla giustificazione della fallibilità, della fragilità e della stupidità.
Sono stata amante e ho avuto amanti.
In nessuna situazione c'erano di mezzo fallibilità e stupidità.

Forse fragilità. In altri casi debolezze strutturali.

Ma fallibilità e stupidità proprio per niente.

Prendere, decidere che ti scopi un*, programmarlo, costruire le cose per non farsi prendere, mentire rientrando, e mentire bene. E' bello. E' adrenalina. Nutre l'ego. La sensazione di potere. Il piacere. E una certa dose misurata di dolore. A se stessi. E anche all'altro, anche se l'altro non lo sa. E il piacere è anche, talvolta, in quello struggimento del fatto che l'altro non sa...

Si tradisce per il piacere di farlo.

Poi si può andare ad indagare cosa sta dietro quel modo di trovare piacere.
E si apre il vaso di pandora delle individualità. Dei vissuti.

Ma la molla è il piacere. La ricerca di un piacere in un posto diverso da dove si era deciso di trovarlo fino a quel momento.

Poi ci si può pentire. Si può cambiare idea.
Un milione di "a posteriori".

Ma è un a posteriori.

L'esperienza del tradimento è una ricerca.

Non si inciampa in un cazzo e ci si cade sbadatamente sopra...come non si inciampa in una figa per finirci risucchiati dentro.

Ci si arriva. E' un percorso.

Poi si possono indagare le fragilità che ci nuotano dentro in quella ricerca e in quel percorso, ma, per la mia esperienza, è un altro livello di ragionamento.

Vien dopo. A volte prima. (di solito vien prima, dopo essere venuto dopo però...:carneval:)
 

Andrea Lila

Utente di lunga data
Se ami sei disposto a donare.
Se tradisci invece togli qualcosa.
Ma bisogna rassegnarsi al fatto che non tutti, anzi, forse pochi, sanno amare totalmente.
Per molti amare corrisponde al desiderio di avere una progettualità condivisa con un'altra persona.
Cosa che però esclude le emozioni.
Con un amante questo non lo puoi condividere, ma puoi invece provare emozioni che sono assenti nella relazione col coniuge. Addirittura in alcuni casi puoi provare emozioni che non hai mai provato prima, complice la complicità del necessario segreto da condividere in due e l'assoluta indipendenza dalla progettualità.
Forse per questa ragione in alcune coppie si perpetua l'inganno dell'amore che resiste al tradimento.
Per molti ad essere amato - azzardo - è il "progetto-matrimonio". Che funziona, continua a funzionare per chi tradisce, che ovviamente non ha mai sentito il bisogno di doverlo mettere in discussione, perché non viene ritenuto assolutamente antitetico a una relazione erotica estranea alla coppia.
Si.

A proposito di emozioni col tradimento si ripescano dal fondo di ognuno dei coinvolti tutte quelle sopite, dimenticate, forse mai "praticate". Magari non saranno della stessa pasta di quelle che travolgono varcando la soglia di un motel, ma di roba forte sempre si tratta. L'altra faccia degli effetti dell'adrenalina: il massacro.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ciao a te e a tutti coloro che mi stanno leggendo.
Credo di aver appreso in questi ultimi mesi, di quanto ogni assolutismo o certezza in amore, sia destinato a fallire. Ogni coppia ha le sue regole, i propri equilibri, un proprio linguaggio e soprattutto una propria storia. Parte di ciò che credevo impossibile, oggi non mi appare come tale (perdono, comprensione, possibilità), chi credevo infallibile (mio marito) ha fallito, chi credevo fragile (forse me stessa, i miei figli) si è dimostrato forte e determinato. Non si può generalizzare, sentenziare, avere un'unica prospettiva. Pensa che fino a cinque mesi fa, anche io avevo le mie ferree convinzioni, nonostante nella vita mi occupi di mediazione familiare e gestione dei conflitti all'interno della famiglia. Ho dovuto divenire protagonista di una storia, per rendermi conto che non era uguale a nessun'altra. Ne migliore ne peggiore. Semplicemente diversa.Forse simile ad alcune per certi aspetti, ad altre per altri ancora. Ma chi eravamo e siamo noi, io e mio marito, non è qualcosa di sovrapponibile o analogabile ad altri. Ritengo che è come se ciascuna coppia fosse dotata di un proprio DNA, che la rende unica, sottoponibile ad alcune vulnerabilità, fragilità, mancanze, talvolta "affrontabili" altre volte "letali".
La mia storia, per rispondere ad alcuni di voi, è la storia di una donna di 42 anni, mamma di due figli adolescenti, moglie da diciassette anni, di un uomo meraviglioso che mai un solo giorno della nostra vita insieme non mi abbia fatto sentire amata, ascoltata, sostenuta. Sia prima, che dopo. Prima di quel triste giorno (quello in cui ho scoperto o ha voluto che scoprissi che mi aveva tradita) e dopo, quando si è dedicato anima e cuore a rimediare a quanto commesso.
Amo scrivere e fin da subito, dalla sera stessa in cui ho appreso del tradimento, ho iniziato a scrivere un diario che per me ha rappresentato una sorta di mappa con la quale orientarmi dentro ciò che mi era accaduto, con lo scopo di comprendere, conoscere, riflettere. Non c'è un solo aspetto che io abbia trascurato di analizzare, non ci sono stati interrogativi lasciati in sospeso. Ho privilegiato il dialogo e la condivisione del dolore con colui che lo aveva provocato. Non credo che si possa pensare di poter negare a se stessi la verità. Questa è li, dentro di noi, talvolta offuscata, nascosta, mascherata da menzogne che noi stessi ci raccontiamo per non affrontarla.
Sono stati mesi difficili per me, pieni di rabbia, paura e tristezza, ma mai, neppure un istante ho messo in dubbio l'amore di mio marito.
Pertanto credo che si possa tradire pur amando, pur essendo felici e soddisfatti. L'essere umano è fallibile, fragile, talvolta stupido
:up:
E' la prima volta che lo leggo da una tradita, io lo sostengo da sempre ma sto dall'altra parte
Benvenuta :)
sul rosso mi ci ritrovo meno. O meglio può a volte essere così ma non sempre
 
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danny

Utente di lunga data
Si.

A proposito di emozioni col tradimento si ripescano dal fondo di ognuno dei coinvolti tutte quelle sopite, dimenticate, forse mai "praticate". Magari non saranno della stessa pasta di quelle che travolgono varcando la soglia di un motel, ma di roba forte sempre si tratta. L'altra faccia degli effetti dell'adrenalina: il massacro.
Non dirmelo.
Ne sto pagando gli effetti ancora adesso...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per come sono io non è concepibile tradire chi hai amato. In nome di quell'amore, per il rispetto dell'altro. Ma anche di sé e di quello che c'è stato non si può. Per me.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Dannic

Utente
Per come sono io non è concepibile tradire chi hai amato. In nome di quell'amore, per il rispetto dell'altro. Ma anche di sé e di quello che c'è stato non si può. Per me.
Se il sentimento sparisce infatti è giusto PER RISPETTO chiudere prima. Ma invece no..

Purtroppo non tutti sono abbastanza maturi per farlo.
 
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