Ciao a tutti! È la prima volta che partecipo ad un forum, non conosco bene le regole e ho una gran paura di sentirmi ridicola e attaccata...ma credo che arrivati ad un certo punto serva anche questo!
Leggendovi mi sono resa conto che molti aspetti della mia storia si ripetono in mille altre e che probabilmente, da qualunque parte lo si viva, un amore “clandestino” ha degli stereotipi dai quali è difficile uscire. E io ci sono ancora dentro...per questo vi chiedo di aiutarmi a decifrare quello che mi fa impazzire con le vostre esperienze.
Lui sposato da 10 anni, due bambini 8 e 9 anni, una moglie che ha 14 anni in più, tradimenti multipli che attraversano la loro storia fin dall’inizio e mai rivelati o scoperti. Ci conosciamo per lavoro e vengo a sapere tutti questi dettagli della sua vita coniugale perché tra noi non scatta il classico colpo di fulmine, ma inizia una bella amicizia fatta di confidenza e fiducia reciproca. Mi racconta anche che nell’ultimo anno si è spinto troppo oltre, ha corso dei rischi che lo hanno portato a chiudere le varie storielle che per tanto tempo aveva tenuto in piedi. Passa ancora del tempo e la nostra relazione cambia, comincia una storia all’inizio leggera e senza coinvolgimenti, poi arrivano i sentimenti e con loro anche la sofferenza e il dolore. In diverse occasioni ho cercato di chiudere perché capivo che non saremmo arrivati da nessuna parte, ma lui mi implorava di non farlo, mi parlava di un amore unico e speciale, mi diceva che senza di me non ce l’avrebbe fatta, non riusciva ad immaginare una vita in cui io non fossi presente. Ho tentato di mantenere un distacco minimo che mi permettesse di difendermi, ma l’ho amato infinitamente e non ce l’ho fatta. Mi sono lasciata coinvolgere in tutti i suoi casini, le sue crisi esistenziali, i suoi pianti, i suoi mille problemi che diventavano l’alibi perfetto al suo non scegliere, ma anche ulteriore motivo di amore e di attaccamento verso qualcuno che non mi stava prendendo in giro, mi amava, ma aveva oggettivamente delle ragioni che gli impedivano di affrontare una situazione difficile.
Vi sembrerà incredibile, ma va avanti così per 3 anni! Io mi massacro di sensi di colpa, di dubbi, di domande a cui non trovo risposta, ma non mi arrendo, ci credo con tutta me stessa, lo difendo agli occhi di tutti, mi fido e arrivo a creare il deserto di amicizie, interessi e spazi diversi da lui nella mia vita, che ormai ruota solo intorno a questa storia. Poi, il destino non sempre ci aiuta, arriva un momento per me difficilissimo, mio padre si ammala di cancro e gli danno poche settimane di vita. Per me è la disperazione e la sofferenza più grande della mia vita, di fronte alla quale non mi attacco ancora di più a lui, ma gli spalanco la porta per andarsene e lasciarmi da sola ad affrontare quella prova, gli dico: non voglio la tua compassione e tu non puoi darmi ciò di cui avrei bisogno (una presenza forte e reale) è il momento migliore per uscire con dignità dalla mia vita, paradossalmente ne soffrirei molto meno. Lui rimane e cerca di essermi vicino con i limiti imposti dalle circostanze; per fortuna i medici qualche volta sbagliano e mio padre oggi, dopo nove mesi di calvario, è ancora vivo. Arriva l’inizio di quest’anno e lui in modo del tutto inatteso mi dice che è stanco di vivere la sua situazione familiare, non ce la fa più ad andare avanti così, è arrivato il momento di affrontare i problemi che ha con la moglie e per farlo ha bisogno di stare solo per un pò...dice che non mi sta lasciando, sta finalmente affrontando le sue responsabilità e sta cercando una soluzione per noi, non mi devo arrendere e non devo mettere in dubbio il suo amore.
Non so perché, ma un barlume di ragione spunta nella mia testa e mi dice di controllare. Premetto che non sono una gelosa e che non tendo alla paranoia. Scopro l’inferno dantesco: di certo ci sono almeno altre due donne che frequentava, vi risparmio i dettagli raccapriccianti, e sono sicura di aver scoperto solo la punta dell’iceberg. Scenate, liti furibonde, drammi, minacce e chiusura violenta.
A questo punto forse si potrebbe immaginare che io mossa dal desiderio di vendetta (umano secondo me) potessi rivelare tutto alla moglie, che lui sia tornato ancora da me piangendo e implorando perdono?! Invece no, è la moglie che due giorni dopo il delirio mi chiama con una calma e una freddezza da spavento. Non mi attacca, non mi insulta, non mi minaccia, ma mi racconta di un marito depresso, in crisi profonda e sofferente per la fine della nostra storia. Mi dice di non essere stata una semplice avventura al pari delle altre, ma una storia vera, con sentimenti reali....che sicuramente c’è stato un momento in cui lui ha pensato seriamente di lasciare la sua famiglia per me, ma poi è arrivata la fase calante di una storia, ha cominciato a stancarsi e avrebbe voluto lascairmi da almeno un anno, ma non è uno capace di dire cose sgradevoli...poi ci si è messa la malattia di mio padre che lo ha condizionato...! ora che tutto è venuto a galla lei non ha nessuna intenzione di lasciarlo, del resto è un ottimo padre che non ha mai fatto mancare niente alla sua famiglia, del resto ci sono due bambini da difendere ai quali lei non si sente di togliere una figura paterna e poi ha il dovere di aiutarlo a ricostruirsi e ad elaborare questa brutta faccenda dalla quale “lui” esce con le ossa rotte e completamente devastato.
Ho avuto l’impressione di impazzire, mi è sembrato di stare nel peggiore degli incubi! Mi sono sentita dentro un frullatore in cui non capivo più niente, non mi sembrava neanche legittimo soffrire dei tradimenti, se lei che è la moglie li accetta e giustifica con tanta serenità che diritto ho io “l’amante” a farla tanto tragica? Non riesco neanche ad odiarlo, a provare disprezzo, ma improvvisamente mi sento di nuovo nel delirio...questa volta a tre!
In tutto questo lui sparisce, è passato ormai un mese e invece di metterci un bel pietrone sopra e guardare avanti io continuo a stare male, ad amarlo, a sentire la sua mancanza e a cercarlo. Si sono stata io a cercarlo e lui non ha risposto neanche ai miei messaggi!
Lo so che c’è una sola spiegazione: è un bastardo, vigliacco che mi ha preso in giro e non gliene importa assolutamente niente di me. Lo so che dovrei dire basta con le mie domande, che dovrei smetterla di cercarlo, ma non cela faccio, ogni giorno è sempre peggio, senza di lui non riesco a vivere!
Vi sembra così folle pensare che la moglie non gli abbia detto che è stata lei a chiamare me, ma che sono stata io a volermi vendicare nel modo peggiore? Questo spiegherebbe i suoi rifiuti e il suo atteggiamento rancoroso nei miei confronti!
Aiutatemi, come si può riuscire a stare un pò meglio?
Scusate la lunghezza dello sfogo, ma ne avevo davvero bisogno....
Un abbraccio e grazie