Mi pare che sia una sorta di "emersione" quella che stai attraversando...o immersione, a seconda da come la si guardi
Credo che un punto sia che quando cambia un elemento del sistema, tutto il sistema, volente o nolente cambia. Più o meno poco conta. Cambia.
E i sistemi, in particolare quelli umani, non amano il cambiamento. Restano volentieri radicati nelle abitudini e in ciò che conoscono. Anche quando è svantaggioso. Dall'esterno.
Dall'interno del sistema resta comunque più vantaggioso il preservarsi dal cambiamento.
Un esempio evidente è la
dinamica nelle famiglie di tossici e schizofrenici. Che tendono a mantenere l'elemento tossico o schizofrenico nel suo stato poichè il suo cambiamento significherebbe un significativo cambiamento nell'assetto di tutto il sistema famiglia.
Io penso che se qualcuno si sente offeso, lo può semplicemente dire.
Poi, io di mio, distinguo fra chi si sente offeso e siccome non sa tollerare che l'essere dell'altro (cosa ben diversa dall'offesa intenzionale e diretta) lo offende per una qualche sua attivazione interna chiede a quell'altro di essere nel modo che meno turba il suo equilibrio. (condizionamento e affini, fino alla manipolazione) e fra chi invece dice e condivide una critica, ma senza attese di sorta perchè è abbastanza autosufficiente da poter decidere come regolarsi con quell'altro che nel suo essere lo offende.
Io scelgo i secondi. I primi sono instabili e inaffidabili secondo me.
Ma perchè i tuoi figli ti dicono cosa dire?
Cosa li mette in difficoltà in questa nuova te?