MA io non mi riferivo a lui. Lui, qualunque lui, o si è guadagnato il diritto di parola sulla nascita o sull'aborto, o semplicemente subisce un potere tutto femminile. Come pare sia accaduto in questo caso. Lui è fuori dai giochi a questo livello per come la vedo.
Mi ha però colpito che il desiderio di un figlio, in una donna, sia diventato un "non cedo"...ossia che una posizione sulla nascita (questo lo comprendo) sia trasformata in territorio di guerra con lo sguardo nella direzione del lui in questione. Il figlio diventa una sorta di motivo alla guerra, in questi termini.
Per dirla veloce, la mia sensazione resta che il terzo figlio sia lo stoppino, ma la miccia è ben lunga ed è stata tessuta ben prima della comparsa dell'eventualità del terzo figlio.
E' uno dei motivi per cui mi spiace per i figli che si trovano in queste situazioni...in mano ad adulti che li considerano posizioni da difendere e non Vite per cui creare spazio.
Gli impliciti sono di lei. E' lei che scrive "non cedo". Quindi sono i suoi gli impliciti.
Mi sembra ovvio, ma lo sottolineo, sono mie inferenze.
Fra l'altro di donna che ha deciso di non aver figli e se per un remoto errore rimanesse gravida, abortirebbe.
A rovescio, dubito fortemente che in quel caso un qualunque lui avrebbe un margine di discussione sulla mia decisione.
E la decisione resterebbe comunque mia. E soltanto mia.
Ma sono questioni che io dichiaro e ho sempre dichiarato in ogni mia relazione che fosse collocata fuori dai comparti stagni.
E mi stupisce, ingenuamente lo so, che all'interno di un matrimonio si possano presentare situazioni tanto allucinanti come quella descritta in questo 3d.