Amico di bergamo

JON

Utente di lunga data
Anche con le persone è così.

:)
Si, e non ti nascondo che l'analogia era sottintesa...tu l'hai colta.

Che poi è quello strumento che permette alle persone per "concessione" di dare il meglio o il bello di se stesse.
Il punto è che i luoghi, cosi come le persone, hanno pregi e difetti. Siamo liberi di prendere gli uni o gli altri, magari entrambi. Dipende dalle intenzioni.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Bruja

Utente di lunga data
Le statistiche, si sa, sono soltanto dei freddi numeri. Grande risposta del filosofo e scrittore napoletano Erri De Luca al giornale di Confindustria, che ha collocato Napoli al penultimo posto delle città italiane per qualità della vita.


Così scrive il filosofo:



Erri De Luca

“Ignoro i criteri di valutazione, ma dubito che siano adeguati allo scopo.

C’è qualità di vita in una città che vive anche di …notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco.

Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali.

Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo. Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera.

Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza.

Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada.

Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto.

Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un “Ma faciteme ‘o piacere”.

Notte a tutti
Domani mattina la sveglia e alle 4.30.
Erri De Luca avrà anche delle qualità pittorico letterarie ma mi pare quella che si definisce "na pittata" se dovessi davvero descrivere Napoli facendola vivere nei suoi sapori, profumi, colori e suoni mi riferirei assolutamente alle descrizioni della grande Matilde Serao che ha amato la sua città così visceralmente da emozionare e farla sognare perfino a chi non l'ha mai vista...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Me la traduci? :rotfl:
Comunque ha confuso Bergamo con Pavia :D
[FONT=&quot]Aveva ragione quella vecchia, a cui rincresceva morire perchè ne imparava una tutti i giorni

Bergamo e Pavia identiche...pure come dialetto
[/FONT][FONT=&quot][/FONT]:rotfl::facepalm:
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
[FONT=&quot]Aveva ragione quella vecchia, a cui rincresceva morire perchè ne imparava una tutti i giorni

Bergamo e Pavia identiche...pure come dialetto
[/FONT][FONT=&quot][/FONT]:rotfl::facepalm:
La propaganda democratica si basa sul fatto che le persone hanno la memoria corta. Le democrazie non hanno un'etica dichiarata: questo permette a chi le manovra di cambiarla a piacimento. Negli anni '80-'90 il sud era dipinto come l'inferno, il nord come il paradiso. Oggi si tenta di invertire la faccenda: con gli stessi grotteschi risultati.
Dire che a Bergamo non ci sia nulla da fare, è ignoranza. Almeno pensare che dietro Bergamo ci sono le Alpi e che i bergamaschi hanno un concetto allargato della famiglia molto simile ai napoletani.

Allo stesso modo ricordo le esortazioni a non fare troppi figli. Fare troppi figli è da ignoranti ci dicevano. Oggi quelle stesse persone hanno la faccia tosta di dire che dobbiamo importare africani perché in Italia non si fanno figli.
 

danny

Utente di lunga data
La propaganda democratica si basa sul fatto che le persone hanno la memoria corta. Le democrazie non hanno un'etica dichiarata: questo permette a chi le manovra di cambiarla a piacimento. Negli anni '80-'90 il sud era dipinto come l'inferno, il nord come il paradiso. Oggi si tenta di invertire la faccenda: con gli stessi grotteschi risultati.
Dire che a Bergamo non ci sia nulla da fare, è ignoranza. Almeno pensare che dietro Bergamo ci sono le Alpi e che i bergamaschi hanno un concetto allargato della famiglia molto simile ai napoletani.

Allo stesso modo ricordo le esortazioni a non fare troppi figli. Fare troppi figli è da ignoranti ci dicevano. Oggi quelle stesse persone hanno la faccia tosta di dire che dobbiamo importare africani perché in Italia non si fanno figli.
Vero.
 
Top