Festa della mamma

Cuore2018

Utente di lunga data
Mia mamma è la persona più buona, mentalmente aperta e sensibile che conosca. Nonostante caratterialmente siamo agli antipodi (lei è sempre stata un po' ansiosa e riservata, io sono molto più estroversa e a volte incontrarci non è stato facile), è riuscita a trasmettermi tanta sicurezza, affettivamente parlando. Credo che il suo modo di amarmi abbia tracciato il solco in cui io vivo il mio essere madre e il modo in cui amo i miei figli.
 

Cuore2018

Utente di lunga data
Mia madre mi ha insegnato a guardare la vita come una forza miracolosa e a vederla in un fiore in un marciapiede, in una nuvola, e mi ha fatto vedere la bellezza nel tramonto e in un cappuccino.
Mi ha accettata con i miei nervosismi e le mie stramberie quando volere un trenino invece di una bambola era singolare.
Abbiamo avuto problemi quando, crescendo, non mi vedeva felice come avrebbe voluto e io lo vivevo come una incomprensibile negazione. Ora capisco che non era così.
E mio padre mi ha accettata perfino di più.
Credo che mi abbia insegnato un alfabeto d’amore che ho trasmesso ai miei figli, insieme alla meraviglia per la neve o il tepore del vento di primavera o il profumo del mare.
Che bello questo post! Credo sia la cosa che ho letto di te che combacia meglio con la persona che sei e che conosco.
Ti ho sempre percepito come un'entusiasta della vita e leggendo queste righe su tua madre traspare proprio questo.
:abbraccio:
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
ti rispondo seriamente, perchè il tuo intervento è serio. :)

Vedi, l'amore ha tante facce.
Lo sai bene quanto me.

La pesantezza è un discorso.
Il disturbo di personalità un'altro.

Le modalità relazionali che richiedono l'una e l'altra situazione sono diverse.

E' triste dover avere ha che fare con una persona, che ami, che è malata ma non si vuole curare. E non solo non si vuole curare, non ammette neanche di essere malata. (nella miglior tradizione dei matti e delle vignette a riguardo).

E' triste vederla sprofondare ogni giorno di più nel suo baratro ferma nell'impotenza.
Ed è triste dover prendere distanza per non farsi risucchiare in quel baratro.
E per conservare l'amore.

Se dovessi usare la chiave dell'amore che si usa normalmente, non potrei stare vicino ad una persona che, passiamo adesso che ho una certa età e una certa stabilità interiore (non che non faccia male, ma il male si colloca quando si è stabili in sè) ha passato la tua intera infanzia a ripeterti che tu sei la causa della sua infelicità e del suo fallimento.
Essere una bambina di 5, 6 anni che ascolta la madre -sole, visto che il padre è via- che sparla del padre, dipingendolo come una persona cattiva, insensibile e che abbandona la madre nella solitudine. Sto sul leggero.
I miei ricordi contengono ben altro. Ma te li risparmio, visto che hai avuto la fortuna di non crescere lì in mezzo.

Essere una bambina che cerca di fare contenta la madre e le dice che le vuole bene, e la madre risponde che il tuo bene è la sua rovina e il suo sacrificio esistenziale.

Per tutta risposta il padre ti spiega che tu, con il tuo essere agiti la mamma e quindi devi cambiare ed essere brava.

Non è semplicemente una triangolazione. E' una triangolazione in cui il triangolato è il diretto responsabile della triangolazione stessa.
Una situazione in cui non c'è via di fuga.

Se sei un bambino.

Perchè se fai il bravo, non si realizza la triangolazione e quindi non sei bravo.
SE non fai il bravo si realizza la triangolazione ma non solo non sei bravo, sei il diretto responsabile e quindi colui che deve risolvere la situazione di sofferenza degli adulti che si dovrebbero prendere cura di te affettivamente.

Che detto in soldoni, e citando vecchi utenti, significa vivere in un contesto in cui tu, meravigliata e bambina ti stupisci che l'erba e verde e il cielo è blu. E l'adulto di cui ti fidi, l'unico per eccellenza, ti comunica che no. Il cielo e verde e l'erba blu.
Allora tu lo segui quell'adulto (anche se continui a vedere l'erba verde e il cielo blu).
E gli dici, negando le tue capacità e percezioni, che è vero. L'erba è blu e il cielo è verde.
E l'adulto a quel punto ti dice che non capisci proprio niente. Che il cielo è blu e l'erba è verde.

Capisco che a descrivere la cosa non si renda l'idea.

E non mi interessa. Perchè mi dispiace per la loro sofferenza in tutto questo.

Ma i discorsi sull'amore con le malattie, hanno poco a che vedere.

DA figlia ho dovuto imparare ad amare come si può amare una persona disturbata che rifiuta il tuo amore e ti rinfaccia di non amarla.

Ed è una forma di amore particolare.

LA distanza o la si mette fisica o la si mette emotiva.

Io ho deciso di metterla emotiva per poter rimanere fisicamente e aiutare.

Guarire non si può, però.

Io vivo sola da quando ho 20 anni. Fisicamente.
Ma vivo sola da ben prima dei 20 anni. Affettivamente.

E sono fiera di me.

SE poi mi chiedi se mi sarebbe piaciuto avere dei genitori che mi trattassero come una figlia affettivamente ti dico, sì. Mi sarebbe piaciuto.
Mi sarebbe piaciuto avere ricordi di abbracci in cui io mi sento al sicuro.
Mi piacerebbe avere ricordi di mia madre che ride con me. O che mi ascolta sorridendo di me e con me.
Ho bei ricordi con mio padre. Ma di nascosto. Perchè a mia madre dava fastidio che stessimo bene insieme. E farglielo vedere significava farla partire in filippiche lunghissime su quanto mio padre fosse ingrato e debitore a lei del suo essere. E lui, che temeva le sue reazioni (come le teme adesso) teneva nascosto - chiedendo a me di farlo- per farla stare tranquilla.
Mio padre avrebbe potuto proteggermi. E mi sarebbe piaciuto averlo vicino quando mia mamma sclerava la sera e noi eravamo sole in casa e non avevo nessuno oltre lei. O che non mi chiedesse di non essere me per non fare stare male mia mamma (e non funzionava in ogni caso, perchè se ero me si agitava ma se non ero me si agitava perchè non ero me).

MA non è che si può cambiare la realtà.
O la si accetta e la si vive per quella che è.
O si va via. O si continua a cercare di cercare di cambiare una realtà senza poterlo fare.

Io accetto e vivo. :)

Ed è triste...ci farei la firma per la pesantezza. Per me sarebbe andare in vacanza :)

E invece in questi giorni sto aspettando il down dopo l'up per poter di nuovo convincere mia mamma a prendere quel che deve. Poi so già che smetterà di nuovo. E avanti così.
E continuerò a bere caffè con mio padre e andarci all'orto insieme o a caccia. Sapendo benissimo che gli servo per riposare, per rilassarsi e per non essere completamente solo. Sapendo anche che una parte di responsabilità è pure sua.

Il mio pysco, quando abbiamo affrontato la cosa, si è stupito che io fossi come sono.
Nonostante tutto, integra.
Altre situazioni simili hanno portato a situazioni ben più gravi nei figli.

A me è andata bene. Probabilmente per la parte tecnica di mia madre e per la sua spinta ad essere diversa dalla sua di madre.
Dal punto di vista tecnico, è stata una madre ineccepibile.
Peccato non sapesse dove stava di casa l'affetto.
E mica per sua totale responsabilità.
Sua madre era una arpia.
Al posto di mia madre, se mia madre mi trattasse come la sua ha trattato lei anche davanti ai miei occhi, la prenderei a schiaffi. E sarebbe pure un atto di carità.

La mia cara nonnina ha dedicato la vita all'odio.
Sai quale era la sua frase preferita? (ovviamente detta alla mia di madre)
"la donna è il demonio."

Mia madre, è fuori di testa. Ma almeno non è così piena di odio come sua madre. E ha dato un nome tutto particolare e speciale al suo odio, lei lo chiama sacrificio ed amore. (la sua di madre, neanche le nominava quelle parole, che erano solo riservate al suo dio).
Per lei le donne sono soltanto delle opportuniste che si prostituiscono per il favore dei maschi. Sposandoseli. :carneval:
Grazie per questa risposta :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Grazie per questa risposta :)
E io ringrazio te per avermi "provocata" a scriverla. :)

Sono contenta, che ascoltandomi mentre scrivevo, non ho sentito sospesi di odio.

Una mia amica - che ha avuto una madre che ad una certa età ha sdato - mi dice che lei si è già prenotata la casa di riposo e ha già fatto il testamento (non ha 50 anni) perchè, mi dice sorridendo, vista la madre, anche lei potrebbe ad un certo punto iniziare a vedere i draghi (non quelli di cui si parlava con isabel e skorpio però:D) e quindi ci tiene a non far casini a chi resterà dopo di lei.

Ecco...è un buon punto da cui guardare la vita, a mio parere. Sereno. :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Che bello questo post! Credo sia la cosa che ho letto di te che combacia meglio con la persona che sei e che conosco.
Ti ho sempre percepito come un'entusiasta della vita e leggendo queste righe su tua madre traspare proprio questo.
:abbraccio:
:)
 

feather

Utente tardo
Mia madre mi ha insegnato a guardare la vita come una forza miracolosa e a vederla in un fiore in un marciapiede, in una nuvola, e mi ha fatto vedere la bellezza nel tramonto e in un cappuccino.
Mi ha accettata con i miei nervosismi e le mie stramberie quando volere un trenino invece di una bambola era singolare.
Abbiamo avuto problemi quando, crescendo, non mi vedeva felice come avrebbe voluto e io lo vivevo come una incomprensibile negazione. Ora capisco che non era così.
E mio padre mi ha accettata perfino di più.
Credo che mi abbia insegnato un alfabeto d’amore che ho trasmesso ai miei figli, insieme alla meraviglia per la neve o il tepore del vento di primavera o il profumo del mare.
Sei stata molto fortunata. È quello che mi piacerebbe riuscire a passare a mio figlio.
 
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