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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Tutte le persone si innamorano di un uomo (o di una donna) leggendario.
Gradualmente, quando scoprono che quella persona che avevano immaginato non esiste e si trovano di fronte a un individuo reale, ben diverso da. quello idealizzato, si sentono tradite.
Ma l'errore non sta in chi è sempre stato sé stesso, ma nel meccanismo di attrazione, che si nutre di quello che non è conosciuto, ma immaginato.
Non sempre e soprattutto non tutte le volte. I meccanismi di scelta si affinano invecchiando. Un altro dei motivi per cui tradire fa bene :D
 

Rose1994

Utente di lunga data
Mi sono adattata a delle circostanze che frustravano dei miei desideri con lui, spesso quello che desideravo fare con lui non coincideva con quello che poteva lui.
Perché limitato dalla sua famiglia, e mentalità.
Io volevo convivere, lui no.
Io volevo dormire insieme, lui no.
Io volevo di più da questo rapporto più presenza, più costanza, e invece lui mi trattava come se venivo dopo di tutto.
Soprattutto dopo sé stesso, perché era molto egoista...
Mi sentivo con l'affanno, mi sentivo frustrata, arrabbiata, disillusa, furiosa... E lui prometteva cose che non faceva, così ho capito che non era giusto che sia io che lui dovevamo cambiarci per accettarsi vicendevolmente, ma che lui trovasse una persona che lo accettasse così e io lo stesso.
Capite?
Anche lui mi voleva diversa, fidatevi, mi sono sforzata ma senza successo.
Eravamo diversi, ho cercato di fare funzionare le cose per almeno un anno e mezzo dalla nostra "crisi" ma dopo un tot di tempo eravamo punto e a capo sempre con gli stessi discorsi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi sono adattata a delle circostanze che frustravano dei miei desideri con lui, spesso quello che desideravo fare con lui non coincideva con quello che poteva lui.
Perché limitato dalla sua famiglia, e mentalità.
Io volevo convivere, lui no.
Io volevo dormire insieme, lui no.
Io volevo di più da questo rapporto più presenza, più costanza, e invece lui mi trattava come se venivo dopo di tutto.
Soprattutto dopo sé stesso, perché era molto egoista...
Mi sentivo con l'affanno, mi sentivo frustrata, arrabbiata, disillusa, furiosa... E lui prometteva cose che non faceva, così ho capito che non era giusto che sia io che lui dovevamo cambiarci per accettarsi vicendevolmente, ma che lui trovasse una persona che lo accettasse così e io lo stesso.
Capite?
Anche lui mi voleva diversa, fidatevi, mi sono sforzata ma senza successo.
Eravamo diversi, ho cercato di fare funzionare le cose per almeno un anno e mezzo dalla nostra "crisi" ma dopo un tot di tempo eravamo punto e a capo sempre con gli stessi discorsi.
Tutto finisce rose.

tutto ciò che è umano è soggetto al decadimento e alla morte. E poi alla decomposizione.
E' nell'ordine delle cose.

Non c'è nulla da giustificare.
Cerca invece di capire il perchè sei rimasta tanto agganciata alla convinzione che si dovesse/potesse cambiare per stare insieme.
Che non dovesse finire.
Che una cosa morta, potesse essere tenuta in vita.

E' un meccanismo a rovescio. Quello che stai guardando.
(ed è fondamentalmente il sogno del dottor frakenstein)

Senza una accettazione di base di sè, diventa impossibile mettere i paletti anche nell'esterno.
E senza paletti di sè l'esterno è prorompente.
SE quei paletti li si lascia cristallizzare ci si perde.
Se sono troppo flessibili si è banderuole al vento.

Lui ti ha dato quel che poteva.

La domanda è: perchè ti ostinavi a chiedere a lui cose che non poteva darti?
E perchè adesso giudichi il suo non potertele dare come una mancanza e non come una essenza?

Non è che lui è sbagliato.
O tu sei sbagliata.

Eravate sbagliati insieme.

E questo è il nodo.

Come mai non hai riconosciuto le diversità come diversità?
Come mai non dai dignità alle diversità e le trasformi in mancanze?

Stai di nuovo ragionando su di lui.
Come se tu fossi una spettatrice della sua storia nella vostra storia.

Ma eravate coprotagonisti.
 
Ultima modifica:

Rose1994

Utente di lunga data
Tutto finisce rose.

tutto ciò che è umano è soggetto al decadimento e alla morte. E poi alla decomposizione.
E' nell'ordine delle cose.

Non c'è nulla da giustificare.
Cerca invece di capire il perchè sei rimasta tanto agganciata alla convinzione che si dovesse/potesse cambiare per stare insieme.
Che non dovesse finire.
Che una cosa morta, potesse essere tenuta in vita.

E' un meccanismo a rovescio. Quello che stai guardando.
(ed è fondamentalmente il sogno del dottor frakenstein)

Senza una accettazione di base di sè, diventa impossibile mettere i paletti anche nell'esterno.
E senza paletti di sè l'esterno è prorompente.
SE quei paletti li si lascia cristallizzare ci si perde.
Se sono troppo flessibili si è banderuole al vento.

Lui ti ha dato quel che poteva.

La domanda è: perchè ti ostinavi a chiedere a lui cose che non poteva darti?
E perchè adesso giudichi il suo non potertele dare come una mancanza e non come una essenza?

Non è che lui è sbagliato.
O tu sei sbagliata.

Eravate sbagliati insieme.

E questo è il nodo.

Come mai non hai riconosciuto le diversità come diversità?
Come mai non dai dignità alle diversità e le trasformi in mancanze?

Stai di nuovo ragionando su di lui.
Come se tu fossi una spettatrice della sua storia nella vostra storia.

Ma eravate coprotagonisti.
Perché quelle diversità mi pesavano... Sentivo di meritare di più.
Lui era sempre indeciso suo suo futuro, a 27 anni non sapeva che cacchio di lavoro fare, si stava a lamentarsi e basta.. Faceva il minimo indispensabile, poi tornava a sognare chissà quale lavoro... Mi sentivo come una bandiera al vento. Così come dici tu. Presa e trascinata in tutta la sua caoticita della sua mente... Cercavo di dargli delle soluzioni, di spronarlo ma nulla..

Hai presente quando percepisci di essere quella forte nella coppia da cui lui si aspetta che tu riesca in tutto, ma che hai anche questo "potere" di dargli forza?
Io non sono così [MENTION=5159]ipazia[/MENTION], io voglio essere quella che sono : una che può essere debole, e bisognosa a volte.. Una che ha bisogno di qualcuno anche lei che la incoraggi, senza sentirsi sempre dire "ah vabbè ma tu sei forte ce la farai".
Mentre lui poteva permettersi di crollare e dirmi 200 volte al giorno come giustificazione alla sua assenza "sto male".
Questo diceva.
Lo ha voluto lui, quando sono scesa da quella macchina mi sono sentita una merda perché mi ripeteva che lo stavo abbandonando nel momento del bisogno. Mi viene da ridere, erano 6 anni che aveva bisogno solo lui. Quando ho avuto bisogno io non c'era nemmeno, o se c'era non era sintonizzato davvero con me, non sapeva cosa dirmi, come parlarmi. E sai cosa facevo io? Chiamavo P, e ci parlavo e lui sapeva esattamente cosa dirmi. Poi un giorno mi è venuto a prendere per una birretta insieme, stavo una merda, abbiamo parlato,abbiamo riso ed è successo.
Per questo lho tradito appena ho sentito odore di sintonia mentale con P.
Questo mi mancava.
Sai non era nemmeno il sesso, così raro diventato... Era che io ho capito finalmente che esistevo. Mi sono "sentita"
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Perché quelle diversità mi pesavano... Sentivo di meritare di più.
Lui era sempre indeciso suo suo futuro, a 27 anni non sapeva che cacchio di lavoro fare, si stava a lamentarsi e basta.. Faceva il minimo indispensabile, poi tornava a sognare chissà quale lavoro... Mi sentivo come una bandiera al vento. Così come dici tu. Presa e trascinata in tutta la sua caoticita della sua mente... Cercavo di dargli delle soluzioni, di spronarlo ma nulla..

Hai presente quando percepisci di essere quella forte nella coppia da cui lui si aspetta che tu riesca in tutto, ma che hai anche questo "potere" di dargli forza?
Io non sono così @ipazia, io voglio essere quella che sono : una che può essere debole, e bisognosa a volte.. Una che ha bisogno di qualcuno anche lei che la incoraggi, senza sentirsi sempre dire "ah vabbè ma tu sei forte ce la farai".
Mentre lui poteva permettersi di crollare e dirmi 200 volte al giorno come giustificazione alla sua assenza "sto male".
Questo diceva.
Lo ha voluto lui, quando sono scesa da quella macchina mi sono sentita una merda perché mi ripeteva che lo stavo abbandonando nel momento del bisogno. Mi viene da ridere, erano 6 anni che aveva bisogno solo lui. Quando ho avuto bisogno io non c'era nemmeno, o se c'era non era sintonizzato davvero con me, non sapeva cosa dirmi, come parlarmi. E sai cosa facevo io? Chiamavo P, e ci parlavo e lui sapeva esattamente cosa dirmi. Poi un giorno mi è venuto a prendere per una birretta insieme, stavo una merda, abbiamo parlato,abbiamo riso ed è successo.
Per questo lho tradito appena ho sentito odore di sintonia mentale con P.
Questo mi mancava.
Sai non era nemmeno il sesso, così raro diventato... Era che io ho capito finalmente che esistevo. Mi sono "sentita"
Il merito non esiste. :)

E sei tu ad aver accettato. Cose che non ti andavano bene.
Aspettandoti un cambiamento da parte sua.
E' una tua responsabilità. E un tuo prodotto.
L'attesa e anche la delusione.

Ma come tu non puoi essere diversamente da chi sei, allo stesso modo lui.

Tu sei anche quella che è stata con lui.

E questa è l'altra parte del lutto.

Se neghi la realtà di ciò che eri con lui, neghi te stessa a te stessa.
Scelta degnissima.

Ma valuta le conseguenze di negare te a te.

Se non ti ri-conosci, come puoi imparare dal tuo percorso?
Se deleghi agli altri le responsabilità delle tue scelte, di stare oppure andare o anche del non saper che fare, come puoi appropriarti delle tue scelte?

E nutrire fierezza di te.
Senso di autoefficacia, in soldoni.

Nessuno, se non te stessa, può accogliere le tue fragilità.
E nessuno le può conoscere come le conosci tu.

Perchè tu non le conosci solo attraverso l'osservazione e l'analisi. Tu le conosci anche attraverso il sentirtele scorrere addosso.
Ed è in questi termini che solo tu puoi concedere a te stessa di concederti (e chiedere a testa alta) ciò di cui hai bisogno.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sono le nostre aspettative, i nostri desideri, che si trasferiscono su un altra persona.
Tutti noi desideriamo incontrare il partner ideale, ma questo non esiste.
Le monadi di Leibnitz sono assemblate nel miglior modo possibile ma non perfetto.
Una monade complementare è oltremodo rara, una singolarità quantisco emozionale.
Celare elementi chiave non è una scelta saggia.
Sul medio lungo periodo emergono, ovvio in una storia estiva di 7 giorni no.
quoto.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Se ad essere celati sono dei dati di fatto ( tipo che è sposato o ha figli oppure che è disoccupato mentre millanta di essere un manager ,) ci può stare , per breve tempo ovvio. Altrimenti tutto quel gira intorno all'essere è facilmente intuibile da chi ha una minima centratura. Se sono una sportiva e per conquistarmi mi racconti di correre 2 ore al giorno e hai la tartaruga al rovescio... bhè....
Hahahahah....si..
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Mi sono adattata a delle circostanze che frustravano dei miei desideri con lui, spesso quello che desideravo fare con lui non coincideva con quello che poteva lui.
Perché limitato dalla sua famiglia, e mentalità.
Io volevo convivere, lui no.
Io volevo dormire insieme, lui no.
Io volevo di più da questo rapporto più presenza, più costanza, e invece lui mi trattava come se venivo dopo di tutto.
Soprattutto dopo sé stesso, perché era molto egoista...
Mi sentivo con l'affanno, mi sentivo frustrata, arrabbiata, disillusa, furiosa... E lui prometteva cose che non faceva, così ho capito che non era giusto che sia io che lui dovevamo cambiarci per accettarsi vicendevolmente, ma che lui trovasse una persona che lo accettasse così e io lo stesso.
Capite?
Anche lui mi voleva diversa, fidatevi, mi sono sforzata ma senza successo.
Eravamo diversi, ho cercato di fare funzionare le cose per almeno un anno e mezzo dalla nostra "crisi" ma dopo un tot di tempo eravamo punto e a capo sempre con gli stessi discorsi.
avevi già scelto anche l'abito bianco?
 
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