Fra il penultimo tradimento scoperto ed il fatidico giorno del mio calcio nel sedere, ci sono stati tre mesi molto pesanti. Avevo chiesto lui delle spiegazioni, mai arrivate. Mi sono armata di pazienza, ho finto fosse tutto passato, volevo vedere dove poteva arrivare. Durante quei mesi, a tratti, vedere lui tranquillo, ridere e scherzare come se niente fosse, usare addirittura il cellulare con più serenità, mi dava ai nervi. Ero talmente incazzata che me la prendevo con mia figlia per qualsiasi cavolata, me ne rendo conto. La sera del giorno in cui ho scoperto l'ultimo tradimento, lui non è nemmeno entrato in casa, è rimasto a dormire in garage. Alle 23 mia figlia, preoccupatissima, mi ha dato dell'egoista, menefreghista perché invece di chiamarlo per sapere cosa fosse successo, me ne stavo spaparanzata sul divano a guardare un film.
Lei era sempre dalla sua parte, io ero quella "stronza". La cosa, in un certo senso, mi aveva sempre fatto piacere. Non avrei potuto desiderare un padre migliore per lei.
Quando l'ho mandato via, lei ha saputo le vere ragioni e la sua stima è crollata di colpo. Non avrei voluto sapesse ma è stato inevitabile.
Ha forse capito i miei scazzi, le mie giornate no, i miei rimproveri senza senso ed ha ritrovato una mamma, un po' rompi balle ma felice.