Comunque non credo fosse questo il senso che voleva dare originariamente [MENTION=5392]danny[/MENTION] alla sua frase.
Nel suo "decido di non tradire SOLO perché sono fedele", e precisamente in quel "SOLO" io vedo tanta roba. Vedo che anzitutto che il mondo mi interessa. E vedo che sono capace di convogliare il mio interesse verso quello che credo essere il mio bene. Esattamente come può avvenire per un traditore, che accarezza i sensi e decide (non in balia dell'uccello che tira o della figa bagnata) che è proprio bene vivere questa esperienza. Non cambia niente. Non è che il tradito "perde", e il non tradito. "vince". Capisco (nel senso che comprendo) quando dici che ti sentiresti di ostacolo: ma allora tale ti sentiresti anche da tradito, che subordina la propria scelta alla "ritrovata" monogamia dell'altro.
Siamo ostacoli, o siamo individui che debbono anzitutto preoccuparsi delle proprie, di scelte?

Che comprendono anche il sapere riconoscere quando l'altro (per tornare al parallelo canino) ci racconta la sua fedeltà con le orecchie basse... Non sarebbe un piacere. Se io ti dicessi che ti sono fedele perché sono fedele di natura, ti direi semplicemente che nel momento in cui non riuscissi più a smazzarmi le emozioni ti lascerei. Sono coerente, perché l'ho pure fatto.