Abraham Maslow: "La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza - per paura e per il bisogno di difendersi - e il rischio - per progredire e crescere".
Vi riconoscete e sapete collocare la vostra esperienza in questa affermazione?
Io ci vedo una immagine di staticità (anche d'animo) contrapposta alla dinamicità.
Una immagine in cui la sicurezza e' ferma e il rischio e' in movimento.
Che dire? A non far nulla non si può sbagliare
Pare però quasi, da questa frase, che la sicurezza sia in qualche misura "coartata", appunto dalla paura o dalla difesa. Io sicurezza la vedo più in una forma libera. Sto anche ferma perché sicura. Ma non sicura in quanto solo stando ferma sui pattini ho l'impressione (l'impressione!

) di non poter cadere. Sicura in quanto mi posso tanto muovere quanto riposare completamente a mio agio, senza escludere comunque scivoloni. Sicurezza e' la scelta di muoversi o non muoversi stando bene. Così come rischio e' altrettanta alternanza tra staticità e movimento.
Tante volte rischio e' anche quello di perdere una occasione.
Non vedo nella mia esperienza tutta questa contrapposizione tra statica = sicurezza vs. dinamica = rischio.
A volte se non muovi il culo per strada rischi di venire travolto.
La paura non la finalizzo alla sicurezza.
La paura di solito è bloccante. Quante volte non ho agito per paura. Ero insicura, però. Stordita, disorientata. E chi più ne ha più ne metta. E pure comoda nella mia insicurezza di non cambiare la situazione. Ci si abitua anche alle routine più assurde, e si arriva a considerare la sicurezza in una accezione distorta. Non la calma associata al riposo ma la contezza di quello che è a prescindere da ciò che è. La sicurezza di star male come aspetto "rassicurante". Paura o difesa dall'ignoto? No

. Credo molto più in una erronea percezione di me, di base. Dove a fare da bloccante non è stata solo la paura o la difesa di ciò che ero, ma un mix di queste e di speranza a che le cose si muovessero per me. Avendoci rimesso pure in salute sapevo bene che la mia staticità non era di alcuna "sicurezza": se non la sicurezza che sarei ancora stata male. Stavo ferma per quella che mi sembrava mancanza di forze, al contempo consapevole del tir che mi stava passando sopra, con una irrealizzabile speranza che deviasse. Il rischio stava in quella statica e malata (se vogliamo) sicurezza.
Per cui no: credo che associare la paura alla sicurezza (se non come "certezza di") non corrisponda alla mia esperienza.