Sicurezza e rischi

danny

Utente di lunga data
Abraham Maslow: "La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza - per paura e per il bisogno di difendersi - e il rischio - per progredire e crescere".
Vi riconoscete e sapete collocare la vostra esperienza in questa affermazione?
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Direi che l’equilibrio da trovare è tra sicurezza e libertà. Poi la libertà può essere intesa come opportunità di progresso e crescita.
Voglio dire che i servi della gleba avevano un alto grado di sicurezza.
Però penso che la libertà e le opportunità di ricerca della felicità siano oggettivamente più limitate di quanto ci si vuole far aspirare per farci tollerare l’insicurezza.
Penso anche però che siamo portati a vedere l’insicurezza in ciò che non la minaccia realmente, sia per non farci richiedere sicurezza vera, sia per farci accettare una limitazione maggiore della libertà.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Abraham Maslow: "La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza - per paura e per il bisogno di difendersi - e il rischio - per progredire e crescere".
Vi riconoscete e sapete collocare la vostra esperienza in questa affermazione?
Io ci vedo una immagine di staticità (anche d'animo) contrapposta alla dinamicità.
Una immagine in cui la sicurezza e' ferma e il rischio e' in movimento.
Che dire? A non far nulla non si può sbagliare :)

Pare però quasi, da questa frase, che la sicurezza sia in qualche misura "coartata", appunto dalla paura o dalla difesa. Io sicurezza la vedo più in una forma libera. Sto anche ferma perché sicura. Ma non sicura in quanto solo stando ferma sui pattini ho l'impressione (l'impressione! :D) di non poter cadere. Sicura in quanto mi posso tanto muovere quanto riposare completamente a mio agio, senza escludere comunque scivoloni. Sicurezza e' la scelta di muoversi o non muoversi stando bene. Così come rischio e' altrettanta alternanza tra staticità e movimento.
Tante volte rischio e' anche quello di perdere una occasione.
Non vedo nella mia esperienza tutta questa contrapposizione tra statica = sicurezza vs. dinamica = rischio.

A volte se non muovi il culo per strada rischi di venire travolto.
La paura non la finalizzo alla sicurezza.
La paura di solito è bloccante. Quante volte non ho agito per paura. Ero insicura, però. Stordita, disorientata. E chi più ne ha più ne metta. E pure comoda nella mia insicurezza di non cambiare la situazione. Ci si abitua anche alle routine più assurde, e si arriva a considerare la sicurezza in una accezione distorta. Non la calma associata al riposo ma la contezza di quello che è a prescindere da ciò che è. La sicurezza di star male come aspetto "rassicurante". Paura o difesa dall'ignoto? No :). Credo molto più in una erronea percezione di me, di base. Dove a fare da bloccante non è stata solo la paura o la difesa di ciò che ero, ma un mix di queste e di speranza a che le cose si muovessero per me. Avendoci rimesso pure in salute sapevo bene che la mia staticità non era di alcuna "sicurezza": se non la sicurezza che sarei ancora stata male. Stavo ferma per quella che mi sembrava mancanza di forze, al contempo consapevole del tir che mi stava passando sopra, con una irrealizzabile speranza che deviasse. Il rischio stava in quella statica e malata (se vogliamo) sicurezza.

Per cui no: credo che associare la paura alla sicurezza (se non come "certezza di") non corrisponda alla mia esperienza.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Abraham Maslow: "La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza - per paura e per il bisogno di difendersi - e il rischio - per progredire e crescere".
Vi riconoscete e sapete collocare la vostra esperienza in questa affermazione?
Allora...chi nella vita ha fatto esami di matematica finanziaria (2)..sa che esistono predisposizioni o avversioni al rischio più o meno sviluppate. La propensione o l’avversione dipendono spesso dall’investimento in Tempo/denaro che si e’ dato all’elemento a cui si potrebbe rinunciare.
Indi per cui chi non ha nulla da perdere e’ più propenso al rischio di chi no... insieme a chi non ha investito troppe risorse in quello che ha e che potrebbe andar perso ...oppure banalmente che potrebbe ricostruire in tempi brevi.
Poi ci sono casi patologici ...
un amico con due figli ha venduto prima e seconda casa per investire in un progetto rischioso ad alte ipotesi di profitto ma con basse possibilità di riuscita. Un deficiente che ora è in affitto e ha dovuto togliere i figli da ottime scuole ....
se non sei solo ..l’avversione al rischio dev’essere predominante ....
 

Brunetta

Utente di lunga data
Allora...chi nella vita ha fatto esami di matematica finanziaria (2)..sa che esistono predisposizioni o avversioni al rischio più o meno sviluppate. La propensione o l’avversione dipendono spesso dall’investimento in Tempo/denaro che si e’ dato all’elemento a cui si potrebbe rinunciare.
Indi per cui chi non ha nulla da perdere e’ più propenso al rischio di chi no... insieme a chi non ha investito troppe risorse in quello che ha e che potrebbe andar perso ...oppure banalmente che potrebbe ricostruire in tempi brevi.
Poi ci sono casi patologici ...
un amico con due figli ha venduto prima e seconda casa per investire in un progetto rischioso ad alte ipotesi di profitto ma con basse possibilità di riuscita. Un deficiente che ora è in affitto e ha dovuto togliere i figli da ottime scuole ....
se non sei solo ..l’avversione al rischio dev’essere predominante ....
Se avessi i soldi sarei più propensa al rischio. Infatti quando li avevo lo sono stata. Infatti non li ho più . :carneval:
 

Brunetta

Utente di lunga data

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Abraham Maslow: "La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza - per paura e per il bisogno di difendersi - e il rischio - per progredire e crescere".
Vi riconoscete e sapete collocare la vostra esperienza in questa affermazione?
Dipende ma solitamente preferisco rischiare facendo qualcosa che desidero piuttosto che rimanere in sicurezza per paura di sbagliare.
 

Rosarose

Utente di lunga data
Tutta la storia dell'uomo parla di una notevole propensione della razza umana al rischio.
Leggevo un interessante libro sulla struttura del cervello, e sulla capacità di prendere decisioni, pare che siamo predisposti all'ottimismo ossia a sottovalutare strutturalmente le opzioni negative.
Ma non potrebbe che essere così, non saremmo stati se no capaci di tante imprese così sorprendenti.
La sete di conoscenza, di conquista, di sviluppo, di benessere, nasce sicuramente da una forte propensione al rischio!

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