Beh si devo dire che da ragazzina mi aspettavo sempre di essere vista come speciale e migliore delle altre. Questo ovviamente non è successo quindi ormai penso che non troverò mai nessuno a cui io piacerò come mi piaccio io stessa. Quindi punto sulle cose più importanti, poi se mi innamoro e non mi fa stare troppo male, mi ci fidanzo e inizio a fare progetti, partendo dalle piccole cose in rapporto al tempo che mi lega a quella persona.
Non so bene che alternativa ci sia a questo.
Cosa vuol dire "se non mi fa stare troppo male"?
Sai che mi sembra piuttosto in contraddizione con il fatto che affermi che ti piaci molto?
Se ti piaci molto, a prescindere dal riconoscimento esterno, dovresti voler il meglio per te, non pensi?
Quel "se non fa troppo male" mi sembra una cosa tipo - piuttosto che niente, piuttosto -
E' una mia impressione?
Sei molto legata la confronto con gli altri. Da dove ti viene?
Che in fondo...il paragone con gli altri, a mio parere, è sterile. Ognuno ha la sua propria vita. Non sono paragonabili le vite. Ognuna è a sè. Non pensi?
Riguardo all'aborto, sono io che ho introdotto il discorso, quindi ne parlo senza problemi. Anzi, a suo tempo non mi sono confrontata granché con altre persone perché avevo paura sia di essere giudica e sia di sentirmi dire che avevo ragione. Lui lo voleva, anche sua madre e la mia. Mi sono sentita sola nella mia decisione e all'ospedale mi sono sentita come una strana, che se volevo farlo non avevo bisogno di niente, e non stavo provando niente. Almeno io mi sono sentita trattata come se niente mi sfiorasse, senza bisogno di supporto. È stata una scelta sofferta, tanto, ma ho cercato di non darlo a vedere. Di essere forte per mia madre, per il ragazzo che poi ho lasciato e soprattutto per me. Avevo paura che se mi fossi lasciata andare al dolore, sarei sprofondata in un baratro, mentre in quel momento avevo bisogno di sentirmi forte, di reagire, avevo dei progetti per me da perseguire. Nessuno mi ha detto 'stai tranquilla, tuo figlio sa che lo stai facendo per quanto lo ami' questo avrei avuto bisogno di sentire.
E' stato doloroso il tuo abortire...mi dispiace. Anche se hai provato ad allontanare il dolore, anche se hai la sensazione di averlo tenuto lontano, per esperienza so che non si tiene lontano il dolore. Forse gli si può metter sopra una maschera...ma dietro la maschera, lo si sa che è lì.
Se posso essere sincera, dubito che sia realistica una cosa come il grassetto. Presuppone una capacità di pensiero che un feto non ha.
Forse avresti avuto bisogno TU di qualcuno che ti dimostrasse comprensione del tuo dolore e del fatto che stavi facendo una scelta sofferta ma in cui credevi e di cui ti assumevi le responsabilità...Forse eri tu ad aver bisogno di esser amata mentre portavi a termine la decisione di non far nascere tuo figlio.
Cosa ne dici?
Ad oggi so che è una ferita profonda, mi ha cambiata. Mi ha fatto notare che per quanto io voglia un figlio la mia vita non è adatta per il suo arrivo e il mio carattere non è pronto, per l'idea che ho io di come voglio essere una madre. A 30 anni non sono stata in grado di far sviluppare la mia vita per questo, mi sono sentita una fallita. Al contempo voglio rispettare quello che sono e quello che sento. E mi merito di subire cose per cui non sono pronta solo per accontentare la società. Io sono questo, ad oggi, ma migliorero perché voglio farlo, ma con i miei tempi.
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