Buongiorno a tutti.
E' il mio primo messaggio e non pensavo sarebbe stato in questo topic. Ma è un discorso che mi "appartiene" ed avrei piacere di condividere la mia esperienza personale.
Non sono più giovanissimo (preferisco raccontare a me stesso che "non sono più di primo pelo") e la solitudine, più subìta che ricercata, è spesso stata compagna della mia vita, sin da bambino e immediatamente adolescente, età dalla quale, ahimé, ho iniziato ad avere necessità di sapere di essere "pensato" da qualche ragazza. Un po' precoce lo so, purtroppo è stato un grande tarlo che ha condizionato tutto il mio percorso sentimentale. A quell'età poi la negazione del desiderio era inevitabile ed al contempo frustrante. Ovviamente, più ricercavo e più rimanevo solo, più mi dannavo e più era difficile. Ma non capivo del perché non potessi viverla normalmente. La famiglia non mi aiutava, spesso ero solo, fisicamente ma anche e soprattutto psicologicamente. Frequentemente restavo solo in casa di pomeriggio, non uscivo spesso e non mi piacevano le compagnie scolastiche di allora; iniziavo così giovane ad esplorare me stesso, immarcito dai sensi di colpa. Crescendo e maturando le cose sono migliorate, ma ho sempre dovuto fare i conti con questo problema, una lotta più interiore che esteriore, che ha rappresentato un vero incubo. Questo ha comportato che sono stato sempre lasciato e mai ho deciso di farlo io, perché vivere la vita senza una donna l'ho sempre considerato un buco nero in cui essere inghiottito; ho sopportato situazioni sentimentali aride ed insignificanti, a volte anche umilianti, pur di non ricominciare a "cercare" e benché spesso desiderassi starmene da solo, sapevo che nel breve non sarei stato capace di gestirmi; così andavo avanti trascinando i rapporti. Ma alla fine subivo le decisioni altrui (ciaone) e la giostra ricominciava. Il sabato sera era diventato un vero incubo: dovevo inventarmi qualcosa da fare per non restare a casa guardare la tv, tanto da farmi desiderare che arrivasse il lunedì mattina al più presto per tornare al lavoro e darmi una parvenza di normalità. Invidioso della felicità altrui e di quella delle mie ex. Non parliamo poi del fatto di andare a vivere da solo: grande desiderio virtuale ma col coraggio di un Teletubbie. Mai fatto.
Oggi le cose non sono poi molto diverse nella mia testa, sicuramente lo sono nella pratica. Ho avuto la fortuna di avere due figli per i quali vivo ed ho rinunciato ad andarmene di casa, per non lasciarli senza un padre che gli stesse vicino e che li aiutasse a crescere. Ma era un rapporto che doveva chiudersi prima di diventare genitore, già logoro dai primi mesi, figuriamoci oggi. Vivo la mia vita interiore in solitudine, anche sessualmente. Con lei rapporto praticamente azzerato. Oggi ho una stranissima, inutile, "mutilata" relazione (perdonatemi ma non mi viene altro nome), che non abbandono per i motivi di cui sopra, ormai priva di incontri al di fuori del posto di lavoro dove ci siamo conosciuti. Magari ci aprirò un topic perché sono assolutamente OT.
Stare da solo, nel senso di viaggi/trasferte/hobby, non mi spaventa assolutamente. Anzi, a volte lo ricerco, faccio come mi pare e riesco a godermi le cose; ma vorrei sapere di avere una donna che mi ami, che mi desideri, che mi faccia sentire importante, che condivida le cose, che mi faccia sentire uomo. E da ricambiare con tutto me stesso, ovviamente. Sono alla continua ricerca. Senza di questo, mi "sento solo", che è diverso dall'"essere solo". E sono tutte le stesse identiche cose, da quando ero un ragazzino ad oggi, ma con la dovuta proporzione e la dannata consapevolezza che sto invecchiando. L'analisi? Fatta. Dieci anni. Tra i 30 ed i 40. Mi ha aiutato, ma niente miracoli.
Scusate la lungaggine (e la noia).
E' il mio primo messaggio e non pensavo sarebbe stato in questo topic. Ma è un discorso che mi "appartiene" ed avrei piacere di condividere la mia esperienza personale.
Non sono più giovanissimo (preferisco raccontare a me stesso che "non sono più di primo pelo") e la solitudine, più subìta che ricercata, è spesso stata compagna della mia vita, sin da bambino e immediatamente adolescente, età dalla quale, ahimé, ho iniziato ad avere necessità di sapere di essere "pensato" da qualche ragazza. Un po' precoce lo so, purtroppo è stato un grande tarlo che ha condizionato tutto il mio percorso sentimentale. A quell'età poi la negazione del desiderio era inevitabile ed al contempo frustrante. Ovviamente, più ricercavo e più rimanevo solo, più mi dannavo e più era difficile. Ma non capivo del perché non potessi viverla normalmente. La famiglia non mi aiutava, spesso ero solo, fisicamente ma anche e soprattutto psicologicamente. Frequentemente restavo solo in casa di pomeriggio, non uscivo spesso e non mi piacevano le compagnie scolastiche di allora; iniziavo così giovane ad esplorare me stesso, immarcito dai sensi di colpa. Crescendo e maturando le cose sono migliorate, ma ho sempre dovuto fare i conti con questo problema, una lotta più interiore che esteriore, che ha rappresentato un vero incubo. Questo ha comportato che sono stato sempre lasciato e mai ho deciso di farlo io, perché vivere la vita senza una donna l'ho sempre considerato un buco nero in cui essere inghiottito; ho sopportato situazioni sentimentali aride ed insignificanti, a volte anche umilianti, pur di non ricominciare a "cercare" e benché spesso desiderassi starmene da solo, sapevo che nel breve non sarei stato capace di gestirmi; così andavo avanti trascinando i rapporti. Ma alla fine subivo le decisioni altrui (ciaone) e la giostra ricominciava. Il sabato sera era diventato un vero incubo: dovevo inventarmi qualcosa da fare per non restare a casa guardare la tv, tanto da farmi desiderare che arrivasse il lunedì mattina al più presto per tornare al lavoro e darmi una parvenza di normalità. Invidioso della felicità altrui e di quella delle mie ex. Non parliamo poi del fatto di andare a vivere da solo: grande desiderio virtuale ma col coraggio di un Teletubbie. Mai fatto.
Oggi le cose non sono poi molto diverse nella mia testa, sicuramente lo sono nella pratica. Ho avuto la fortuna di avere due figli per i quali vivo ed ho rinunciato ad andarmene di casa, per non lasciarli senza un padre che gli stesse vicino e che li aiutasse a crescere. Ma era un rapporto che doveva chiudersi prima di diventare genitore, già logoro dai primi mesi, figuriamoci oggi. Vivo la mia vita interiore in solitudine, anche sessualmente. Con lei rapporto praticamente azzerato. Oggi ho una stranissima, inutile, "mutilata" relazione (perdonatemi ma non mi viene altro nome), che non abbandono per i motivi di cui sopra, ormai priva di incontri al di fuori del posto di lavoro dove ci siamo conosciuti. Magari ci aprirò un topic perché sono assolutamente OT.
Stare da solo, nel senso di viaggi/trasferte/hobby, non mi spaventa assolutamente. Anzi, a volte lo ricerco, faccio come mi pare e riesco a godermi le cose; ma vorrei sapere di avere una donna che mi ami, che mi desideri, che mi faccia sentire importante, che condivida le cose, che mi faccia sentire uomo. E da ricambiare con tutto me stesso, ovviamente. Sono alla continua ricerca. Senza di questo, mi "sento solo", che è diverso dall'"essere solo". E sono tutte le stesse identiche cose, da quando ero un ragazzino ad oggi, ma con la dovuta proporzione e la dannata consapevolezza che sto invecchiando. L'analisi? Fatta. Dieci anni. Tra i 30 ed i 40. Mi ha aiutato, ma niente miracoli.
Scusate la lungaggine (e la noia).