Umh...
non sono mai riuscita a calarmi nel grassetto.
Ha un presupposto di base che mi ha sempre parecchio inquietata. Ossia il fatto che lo scopare abbia come lo scopo ultimo il figliare. Scopo indiscutibile, calato dal divino. A cui non si può che sottomettersi (sia quel che sia).
Non che non pensi che scopare abbia uno scopo riproduttivo. O che sia slegato dalla riproduzione in termini generali.
Ma ho sempre pensato che aderire al grande progetto familiare non fosse un obbligo e che le condizioni fossero in mano mia.
E penso sia questa la discrimine.
Non vedo il progetto familiare come scopo ultimo della mia esistenza.
Ma semmai funzione del mio benessere e quindi qualcosa che ritaglio secondo le MIE regole.
Quindi il figliare non è qualcosa che ho mai visto affidato alla provvidenza.
E men che meno un compito divino affidato alla presenza su questa terra. (anzi, a dirtela tutta trovo piuttosto medievaleggiante- basso medioevo - questo tipo di concezione).
io, come donna, ho il potere di scegliere con chi fare o non fare figli.
E non è oggetto di scambio di potere questo.
E' un potere mio. Che non scambio.
Quindi non può essere, dal mio punto di vista, oggetto di una asimmetria relazionale intenzionale e consapevole. E quindi di dominazione di alcun tipo.
Ed è il motivo per cui parlo di dominazione dal basso. (di cui non ho grande opinione, salvo sia un gioco negoziato, smettendo quindi di essere dominazione dal basso

)
Quando il potere scambiato non riguarda e non discende direttamente chi lo scambia, ma riguarda un potere che chi lo scambia percepisce esterno a sè e "dato" aprioristicamente.
Non c'è dominanza dove entrambi sono vittime, perchè si pongono come vittime sacrificali e quindi nessuno dei due dispone a sufficienza di se stesso. La profonda differenza fra farsi trascinare dalle evenienze e lasciarsi fluire nelle evenienza.
E se non si dispone di se stessi, la simmetria che sta alla base di una asimmetria funzionale decade.
(e si torna nella concezione padroni e schiavi della delega e della non assunzione della responsabilità di sè, finendo nella ricerca del colpevole, della colpa e tutto quel che ne consegue avendo come scopo il trovare una scappatoia nello stile del "piuttosto è meglio che niente". Che sono legacci).
Non casualmente emerge il giochetto delle parti su cui si regge il grande libro della vita...lei stronza, lui coglione, lei vittima di lui stronzo e via nelle varie ed eventuali declinazioni, il cui unico scopo è trovare un colpevole e una vittima per trovare una assoluzione.
Il trovarsi incastrati in situazioni cercando poi sollievo qui e là ne è la diretta conseguenza. Girando largo dall'assunzione di responsabilità.
C'è solo una gara a chi, usando un mezzo terzo, mette sotto l'altro per soddisfare cose che neanche sa dove vengono.
Poi piangono...è uno di quei casi in cui il pianto è il pianto del coccodrillo dal mio punto di vista.
Non sei consapevole di te e di quel che fai?
Cazzi tuoi.
Peccato che poi sta gente pesi sul sistema tutto. Anche economicamente.
Mi dispiace solo per i bambini.
In quanto esseri che avrebbero potenzialità.
Ma fondamentalmente mi spiace perchè i bambini sono il futuro di tutti, non solo di chi li mette al mondo.