Situazione complicatissima

Jacaranda

Utente di lunga data
Il loro modo di pensare.
E non è vero che loro sono così tanti.
La maggioranza delle persone è fatta di persone oneste che rispettano le regole, le leggi, sono solidali e disponibili verso gli altri.
Sono più le volte che ho perso cose e mi sono state riportate delle volte che ho subito furti.
Sono più le volte che mi hanno aiutato a rialzarmi, dei rari insulti.
Se cerchi di fare volontariato trovi mille associazioni che lavorano benissimo in ogni campo piene di persone che dedicano il loro tempo libero, senza raccontarlo in giro.
Come in un bellissimo giardino bastano pochissimi rifiuti a turbarne la bellezza, ugualmente urla becere, ignoranti e rancorose fanno rumore, ma restano le rose.
Sai quanti lavorano in nero ed evadono le tasse in italia ?
Magari ti riportano l’oggetto perso ..ma per loro e’ naturale non pagare l’iva all’idraulico o far raccomandare il figlio al cugino ...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sai quanti lavorano in nero ed evadono le tasse in italia ?
Magari ti riportano l’oggetto perso ..ma per loro e’ naturale non pagare l’iva all’idraulico o far raccomandare il figlio al cugino ...
Tanti. Restano loro.
 

danny

Utente di lunga data
Il loro modo di pensare.
E non è vero che loro sono così tanti.
La maggioranza delle persone è fatta di persone oneste che rispettano le regole, le leggi, sono solidali e disponibili verso gli altri.
Sono più le volte che ho perso cose e mi sono state riportate delle volte che ho subito furti.
Sono più le volte che mi hanno aiutato a rialzarmi, dei rari insulti.
Se cerchi di fare volontariato trovi mille associazioni che lavorano benissimo in ogni campo piene di persone che dedicano il loro tempo libero, senza raccontarlo in giro.
Come in un bellissimo giardino bastano pochissimi rifiuti a turbarne la bellezza, ugualmente urla becere, ignoranti e rancorose fanno rumore, ma restano le rose.
È vero.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Non la maggior parte delle persone..
Oh, non dico che tutti gli italiani si mettano il passamontagna ogni mattina ..ma mi riferisco a un modus operandi estremamente radicato nella mentalità delle persone ..quello che ti porta poi a votare (perché sta gente mica si auto proclama ..) per berlusconi per 20 anni..
 

danny

Utente di lunga data
Non la maggior parte delle persone..
Oh, non dico che tutti gli italiani si mettano il passamontagna ogni mattina ..ma mi riferisco a un modus operandi estremamente radicato nella mentalità delle persone ..quello che ti porta poi a votare (perché sta gente mica si auto proclama ..) per berlusconi per 20 anni..
Mah, la politica rappresentativa ha i suoi limiti... tra due partiti di maggioranza c'è sempre l'alternanza perché inevitabilmente ognuno di loro scontenterà una certa parte dell'elettorato che dopo un tot di tempo si rifugerà nell'altro. Zoccolo duro a parte, si intende, che rappresenta persone che fanno scelte fideistiche.
Berlusconi, PD, M5S, Lega non definiscono tutto sommato persone diverse, ma condizioni differenti, che possono variare negli anni. La predominanza in un certo arco di tempo di un partito rispetto a un altro si basa sulla delusione (del vecchio) e dalla speranza (per il nuovo). In pratica molti votano più per punire un partito che per convinzione.
Non a caso in tempi di crisi è nato un nuovo partito al quale il marketing ha voluto addirittura dare il carattere di Movimento, così, per sottolineare il distacco dai precedenti schemi, ma che nella realtà si è dimostrato inconsistente, almeno rispetto alle speranze che in esso molti riponevano.
Non mi turba quindi che Berlusconi abbia governato 20 anni o che gli sia succeduto un Renzi o un Di Maio, quanto mi perplime la mediocrità degli obiettivi che ognuno di loro ha portato avanti sul territorio nazionale negli ultimi decenni.
Gli italiani sono mediamente più sani dei loro rappresentanti ed è la ragione per cui ancora l'Italia è ancora un buon paese dove vivere.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Mah, la politica rappresentativa ha i suoi limiti... tra due partiti di maggioranza c'è sempre l'alternanza perché inevitabilmente ognuno di loro scontenterà una certa parte dell'elettorato che dopo un tot di tempo si rifugerà nell'altro. Zoccolo duro a parte, si intende, che rappresenta persone che fanno scelte fideistiche.
Berlusconi, PD, M5S, Lega non definiscono tutto sommato persone diverse, ma condizioni differenti, che possono variare negli anni. La predominanza in un certo arco di tempo di un partito rispetto a un altro si basa sulla delusione (del vecchio) e dalla speranza (per il nuovo). In pratica molti votano più per punire un partito che per convinzione.
Non a caso in tempi di crisi è nato un nuovo partito al quale il marketing ha voluto addirittura dare il carattere di Movimento, così, per sottolineare il distacco dai precedenti schemi, ma che nella realtà si è dimostrato inconsistente, almeno rispetto alle speranze che in esso molti riponevano.
Non mi turba quindi che Berlusconi abbia governato 20 anni o che gli sia succeduto un Renzi o un Di Maio, quanto mi perplime la mediocrità degli obiettivi che ognuno di loro ha portato avanti sul territorio nazionale negli ultimi decenni.
Gli italiani sono mediamente più sani dei loro rappresentanti ed è la ragione per cui ancora l'Italia è ancora un buon paese dove vivere.
Se è così ...allora perché non scendono in piazza a protestare ma proseguono in uno pseudo lamentio a pagare le colf in nero, a chiedere al falegname lo sconto dell’iva e a costruire terrazze abusive ? (Uso esempi spiccioli ma ne avrei di più articolati )..
 

danny

Utente di lunga data
Se è così ...allora perché non scendono in piazza a protestare ma proseguono in uno pseudo lamentio a pagare le colf in nero, a chiedere al falegname lo sconto dell’iva e a costruire terrazze abusive ? (Uso esempi spiccioli ma ne avrei di più articolati )..
La protesta deve essere organizzata.
Noi, sul nostro territorio, ne abbiamo organizzata una, per motivi molto più terra a terra (una piazza dove una decina di persone si ubriacavano e facevano accese litigate, costringendo chi abitava nelle vicinanze a compromessi dal punto di vista della sicurezza e del decoro - trovarsi uno che fa a bottigliate con un altro o che ti piscia sul muro di casa non piace a tutti) e sono arrivati in tanti. Il comune ha preso la palla al balzo per gestire il solito appalto e rifare da capo a piedi la piazza, suscitando ulteriori proteste perché questo rischiava di tagliare gli alberi che vi dimoravano e perché in fin dei conti gli abitanti avevano solo chiesto più controlli per allontanare capolarato e persone moleste.
Proteste e manifestazioni organizzate ci sono state per uno spazio che avrebbe dovuto diventare parco e su cui c'erano delle mire speculative. A distanza di anni è tutt'ora abbandonato, malgrado le promesse ricevute a suo tempo.
Le persone si impegnano per risultati concreti.
Altre proteste le abbiamo gestite anni fa per risanare alcune situazioni di abbandono. Se coordinate le persone si impegnano, partecipano si entusiasmano. Ricordo raccolte di firme che mia moglie ed io abbiamo fatto, il tutto senza alcun supporto politico. E tanto altro. Ora ci sono proteste organizzate (inutilmente, perché il contratto con la società privata è stato ormai sottoscritto per 6 anni) per le strisce blu che il comune ha messo un po' ovunque.
Senza qualcuno che le organizzi è impossibile coordinare le persone e riuscire a coinvolgerle.
Ti assicuro che è difficlle trovare persone preparate e che abbiano tempo per quello che è effettivamente un lavoro.
La cosa diventa ancora più complessa a livello nazionale: lì occorre coordinamento tra migliaia di persone, è necessaria una struttura, non per niente la stragrande maggioranza delle manifestazioni sono in mano ai sindacati o ai partiti. In pratica decidono loro la linea da appoggiare o meno.
Riguardo a colf, falegnami (quasi inesistenti, ormai, hanno chiuso tutti, troppi costi e poco mercato), badanti etc... con stipendi medi ormai dell'ordine delle 1000/1200 euro direi che ogni occasione per risparmiare è buona. E molte piccole imprese - lo so per esperienza diretta - sopravvivono solo grazie a una parte di nero. Mezza Italia regge (non per molto, ancora) grazie a queste evasioni (sempre più difficili attuare, dopo il regime dei minimi), l'alternativa è... non pagare affitti, spese condominiali, mutui, fornitori come già molti fanno per stare a galla. O abbassare gli standard medi. Case più piccole, bici al posto dell'auto, meno figli... L'elusione è invece un problema maggiore di cui invece non si parla mai.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Esiste il familismo amorale ed è chiaramente percepito da chi ha un’etica diversa. Ma benché sia (secondo me consapevolmente alimentato e aggiornato dai media) lo ritengo residuale.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Familismo_amorale
Banfield crede di individuare alcune cause:

  1. L'alta mortalità degli adulti, capace di annientare una famiglia lasciando gli orfani in balia di un futuro gramo. Essa fomenterebbe la paura della morte prematura e il senso di precarietà dei successi ottenuti.
  2. La famiglia nucleare, prevalente a Montegrano. Essa produrrebbe un senso d'isolamento e precarietà, perché alla morte di un genitore non vi sarà alcun altro parente che possa rilevarne il ruolo. Inoltre impedirebbe di apprendere la cultura della cooperazione organizzata, secondo l'autore tipica invece delle famiglie estese della provincia di Rovigo.
  3. Il microfondo, prevalente a Montegrano, destinato a ulteriore frantumazione per successione. Insufficiente a sostenere anche una sola famiglia, esso impedisce lo sviluppo della famiglia estesa.
  4. L'educazione dei bambini. Troppo permissiva specie nei primi anni, li spingerebbe all'egoismo e a divenire da adulti eterni bambini egoisti. Basata poco sul premio e molto sulla punizione, una punizione poco connessa ai concetti di bene e male e più legata al capriccio del genitore, inculcherebbe nel bambino l'idea che ogni potere sia capriccioso, germe del fatalismo sociale dell'adulto.
I punti 1 e 3 non sono ovviamente più attuali, ma vi è indubbiamente una percezione di precarietà, alimentata dai media. Il resto si può constatare.
 

danny

Utente di lunga data
Esiste il familismo amorale ed è chiaramente percepito da chi ha un’etica diversa. Ma benché sia (secondo me consapevolmente alimentato e aggiornato dai media) lo ritengo residuale.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Familismo_amorale
Banfield crede di individuare alcune cause:

  1. L'alta mortalità degli adulti, capace di annientare una famiglia lasciando gli orfani in balia di un futuro gramo. Essa fomenterebbe la paura della morte prematura e il senso di precarietà dei successi ottenuti.
  2. La famiglia nucleare, prevalente a Montegrano. Essa produrrebbe un senso d'isolamento e precarietà, perché alla morte di un genitore non vi sarà alcun altro parente che possa rilevarne il ruolo. Inoltre impedirebbe di apprendere la cultura della cooperazione organizzata, secondo l'autore tipica invece delle famiglie estese della provincia di Rovigo.
  3. Il microfondo, prevalente a Montegrano, destinato a ulteriore frantumazione per successione. Insufficiente a sostenere anche una sola famiglia, esso impedisce lo sviluppo della famiglia estesa.
  4. L'educazione dei bambini. Troppo permissiva specie nei primi anni, li spingerebbe all'egoismo e a divenire da adulti eterni bambini egoisti. Basata poco sul premio e molto sulla punizione, una punizione poco connessa ai concetti di bene e male e più legata al capriccio del genitore, inculcherebbe nel bambino l'idea che ogni potere sia capriccioso, germe del fatalismo sociale dell'adulto.
I punti 1 e 3 non sono ovviamente più attuali, ma vi è indubbiamente una percezione di precarietà, alimentata dai media. Il resto si può constatare.

A 20 o 30 anni non ti senti precario, hai ancora i genitori.
A 50 devi farcela da solo, sei vecchio per il mondo del lavoro privato (nel pubblico difficile sentirsi precari a qualsiasi età, quando si ha il posto fisso), in concorrenza con i giovani che accettano stipendi da fame tanto sono in casa con i genitori, a tanti anni dalla pensione, con dei figli da sostenere economicamente e i genitori spesso vecchi da assistere (con badanti da pagare)
Basta un niente, una malattia, la chiusura dell'impresa presso cui lavori (e ne ho tanti di esempi vicini a me, la crisi del 2008 ha messo in ginocchio tante aziende e tanti sono rimasti a casa), un divorzio, la crisi del tuo settore e tutto crolla.
Il nostro è un paese di vecchi; di giovani, come abbiamo già scritto, ce ne sono e ce ne saranno sempre meno.
E' ovvio che la sensazione di precarietà sia in aumento.
Ci si sente sostituibili.
E il welfare familiare non è più una garanzia come un tempo: aumentano i single, i divorzi, le coppie senza figli.
Soli si è ancora più precari.
I media questa realtà non la fotografano. Devi vederla con i tuoi occhi, averla vicina, altrimenti ti sfugge.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Se è così ...allora perché non scendono in piazza a protestare ma proseguono in uno pseudo lamentio a pagare le colf in nero, a chiedere al falegname lo sconto dell’iva e a costruire terrazze abusive ? (Uso esempi spiccioli ma ne avrei di più articolati )..
Non sono mica gli stessi.
 

flower7700

Gli unicorni hanno rotto
Ci si sente sostituibili.

E il welfare familiare non è più una garanzia come un tempo: aumentano i single, i divorzi, le coppie senza figli.
Soli si è ancora più precari.

I media questa realtà non la fotografano. Devi vederla con i tuoi occhi, averla vicina, altrimenti ti sfugge.
In effetti lo si è, sostituibili in ogni campo :facepalm:nessuno ne parla, si parla solo dei giovani e della bella vita.
I familiari a una certa età non ci sono più, e non esistono più le grandi famiglie di un tempo, che erano garanzia di sicurezza.
 

Brunetta

Utente di lunga data
In effetti lo si è, sostituibili in ogni campo :facepalm:nessuno ne parla, si parla solo dei giovani e della bella vita.
I familiari a una certa età non ci sono più, e non esistono più le grandi famiglie di un tempo, che erano garanzia di sicurezza.
Veramente ho scritto della percezione di precarietà. E non c’entra non essere precari sul lavoro.
È proprio quello che scrivi tu.
Ma avviene perché è pieno di adolescenti a vita, arrabbiati con genitori che però vogliono che siano sempre disponibili.
È lo stesso atteggiamento che si ha nei confronti dello stato verso il quale si è sempre arrabbiati pur avendo pretese, pur senza aver mai neanche messo...un piatto nel lavandino.
Credo che persone così ci siano sempre state, però sono in aumento.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non è che non mi interessa, é che ci credo fino ad un certo punto. Quello che non mi convince è tirare per i capelli la dimensione sociale e l'impatto sociale di un figlio sul mondo per influenzare il discorso della dimensione individuale (al massimo estesa ai nonni) della scelta, del percorso, delle rinunce e delle opportunità di procreare.
NEL SENSO.
Se mettiamo sul piatto della Bilancia l'impatto che la vita di un figlio avrà sulla collettività, e l'impatto che avrà sulla mia, il discorso collettivo semplicemente viene disintegrato dalla sua irrilevanza quantitativa. Se ci sono risorse limitate sul pianeta, devo semplicemente far sì che il mio prolungamento transgenerazionale abbia accesso a quelle risorse eliminando altri contendenti. E avendo dedicato la mia esperienza da genitore a questo, diciamo che ne ho valutato le implicazioni. Incluso, tanto per dirne una, rimanere con una donna di cui mi sarei svincolato molto prima recuperando tanto spazio vitale alla mia sfera individuale se non ci fosse stata una battaglia che valeva la pena combattere.
Spero di aver usato termini sufficientemente esatti :)

non è questione di crederci. mica si sta parlando di fede o di dio.
Sono fatti.

Quando esci dalla tua casa, cosa trovi?

Uno sterrato che ti curi per i cazzi tuoi e di cui rispondi in caso di pioggia, smottamenti, rotture oppure una strada di cui usufruisci?
Quando la notte devi pisciare (o tua figlia deve pisciare o tua moglie deve pisciare) o cagare anche, che fai?
Esci e vai a farla all'aperto o ti alzi e accendi la luce e ti siedi sulla tazza?
Quando hai sete, che fai? Vai al pozzo oppure apri il rubinetto?

Potrei andare avanti. Ma so che hai già capito.

Ogni cosa di cui sei circondato, parlo dei servizi di base, è un prodotto dell'organizzazione sociale e non un prodotto individuale.
Poi tu puoi decidere, a seconda delle tue disponibilità, che vuoi cagare su un wc in oro. Decisione tua. (Che ha comunque ripercussioni, che tu non vedi, ma non farmi come i miei gatti che se chiudono gli occhi o non ti vedono, credono tu non possa vederli o non ci sia :D).

Ecco. In questi termini la questione non riguarda l'essere d'accordo oppure no.

Nel momento in cui tu metti al mondo un figlio o una figlia, hai aggiunto o un potenziale idiota che sfrutta senza sapere neanche fare o col bicchiere e manco sa che può cagare senza riempirsi di merda perchè è inserito in società e che le sue comodità, a partire dalla merda che produce, dipendono dalla compartecipazione individuale al sociale oppure un potenziale miglioratore di gestione delle risorse comuni.

Se il tuo prodotto di genitore è un idiota, puoi anche lasciargli immense ricchezze, e te le sputtanerà in 3x2 per il semplice motivo che manco sa da dove vengono e manco sa valorizzare la fatica che serve a raccoglierle e mantenerle. di questo mi interesserebbe poco. Cazzi suoi. Selezione naturale.
Il punto è che nello sputtanare quelle risorse rompe i coglioni anche a chi è intorno. E più sono grandi le ricchezze, più aumenta la rottura di coglioni i grado di provocare.

Se il tuo prodotto genitoriale è un miglioratore allora le ricchezze e il ptatrimonio che lasci non solo verrà curato ma anche aumentato. E facendo in termini di corresponsabilità questo significherà anche un miglioramento sociale (che tradotto grezzo, aumenterà le sue ricchezze continuando a poter cagare senza rimanere sommerso dalla sua merda).

La differenza fra il primo e il secondo è la corresponsabilità sociale.

Corresponsabilità che è una sfera che riguarda gli apprendimenti. Che sono dovere della famiglia in primis.
Visto che è la prima istituzione educativa riconosciuta e di cui tanto si canta la ode.

dici che con questo linguaggio riesco ad essere più chiara?
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
non è questione di crederci. mica si sta parlando di fede o di dio.
Sono fatti.

Quando esci dalla tua casa, cosa trovi?

Uno sterrato che ti curi per i cazzi tuoi e di cui rispondi in caso di pioggia, smottamenti, rotture oppure una strada di cui usufruisci?
Quando la notte devi pisciare (o tua figlia deve pisciare o tua moglie deve pisciare) o cagare anche, che fai?
Esci e vai a farla all'aperto o ti alzi e accendi la luce e ti siedi sulla tazza?
Quando hai sete, che fai? Vai al pozzo oppure apri il rubinetto?

Potrei andare avanti. Ma so che hai già capito.

Ogni cosa di cui sei circondato, parlo dei servizi di base, è un prodotto dell'organizzazione sociale e non un prodotto individuale.
Poi tu puoi decidere, a seconda delle tue disponibilità, che vuoi cagare su un wc in oro. Decisione tua. (Che ha comunque ripercussioni, che tu non vedi, ma non farmi come i miei gatti che se chiudono gli occhi o non ti vedono, credono tu non possa vederli o non ci sia :D).

Ecco. In questi termini la questione non riguarda l'essere d'accordo oppure no.

Nel momento in cui tu metti al mondo un figlio o una figlia, hai aggiunto o un potenziale idiota che sfrutta senza sapere neanche fare o col bicchiere e manco sa che può cagare senza riempirsi di merda perchè è inserito in società e che le sue comodità, a partire dalla merda che produce, dipendono dalla compartecipazione individuale al sociale oppure un potenziale miglioratore di gestione delle risorse comuni.

Se il tuo prodotto di genitore è un idiota, puoi anche lasciargli immense ricchezze, e te le sputtanerà in 3x2 per il semplice motivo che manco sa da dove vengono e manco sa valorizzare la fatica che serve a raccoglierle e mantenerle. di questo mi interesserebbe poco. Cazzi suoi. Selezione naturale.
Il punto è che nello sputtanare quelle risorse rompe i coglioni anche a chi è intorno. E più sono grandi le ricchezze, più aumenta la rottura di coglioni i grado di provocare.

Se il tuo prodotto genitoriale è un miglioratore allora le ricchezze e il ptatrimonio che lasci non solo verrà curato ma anche aumentato. E facendo in termini di corresponsabilità questo significherà anche un miglioramento sociale (che tradotto grezzo, aumenterà le sue ricchezze continuando a poter cagare senza rimanere sommerso dalla sua merda).

La differenza fra il primo e il secondo è la corresponsabilità sociale.

Corresponsabilità che è una sfera che riguarda gli apprendimenti. Che sono dovere della famiglia in primis.
Visto che è la prima istituzione educativa riconosciuta e di cui tanto si canta la ode.

dici che con questo linguaggio riesco ad essere più chiara?
Sei chiarissima. Ma non è buttandola sullo scatologico che mi convinci. Il tuo ragionamento è viziato da un pessimismo di fondo dovuto al fatto mettere al mondo un miglioratore oppure un elettore del PD che non vale le risorse che sta dissipando mentre respira sia una questione statistica.
per me no
Per me, e spero di essere chiaro quando ti dico che non voglio convincere nessuno, da uno come me, sommando la mia base genetica a quella che tu hai sempre chiamato cura (che ormai per me é una specie di termine tecnico), non può uscire che un miglioratore. O quantomeno qualcuno che faccia parte dei miei astutIssimi piani per il Domino del mondo. In modo funzionale ovviamente. :D
Considerando che la cura può essere somministrata solo da gente in grado, questo riporta il discorso fino a dove era partita la nostra discussione (raro chiudere un cerchio da ste parti, mi piace), ossia che le persone che hanno facoltà o comprensione del mondo sopra la media dovrebbero riprodursi.
In tal senso, per come ragiono io, la posizione di uno che si mette con te sapendo che non vuoi figli e sperando che cambi idea è perfettamente comprensibile. Poi se tu non vuoi prendere l'idea che uno voglia un figlio da te come un complimento per tuoi muri ideologici fai pure, Io la vedo così.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sei chiarissima. Ma non è buttandola sullo scatologico che mi convinci. Il tuo ragionamento è viziato da un pessimismo di fondo dovuto al fatto mettere al mondo un miglioratore oppure un elettore del PD che non vale le risorse che sta dissipando mentre respira sia una questione statistica.
per me no
Per me, e spero di essere chiaro quando ti dico che non voglio convincere nessuno, da uno come me, sommando la mia base genetica a quella che tu hai sempre chiamato cura (che ormai per me é una specie di termine tecnico), non può uscire che un miglioratore. O quantomeno qualcuno che faccia parte dei miei astutIssimi piani per il Domino del mondo. In modo funzionale ovviamente. :D
Considerando che la cura può essere somministrata solo da gente in grado, questo riporta il discorso fino a dove era partita la nostra discussione (raro chiudere un cerchio da ste parti, mi piace), ossia che le persone che hanno facoltà o comprensione del mondo sopra la media dovrebbero riprodursi.
In tal senso, per come ragiono io, la posizione di uno che si mette con te sapendo che non vuoi figli e sperando che cambi idea è perfettamente comprensibile. Poi se tu non vuoi prendere l'idea che uno voglia un figlio da te come un complimento per tuoi muri ideologici fai pure, Io la vedo così.
Mi fai veramente rotolare a volte :D

Il cerchio si chiude, nella tua percezione, per il semplice motivo che sei tornato ad un collegamento implicito che è nella tua testa, confermandolo.
Ossia che il mio ragionamento sulla corresponsabilità sia legato ai miei ragionamenti riguardo il non avere figli.
Ma è una tua interpretazione.

Io non desidero figli non perchè sono pessimista.
Non sono una pessimista fra l'altro.
Sono piuttosto misantropa, questo sì.
Ma non pessimista.
E non desidero figli per nessun motivo che è collegabile alla corresponsabilità.

Peccando serenamente di presunzione penso che sarei una sufficientemente buona madre. Che è il tanto che basta per rispondere sia ad esigenze individuali sia ad esigenze sociali.
Non ho mai pensato "oddio, metto al mondo un figlio in un mondo così??"
Nel mondo, a mio parere, non c'è nulla di nuovo, di profondamente nuovo rispetto ai secoli ed ai millenni precedenti.
A dirla tutta penso sia uno dei migliori momenti per fare figli.
E penso che un/a mi* ipotetic* figli* potrerebbe se non miglioramento come minimo consolidamento.

E per rispondere ad altri impliciti. G. sarebbe un ottimo padre.
E mi considera una buona madre.
Ti dirò di più, questa valutazione, per entrambi, è uno dei collanti della nostra relazione.
Ossia il considerarci validi come coppia genitoriale.

Sensazione che non ho mai sperimentato con altri uomini, che non fossero quelli che consideravo miei mentori e con cui quindi non desideravo una relazione anche intima, di coppia.

D'altro canto, la maggior parte di quelli che ha avuto una relazione con me ha desiderato aver figli da me.
E l'ho sempre considerato un complimento. Molto gradito.

Non considero un complimento il pensare di poter manipolare i miei desideri a riguardo invece.
Il mentirmi a riguardo.
Scaricandomi addosso la responsabilità - non mia - di non aver figli nell'attesa che a me nasca il desiderio.
Che è poi quello che ha fatto il mio ex, dicendomelo proprio esplicitamente fra l'altro, in uno sfogo a fine relazione in cui mi ha accusata di averlo imbrogliato perchè lui ha aspettato che io "mi mettessi a posto". Come dicevo in altro 3d non ho commentato solo per rispetto agli anni passati insieme. Ma il mio desiderio era di dargli una testata e spaccargli come minimo il naso.

Questo quel che riguarda me.

Tutto il ragionamento riguardo la corresponsabilità è su un altro piano.
Ossia di semplice analisi di come generalmente la genitorialità si stia spostando nell'estremo dell'individuo (che poi lamenta la solitudine della famiglia).
E come invece tener presente che un figlio è un "bene comune" sia funzionale al miglioramento delle condizioni di tutti e ognuno. Unito al fatto che far figli è parte del patto sociale che riconosce alla famiglia il suo status di istituzione portante la società.

E non a caso, a mio parere, in questo periodo storico stanno ri-nascendo parecchi schieramenti riguardo la famiglia.
Più la famiglia diviene un atto individuale più socialmente è necessario includere gli atti individuali riconoscendoli cambiando la struttura secolare su cui si è retta la società.
Meno la società riesce a stare al passo dei cambiamenti individuali, più le strutture si disgregano disgregando i legami sociali.
Più si disgregano i legami sociali più gli individui si sentono soli e nucleari.
E questo crea da un lato un profondo senso di instabilità e insicurezza e dall'altro movimenti dati dalla paura e dall'ignoranza per cui si crede che ci si possa tirar fuori dalle dinamiche sociali che ordinano le istituzioni di base. - finendo nell'illusione degli assoluti -.

Questo per dirla male male, ma il senso del mio discorso è questo.
E non una indiretta esplicazione del perchè non desidero figli io.

quindi, no, mi spiace...ma il cerchio non si è chiuso...anche perchè, per la mia esperienza, la vita non è un cerchio - la chiusura è una difesa e una illusione tutta umana :p-...ma una doppia spirale

 

Rosarose

Utente di lunga data
Mi fai veramente rotolare a volte :D

Il cerchio si chiude, nella tua percezione, per il semplice motivo che sei tornato ad un collegamento implicito che è nella tua testa, confermandolo.
Ossia che il mio ragionamento sulla corresponsabilità sia legato ai miei ragionamenti riguardo il non avere figli.
Ma è una tua interpretazione.

Io non desidero figli non perchè sono pessimista.
Non sono una pessimista fra l'altro.
Sono piuttosto misantropa, questo sì.
Ma non pessimista.
E non desidero figli per nessun motivo che è collegabile alla corresponsabilità.

Peccando serenamente di presunzione penso che sarei una sufficientemente buona madre. Che è il tanto che basta per rispondere sia ad esigenze individuali sia ad esigenze sociali.
Non ho mai pensato "oddio, metto al mondo un figlio in un mondo così??"
Nel mondo, a mio parere, non c'è nulla di nuovo, di profondamente nuovo rispetto ai secoli ed ai millenni precedenti.
A dirla tutta penso sia uno dei migliori momenti per fare figli.
E penso che un/a mi* ipotetic* figli* potrerebbe se non miglioramento come minimo consolidamento.

E per rispondere ad altri impliciti. G. sarebbe un ottimo padre.
E mi considera una buona madre.
Ti dirò di più, questa valutazione, per entrambi, è uno dei collanti della nostra relazione.
Ossia il considerarci validi come coppia genitoriale.

Sensazione che non ho mai sperimentato con altri uomini, che non fossero quelli che consideravo miei mentori e con cui quindi non desideravo una relazione anche intima, di coppia.

D'altro canto, la maggior parte di quelli che ha avuto una relazione con me ha desiderato aver figli da me.
E l'ho sempre considerato un complimento. Molto gradito.

Non considero un complimento il pensare di poter manipolare i miei desideri a riguardo invece.
Il mentirmi a riguardo.
Scaricandomi addosso la responsabilità - non mia - di non aver figli nell'attesa che a me nasca il desiderio.
Che è poi quello che ha fatto il mio ex, dicendomelo proprio esplicitamente fra l'altro, in uno sfogo a fine relazione in cui mi ha accusata di averlo imbrogliato perchè lui ha aspettato che io "mi mettessi a posto". Come dicevo in altro 3d non ho commentato solo per rispetto agli anni passati insieme. Ma il mio desiderio era di dargli una testata e spaccargli come minimo il naso.

Questo quel che riguarda me.

Tutto il ragionamento riguardo la corresponsabilità è su un altro piano.
Ossia di semplice analisi di come generalmente la genitorialità si stia spostando nell'estremo dell'individuo (che poi lamenta la solitudine della famiglia).
E come invece tener presente che un figlio è un "bene comune" sia funzionale al miglioramento delle condizioni di tutti e ognuno. Unito al fatto che far figli è parte del patto sociale che riconosce alla famiglia il suo status di istituzione portante la società.

E non a caso, a mio parere, in questo periodo storico stanno ri-nascendo parecchi schieramenti riguardo la famiglia.
Più la famiglia diviene un atto individuale più socialmente è necessario includere gli atti individuali riconoscendoli cambiando la struttura secolare su cui si è retta la società.
Meno la società riesce a stare al passo dei cambiamenti individuali, più le strutture si disgregano disgregando i legami sociali.
Più si disgregano i legami sociali più gli individui si sentono soli e nucleari.
E questo crea da un lato un profondo senso di instabilità e insicurezza e dall'altro movimenti dati dalla paura e dall'ignoranza per cui si crede che ci si possa tirar fuori dalle dinamiche sociali che ordinano le istituzioni di base. - finendo nell'illusione degli assoluti -.

Questo per dirla male male, ma il senso del mio discorso è questo.
E non una indiretta esplicazione del perchè non desidero figli io.

quindi, no, mi spiace...ma il cerchio non si è chiuso...anche perchè, per la mia esperienza, la vita non è un cerchio - la chiusura è una difesa e una illusione tutta umana :p-...ma una doppia spirale

In tutto questo discorso, sensatissimo peraltro e in tutti quelli precedenti, almeno di essermi sfuggito qualcosa, non hai però spiegato da dove nasce in te la radicata convinzione di non volere figli?
Tra l'altro mi pare di avere letto che se li volessi il tuo G. Lo considereresti la persona più adatta con cui averne.
Io quando mi sono resa conto di essere davvero innamorata, il desiderio di avere figli dalla persona che amavo era diventato un tutt'uno con l'amore provato, era come l'idea che questo amore si potesse allargare e ingrandire ancora di più era come se chiedesse ancora e poi ancora. Devo dire che i miei figli sono stati davvero l'estensione di un'amore di coppia.
Prova ne è stata e ti assicuro che è stato terribile, che quando mio marito si è ammalato gravemente, per un'attimo ho avuto la percezione che i miei figli perdessero di senso per me!!
Ho dovuto riappropriarmi di loro in un'altro modo...

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In tutto questo discorso, sensatissimo peraltro e in tutti quelli precedenti, almeno di essermi sfuggito qualcosa, non hai però spiegato da dove nasce in te la radicata convinzione di non volere figli?
Tra l'altro mi pare di avere letto che se li volessi il tuo G. Lo considereresti la persona più adatta con cui averne.
Io quando mi sono resa conto di essere davvero innamorata, il desiderio di avere figli dalla persona che amavo era diventato un tutt'uno con l'amore provato, era come l'idea che questo amore si potesse allargare e ingrandire ancora di più era come se chiedesse ancora e poi ancora. Devo dire che i miei figli sono stati davvero l'estensione di un'amore di coppia.
Prova ne è stata e ti assicuro che è stato terribile, che quando mio marito si è ammalato gravemente, per un'attimo ho avuto la percezione che i miei figli perdessero di senso per me!!
Ho dovuto riappropriarmi di loro in un'altro modo...

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Non l'ho spiegato per il semplice motivo che non era il tema del 3d
E neanche lo spunto da cui è partito il discorso della corresponsabilità sociale di chi decide di averli. :)

Tutto è partito da un discorso riguardo il fatto che del bambino di cui si è parlato nel 3d, nei vari discorsi fra l'altra meretrice e ingannatrice che inganna l'uomo per farsi ingravidare oppure lui stronzo e @Tradita vittima universale, se ne è parlato come co-presente nella distruzione del sogno di amore di tradita col suo uomo.
E come un qualcosa di collaterale che tocca solo la madre fondamentalmente. E di cui il padre - che tradita ipotizzava essere l'uomo con cui sta cercando casa e con cui lavora - si prende economicamente cura, tutt'al più.


Se vuoi sapere di me...beh, è semplice. Non ne sento il minimo desiderio.
Non l'ho mai sentito.
Neanche un accenno.

Ho imparato nel tempo a comprendere chi invece ne ha di quel desiderio.
Desiderio che ho sempre pensato fosse un condizionamento più che altro. Su cui mi accanivo, chiedendo
"perchè vuoi figli? da dove nasce in te la radicata convinzione di voler figli?" :)

Poi ho capito che quella percezione - che era anche un giudizio - riguardava me.
Non provando quel desiderio, non avendone esperienza, non comprendevo chi quel desiderio lo sperimentava e gli dava pure seguito.

Credo sia simile alla sensazione che prova chi desidera figli e si trova davanti per esempio me, un chi che quel desiderio non lo sperimenta.
Sembra incomprensibile. Impossibile.
Talmente lontano dal proprio vissuto da non sapersene dare ragione.

Tanto che tendenzialmente chi non desidera figli è considerato problematico di default. (l'annoso problema delle minoranze :carneval:)

Quel che descrivi lo comprendo razionalmente ed empaticamente.
Ma non lo percepisco come qualcosa di vicino al mio modo di sentire, di rappresentarmi il mondo e di rappresentare me nel mondo.

La cosa che invece mi colpisce moltissimo sono le donne, come @Tradita che desiderano figli e ci rinunciano.
Che è il rovescio della medaglia del rinunciare al desiderio di non averne.

io non rinuncerei al desiderio di non avere figli. Per niente e nessuno.
E' un desiderio che è una mia parte essenziale. Racconta profondamente di me.

come si fa a rinunciare di aver figli per un uomo? (o come si fa ad averne per un uomo)
E' una cosa che mi lascia davvero a bocca aperta.
E' amore?
io non ne sono convinta.
Mi sembra più un passare per l'altro per trovare un modo per non dar seguito a sè.
Che il non dar seguito sia paradossalmente dar seguito (ossia il bisogno di una scusa per non fare quello che che si ritiene di dover fare - aver figli in questo caso-. Il mio ex per esempio mi ha usata in questo modo: nella sua testa un uomo realizzato, per esserlo doveva avere una bella famiglia con almeno un figlio. Senza quello non era realizzato. Quindi il suo desiderio riguardava il riconoscimento di realizzazione e di adesione e non l'aver figli in sè e per sè) oppure che sia proprio un non dar seguito (ossia il bisogno di una scusa per amputarsi di una parte essenziale per chissà quale motivo).
 
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