ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tu lo percepisci/l'hai percepito così?
Come vuoto intendo?
Io, quando ho tradito, percepivo esattamente il contrario.
Ossia che i vuoti stessero scomparendo riempiti dall'ansia di riempirli.
E lì iniziavo a sentire la mancanza di me.
E non una mancanza nella coppia.
Tanto che non sono mai riuscita nè a trovare motivazioni interne alla coppia per i miei tradimenti nè a sentirmi in colpa per aver tradito.
Una coppia troppo piena mi soffoca.
E con me gli uomini che hanno quel bisogno di coppia a tutti i costi sono vittime sacrificali.
Ma questo mi vale anche nelle amicizie.
Quindi credo sia qualcosa che riguardi il mio stile relazionale più che il tradimento. O la coppia in senso stretto.
@Arcistufo, per uomini che piegano le mutande intendi quelli che confondono l'accettare e il prendere?
E quindi sovrappongono il tenere con il trattenere?
Per me un uomo che non sa stare a mano aperta tenendomi ( non trattenendomi) è una vittima sacrificale.
Lo stesso vale per le donne.
Gli uomini che tradivano le loro donne, fondamentalmente in me venivano a cercare aria esattamente da quello.
Il non sentire costantemente attorno al collo il guinzaglio della coppia.
Il legame che che dal mio punto di vista è legaccio che trattiene e non lascia più lo spazio proprio per la scelta fra il tradire e il non tradire.
se mi togli la possibilità di tradirti,Nella mia esperienza, fra l'altro,è matematico che tradirò.
Diventa solo una questione di tempo.
Come è questione di tempo la fine della relazione.
Perchè in ogni caso tradire poi non mi basta più per uscire da quella che io percepisco come oppressione.
E se hai bisogno di me...io mi sento oppressa.
Non ho mica capito cosa intendi per il grassetto...
Come faccio a toglierti una scelta che comunque hai riguardo a una cosa che nel momento in cui si realizza io non so?
Io posso benissimo dire che ti lascerei nel momento in cui dovessi scoprire che mi hai già tradito. Se per effetto di questo tu ti senti il cappio al collo, però, stai immaginando me che ti "ammonisco" in prevenzione. Mentre invero ti sto probabilmente solo comunicando un dato di realtà nel dirti che non perdonerei un tradimento. Questo è impastoiare?![]()
Eravamo partire dai quote.Non è l'unica via.
C'è anche l'uscita.
Comunque tutto sta nel definire uno spazio. Probabilmente per te ci sono altri terreni più "stretti". Dove passa una sola via. Ne abbiamo tutti, e talvolta anche le esperienze ci portano non solo ad allargare gli spazi, ma anche paradossalmente a "stringerli". E' si una rassicurazione, ma non proviene dall'altro.![]()
Per possibilità intendo letteralmente possibilità. Ci intendiamo su questo?
Ho la sensazione che io parlo di possibilità come possibile accadimento e tu parli di possibilità come permesso concesso alla realizzazione di quell'accadimento.
Tu non mi puoi togliere niente. E non puoi prenderti niente.
Si tratta semplicemente di condividere i contenuti.
Che sono la base su cui si co-costruiscono gli spazi.
non è neanche questione di spazi ampi o stretti.
O perlomeno non puoi definire la grandezza di uno spazio senza discutere di cosa ci si vuole dentro quello spazio.
Poi, puoi dirmi che nel tuo spazio non vuoi la possibilità (= eventualità che qualcosa possa accadere) del tradimento.
Ossia che vuoi condividere l'ignorare una parte della realtà delle relazioni.
E guarda che una relazione ha valore anche a discendere dal fatto che può esser tradita.
Io non tradisco chi non è in relazione con me.
E neppure tu.
Si può tradire solo ed esclusivamente se si è in relazione.
Fuori dalla relazione il tradimento non esiste. Non ci sono proprio le condizioni.