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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tu lo percepisci/l'hai percepito così?
Come vuoto intendo?

Io, quando ho tradito, percepivo esattamente il contrario.
Ossia che i vuoti stessero scomparendo riempiti dall'ansia di riempirli.

E lì iniziavo a sentire la mancanza di me.
E non una mancanza nella coppia.

Tanto che non sono mai riuscita nè a trovare motivazioni interne alla coppia per i miei tradimenti nè a sentirmi in colpa per aver tradito.

Una coppia troppo piena mi soffoca.

E con me gli uomini che hanno quel bisogno di coppia a tutti i costi sono vittime sacrificali.
Ma questo mi vale anche nelle amicizie.

Quindi credo sia qualcosa che riguardi il mio stile relazionale più che il tradimento. O la coppia in senso stretto.
@Arcistufo, per uomini che piegano le mutande intendi quelli che confondono l'accettare e il prendere?
E quindi sovrappongono il tenere con il trattenere?

Per me un uomo che non sa stare a mano aperta tenendomi ( non trattenendomi) è una vittima sacrificale.
Lo stesso vale per le donne.

Gli uomini che tradivano le loro donne, fondamentalmente in me venivano a cercare aria esattamente da quello.

Il non sentire costantemente attorno al collo il guinzaglio della coppia.
Il legame che che dal mio punto di vista è legaccio che trattiene e non lascia più lo spazio proprio per la scelta fra il tradire e il non tradire.

Nella mia esperienza, fra l'altro,
se mi togli la possibilità di tradirti,
è matematico che tradirò.
Diventa solo una questione di tempo.

Come è questione di tempo la fine della relazione.

Perchè in ogni caso tradire poi non mi basta più per uscire da quella che io percepisco come oppressione.

E se hai bisogno di me...io mi sento oppressa.

Non ho mica capito cosa intendi per il grassetto... :)
Come faccio a toglierti una scelta che comunque hai riguardo a una cosa che nel momento in cui si realizza io non so?

Io posso benissimo dire che ti lascerei nel momento in cui dovessi scoprire che mi hai già tradito. Se per effetto di questo tu ti senti il cappio al collo, però, stai immaginando me che ti "ammonisco" in prevenzione. Mentre invero ti sto probabilmente solo comunicando un dato di realtà nel dirti che non perdonerei un tradimento. Questo è impastoiare? :)
Non è l'unica via.
C'è anche l'uscita.
Comunque tutto sta nel definire uno spazio. Probabilmente per te ci sono altri terreni più "stretti". Dove passa una sola via. Ne abbiamo tutti, e talvolta anche le esperienze ci portano non solo ad allargare gli spazi, ma anche paradossalmente a "stringerli". E' si una rassicurazione, ma non proviene dall'altro. :)
Eravamo partire dai quote.

Per possibilità intendo letteralmente possibilità. Ci intendiamo su questo?
Ho la sensazione che io parlo di possibilità come possibile accadimento e tu parli di possibilità come permesso concesso alla realizzazione di quell'accadimento.

Tu non mi puoi togliere niente. E non puoi prenderti niente.

Si tratta semplicemente di condividere i contenuti.

Che sono la base su cui si co-costruiscono gli spazi.

non è neanche questione di spazi ampi o stretti.
O perlomeno non puoi definire la grandezza di uno spazio senza discutere di cosa ci si vuole dentro quello spazio.

Poi, puoi dirmi che nel tuo spazio non vuoi la possibilità (= eventualità che qualcosa possa accadere) del tradimento.
Ossia che vuoi condividere l'ignorare una parte della realtà delle relazioni.

E guarda che una relazione ha valore anche a discendere dal fatto che può esser tradita.

Io non tradisco chi non è in relazione con me.
E neppure tu.

Si può tradire solo ed esclusivamente se si è in relazione.
Fuori dalla relazione il tradimento non esiste. Non ci sono proprio le condizioni.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si.
E continuo a non capirlo.
Perché non ti precludo la possibilità di incontrare Tiziana, e la scelta di mollarmi.
Ma trovo assai disfunzionale contemplare la libertà "di Tiziana" nella nostra relazione.
Per tutti c'è un giusto, e uno sbagliato. Per se stessi eh. Per me una relazione così ha poco valore, poiché mette l'ovvio (la possibilità di incontrare un altro) nella parte del"giusto per quella relazione". Per me non lo e'. E quando capita deve essere sempre oggetto di discussione. Quando capita. Prima assolve il compito di "liberarsi". Per te da un legaccio. Per me da una scelta reversibile. E non ne usciamo :)

ti ho risposto nell'altro post:

possibilità non è "permesso a fare".

Possibilità è "eventualità che un evento si possa verificare"

Se tu ti rifai al primo significato, come deduco da ciò che scrivi, ovviamente non ne usciamo.
Stiam parlando di due cose diverse :D:)

Però...ti pare che vado a chiedere il permesso di tradire a qualcuno che non sono io????:eek:
 

Foglia

utente viva e vegeta
ti ho risposto nell'altro post:

possibilità non è "permesso a fare".

Possibilità è "eventualità che un evento si possa verificare"

Se tu ti rifai al primo significato, come deduco da ciò che scrivi, ovviamente non ne usciamo.
Stiam parlando di due cose diverse :D:)

Però...ti pare che vado a chiedere il permesso di tradire a qualcuno che non sono io????:eek:
Vabbè, ma chi è che può toglierti quella possibilità???
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vabbè, ma chi è che può toglierti quella possibilità???
Come scrivevo nell'altro post, ovviamente nessuno può togliermi una possibilità che io mi concedo.
Mica è quello in discussione.

Il punto è la "parità" nel riconoscimento e nello spazio di condivisione.
Ossia il togliere dallo spazio di coppia la possibilità di un accadimento. (in questo senso dicevo "togliermi la possibilità di tradirti")

Se non posso parlare di eventualità col mio uomo, con chi ne parlo?
Con le amiche?

Ossia, vado fuori dalla coppia per parlare di me nella coppia?

Dal mio punto di vista, questa è la base per il tradimento perfetto.
Partendo dal presupposto che tradire non è necessariamente scopare.
E di solito scopare è l'atto finale di un processo di disistima delle opzioni di coppia.
E se non ti posso parlare perchè tu crolli di fronte alle possibilità non riesco a considerarti pari. Non riesco a nutrire la stima per te se hai paura delle possibilità e se ti leghi alle possibilità invece che alla realtà. Cercando rassicurazioni negli assoluti funzionali alla tua univoca descrizione del mondo.

E se devo parlare fuori di me nella coppia cosa sto iniziando a considerare?
che la coppia è ancora lo spazio adatto in cui metter me o che ho bisogno di spazi altri perchè in coppia per me non c'è spazio?

Per me tradire è già parlar con altri di questioni di cui dovrei parlar con G..
E quel dovrei non è un dovere. Ma è la funzionalità della comunicazione.

E in giro di coppie che stanno in piedi sul parlar fuori per non parlar dentro ne vedo parecchie.
Poi si raccontano che siccome cazzo e figa non sono chiamate in cause allora non tradiscono nulla.

Cazzate. :)
Propedeutiche al mantenimento delle omissioni. Certamente.

C'è anche chi sostiene che le omissioni siano funzionali alla coppia.
Di sicuro è roba funzionale all'autocompiacimento.

Ieri degli amici mi han raccontato una storiella

"tre signore vanno dal saggio eremita che vive alla fonte per chiedere consiglio su come comportarsi coi rispettivi mariti che le maltrattano. Il saggio le guarda e poi risponde : venite tutti i giorni a prender acqua alla fonte e portate pazienza".

Ecco.:)
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Come scrivevo nell'altro post, ovviamente nessuno può togliermi una possibilità che io mi concedo.
Mica è quello in discussione.

Il punto è la "parità" nel riconoscimento e nello spazio di condivisione.
Ossia il togliere dallo spazio di coppia la possibilità di un accadimento. (in questo senso dicevo "togliermi la possibilità di tradirti")

Se non posso parlare di eventualità col mio uomo, con chi ne parlo?
Con le amiche?

Ossia, vado fuori dalla coppia per parlare di me nella coppia?

Dal mio punto di vista, questa è la base per il tradimento perfetto.
Partendo dal presupposto che tradire non è necessariamente scopare.
E di solito scopare è l'atto finale di un processo di disistima delle opzioni di coppia.
E se non ti posso parlare perchè tu crolli di fronte alle possibilità non riesco a considerarti pari. Non riesco a nutrire la stima per te se hai paura delle possibilità e se ti leghi alle possibilità invece che alla realtà. Cercando rassicurazioni negli assoluti funzionali alla tua univoca descrizione del mondo.

E se devo parlare fuori di me nella coppia cosa sto iniziando a considerare?
che la coppia è ancora lo spazio adatto in cui metter me o che ho bisogno di spazi altri perchè in coppia per me non c'è spazio?

Per me tradire è già parlar con altri di questioni di cui dovrei parlar con G..
E quel dovrei non è un dovere. Ma è la funzionalità della comunicazione.

E in giro di coppie che stanno in piedi sul parlar fuori per non parlar dentro ne vedo parecchie.
Poi si raccontano che siccome cazzo e figa non sono chiamate in cause allora non tradiscono nulla.

Cazzate. :)
Propedeutiche al mantenimento delle omissioni. Certamente.

C'è anche chi sostiene che le omissioni siano funzionali alla coppia.
Di sicuro è roba funzionale all'autocompiacimento.

Ieri degli amici mi han raccontato una storiella

"tre signore vanno dal saggio eremita che vive alla fonte per chiedere consiglio su come comportarsi coi rispettivi mariti che le maltrattano. Il saggio le guarda e poi risponde : venite tutti i giorni a prender acqua alla fonte e portate pazienza".

Ecco.:)
Mi riesce difficile immaginare COME se ne possa parlare. Al di là del parlare di sé, e di quella che è la propria storia. Del non escludere. Ma non so :)
Credo che oggi al proposito direi che lo direi e vorrei che mi fosse detto.
All'interno di un progetto però riconosco che sarebbe ben più dura.
 

danny

Utente di lunga data
E perché un errore?
È un errore se vuoi valutarlo come tale, in quanto la tolleranza nei suoi confronti riduce la percezione del fattore di rischio nel commetterlo.
Anche se poi, nel reale, e lo leggiamo anche qui, sono state tradite persone che considerano del tutto inaccettabili tradimento e traditore, per cui il fattore rischio non sempre viene determinato dalle opinioni in merito del coniuge.
Insomma, alla fine vengono traditi sia talebani della fedeltà sia i fatalisti dell'infedelta', senza apparente distinzione.
 

danny

Utente di lunga data
Tesò, ma dominante in che senso? Guarda che non è mica detto che essere dominanti (o prepotenti, capricciosi, esigenti, fa tu) in vari aspetti della vita di coppia sia corrispondente ad una maggior gestione dell'iniziativa sotto le lenzuola. Anzi. Ovviamente i miei dati sono di parte e raccattati su base empirica, ma a Naso ti direi il contrario. Anzi, in moltissime coppie il conflitto andrebbe risolto nel senso che lei batte i piedi, lui l'acchiappa la tromba di santa ragione e lei la pianta di rompere i coglioni (mi si perdoni lo stereotipo, ma il mio punto di vista può essere solo maschile). Se trombarla di santa ragione non risolve il problema, allora c'è un problema. Ma prima si utilizza il pisello come filtro. Solo che quando hai un rapporto stabile, una che batte i piedi a 30 o 40 anni ti fa cascare le palle e si crea il corto circuito è più antico del mondo. Mica è un caso se quando la funzione di farle smettere di battere i piedi viene svolta dall'amante in casa miracolosamente la primavera.
Arci, questa è pero una ricerca di un assoluto che a me alla fine ricorda un po' i personaggi di Un pesce di nome Wanda.
Dove, appunto, lui piegava i vestiti accanto al letto.
Nella realtà tutto... Dipende.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi riesce difficile immaginare COME se ne possa parlare. Al di là del parlare di sé, e di quella che è la propria storia. Del non escludere. Ma non so :)
Credo che oggi al proposito direi che lo direi e vorrei che mi fosse detto.
All'interno di un progetto però riconosco che sarebbe ben più dura.
In che senso COME?

Con G. ne parliamo semplicemente, con le parole.

Ovviamente ci intendiamo sui significati delle parole, se no diventa difficile intendersi. :D

E la fatica secondo me è questa.

Unita al non aggrapparsi all'altro.
Chiedendogli quindi implicitamente di mentirti.
E scaricandogli addosso le proprie paure.

Buh...G: mi dice liberamente che quella che vede passare per lui è desiderabile.
E ne parliamo serenamente insieme.
Idem se io vedo qualcuno di desiderabile.

Come ci confrontiamo riguardo ai desideri che abbiamo.

Io ho parecchi amicizie maschili, direi fondamentalmente maschili.
Lui vede chi mi gira intorno con intenti che lui definisce "altri". :D
E mi chiede cosa ne penso.
Io mi sento libera di dirgli cosa ne penso per davvero.

Ho un amico, una cosa simile perlomeno, che per me è centrale.
Molto centrale.

G. mi dichiara serenamente quando mi vede spostarmi verso quella persona e mi chiede cosa sto trovando là dentro.
E' sinceramente curioso di sapermi.

E il nostro legame è costruito esattamente su quella curiosità.
Chi sei tu?
Cosa ti muove?
Cosa desideri?

Se te la devo dire tutta, non avrei saputo sostenerla in passato una relazione del genere.

Tacere in realtà è molto meno faticoso.
Basta adeguarsi all'altro e ritagliarsi spazi di respiro.
Spostare l'interesse dalla persona al progetto.

Col mio ex ci avevo pure provato.
Per fortuna lui ha dato di matto.
Se non avesse dato di matto...forse ci sarei pure riuscita...e avrei perso tutto questo bello che sto trovando.

Certo...non ho certezze nè sul tempo nè sullo spazio...l'unica certezza che ho è che io ci sono.
Eppure, non mi sono mai sentita tanto stabile.
Paradossalmente, l'instabilità mi stabilizza.

O meglio...la condivisione aperta e semplice dell'instabilità.
Niente cazzate. Niente disney.
Niente premure. O sconti.
Realtà.
Anche quando ti arriva nei denti e cade il molare.
A quel punto è buono pure il sapore del sangue che si sparge in bocca.
Ed è pure quello fonte di desiderio. :) ( a dirla tutta, credo che per me il desiderio abbia la sua fonte esattamente nel sangue e, per tornare alla storiella, la pazienza allora assume tutto un altro significato e non è rivolta all'altro e all'autocompiacimento. Ma alla soddisfazione di sè, alla fonte del MIO sangue).

EDIT: aggiungo che noi siamo all'interno di un progetto_Ora. Semplicemente noi non siamo il progetto. Il progetto è un nostro prodotto e come tale segue le regole che noi stabiliamo di volta in volta. NOI. non per contratto. A questo punto...potrei pure sposarmi :))
 
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Foglia

utente viva e vegeta
In che senso COME?

Con G. ne parliamo semplicemente, con le parole.

Ovviamente ci intendiamo sui significati delle parole, se no diventa difficile intendersi. :D

E la fatica secondo me è questa.

Unita al non aggrapparsi all'altro.
Chiedendogli quindi implicitamente di mentirti.
E scaricandogli addosso le proprie paure.

Buh...G: mi dice liberamente che quella che vede passare per lui è desiderabile.
E ne parliamo serenamente insieme.
Idem se io vedo qualcuno di desiderabile.

Come ci confrontiamo riguardo ai desideri che abbiamo.

Io ho parecchi amicizie maschili, direi fondamentalmente maschili.
Lui vede chi mi gira intorno con intenti che lui definisce "altri". :D
E mi chiede cosa ne penso.
Io mi sento libera di dirgli cosa ne penso per davvero.

Ho un amico, una cosa simile perlomeno, che per me è centrale.
Molto centrale.

G. mi dichiara serenamente quando mi vede spostarmi verso quella persona e mi chiede cosa sto trovando là dentro.
E' sinceramente curioso di sapermi.

E il nostro legame è costruito esattamente su quella curiosità.
Chi sei tu?
Cosa ti muove?
Cosa desideri?

Se te la devo dire tutta, non avrei saputo sostenerla in passato una relazione del genere.

Tacere in realtà è molto meno faticoso.
Basta adeguarsi all'altro e ritagliarsi spazi di respiro.
Spostare l'interesse dalla persona al progetto.

Col mio ex ci avevo pure provato.
Per fortuna lui ha dato di matto.
Se non avesse dato di matto...forse ci sarei pure riuscita...e avrei perso tutto questo bello che sto trovando.

Certo...non ho certezze nè sul tempo nè sullo spazio...l'unica certezza che ho è che io ci sono.
Eppure, non mi sono mai sentita tanto stabile.
Paradossalmente, l'instabilità mi stabilizza.

O meglio...la condivisione aperta e semplice dell'instabilità.
Niente cazzate. Niente disney.
Niente premure. O sconti.
Realtà.
Anche quando ti arriva nei denti e cade il molare.
A quel punto è buono pure il sapore del sangue che si sparge in bocca.
Ed è pure quello fonte di desiderio. :) ( a dirla tutta, credo che per me il desiderio abbia la sua fonte esattamente nel sangue e, per tornare alla storiella, la pazienza allora assume tutto un altro significato e non è rivolta all'altro e all'autocompiacimento. Ma alla soddisfazione di sè, alla fonte del MIO sangue).

EDIT: aggiungo che noi siamo all'interno di un progetto_Ora. Semplicemente noi non siamo il progetto. Il progetto è un nostro prodotto e come tale segue le regole che noi stabiliamo di volta in volta. NOI. non per contratto. A questo punto...potrei pure sposarmi :))
Bello :)
E capisco anche (al di là della terminologia) che è qualcosa di tutt'altro che "capitato". Leggo una bella fatica nell'arrivare a questa eterna partenza. E sangue, si. Sudore e sangue :D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Bello :)
E capisco anche (al di là della terminologia) che è qualcosa di tutt'altro che "capitato". Leggo una bella fatica nell'arrivare a questa eterna partenza. E sangue, si. Sudore e sangue :D

Vero, non è capitato :)

Il nucleo è che lasciarci - nelle varie declinazioni che può avere - non è un tabù ma una delle possibilità contemplate apertamente.
Al pari di tutte le altre.

Sicuramente essere indipendenti materialmente a prescindere dal progetto comune è un buon gradino.
Ma, mi sto rendendo col tempo, non essenziale.

Non è quella l'indipendenza che fa la differenza :)
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Come scrivevo nell'altro post, ovviamente nessuno può togliermi una possibilità che io mi concedo.
Mica è quello in discussione.

Il punto è la "parità" nel riconoscimento e nello spazio di condivisione.
Ossia il togliere dallo spazio di coppia la possibilità di un accadimento. (in questo senso dicevo "togliermi la possibilità di tradirti")

Se non posso parlare di eventualità col mio uomo, con chi ne parlo?
Con le amiche?

Ossia, vado fuori dalla coppia per parlare di me nella coppia?

Dal mio punto di vista, questa è la base per il tradimento perfetto.
Partendo dal presupposto che tradire non è necessariamente scopare.
E di solito scopare è l'atto finale di un processo di disistima delle opzioni di coppia.
E se non ti posso parlare perchè tu crolli di fronte alle possibilità non riesco a considerarti pari. Non riesco a nutrire la stima per te se hai paura delle possibilità e se ti leghi alle possibilità invece che alla realtà. Cercando rassicurazioni negli assoluti funzionali alla tua univoca descrizione del mondo.

E se devo parlare fuori di me nella coppia cosa sto iniziando a considerare?
che la coppia è ancora lo spazio adatto in cui metter me o che ho bisogno di spazi altri perchè in coppia per me non c'è spazio?

Per me tradire è già parlar con altri di questioni di cui dovrei parlar con G..
E quel dovrei non è un dovere. Ma è la funzionalità della comunicazione.

E in giro di coppie che stanno in piedi sul parlar fuori per non parlar dentro ne vedo parecchie.
Poi si raccontano che siccome cazzo e figa non sono chiamate in cause allora non tradiscono nulla.

Cazzate. :)
Propedeutiche al mantenimento delle omissioni. Certamente.

C'è anche chi sostiene che le omissioni siano funzionali alla coppia.
Di sicuro è roba funzionale all'autocompiacimento.

Ieri degli amici mi han raccontato una storiella

"tre signore vanno dal saggio eremita che vive alla fonte per chiedere consiglio su come comportarsi coi rispettivi mariti che le maltrattano. Il saggio le guarda e poi risponde : venite tutti i giorni a prender acqua alla fonte e portate pazienza".

Ecco.:)
Posso pure decidere di non parlarti perché so che il tuo sistema valoriale ti porterebbe a far saltare il banco, e non voglio darti questa opzione. Certo che ti considero mia pari, Ma dove sta scritto che le persone che consideriamo pari a noi dobbiamo decidere di non gestirle? Non è che se mi attrezzo per darti una certa direzione della vita confacente ai i miei piani non ti considero mia pari, magari ho semplicemente la ferma convinzione che il gioco ponti più dei giocatori. Una delle frasi che ripeto spesso ai miei soci In affari è che per me la riuscita del progetto conta più di me, figurarsi di loro.

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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Mi riesce difficile immaginare COME se ne possa parlare. Al di là del parlare di sé, e di quella che è la propria storia. Del non escludere. Ma non so :)
Credo che oggi al proposito direi che lo direi e vorrei che mi fosse detto.
All'interno di un progetto però riconosco che sarebbe ben più dura.
Se ne parla per gradi. Ricordare al partner che non si "attacca il cappello" in una relazione si fa in mille modi.
Se ha senso.

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Posso pure decidere di non parlarti perché so che il tuo sistema valoriale ti porterebbe a far saltare il banco, e non voglio darti questa opzione. Certo che ti considero mia pari, Ma dove sta scritto che le persone che consideriamo pari a noi dobbiamo decidere di non gestirle? Non è che se mi attrezzo per darti una certa direzione della vita confacente ai i miei piani non ti considero mia pari, magari ho semplicemente la ferma convinzione che il gioco ponti più dei giocatori. Una delle frasi che ripeto spesso ai miei soci In affari è che per me la riuscita del progetto conta più di me, figurarsi di loro.

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Se io decido di dare una direzione di vita a qualcuno, quel qualcuno non è mio pari.

La mia direzione di vita la decido io.
Chi non lo sa fare e si affida a me per questo, semplicemente non è mio pari.
Non ha le mie stesse competenze.

E questa è una competenza fondamentale per me.

Per certo non è una persona che scelgo come partner.

E non per valore eh.

Semplicemente mi conosco.
Se il mio sistema valoriale è un problema, prima o poi il banco lo faccio saltare io.
Se ti lasci direzionare da me, prima o dopo vado a prendermi qualcuno che non me lo lascia fare.
E non perchè mi dice di no.
Ma perchè non ha bisogno di me per farlo.

E questo è l'altro aspetto essenziale per me.
SE hai bisogno di me...nah.

vai bene per tante cose, ma non per stare con me.
finisci a pezzi. :)

E io finisco a camminare sulle uova.
Già dato ;)
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
È un errore se vuoi valutarlo come tale, in quanto la tolleranza nei suoi confronti riduce la percezione del fattore di rischio nel commetterlo.
Anche se poi, nel reale, e lo leggiamo anche qui, sono state tradite persone che considerano del tutto inaccettabili tradimento e traditore, per cui il fattore rischio non sempre viene determinato dalle opinioni in merito del coniuge.
Insomma, alla fine vengono traditi sia talebani della fedeltà sia i fatalisti dell'infedelta', senza apparente distinzione.
Ma la smetti di confutare in un post e darmi ragione col successivo? :rotfl:
Che sia un errore l'hai detto tu. Io non lo considero assolutamente tale proprio perché la mia esperienza empirica dice il contrario.

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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Arci, questa è pero una ricerca di un assoluto che a me alla fine ricorda un po' i personaggi di Un pesce di nome Wanda.
Dove, appunto, lui piegava i vestiti accanto al letto.
Nella realtà tutto... Dipende.
Ma quale assoluto? È come il discorso dei traditi predestinati. Come esistono i traditi predestinati che sono una frazione della popolazione complessiva con la testa pesante, Esistono le rompi coglioni smosciacazzi che sono una parte rilevante della popolazione di rompicoglioni complessive. Cercare gli assoluti a tutti i costi Secondo me vuol dire proprio pretendere che il proprio campione sia rappresentativo del 100% della popolazione. Io posso darti un esempio delle situazioni che ho toccato con mano o al massimo col pisello. E basare i miei giudizi su quelle.
Penso di aver ripetuto fino alla nausea che io non mi sento figo, ma è la concorrenza che fa schifo. Ma se dopo 10 anni di matrimonio tua moglie non ti ha mai guardato negli occhi mentre ti fa un pompino mentre con il primo stronzo che capita tipo il sottoscritto fa i gargarismi di sperma ridendo liberata, per me il problema é tuo, mica di lei mignotta traditorA.
Per dire.

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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Se io decido di dare una direzione di vita a qualcuno, quel qualcuno non è mio pari.

La mia direzione di vita la decido io.
Chi non lo sa fare e si affida a me per questo, semplicemente non è mio pari.
Non ha le mie stesse competenze.

E questa è una competenza fondamentale per me.

Per certo non è una persona che scelgo come partner.

E non per valore eh.

Semplicemente mi conosco.
Se il mio sistema valoriale è un problema, prima o poi il banco lo faccio saltare io.
Se ti lasci direzionare da me, prima o dopo vado a prendermi qualcuno che non me lo lascia fare.
E non perchè mi dice di no.
Ma perchè non ha bisogno di me per farlo.

E questo è l'altro aspetto essenziale per me.
SE hai bisogno di me...nah.

vai bene per tante cose, ma non per stare con me.
finisci a pezzi. :)

E io finisco a camminare sulle uova.
Già dato ;)
Mah. Sta cosa non la vedo fattibile nell'ottica di alcuna progettualitá. Ma deformazione mia che senza costruire non ci so stare :)

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mah. Sta cosa non la vedo fattibile nell'ottica di alcuna progettualitá. Ma deformazione mia che senza costruire non ci so stare :)

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Perché non la vedi fattibile nell'ottica di una progettualità?
Cos'è che te la manda fuori prospettiva ?
 

Foglia

utente viva e vegeta
Perché non la vedi fattibile nell'ottica di una progettualità?
Cos'è che te la manda fuori prospettiva ?
Arcistufo di dara' la sua risposta, io la mia perché in buona misura condivido :)
E' difficile avere capra e cavoli.
Non per niente anche tu hai detto che l'assenza di un progetto fatto di "materia" semplifica un poco le cose, anche se la indipendenza "dipende" (perdona il gioco di parole) da altro.
Credo che però sia difficile, con un progetto di "materia" in corso (passami la parola "materia", anche se in parte e' impropria), ricercare lo stesso livello qualitativo nella relazione. Tra figli, mutui e realizzazioni (anche l'età conta) finisce che in qualche misura si "supplisce" alla cd. parità di cui parli tu. Ed è più facile che uno pigli la "direzione dei lavori", di cui l'altro si sente parte. Non so se è chiaro. Allo stesso modo credo che nella ricerca relazionale, una buona parte di quel "sudore e sangue" venga convogliata a livello più periferico. :)
 

danny

Utente di lunga data
Ma quale assoluto?
Penso di aver ripetuto fino alla nausea che io non mi sento figo, ma è la concorrenza che fa schifo. Ma se dopo 10 anni di matrimonio tua moglie non ti ha mai guardato negli occhi mentre ti fa un pompino mentre con il primo stronzo che capita tipo il sottoscritto fa i gargarismi di sperma ridendo liberata, per me il problema é tuo, mica di lei mignotta traditorA.
Per dire.

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Questo è un assoluto, per esempio.
Perché esclude crescita, cambiamenti, differenti esigenze e tutte le altre variabili riducendo tutto a una competizione sessuale su un merito difficilmente dimostrabile.
Come puoi pensare di entrare in concorrenza con un marito in una relazione magari iniziata tanti anni prima, la cui passione è finita da tempo e che ha suggellato la stasi dell'evoluzione sessuale, evoluzione magari ripresa proprio con te sull'onda di un rinnovato interesse per l'erotismo?
Sei l'utile strumento di crescita per 40enni ormai disinteressate per stanchezza e ripetitività al coniuge, sei la novità, piacevole e stimolante, e sei probabilmente anche la risposta a qualche divagazione perversa, impossibile da confessare al padre dei loro figli, difficile da inserire in un contesto familiare, senza destabilizzare
Ma, se non ricordo male, la tua vita sessuale coniugale aveva subito un detrimento col tempo, il che comunque per me evidenzia come sia difficile contrastare la senescenza coniugale anche per chi ha un acceso interesse verso il sesso.
Che non manca neppure a me, se proprio devo dirtelo, ma non ha impedito che mia moglie provasse interesse, e non certo solo sessuale, per un altro.
Durante il corso della vita si cambia. Difficile pensare di restare legati per sempre allo stesso modo.
A volte, più semplicemente, ci si slega.
A volte, anche, si tradisce per questo.
 
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