Risponderti su tutto da cellulare diventa una guerra. Però se non ci accordiamo su un presupposto basilare non ne usciamo. Da come lo descrivi, il progetto è il quid pluris che si aggiunge alla coppia, nelle migliori intenzioni per arricchirla. Però ho sempre scritto fin da tempi non sospetti che la coppia è quanto di più lontano dal progetto, almeno la coppia ideale come la definisci tu (quella delle Tigri siberiane per intenderci), è il nemico naturale per eccellenza del progetto.
Quella coppia delle favolette in cui ci si sceglie ogni giorno come se qualcuno ci avesse resettato la memoria, quella coppia delle favolette in cui l'esperienza pregressa non diventa il mattoncino nel bene e nel male per la costruzione giù qualcosa che è diverso, e ulteriore rispetto alla coppia.
Tant'è che dal mio punto di vista si sacrifica l'individuo e la coppia per arrivare ad ottenere qualcosa di diverso.
Ecco, la grande truffa di questa faccenda sta nel fatto che nessuno parametra mai davvero lo sforzo con il risultato.
La famosa analisi costi benefici.
Io la soluzione che ho trovato per me, e da questo punto di vista sono piuttosto manicheo, è stata quella di vederla tutto bianco o tutto nero. E funziona.
Nel mio mondo, se non sei disposto ad annullarti per il progetto, non parlarmi di progetto. Proprio perché una volta stabilito il perimetro del progetto, gli obiettivi desiderati e il quantitativo di sforzo che sono disposto a mettere e che ti richiedo, si va avanti finché l'obiettivo viene raggiunto o non viene raggiunto.
E su quel risultato ti peserò.
Anche perché, normalmente il giro che hanno fatto diverse ex che ho seppellito è stato quello di proporsi come socia di un progetto, promettere il raggiungimento dell'obiettivo costi quel che costi, decidere a un certo punto di diminuire lo sforzo, trovare un muro di mattoni da parte mia, scappare a gambe levate dal progetto, lasciarmi solo a raggiungere l'obiettivo, casomai includendo altri soci, poi tornare a obiettivo raggiunto o giù di lì per avere la liquidazione del loro sforzo con me che gli ridevo in faccia e le lasciavo a mangiarsi le mani. Due sono finite in analisi. Altrimenti ci facciamo compagnia senza problemi.
Editato
No, non è qualcosa che si AGGIUNGE.
E' qualcosa che si crea insieme.
Quel famoso tutto che è maggiore della somma della parti.
Ed entrambi si è fondamentali, se insieme si è creato.
Senza raccontarsi cazzate nel qui e ora.
Senza fare pieghe nel qui e ora.
Senza dirsi "vabbè dai, su questa cosa qui, fa niente, poi vedremo".
E dubito che esista un progetto senza Io che ci mettono dentro creatività, competenze, paure, limiti, bisogni, visioni.
Io non penso che il noi sia una sorta di corpo unico in cui i due io vanno a confluire.
Io sperimento il noi come un luogo in cui i due io mettono creatività, competenze, paure, limiti, bisogni, visioni.
Parti vitali del loro essere. Essenze.
Ma i due io hanno un loro posto che non è il noi.
Il noi è una contenitore, per dirla male.
E non degli io, ma di quello che i gli io si offrono vicendevolmente.
Ecco perchè non è tigri siberiane che sene vanno incrociandosi ogni tanto e raccogliendosi per sbranare la preda.
Anche se resta una immagine veramente suggestiva, in particolare per gli ambienti della siberia che adoro profondamente per la loro desolazione e per il freddo e il silenzio.
come scrivevo a skorpio, per me i costi e i benefici stanno nel qui e ora.
E non è un reset.
E' una costante valutazione.
Questo rende piuttosto pesante lo stare con me, per la verità.
Non ti valuto una volta per tutte.
Io continuo a guardarti, a pesarti, a osservarti, a valutarti.
E per me buona parte della pesata si svolge qui.
Il resto della pesata eè che non c'è futuro che tenga.
E' adesso che le cose hanno da funzionare.
Faticosamente? Discutendo? Dandosi nei denti? Scopando?
Quel che è.
Ma qui e ora.
Col cazzo che me la gioco sul futuro.
Domani potrei essere morta.
Il futuro non esiste. E il risultato di ciò che metto e faccio qui e ora.
Che è poi il luogo dell'investimento.
Questo è il motivo di fondo per cui non mi sono mai sposata.
Di base ho sempre ritenuto una cazzata madornale investire nel futuro.
Giocandosi il presente nell'attesa del premio finale.
Fotte un cazzo del premio.
Non faccio per il premio.
Io faccio per il piacere di fare.
Che è poi il motivo per cui ti dicevo che vivo di rendita.
Tutto ciò che faccio,anche quel che non mi piace, lo faccio perchè mi piace. Per il dritto o per il rovescio.
Ribadisco, pesante.
Perchè non resetto nulla.
Anzi...ho un archivio bastardissimo.
Chi sta con me sa che ho tutto segnato.
E non per presentare il conto.
Ma perchè se sono qui è perchè quel che è stato l'ho preso tutto. (e questo è uno dei motivi per cui per me esplicitare i limiti è fondamentale. )
EDIT: e poi, riguardo i limiti c'è un'altra questione altrettanto fondamentale. Credere a quel che dice l'altro.
Il mio ex sapeva dove stava il limite.
Era convinto che per amore, se anche lui l'avesse superato, io sarei restata.
Non mi aveva creduta quando io gli avevo detto che per me l'amore non avrebbe fatto in nessun modo da ago della bilancia nella nostra relazione. L'amore rivolto al noi, intendo. Come sapeva che la Cura per me era fondamentale. Credeva che fossero parole.
