Ravenna, litiga con il compagno e lo uccide a coltellate: l'omicidio per un ...

feather

Utente tardo
Ma più che altro, quel che non condivido è la spettacolarizzazione acritica della questione (nell'ignoranza storica culturale e contestuale della questione stessa).

Ossia spostare la discussione su buoni vs cattivi,
Ecco si, qua hai toccato il nodo che mi infastidisce. Puntare i riflettori su questa fantasiosa battaglia tra i buoni e i cattivi togliendo spazio ai problemi veri e concreti che così vengono lasciati come stanno.
Di fatto è diventato terreno di propaganda politica invece che un tentativo di risolvere un problema.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ecco si, qua hai toccato il nodo che mi infastidisce. Puntare i riflettori su questa fantasiosa battaglia tra i buoni e i cattivi togliendo spazio ai problemi veri e concreti che così vengono lasciati come stanno.
Di fatto è diventato terreno di propaganda politica invece che un tentativo di risolvere un problema.
ma cosa la violenza contro le donne?
ma dove?
in che paese ?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ecco si, qua hai toccato il nodo che mi infastidisce. Puntare i riflettori su questa fantasiosa battaglia tra i buoni e i cattivi togliendo spazio ai problemi veri e concreti che così vengono lasciati come stanno.
Di fatto è diventato terreno di propaganda politica invece che un tentativo di risolvere un problema.
Sì, sono d'accordo.

A me non infastidisce particolarmente la battaglia fra i buoni e i cattivi, ho assunto che il linguaggio diffuso è quello.


A me infastidisce che un ragionamento approfondito sulla questione dei condizionamenti che riguardano l'autodeterminazione della donna, il rapporto uomo donna, i giudizi che corrono, i condizionamenti profondi che ancora contraddistinguono le visioni di maschio e femmina finiscano nel dimenticatoio.

Ma...pensare stanca, è noioso e pesante.
Perchè mai, insomma, è così importante usare le parole corrette? usare significati condivisi?
Ci intendiamo, no?
Semplifichiamo, essù...che sopra le 5 righe mi fa fatica leggere e tenere la concentrazione.

Meglio un bel tweet o un post su facebook.

Meglio un po' di retorica e a posto così. Dedtto la mia, messo mi piace non mi piace. Dato il mio obolo.
Pagata l'indulgenza.

Poi fa niente se ancora gli stipendi sono sbilanciati, se le donne che decidono di fare figli sono penalizzate, se ancora in stipula contratto chiedono dell'intenzione di avere figli, se si parla di aborto iniziano le litanie sulla sacralità, se i padri che chiedono permessi per la paternità sono ancora irrisi, se in caso di violenza è ancora un casino per la vittima denunciare..etc etc....sono cazzate, no? :)
 
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Irrisoluto

Utente di lunga data
veramente e'sempre di genere : omicidio da homo 🤔
quindi si da per scontato che la vittima sia sempre uomo.
SVEGLIAAAA 😁

siete cosi abituati a ragionare nel vostro mondo maschile che vi sfugge la qualsiasi 😁
Cerco di fare astrazione dal profondo fastidio, ma non posso lasciar passare una cosa del genere.
L'arroganza dell'ignoranza mi ha sempre fatto girare il boccino.
Homo - proprio come uomo in italiano - ha fino agli anni Settanta del Novecento indicato il genere umano (umano che deriva per l'appunto da Homo/uomo).
Per cui omicidio ha sempre significato uccisione di un essere appartenente al genere umano, uomo donna bambino che sia.
Ma come si puo' rispondere con tale arroganza sbagliandosi pure sull'ABC?

Femminicidio:

Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.

Questo per la definizione del termine.
Poi sarebbe interessante andare ad approfondire la storia di quel termine.

Condivido con voi il fastidio per l'utilizzo improprio del termine, ossia dando per scontato che ci sia SEMPRE di mezzo una sovrastruttura di matrice patriarcale.

Ma più che altro, quel che non condivido è la spettacolarizzazione acritica della questione (nell'ignoranza storica culturale e contestuale della questione stessa).

Ossia spostare la discussione su buoni vs cattivi, quando la questione è che la matrice patriarcale è sia in maschi sia nelle femmine e nella incapacità di comunicare liberamente riguardo al corpo e all'autodeterminazione del corpo. Qui e ora.
In particolare di quello della donna.

Tutti e due, per quel che vi conosco, però riconoscete l'autodeterminazione del corpo e anche della donna.
Partite da un principio di uguaglianza.
Per quanto, a mio parere, in entrambi un po' troppo spostato sulla "adorazione" (passatemi il termine e se ne avete uno migliore, correggetemi) tanto da accettare cose che richiederebbero un sonoro calcio nei denti anche ad una donna :p.

E penso che sia fondamentalmente per questo che vi trovate spiazzati. :)
Per quanto mi riguarda, facendo parte dell'eccezione - cioè degli uomini che soccomberebbero tanto psicologicamente quanto fisicamente in un scontro con una donna - mi fa non solo intellettualmente ma anche fisceralmente incazzare la retorica sulla violenza di genere.
DEtto cio', in Francia non se ne puo' veramente più. Perché non è solo una questione di retorica, ma è diventata una sorta di dittatura ideologica. Ci sono argomenti di cui non si puo' in nessun modo dibattere senza essere accusati di essere dei fascio-maschilisti retrogradi e pericolosi per il futuro della democrazia.
Anche se ogni tanto qualche segnale di apertura arriva.
Qualche giorno fa una scrittrice-prostituta ha dichiarato in un'intervista che nel rapporto coi clienti è lei ad avere il potere: lei stabilisce la tariffa, il tempo, le modalità. E i clienti, lungi dall'essere i fieri attori della violenza patriarcale, sono degli esserini intimiditi e pieni di vergogna. Certo questa posizione è in larga parte cotestabile - sono numerosi i casi di violenza sulle prostitute - ma almeno questa donna ha cercato provocatoriamente di ristabilire una parte di verità.
 
Cerco di fare astrazione dal profondo fastidio, ma non posso lasciar passare una cosa del genere.
L'arroganza dell'ignoranza mi ha sempre fatto girare il boccino.
Homo - proprio come uomo in italiano - ha fino agli anni Settanta del Novecento indicato il genere umano (umano che deriva per l'appunto da Homo/uomo).
Per cui omicidio ha sempre significato uccisione di un essere appartenente al genere umano, uomo donna bambino che sia.
Ma come si puo' rispondere con tale arroganza sbagliandosi pure sull'ABC?


Per quanto mi riguarda, facendo parte dell'eccezione - cioè degli uomini che soccomberebbero tanto psicologicamente quanto fisicamente in un scontro con una donna - mi fa non solo intellettualmente ma anche fisceralmente incazzare la retorica sulla violenza di genere.
DEtto cio', in Francia non se ne puo' veramente più. Perché non è solo una questione di retorica, ma è diventata una sorta di dittatura ideologica. Ci sono argomenti di cui non si puo' in nessun modo dibattere senza essere accusati di essere dei fascio-maschilisti retrogradi e pericolosi per il futuro della democrazia.
Anche se ogni tanto qualche segnale di apertura arriva.
Qualche giorno fa una scrittrice-prostituta ha dichiarato in un'intervista che nel rapporto coi clienti è lei ad avere il potere: lei stabilisce la tariffa, il tempo, le modalità. E i clienti, lungi dall'essere i fieri attori della violenza patriarcale, sono degli esserini intimiditi e pieni di vergogna. Certo questa posizione è in larga parte cotestabile - sono numerosi i casi di violenza sulle prostitute - ma almeno questa donna ha cercato provocatoriamente di ristabilire una parte di verità.
ti sei reso conto da solo di quanto quello che hai scritto sia contestabile tenuto conto delle infinite violenze (moltissime non denunciate) e degli omicidi inferti alle prostitute. da un potere psicologico di poche escort privilegiate la grande massa sulla strada è alla mercé di soprusi e violenze.
se è con questo tipo di "aperture" che tu pensi ad un futuro di maggiore democrazia mi preoccupo
 
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Irrisoluto

Utente di lunga data
ti sei reso conto da solo di quanto quello che hai scritto sia contestabile tenuto conto delle infinite violenze (moltissime non denunciate) e degli omicidi inferti alle prostitute. da un potere psicologico di poche escort privilegiate la grande massa sulla strada è alla mercé di soprusi e violenze.se è con questo tipo di "aperture" che tu pensi ad un futuro di maggiore democrazia mi preoccupo
questo tipo di apertura permette, di rilanciare il dibattito su altre basi.ad esempio, non più sulla bontà o meno della prostituzione, ma sulle forme che oggi, in una società capitalistica, la prostituzione assume.perché il fatto che alcune escort privilegiate siano a loro agio, o addirittura esercitino un certo potere sui clienti, e ne traggano piacere, ci indica che il problema non è la prostituzione in sé.comunque, per la cronaca, la scrittrice in questione ha esercitato il mestiere di prostituta in numerosi stabilimenti tedeschi (non era cioè ricca escort indipendente, ma salariata presso dei bordelli)
 
questo tipo di apertura permette, di rilanciare il dibattito su altre basi.ad esempio, non più sulla bontà o meno della prostituzione, ma sulle forme che oggi, in una società capitalistica, la prostituzione assume.perché il fatto che alcune escort privilegiate siano a loro agio, o addirittura esercitino un certo potere sui clienti, e ne traggano piacere, ci indica che il problema non è la prostituzione in sé.comunque, per la cronaca, la scrittrice in questione ha esercitato il mestiere di prostituta in numerosi stabilimenti tedeschi (non era cioè ricca escort indipendente, ma salariata presso dei bordelli)
privilegiata rispetto alla strada.
quale problema prostituzione...non si parlava di violenza sulle donne/sugli uomini?
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
privilegiata rispetto alla strada.quale problema prostituzione...non si parlava di violenza sulle donne/sugli uomini?
si, c' è stato uno spostamento progressivo verso un OT, ma il raccordo era la possibilità di parlare del fatto nella indubbia subalternità delle donne è attivo un gioco di potere più sottile e complesso in cui le stesse donne esercitano un potere, diverso certo da quello degli uomini, ma non meno violento (e l'esempio della prostituzione mi sembrava illustrare bene questo capovolgimento di prospettiva)
 
si, c' è stato uno spostamento progressivo verso un OT, ma il raccordo era la possibilità di parlare del fatto nella indubbia subalternità delle donne è attivo un gioco di potere più sottile e complesso in cui le stesse donne esercitano un potere, diverso certo da quello degli uomini, ma non meno violento (e l'esempio della prostituzione mi sembrava illustrare bene questo capovolgimento di prospettiva)
è sulla quella diversità che sta il fulcro del discorso
 

Marjanna

Utente di lunga data
questo tipo di apertura permette, di rilanciare il dibattito su altre basi.ad esempio, non più sulla bontà o meno della prostituzione, ma sulle forme che oggi, in una società capitalistica, la prostituzione assume.perché il fatto che alcune escort privilegiate siano a loro agio, o addirittura esercitino un certo potere sui clienti, e ne traggano piacere, ci indica che il problema non è la prostituzione in sé.comunque, per la cronaca, la scrittrice in questione ha esercitato il mestiere di prostituta in numerosi stabilimenti tedeschi (non era cioè ricca escort indipendente, ma salariata presso dei bordelli)
Ma che parti e parti...
Semplicemente alcune ragazze hanno capito che sei meno schiava ad aprirti una partita iva e lavorare nel porno, che andare a fare la schiava in un ufficio stando a 90 tutto il giorno e dovendo pure dire grazie.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Qualche giorno fa una scrittrice-prostituta ha dichiarato in un'intervista che nel rapporto coi clienti è lei ad avere il potere: lei stabilisce la tariffa, il tempo, le modalità. E i clienti, lungi dall'essere i fieri attori della violenza patriarcale, sono degli esserini intimiditi e pieni di vergogna. Certo questa posizione è in larga parte cotestabile - sono numerosi i casi di violenza sulle prostitute - ma almeno questa donna ha cercato provocatoriamente di ristabilire una parte di verità.
Intervista... prossimo libro in uscita? Business.
Se è tutt'ora una prostituta dubito abbia dato degli sfigati ai suoi clienti, a meno che non sia gente a cui piace fare lo schiavo. Forse è ormai avanti con l'età e si deve inventare qualcosa per fare soldi.

Ma è tutt'altra cosa dalle prostitute di strada, sotto costrizione.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Intervista... prossimo libro in uscita? Business.
Se è tutt'ora una prostituta dubito abbia dato degli sfigati ai suoi clienti, a meno che non sia gente a cui piace fare lo schiavo. Forse è ormai avanti con l'età e si deve inventare qualcosa per fare soldi.

Ma è tutt'altra cosa dalle prostitute di strada, sotto costrizione.
Si ma sono d'accordo.
Volevo solo dire che anche le donne esercitano una forma di potere, in alcune (non tutte certo) situazioni di prostituzione (comprese quelle matrimoniali....), non fosse altro che il potere che porta un uomo a sganciare somme considerevoli per avere accesso al loro corpo (che spesso è il corpo della moglie).
E che i clienti delle prostitute - proprio come molti mariti - nel momento in cui pagano esercitano un potere ma lo subiscono anche nel medesimo atto della transazione (matrimoniale o mercenaria).
 

feather

Utente tardo
Solitamente è il cliente a cercare la prostituta, non viceversa.
Quando tu hai qualcosa che io voglio, chi ha la posizione dominante?
Ovviamente al netto del prenderselo con la violenza. Ma che per fortuna non è la transazione standard.

Ad ogni modo, tornando al nodo originale, io semplicemente contestavo la necessità di farne una questione di genere. Per due motivi
a. Per quanto mi riguarda un omicidio ha la stessa gravità a prescindere dal sesso delle persone coinvolte
b. La distinzione toglie luce al nodo principale: c'è stato un omicidio
 
Solitamente è il cliente a cercare la prostituta, non viceversa.
Quando tu hai qualcosa che io voglio, chi ha la posizione dominante?
Ovviamente al netto del prenderselo con la violenza. Ma che per fortuna non è la transazione standard.

Ad ogni modo, tornando al nodo originale, io semplicemente contestavo la necessità di farne una questione di genere. Per due motivi
a. Per quanto mi riguarda un omicidio ha la stessa gravità a prescindere dal sesso delle persone coinvolte
b. La distinzione toglie luce al nodo principale: c'è stato un omicidio
sì.però diciamo che il "clamore" nasce un po' a prevenzione di un fatto troppo ricorrente che in tantissimi casi poteva essere fermato.
moltissime donne hanno denunciato uomini che non sono stati fermati.la speranza è anche quella che si riesca a muoversi prima che succeda il crimine.
in secondo luogo che si sensibilizzino tutte quelle fidanzate, mogli e conviventi che accettano violenze che andranno a concludersi in tragedia.
quindi non mi sembra per nulla inutile che si parli...e molto, di femminicidio
 

feather

Utente tardo
in secondo luogo che si sensibilizzino tutte quelle fidanzate, mogli e conviventi che accettano violenze che andranno a concludersi in tragedia.
Sai bene che le donne che stanno in relazioni abusive spesso non ci stanno per ignoranza, ma per perverse dipendenze emotive e psicologiche. Non credo che dicendogli "guarda che prima o poi ti ammazza" lei lo lascerà. Purtroppo la "cura" mi sa ben più complessa di una semplice sensibilizzazione.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
sì.però diciamo che il "clamore" nasce un po' a prevenzione di un fatto troppo ricorrente che in tantissimi casi poteva essere fermato.
moltissime donne hanno denunciato uomini che non sono stati fermati.la speranza è anche quella che si riesca a muoversi prima che succeda il crimine.
in secondo luogo che si sensibilizzino tutte quelle fidanzate, mogli e conviventi che accettano violenze che andranno a concludersi in tragedia.
quindi non mi sembra per nulla inutile che si parli...e molto, di femminicidio
Ci sono dei limiti tecnici che impediscono di "fermare" i futuri assassini.
Innanzitutto, è difficile individuarli: la violenza psicologica puo' essere un indicatore importante, più di un ceffone, ma chi puo' andare a valutare davvero la pericolosità di un comportamento?
Se ci si basasse solo sulle dichiarazioni delle donne, si troverebbe in galera un esercito di uomini che, nella dinamica reale, erano le vittime.
E lo dico per esperienza diretta e indiretta.
Gli uffici giudiziari sono sommersi di denunce di donne perverse che, giocando sul pregiudizio femminista, sperano di mandare in galera un marito totalmente innocente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ci sono dei limiti tecnici che impediscono di "fermare" i futuri assassini.
Innanzitutto, è difficile individuarli: la violenza psicologica puo' essere un indicatore importante, più di un ceffone, ma chi puo' andare a valutare davvero la pericolosità di un comportamento?
Se ci si basasse solo sulle dichiarazioni delle donne, si troverebbe in galera un esercito di uomini che, nella dinamica reale, erano le vittime.
E lo dico per esperienza diretta e indiretta.
Gli uffici giudiziari sono sommersi di denunce di donne perverse che, giocando sul pregiudizio femminista, sperano di mandare in galera un marito totalmente innocente.
Questo cos’è un esperimento di ribaltamento della realtà?
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Questo cos’è un esperimento di ribaltamento della realtà?
No, è il motivo per cui non si riescono a fermare in tempo i futuri assassini.
Perché da un lato è oggettivamente difficile prevedere il passaggio all'atto.
Dall'altro, il numero elevato delle denunce a vuoto - in cui i fatti denunciati sono stati inventati - rende ancora più difficile la verifica e l'individuazione delle situazioni realmente a rischio.
Se denunciassero solo le donne che davvero subiscono violenza, sarebbe molto più semplice prevenire gli omicidi.

Detto cio', è inutile negare la realtà, c'è un pregiudizio ormai inaccettabile a favore delle donne in ambito di violenza.

Una sera stavamo litigando davanti a un locale, lei dopo aver esercitato una violenza psicologica mostruosa durante tutta la serata pretendeva che io le restituissi le chiavi di casa sua dove avevo lasciato il mio computer con tutto il mio lavoro.
Dopo un'ora di discussione, stremato e anche impaurito perché in precedenza aveva letteralmente sequestrato cose mie di cui avevo bisogno a casa sua per giorni, le do della grandissima stronza.
In quel momento passa una donna che mi dice "se continui chiamo la polizia". Recupero la calma e tento di spiegarle la situazione e lei mi risponde "se non te ne vai subito ti ritrovi in questura".
Visto che rimanevo li impietrito, più sconvolto che incazzato, questa donna abbraccia la mia ragazza dicendole di non preoccuparsi, che ora sarà protetta e che andranno insieme a sporgere denuncia per aggressione verbale.
Alla fine la mia ragazza decise di non sporgere denuncia e ovviamente nelle statistiche conta come una donna che è talmente sottomessa da rinunciare a procedere legalmente.
E so per certo che casi come questo che ho raccontato qui ce ne sono tantissimi.
Solo che no, non è politcamente corretto parlarne.
Perché le donne sono vittime e basta. E quando dicono di non esserlo è perché sono talmente vittime da non riuscire a riconoscerla. Questo è chiaramente totalitarismo ideologico.
 
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Marjanna

Utente di lunga data
No, è il motivo per cui non si riescono a fermare in tempo i futuri assassini.
Perché da un lato è oggettivamente difficile prevedere il passaggio all'atto.
Dall'altro, il numero elevato delle denunce a vuoto - in cui i fatti denunciati sono stati inventati - rende ancora più difficile la verifica e l'individuazione delle situazioni realmente a rischio.
Se denunciassero solo le donne che davvero subiscono violenza, sarebbe molto più semplice prevenire gli omicidi.

Detto cio', è inutile negare la realtà, c'è un pregiudizio ormai inaccettabile a favore delle donne in ambito di violenza.

Una sera stavamo litigando davanti a un locale, lei dopo aver esercitato una violenza psicologica mostruosa durante tutta la serata pretendeva che io le restituissi le chiavi di casa sua dove avevo lasciato il mio computer con tutto il mio lavoro.
Dopo un'ora di discussione, stremato e anche impaurito perché in precedenza aveva letteralmente sequestrato cose mie di cui avevo bisogno a casa sua per giorni, le do della grandissima stronza.
In quel momento passa una donna che mi dice "se continui chiamo la polizia". Recupero la calma e tento di spiegarle la situazione e lei mi risponde "se non te ne vai subito ti ritrovi in questura".
Visto che rimanevo li impietrito, più sconvolto che incazzato, questa donna abbraccia la mia ragazza dicendole di non preoccuparsi, che ora sarà protetta e che andranno insieme a sporgere denuncia per aggressione verbale.
Alla fine la mia ragazza decise di non sporgere denuncia e ovviamente nelle statistiche conta come una donna che è talmente sottomessa da rinunciare a procedere legalmente.
E so per certo che casi come questo che ho raccontato qui ce ne sono tantissimi.
Solo che no, non è politcamente corretto parlarne.
Perché le donne sono vittime e basta. E quando dicono di non esserlo è perché sono talmente vittime da non riuscire a riconoscerla. Questo è chiaramente totalitarismo ideologico.
Ma questa scena è con la tua ragazza attuale?
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Ma questa scena è con la tua ragazza attuale?
Si certo, solo lei è riuscita a mettermi in situazioni di questo tipo. Per fortuna dopo questo episodio, che risale a un anno e mezzo fa, prendo le mie precauzioni (non lascio nulla di importante a casa sua e mantengo la calma anche di fronte alle cose più assurde.
 
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