Emarginazione ed omologazione

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Fedifrago

Utente di lunga data
L'ultimo libro di Pennac si affronta il tema dell'emarginazione di cui a scuola son oggetto i cd. somari.

Allo stesso modo credo che la stessa cosa avvenga per i cd. secchioni (qualcosa del genere è avvenuta ad es. negli anni scorsi a mia figlia).

Poi abbiamo "somari" che diventano un Leonardo da Vinci o un Einstein!

Nella nostra società che valutazione date voi alla cosa, ovviamente riferita anche al mondo del lavoro, dove chi sgobba anche al di là del minimo indispensabile viene ad esempio spesso visto male dagli altri? Non è che i retaggi del '68 abbiano portato anch'essi alla ricerca di un'omologazione, all'appiattimento e che incidano pesantemente nella nostra società portando al rifiuto delle punte in alto o in basso, al rifiuto quindi del "diverso"?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Io posso parlare della scuola sia dal punto di vista degli studenti, sia dal punto di vista di luogo di lavoro.
La gestione di una classe è una cosa difficile e complicata; tanto più complessa quanto più si vuol tenere conto delle diversità e dei bisogni individuali.
E' ormai un luogo comune dire che il '68 ha portato un livellamento verso il basso della scuola senza assolutamente considerare che il movimento è nato proprio per contestare una scuola che non considerava le diversità di nessun tipo se non per negarle, basti pensare al grenbiule e al significato di repressione sessuale che aveva il grembiule nero per le ragazze (che era anche richiesto alle impiegate).
Accenno solo che la motivazione che più frequentemente veniva data a questa richiesta era che un modo per "proteggere" le donne dagli sguardi e dalle avances degli uomini...(se questo ci sarebbe da discutere per pagine...).
Il '68 è nato nel momento in cui lo sviluppo industriale richiedeva una cultura di massa ed era la ribellione alla diffusione di una cultura e di un modo di trasmettarla che tendeva a omologare e a emarginare.
Credo che basti leggere "Lettera a una professoressa" per rendersi conto di cos'era la scuola e ...di cos'è tuttora.
Perché è tuttora emarginante?
Oltre alle ragioni alte (cultura/politica/economia...) vi è una ragione semplice (e la vedo come lavoratrice della scuola contatando come lavorano i colleghi) considerare le diversità e valorizzarle è difficile, faticoso, richiede lavoro preparatorio, ma anche l'intelligenza di sapere cogliere gli spunti diversi e ricondurli in un percorso comune.


P.S. Non ho ancora letto l'ultimo Pennac
 

Verena67

Utente di lunga data
L'ultimo libro di Pennac si affronta il tema dell'emarginazione di cui a scuola son oggetto i cd. somari.

Allo stesso modo credo che la stessa cosa avvenga per i cd. secchioni (qualcosa del genere è avvenuta ad es. negli anni scorsi a mia figlia).

Poi abbiamo "somari" che diventano un Leonardo da Vinci o un Einstein!

Nella nostra società che valutazione date voi alla cosa, ovviamente riferita anche al mondo del lavoro, dove chi sgobba anche al di là del minimo indispensabile viene ad esempio spesso visto male dagli altri? Non è che i retaggi del '68 abbiano portato anch'essi alla ricerca di un'omologazione, all'appiattimento e che incidano pesantemente nella nostra società portando al rifiuto delle punte in alto o in basso, al rifiuto quindi del "diverso"?
io piu' che la differenza tra somari e secchioni trovo quella - assai piu' raggelante (e mio marito che è insegnante lo conferma - tra EDUCATI E MALEDUCATI


I secondi li schifo e se posso eliminarli dal mio team lo faccio.

Bacio!
 
O

Old lele51

Guest
Credo che la società che evolve con presunzioni sempre più mediatiche emargina tutti coloro che non rientrino minimamente nella linea del momento..."il diverso", sia somaro o secchione, buon lavoratore o menefreghista, non importa l'aggetivo...lo si percepisce in tutte le situazioni...e ce ne stiamo abituando, questo è peggio...
...come con altri eventi che prima ci facevano riflettere...adesso diamo tutto per scontato...e solo ci pensiamo quattro gatti in un forum che ci permette dire la nostra anche se sbagliata...
Lele
 
O

Old lele51

Guest
il regno della mediocrità...

io piu' che la differenza tra somari e secchioni trovo quella - assai piu' raggelante (e mio marito che è insegnante lo conferma - tra EDUCATI E MALEDUCATI


I secondi li schifo e se posso eliminarli dal mio team lo faccio.

Bacio!
E deprimente ma ho la sensazione che la volgarità, la mediocrità e il facilismo sono le nuove frontiere della nostra educazione...ci lotto con tutte le forze ma perdo la guerra i mie valori di famiglia, lavoro, educazione son messi a repentaglio ogni singolo giorno...i media e la strada sono la rovina dei nostri ragazzi...è una lotta continua per tentare di salvare il salvabile...speriamo bene.
Lele
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Però

Anche l'educazione è una questione cognitiva e di intelligenza.
Bisogna imparare i comportamenti e saper valutare le situazioni per saperli applicare.
Se pensiamo, ad esempio, all'uso delle parolacce ci rendiamo conto che un tempo in famiglia erano assolutamente proibite, così come una comunicazione violenta. Questa cosa che è stata contestata come un segno di ipocrisia (e molto spesso lo era), insegnava una cosa fondamentale: il registro comunicativo deve essere adeguato al contesto.
E questo lo insegnavano anche altre cose, come il da me contestato pochi post più su, obbligo del grembiule, che facevano comprendere (in modo repressivo e non come presa di coscienza, però) che anche l'abbigliamento, la postura, la gestualità devono essere adeguati all'ambiente.
 

Bruja

Utente di lunga data
Feddy

Non mi voglio infilare in lunghe discussioni.... non basterebbe il forum, ma credo che fatti i solito distinguo... l'educazione che è inizialmente compito dalla famiglia ed approda alla scuola, spesso non è all'altezza e non formnisce a queste menti in formazione gli "attrezzi" per automodellarsi... ed ecco che si modellano al gregge che impera.
Gli insegnanti, ad onta di molti assai validi, spesso prendono il loro mestiere come un qualsiasi impiego, danneggiando perfino quelli fra loro di valore, la famiglia vuole che molti problemi vengano deferiti alla scuola o, in altri casi, che se ne disinteressi accusando magari gli insegnanti di "persecuzione".
I giovani, in mezzo a queste onde d'urto, spesso si lasciano andare, a volte si deprimono, altre reagiscono male... e tutto in virtù di un agonismo malsano e non formativo, i cui risultati che devono arrivare nei modi e nei tempi che il trend generale si aspetta, magari obbligandoli al relativo adeguamento.
Le prospettive di vita sono il sogno che si deve realizzare, e spesso la gioventù ha solo la speranza che le proprie potenzialità siano ben impiegate. Quando non accade si ha spesso la delusione avvilente o il collasso della propria personalità ed iniziativa e il rapportarsi con gli altri, col mondo dello studio e del lavoro, diventa arduo, dxifficile ed assai penoso.
Credo che questo sia uno dei motivi che sempre più spesso obbliga molte famiglie ad affidare i loro figli alle cure di un professionista per risolvere i guasti che una società "malata" può indurre.
Bruja
 

MK

Utente di lunga data
.. e tutto in virtù di un agonismo malsano e non formativo, i cui risultati che devono arrivare nei modi e nei tempi che il trend generale si aspetta, magari obbligandoli al relativo adeguamento.
Le prospettive di vita sono il sogno che si deve realizzare, e spesso la gioventù ha solo la speranza che le proprie potenzialità siano ben impiegate.



Mia figlia comincerà la scuola quest'anno e quando sento alcune mamme parlare di competitività mi vengono i brividi... Vorrei che la scuola aprisse le menti, non che preparasse il gregge...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
l'esempio secchioni o somari era finalizzato al sottolineare come nella società odierna non vi sia spazio appunto che per l'omologato...

Con i miei collaboratori ho sempre insistito non tanto sul rispetto di "tabellini di marcia" predefiniti (tot contatti, tot appuntamenti tot contratti conclusi...) quanto sul risultato finale, trovato attraverso i modi e i tempi più consoni, esprimendo cioè la loro personale attitudine all'affrontare le situazioni, non imponendo le mie o quelle "di scuola"...questo crea spesso scompiglio, perchè diviene una responsabilizzazione togliendo l'alibi del "ho fatto quello che mi hai chiesto e come mi hai chiesto di fare...quindi la colpa (o il merito) non son della persona ma del metodo adottato.

Ecco, un altro aspetto: oggi molte persone rifuggono anche dall'attribuirsi il merito dei loro successi...quasi che fosse una colpa!
 

Grande82

Utente di lunga data
l'esempio secchioni o somari era finalizzato al sottolineare come nella società odierna non vi sia spazio appunto che per l'omologato...

Con i miei collaboratori ho sempre insistito non tanto sul rispetto di "tabellini di marcia" predefiniti (tot contatti, tot appuntamenti tot contratti conclusi...) quanto sul risultato finale, trovato attraverso i modi e i tempi più consoni, esprimendo cioè la loro personale attitudine all'affrontare le situazioni, non imponendo le mie o quelle "di scuola"...questo crea spesso scompiglio, perchè diviene una responsabilizzazione togliendo l'alibi del "ho fatto quello che mi hai chiesto e come mi hai chiesto di fare...quindi la colpa (o il merito) non son della persona ma del metodo adottato.

Ecco, un altro aspetto: oggi molte persone rifuggono anche dall'attribuirsi il merito dei loro successi...quasi che fosse una colpa!
vuoi essere il mio capo?
Mi adotti?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
l'esempio secchioni o somari era finalizzato al sottolineare come nella società odierna non vi sia spazio appunto che per l'omologato...

Con i miei collaboratori ho sempre insistito non tanto sul rispetto di "tabellini di marcia" predefiniti (tot contatti, tot appuntamenti tot contratti conclusi...) quanto sul risultato finale, trovato attraverso i modi e i tempi più consoni, esprimendo cioè la loro personale attitudine all'affrontare le situazioni, non imponendo le mie o quelle "di scuola"...questo crea spesso scompiglio, perchè diviene una responsabilizzazione togliendo l'alibi del "ho fatto quello che mi hai chiesto e come mi hai chiesto di fare...quindi la colpa (o il merito) non son della persona ma del metodo adottato.

Ecco, un altro aspetto: oggi molte persone rifuggono anche dall'attribuirsi il merito dei loro successi...quasi che fosse una colpa!
Se sono merito nostro i successi ...lo sono anche gli insuccessi...
 

Fedifrago

Utente di lunga data

Fedifrago

Utente di lunga data
ehmmmmmm
non ho capito!!!
Fedi, in che senso?
Non ti preoccupare, comunque, io non mi distraggo!!

Ahhhh...ok allora!!!


Di te mi fido più che di me stesso!!!
 

MariLea

Utente di lunga data
Se sono merito nostro i successi ...lo sono anche gli insuccessi...
si dice che il team sia il miglior metodo per scaricare sugli altri le responsabilità dell'insuccesso

a parte gli scherzi, non so a scuola... ma credo poco all'omologazione nel campo del lavoro... ognuno ci mette la sua faccia prima che le competenze, anche nei lavori più umili... ci son persone che, anche con capacità limitate, son dei veri muli instancabili e preziosi... gli sfaticati si emarginano da soli imboscandosi
 

Old Italia1

Utente di lunga data
l'esempio secchioni o somari era finalizzato al sottolineare come nella società odierna non vi sia spazio appunto che per l'omologato...

Con i miei collaboratori ho sempre insistito non tanto sul rispetto di "tabellini di marcia" predefiniti (tot contatti, tot appuntamenti tot contratti conclusi...) quanto sul risultato finale, trovato attraverso i modi e i tempi più consoni, esprimendo cioè la loro personale attitudine all'affrontare le situazioni, non imponendo le mie o quelle "di scuola"...questo crea spesso scompiglio, perchè diviene una responsabilizzazione togliendo l'alibi del "ho fatto quello che mi hai chiesto e come mi hai chiesto di fare...quindi la colpa (o il merito) non son della persona ma del metodo adottato.

Ecco, un altro aspetto: oggi molte persone rifuggono anche dall'attribuirsi il merito dei loro successi...quasi che fosse una colpa!
nella mia esperienza vedo il contrario. L'accapigliarsi, cioè, nel prendersi meriti anche di altri.....ma dove vivi, a fantasilandia?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
La scuola come luogo di lavoro è un ambiente particolare perché non sempre chi lavora meglio (il di più è relativo, anche se c'è anche questo aspetto, ma è un discorso a parte) viene riconosciuto.
Sono almeno 10 anni che si sta cercando un modo per riconoscere i risultati che sono ben difficili da misurare perché da un lato sono dipendenti dalla "materia prima" e in parte tanto complessi da rendere difficile trovare test di misurazione.
Per esemplificare se un risultato atteso è un atteggiamento curioso e la capacità di trovare e rielaborare le informazioni sarà sì un qualcosa verificabile, ma non attraverso una prova a cui sottoporre ampi gruppi.
Generalmente si considera valida la valutazione dell'utenza, ma anche in questo caso è difficile misurarla e poi non è detto che la soddisfazione del cliente corrisponda a un reale lavoro ben impostato in quanto i genitori, ad esempio nella scuola di base, tendono a reagire in modo negativo a qualunque novità che mette in crisi le loro certezze e conoscenze.
Ditemi se è noioso e cancello.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ma...chi è appassionato al suo lavoro non si fa omologare

Fintanto che la struttura e l'organizzazione glielo consentono.
 

MariLea

Utente di lunga data
La scuola come luogo di lavoro è un ambiente particolare perché non sempre chi lavora meglio (il di più è relativo, anche se c'è anche questo aspetto, ma è un discorso a parte) viene riconosciuto.
Sono almeno 10 anni che si sta cercando un modo per riconoscere i risultati che sono ben difficili da misurare perché da un lato sono dipendenti dalla "materia prima" e in parte tanto complessi da rendere difficile trovare test di misurazione.
Per esemplificare se un risultato atteso è un atteggiamento curioso e la capacità di trovare e rielaborare le informazioni sarà sì un qualcosa verificabile, ma non attraverso una prova a cui sottoporre ampi gruppi.
Generalmente si considera valida la valutazione dell'utenza, ma anche in questo caso è difficile misurarla e poi non è detto che la soddisfazione del cliente corrisponda a un reale lavoro ben impostato in quanto i genitori, ad esempio nella scuola di base, tendono a reagire in modo negativo a qualunque novità che mette in crisi le loro certezze e conoscenze.
Ditemi se è noioso e cancello.
Ora non cominciare a cancellare tutto per esercitarti


Io credo che l'utenza si renda conto della qualità del lavoro degli insegnanti, sul di più farei riferimento solo agli assenteisti, il via vai di supplenti differenti che danneggia non poco...
Cosa che reputo fondamentale e difficile da gestire è un buon rapporto scuola famiglia... fatto di vera collaborazione nel comune interesse...
Quello in cui non credo sono gli istituti con nomea di "ottima scuola"... e tutti i genitori a sgomitare per iscriverci il proprio figlio... è solo questione di fortuna finire in una "buona sezione" perchè ci son bravi e scarsi dappertutto.
 

Lettrice

Utente di lunga data
nella mia esperienza vedo il contrario. L'accapigliarsi, cioè, nel prendersi meriti anche di altri.....ma dove vivi, a fantasilandia?
Concordo... al contrario tutti a dileguarsi quando c'e' da assumersi la responsabilita' di un gran casino...
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top